Cardi

cardoI cardi, un ortaggio particolare.

I cardi sono ortaggi molto simili ai carciofi, anzi sono davvero affini e imparentati ad essi. Tuttavia differiscono per forma e per colore, nonché per una spiccata tendenza a crescere negli ambienti selvatici. I cardi, dunque, non presentano grandi esigenze in termini di coltura, per quanto – caso più unico che raro nel mondo vegetale – si avvantaggiano delle gelate. I cardi “invernali”, infatti, sono apprezzati per il sapore più corposo e per una consistenza più tenera.

Per il resto sono piuttosto simili ai carciofi. Questo riguarda anche la fase di pulizia, che è anzi sostanzialmente identica. Per esempio, vanno posti in una soluzione di acqua e limone prima di essere cotti, in modo da eliminare i sentori amari. Per quanto riguarda le proprietà nutrizionali i cardi non deludono affatto. Al costo di un apporto calorico molto basso, pari a 17 kcal, forniscono molte fibre (utili per regolare i transiti intestinali) nonché una straordinaria quantità di potassio. Inoltre si segnalano buone concentrazioni di calcio e di vitamina B2.

Le varietà di cardo

Essendo una specie selvatica che cresce rigogliosa in Italia, le varietà consumate nel nostro paese sono numerose. Ecco le più rappresentative.

  • Gobbo di Nizza Monferrato. E’ una varietà che si consuma cruda. E’ anche una delle poche che si coltiva intenzionalmente. Risulta molto tenera e si caratterizza per una tonalità molto chiara.
  • Gigante Inerme. E’ una varietà molto carnosa, a tratti coriacea e pochissimo amara.
  • Bianco Avorio. Tipica dell’astigiano, è priva di spine e risulta piuttosto carnosa.
  • Le coste sono molto succose e tenere. E’ del tutto priva di spine.
  • Cardo di Chieri. Questa varietà si caratterizza per le poche spine, per il gusto leggermente dolciastro e per la sua versatilità.

Come si consuma il cardo

Per quanto simile al carciofo, i metodi di preparazione del cardo assomigliano più a quelli del sedano. Al termine dell’operazione di pulizia, infatti, rimangono le coste, che sono appunto simili al sedano. Ad ogni modo, se si esclude qualche varietà particolare, il cardo va sempre cotto.

Le ricette a base di cardo sono numerose, sicuramente fa la sua bella figura se trasformato in vellutata, crema o purea. In questo caso, diventa una splendido piatto invernale. Stesso discorso per le zuppe e le minestre, che ovviamente contemplano l’impiego di tanti altri ingredienti. Infine possono fungere anche da contorno per secondi piatti o da condimento principale per i primi, magari a base di pasta.

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