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Pranzo di Natale sostenibile: idee per un menù eco-friendly

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

albero di Natale
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Ricette per Natale
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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Un’idea per stupire: un antipasto ad albero di Natale

Natale è anche sinonimo di creatività in cucina. Per il pranzo di Natale sostenibile ho pensato a un antipasto inedito, che potesse richiamare visivamente uno dei simboli delle feste natalizie, quindi ho creato un albero di Natale a base di verdure, formaggi e salumi.

E’ una vera esplosione di colori e sapori, nonché una composizione che delizia gli occhi ancora prima del palato. Una ricetta che, nonostante l’apparente complessità, si prepara in pochi minuti. E’ sufficiente utilizzare un cono di polistirolo come struttura e degli stecchini per fissare gli ingredienti. Inoltre, si mangia comodamente come se fosse un buffet, staccando un ingrediente per volta.

L’albero di Natale può fare bella mostra di sè come antipasto collettivo, magari posizionato al centro di una tavola in modo che emerga in tutto il suo splendore. Ovviamente l’albero di Natale si presta alla personalizzazione, sicché potete liberamente aggiungere o rimuovere ingredienti. Ma ecco la ricetta!

Ricetta pranzo di Natale sostenibile

Preparazione pranzo di Natale sostenibile

  • Per preparare l’albero di Natale ricoprite il cono di polistirolo con la carta da forno, fissandolo con un po’ di nastro adesivo.
  • Poi infilzate gli stuzzicadenti nel cono, creando così la struttura dell’albero e i supporti per gli ingredienti.
  • Infilzate gli ingredienti negli stuzzicadenti.
  • Guarnite con i rametti di rosmarino, in modo da conferire un po’ di verde all’albero di Natale. Servite e buone feste!

Ingredienti pranzo di Natale sostenibile

  • 1 cono di polistirolo della dimensione che preferite
  • 1 foglio di carta forno per rivestire il cono
  • q. b. di stuzzicadenti
  • pomodorini rossi o gialli
  • q. b. di salame
  • q. b. di wurstel
  • rametti di rosmarino fresco
  • q. b. di olive verdi ripiene
  • q. b. di olive nere
  • qualche mozzarellina
  • un po’ di Parmigiano Reggiano
  • q. b. di Emmenthal

Pranzo di Natale sostenibile, ricette sfiziose per unire l’utile al dilettevole

Natale è alle porte ed è ora di pensare al menù, è quindi l’occasione giusta per programmare un pranzo di Natale sostenibile e inclusivo. So parlando di un pranzo di Natale che, senza tradire le aspettative di chi vuole mangiare tanto e bene, possa strizzare l’occhio alle tematiche ambientaliste. Insomma, un pranzo di Natale genuino e dall’alto valore non solo gastronomico ma anche etico.

Tutto ciò non significa appesantire il Natale, e non significa nemmeno fare i pignoli. L’obiettivo della sostenibilità si intreccia alla perfezione con il concetto di divertimento, spensieratezza, gioia e quanto di buono reca con sé il 25 dicembre. Un pranzo di Natale sostenibile può diventare benissimo un pranzo di Natale basato su idee originali, che sappiano stupire e inserirsi comunque nel solco della tradizione.

Reputo quindi utile – oltre che divertente – fornire consigli, indicazioni e “trucchetti” per chi vuole fare del bene al pianeta anche a Natale, oltre a sé stessi e ai propri parenti.

La scelta del menù sostenibile

Il primo passo per un pranzo di Natale sostenibile è ovviamente la scelta delle pietanze. Come già sa chi si occupa abitualmente del menù di Natale, la scelta è anche la fase più divertente. La mente vola subito al 25 dicembre e si fantastica su cosa preparare, ci si immagina tutti intorno a un tavolo con l’albero e con il presepe sullo sfondo.

Come comporre un menù eco-sostenibile e inclusivo? In realtà è molto facile. Nella maggior parte dei casi basta puntare alle ricette della tradizione più verace e più popolare. Il motivo è intuibile: in antichità, quando le tradizioni si sono formate, c’erano a disposizione solo gli ingredienti di stagione. E si dà il caso che gli ingredienti più eco-sostenibili siano proprio quelli di stagione!

Rimane da sciogliere i dubbi sul concetto di inclusività, fondamentale quando si parla di primi piatti e secondi piatti che possano piacere anche a chi adotta un regime alimentare diverso dal solito. Mi sto riferendo a celiaci, intolleranti al lattosio, vegetariani, vegani etc. I consigli sono due. In primo luogo accogliere con favore la presenza di esigenze diverse. La diversità è un valore in cucina, nonché il viatico per la scoperta di sapori nuovi.

Il secondo consiglio è di maturare una conoscenza spiccata degli alimenti (anche alternativi), in modo da trasformare la ricerca in un’occasione per sperimentare, piuttosto che in un tentativo disperato di accontentare tutti. Solo in questo modo è possibile preparare piatti che possono regalare a tutti un’esperienza gastronomica di livello. Qui sul sito trovate tante ricette per intolleranti, vegani etc. che piacciono anche a chi adotta un “regime alimentare classico”. Un esempio è il delizioso filetto vegetariano alla Wellington!

E’ un’idea squisita e originale per rendere uno dei migliori secondi di carne, ovvero il Filetto alla Wellington, compatibile con le esigenze di chi abitualmente non lo mangia o dei vegetariani. In questo caso il manzo viene sostituito da un mix di verdure che copre un ampio spettro di sapori: la zucca con la sua dolcezza, il cavolo nero con la sua punta amarognola, le carote e il porro con la loro delicatezza. A completare il tutto troviamo il formaggio cremoso e le castagne lessate. Infine, viene ricoperto il tutto con l’immancabile pasta sfoglia!

Filetto alla Wellington vegetariano

Il menù per un pranzo di Natale sostenibile? Ve lo do io! Partiamo dagli antipasti

Se invece volete farvi ispirare da chi al menù per un pranzo di Natale sostenibile ci ha già pensato, potete affidarvi alle ricette che vi presento qui di seguito. Ricette sfiziose, che partono dalla tradizione e da ingredienti semplici per dare vita a piatti eleganti, abbondanti e gustosi. Proprio quello che ci vuole a Natale! Mi raccomando, seguite i link per accedere alla ricetta completa.

Tomino in crosta

Come antipasto vi consiglio il tomino in crosta, che può essere considerato come un pezzo di rosticceria gourmet. La dolcezza del formaggio si fa valorizzare dalla sapidità dello speck, mentre la morbidezza del tomino si contrappone la friabilità della pasta sfoglia. A parere mio è una soluzione per partire bene, preannunciando agli ospiti che il pranzo di Natale sarà un’esperienza straordinaria.

tortino di zucca su crema di stracciatella

Una soluzione ancora più raffinata è il tortino di zucca su crema di stracciatella. Badate bene, è una ricetta raffinata e semplicissima da preparare! Non dovrete fare altro che creare un impasto con la polpa di zucca già cotta, i tuorli, il formaggio grattugiato, la panna, sale e pepe. Poi trasferite questo impasto negli stampini e cuocetelo al forno. Seguirà poi l’impiattamento: create per ciascuna porzione un letto in stracciatella condita con olio e sale, infine ponete su di essa il tortino di zucca.

Altre idee interessanti sono l’alberello di sfoglia al pesto genovese e l’insalata di rinforzo in versione antipasto.

I primi per un pranzo di Natale sostenibile

Passiamo al fulcro di ogni pranzo di Natale, ovvero ai primi piatti. Qui la tradizione italiana dà il meglio di sé. Io ho però inteso rivisitarla (giusto un po’) con dei deliziosi cannelloni di scarola e con le lasagne al salmone e verdure.

Cannelloni di scarole

I cannelloni di scarola vi stupiranno per l’originalità e per l’utilizzo innovativo delle verdure. La scarola in questo piatto si trasforma in un delicato involucro da ripieno, sostituendo più che degnamente i classici cannelloni di pasta all’uovo. Per quanto concerne il ripieno è composto da altra scarola (tritata e cotta su un soffritto di cipolle), uva sultanina e mozzarella. A guarnire il tutto troviamo la classica sventagliata di Parmigiano Reggiano grattugiato. La cottura avviene al forno, proprio come i cannelloni classici, ma dura appena 15 minuti.

Lasagne con salmone e verdure

Le lasagne al salmone e verdure piacciono per l’abbondanza di ingredienti, in una sorta di danza tra mare e monti che delizierà le vostre papille. Il ripieno è formato da salmone, gamberi, piselli ed erbe aromatiche, il tutto cotto su un soffritto di cipolle. Non manca poi la besciamella, che come da tradizione arricchisce le sfoglie di lasagna. Si tratta però di una besciamella particolare, che viene arricchita con il brodo di pesce. Lo scopo è quello di fornire una versione sia ittica che vegetale delle celebri lasagne alla bolognese, un piatto che rispetta i principi della versione originale ma che allo stesso tempo innova parecchio.

Se cercate un piatto ancora più aderente alla tradizione date un’occhiata alle mezze maniche ripiene. Invece, se volete puntare su un piatto più gourmet date una possibilità al timballo con broccoli e verdure. Infine, un primo piatto semplice e leggero può essere un bel risotto alla crema di Parmigiano.

I secondi per un pranzo di Natale sostenibile

Per i secondi vi regalo due suggerimenti che strizzano l’occhio agli amanti della carne e del pesce: il cappone al forno e il pesce San Pietro con patate e limone.

Cappone al forno con patate

Il cappone al forno è un grande classico delle festività. Di questa ricetta si apprezza l’abbondanza e la capacità delle carni di rimanere morbide nonostante il lungo passaggio al forno. Il piatto è una perfetta combinazione tra la corposità del cappone e la rusticità del ripieno, che è a base di carote, sedano e cipolle.

Preparare il cappone al forno è relativamente semplice, ma è necessario adoperare qualche “trucchetto”. Per esempio è bene ridurre la temperatura di una ventina di gradi a metà cottura. Allo stesso tempo è necessario bagnare spesso il cappone con il brodo vegetale e con il vino, in modo da preservarne la morbidezza.

San Pietro con patate

Il pesce San Pietro con patate e limone è un secondo leggero, benché incorpori anche il contorno. Quest’ultimo è formato da patate a pasta gialla tagliate a sfogliette e fritte in abbondante olio di semi. L’aspetto è quello delle patatine in busta, mentre il gusto è quello delle patatine fritte fatte in casa. Per quanto concerne il pesce questo viene cotto insieme al limone tagliato a cubetti, alle erbe aromatiche e al vino bianco. In questo modo acquisirà sapore senza perdere la sua proverbiale delicatezza.

Un altro secondo ittico da prendere in considerazione, ma più vicino al concetto di finger food, sono gli spiedini di capesante e radicchio. Ugualmente “pratico” e sfizioso è lo strudel di baccalà e carciofi, che spicca per la sapidità e per la corposità del ripieno.

I contorni per un pranzo di Natale sostenibile

Per la fase di contorno vi propongo in particolare due piatti, uno tradizionale ma rivisitato e uno “straniero”: la caponata di zucca e la tentazione di Jansson.

Caponata di zucca

La caponata di zucca prende ispirazione dalla caponata classica ma stravolge in parte la lista degli ingredienti. Infatti, non troviamo le melanzane e i peperoni, bensì la zucca e le patate. Lo scopo è palese: deliziare il palato con una versione più corposa, meno acidula e più dolce. Per l’occasione vi consiglio di utilizzare una zucca dolce, come può essere la zucca Hokkaido (con un sapore che richiama alle castagne). Per il resto troviamo le classiche olive neve e l’aceto, che va utilizzato per sfumare il soffritto.

La tentazione di Jansson

Che dire invece della tentazione di Jansson? Un nome così particolare non può che celare un piatto altrettanto particolare. In effetti è una pietanza della cucina svedese, che può essere considerata come una specie di gratin con patate, aringhe e acciughe. Le patate fungono sia da base che da ultimo strato, mentre le aringhe (insieme alle cipolle stufate) formano il ripieno. La gratinatura è invece affidata al pangrattato e al burro in fiocchi. Ne risulta un gratin estremamente ricco per palati forti, o per chi intende il pranzo di Natale come un’occasione per mangiare bene e tanto.

Se la tentazione di Jansson è troppo “esotica” per i vostri gusti, potete seguire la tradizione delle classiche patate al forno. Qui vi propongo una versione più sfiziosa: le patate sfogliate. Infine, se volete puntare su ingredienti rustici ma insoliti, date una chance al topinambur al forno.

I dessert per un pranzo di Natale sostenibile

Arriviamo ora al dolce, che per molti rappresenta il momento clou. D’altronde quello dei dolci di Natale è un tema gastronomico molto dibattuto e importante per il modo con cui gli italiani intendono la cucina natalizia. Qui vi presento alcune soluzioni non esattamente tradizionali, nel senso che non fanno riferimento alle cucine locali, ma che in qualche modo utilizzano ingredienti di stagione. Non bisogna dimenticare, infatti, che lo scopo di questo menù è portare la sostenibilità a tavola.

Budino di castagne

Iniziamo le proposte con il budino di castagne, che vi stupirà per il suo sapore rustico ed estremamente aromatico. L’impasto del budino è infatti realizzato con castagne, cioccolato fondente, burro e Cognac, che vengono uniti mediante un lungo passaggio al frullatore. Il budino di castagne è anche bello da vedere, in quanto valorizzato da una guarnizione a base di panna montata e polvere di cacao.

Potete già immaginare il magnifico impatto scenografico: il bianco della panna contrasta gradevolmente con le sfumature marroni offerte dal budino e dal cacao.

Bisquit con gianduia e pistacchio

Altrettanto elegante è il bisquit con gianduia e pistacchio. Non fatevi ingannare dal nome, per bisquit non si intende un biscotto bensì un impasto simile al pan di Spagna, ma molto più elastico. In questa ricetta il bisquit forma gli strati di una torta ripiena con una farcitura davvero morbida e gustosa. Nello specifico la farcitura è realizzata con crema gianduia, latte, tuorli, zucchero e amido; inoltre ricorda per certi versi la crema pasticcera. La guarnizione è invece affidata alla granella di pistacchio, che aggiunge un elemento croccante e ulteriore sapore. Ovviamente utilizzate solo il cioccolato fondente, magari al 75%, che è l’unico veramente adeguato per la preparazione delle creme.

Vi consiglio anche di “cedere” alla tentazione dei dolci compositi. Qualche esempio? Oltre al classico pandoro farcito, troviamo l’abbondante pandoro con crema al mascarpone e il creativo albero di Natale ricoperto di cioccolato.

Dove acquistare gli ingredienti per un pranzo di Natale sostenibile?

La fase cruciale del pranzo di Natale sostenibile è proprio l’acquisto degli ingredienti. E’ qui che si gioca la partita della sostenibilità. A tal proposito vi consiglio di puntare ai mercati locali, in questo modo si ha l’assoluta certezza di acquistare prodotti di stagione e di valorizza il territorio.

Alcuni sono fortunati in quanto abitano in zone in cui si svolgono regolarmente mercatini ortofrutticoli (in genere due volte a settimana). Altri invece sono costretti a spostarsi nei comuni circostanti, uno sforzo necessario per mantenere alto il concetto di sostenibilità.

Qualora abitaste in campagna, o in zone a ridosso della campagna, potreste affidarvi direttamente agli agricoltori. In questo modo mettereste in pratica il concetto di chilometro zero, che strizza l’occhio agli approcci più eco-friendly.

La buona notizia è che molti agricoltori si sono già attrezzati per offrire un’esperienza d’acquisto comoda, che fa invidia ai supermercati più efficienti. Per esempio, alcuni consentono di sottoscrivere abbonamenti ad hoc, che danno regolare e continuativo accesso ad un’ampia selezione di prodotti stagionali. Un’iniziativa interessante in quanto da un lato premia la freschezza assoluta, e dall’altro conferisce ad ogni acquisto il sapore della sorpresa.

Questi principi vanno applicati anche alle bevande. Le soluzioni non mancano: vini biologici, che vengono preparati a partire da uve “bio” (senza pesticidi) e vini biodinamici, che si basano su dinamiche complesse basate su un collegamento ancora più stretto tra uomo e natura. Infine, troviamo le birre artigianali, che spesso sono prodotte secondo procedure eco-friendly che mettono al bando gli sprechi.

I comportamenti virtuosi

Pensare alle più sostenibili ricette per il Pranzo di Natale e acquistare ingredienti di stagione, sono condizioni necessarie per un 25 dicembre davvero eco-friendly. Tuttavia, la partita si gioca anche al momento del consumo. In parole povere è necessario adottare comportamenti virtuosi anche in questa fase. Ciò significa evitare gli sprechi e utilizzare gli strumenti più adeguati per un virtuoso riutilizzo.

Quella degli sprechi alimentari è una piaga pericolosa, infatti si stima che gli italiani sprechino oltre 500 tonnellate di avanzi in occasione del Natale. E’ un vero affronto per il pianeta, oltre che un danno economico rilevante. La soluzione al problema dello spreco è quindi duplice: da un lato programmare il menù di Natale nei minimi dettagli, dall’altro mettere in atto tutte quelle pratiche per una sana cucina di recupero.

Gli avanzi possono dare vita a piatti spettacolari, gustosi e belli da vedere. Insomma possono essere la base per degli ottimi pasti successivi al Natale, nonché un’ulteriore occasione per mangiare tanto e bene. Per quanto concerne gli strumenti, o per meglio dire le posate, il consiglio è di non scegliere le plastiche monouso, ma piuttosto di utilizzare piatti, forchette, cucchiai e coltelli in metallo, oppure usare posate completamente riciclabili.

Le decorazioni naturali per un pranzo di Natale sostenibile

Infine, veniamo al contorno di questo delizioso pranzo di Natale sostenibile. No, non sto parlando di insalate e terzi piatti, sto parlando delle decorazioni. Anche queste possono essere sostenibili. A tal proposito vi consiglio di mettere al bando plastiche, materiali sintetici e tutta l’oggettistica che riempie i negozi già a partire da novembre.

Piuttosto, utilizzate materiali naturali o riciclabili per creare delle decorazioni fatte in casa davvero uniche. E’ un’occasione per adottare un approccio eco-friendly più completo e allo stesso tempo divertirsi in compagnia. Occorre quindi mettere in pratica un fai da te da veri artigiani domestici a tema natalizio. Con un po’ di impegno otterrete risultati strabilianti e ne ricaverete tante belle soddisfazioni.

L’unico “ostacolo” è rappresentato dalle luci, che di certo non possono essere costruite in modalità fai da te. In questo caso una buona idea sarebbe prediligere le versioni a LED, che sono ottimizzate per il massimo risparmio energetico.

FAQ sul pranzo di Natale sostenibile

Come organizzarsi per il pranzo di Natale?

Il consiglio per preparare un ottimo pranzo di Natale sostenibile è di agire per tempo, componendo il menù in base ad un tema affine alla tradizione. Insomma, dovete pensare al pranzo di Natale come ad un evento vero e proprio.

Quale menù per Natale?

Per Natale potete optare per il classico menù tradizionale, oppure potete adottare un approccio sostenibile ed eco-friendly. In questo caso dovreste prediligere le ricette che utilizzano ingredienti di stagione.

Cosa fare la sera di Natale?

Bella domanda, anche perché tutto dipende dalle tradizionali regionali. Al nord si cena leggero e si va in Chiesa. Al sud, invece, si va in Chiesa e si mangia molto. Mi sto riferendo al classico cenone della vigilia di Natale.

Che si mangia il 26 dicembre?

Il 26 dicembre molti rimangono leggeri in modo da smaltire gli eccessi del giorno prima. Tuttavia, chi non si vuole privare di nulla e rimanda la dieta a giorni più noiosi, può cedere alle lusinghe degli avanzi, che possono essere scaldati e riutilizzati consumati, oppure reinterpretati secondo i principi della cucina di recupero.

Ricette di Natale ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
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