Friarielli in conserva, un condimento davvero speciale

Friarielli in conserva
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Friarielli in conserva, un ottimo condimento pronto per l’uso

I friarielli in conserva sono un’idea semplice ma utile per valorizzare uno degli alimenti simbolo della tradizione napoletana e laziale. Il procedimento è alla portata di tutti. I friarielli vanno dapprima scottati in acqua, sale e aceto – soluzione che cuoce e disinfetta allo stesso tempo – e successivamente posti nei barattoli ben sterilizzati, arricchiti con aglio e peperoncino. Infine si copre tutto con l’olio d’oliva. Non essendo sottoposti a pastorizzazione, i friarielli sott’olio durano meno rispetto a molte altre conserve, ma comunque per un periodo di tempo abbastanza lungo. I friarielli in conserva, così come quelli freschi, possono essere impiegati in una miriade di ricette. Possono valorizzare la carne, la pasta e la pizza, inoltre possono fungere da contorno e, perché, consumati così come sono. D’altronde, il loro gusto è gradevole e valorizzato da un leggero tocco di amaro che non guasta.

I friarielli assomigliano alle cime di rapa dal punto di vista organolettico, anche perché in fondo sono quasi la stessa cosa. Per la precisione, i friarielli sono le infiorescenze delle cime di rapa non completamente sviluppate. I friarielli sono strettamente legati alla tradizione pizzaiola napoletana, il riferimento è ovviamente alla pizza salsiccia e friarielli, che propone un abbinamento corposo e allo stesso tempo azzeccato. L’etimologia, inoltre, è palesemente napoletana, non a caso altrove sono chiamati in modo differente: broccoletti nel Lazio, rapini in Toscana, broccoli di rapa in Calabria.

Quale peperoncino usare?

La ricetta dei friarielli in conserva comprende anche tanti altri ingredienti. Essi fungono da supporto e per tanto esercitano una funzione fondamentale per la buona riuscita della conserva. Il riferimento è in particolarmente al peperoncino, ne basta uno per ogni chilo di friarielli.  Vi consiglio di non andare oltre questa dose in quanto vi è il rischio che l’eccessiva piccantezza sbilanci la conserva.

Friarielli in conserva

Per quanto riguarda la tipologia di peperoncini avete ampio margine di discrezione, tuttavia vi consiglio di optare per una varietà media o leggera. D’altronde lo scopo è di aggiungere sapore e un minimo di piccantezza, infatti stiamo parlando di un alimento di contorno. Ad ogni modo, non rinunciate al peperoncino, infatti è anche molto salutare: contiene la capsaicina, una sostanza responsabile della piccantezza in grado di impattare favorevolmente sulla salute dell’apparato cardiovascolare.

L’utilizzo del peperoncino è molto diffuso in tutto il mondo. Piatti tradizionali e non, infatti, vengono insaporiti con questa spezia piccante. Dalla Thailandia all’Italia, dal Messico all’India, infatti, moltissime ricette prevedono l’uso del peperoncino. Enchilada messicana, ‘nduja calabrese o peperonata piccante, sono solo alcune delle pietanze più conosciuta

Ovviamente, il peperoncino può essere utilizzato in tantissimi altri piatti, compresi i dolci, creando contrasti e combinazioni interessanti. Per poter utilizzare al meglio questa spezia, sarà necessario fare molta attenzione alle dosi ma anche alla tipologia di peperoncino utilizzato. Non tutti, infatti, amano i piatti troppo piccanti!

L’importanza della sterilizzazione

I friarielli in conserva, come ho già accennato, non prevedono la pastorizzazione. Dunque, si regge tutto sulle proprietà conservanti dell’olio. In virtù di ciò, dovrete prestare ancora più attenzione alla pulitura e alla sterilizzazione dei barattoli, che devono essere completamente scevri da batteri e microbi. Come si sterilizzano i barattoli? Il procedimento è abbastanza semplice. Ponete uno straccio pulito in una pentola abbastanza alta, adagiateci i barattoli e i tappi. Dopodiché sistemate un altro straccio pulito in modo che funga da barriera tra un barattolo e l’altro (insomma non devono toccarsi).

A questo punto non rimane che riempire la pentola con l’acqua e accendere il fuoco. Dovrebbero bastare tre quarti d’ora dal raggiungimento del bollore. Trascorso questo lasso di tempo, ponete i barattoli a testa in giù affinché si asciughino. Esistono metodi alternativi per la sterilizzazione, come quello al microonde. In questo caso lavate i barattoli con il detersivo per i piatti, successivamente riempiteli per metà di acqua e “riscaldateli” al microonde per un minuto alla potenza massima. Infine, estraete dal forno i barattoli usando delle presine, svuotateli e fateli raffreddare.

Ecco la ricetta dei friarielli in conserva:

Ingredienti per 4 vasi:

  • 1 kg. di friarielli,
  • 1 lt. di acqua naturale,
  • 500 ml. di aceto di vino bianco,
  • 3 spicchi d’aglio,
  • 1 peperoncino fresco,
  • q. b. di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione dei friarielli in conserva iniziate sbucciando e lavando i friarielli. Poi prendete una pentola e scaldate una soluzione di acqua, sale e aceto. Scottate i friarielli per pochissimo tempo non appena la soluzione giunge a bollore. Poi scolate i friarielli e fateli asciugare per bene.

Ora mettete i friarielli in un’insalatiera e arricchiteli con l’aglio, un po’ di olio d’oliva e il peperoncino fresco tagliato a fette sottili (se necessario regolate di sale). Infine igienizzate i barattoli, i tappi e versate i friarielli ricoprendoli per bene di olio. Chiudete ermeticamente e conservate il tutto in un luogo fresco e asciutto.

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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