Zuppa di fave e cime di rapa: la tradizione è servita!

Zuppa di fave e cime di rapa
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Zuppa di fave e cime di rapa

La zuppa di fave e cime di rapa è un piatto che odora di tradizione e di sud Italia. I due ingredienti principali, infatti, vengono utilizzati spesso nelle specialità pugliesi. Questa ricetta è una delle tante versioni del purè di fave e cime di rape o di fave e cicorie. Si tratta di un piatto pieno di energia, sapore e vitamine, perfetto per superare il freddo della stagione invernale. Si può proporre, inoltre, anche all’inizio della primavera.

La semplicità di questo piatto sta proprio nel contrasto fra il sapore amarognolo delle cime di rape e la dolcezza delle fave fresche. La zuppa di fave e cime di rapa è un piatto per vegani e vegetariani ma anche per intolleranti al lattosio e al glutine. Non è consigliata, invece, agli intolleranti al nichel.

Le cime di rapa: il simbolo della Puglia

Chi ha visitato la bellissima Puglia avrà sicuramente avuto modo di assaggiare uno degli ortaggi più rappresentativi di questa regione: le cime di rapa. Di questa verdura, presente prevalentemente durante la stagione fredda, si mangiano sia le foglie che le infiorescenze che assomigliano a dei piccoli broccoli. Nella zuppa di fave e cime di rapa questo ortaggio offre un sapore deciso e un po’ amaro che è perfetto per creare contrasti interessanti con altri ingredienti.

zuppa fave cime rapa ver

Questa è di certo una una ricetta salutare per fare il pieno di energie e di vitamine. Le cime di rapa, infatti, sono ricche di sali minerali come il ferro, vitamine (soprattutto A e C) e proteine, oltre ad avere buone proprietà antiossidanti. Fate il pieno di buone proprietà con le cime di rapa!

Le fave: un legume prezioso

Anche le fave sono un ingrediente indispensabile in molte ricette del sud Italia. Questi legumi poveri di calorie possono essere utilizzate, infatti, in moltissime ricette sia cotte che crude, sia fresche che secche. Useremo delle fave sgusciate fresche o se non disponibili surgelate.

La fava, originaria dell’Africa Settentrionale, era già conosciuta nell’ Antico Egitto. Se ne coltivano attualmente diverse varietà, con semi di differente grandezza e colore: quelle più diffuse presentano semi grandi, piatti, marroni, e si possono trovare anche sgusciate. In Italia, il consumo di fave è stato notevole fino all’inizio del secolo, poi è andato gradualmente calando. Le fave secche sono consumate soprattutto nell’Italia Meridionale, in minestre con pasta o verdure.

La varietà conosciuta come favino (a semi più piccoli, ovoidali) nelle nostre regioni era più frequentemente destinata all’alimentazione di animali e in particolare cavalli, pur avendo la stessa composizione chimica e lo stesso valore nutritivo delle varietà a semi grossi.

Attualmente, in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo esiste un rinnovato interesse per la coltura delle fave, e sono in corso numerosi programmi che hanno come obiettivo un miglioramento delle loro caratteristiche agronomiche e nutrizionali.

Il consumo di fave, in particolar modo di quelle fresche, può provocare il favismo, una forma di anemia che insorge solo in persone con una predisposizione genetica ereditaria (la carenza di un enzima nei globuli rossi). Il favismo è diffuso nel bacino del Mediterraneo e particolarmente in Sardegna.

Le fave contengono proteine, carboidrati e fibre e sono un alimento dietetico visto che contengono, per la maggior parte del totale, una grande quantità d’acqua. Contengono, inoltre, un alto quantitativo sia di vitamine che di sali minerali. Non dimenticate questo prezioso ingrediente all’interno della vostra dieta e delle vostre ricette!

Ingredienti per 4 persone

  • 300 g di fave fresche sgusciate
  • 1 cipolla
  • 300 g di patate
  • 300 g. di cime di rapa
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d oliva spremuto a freddo
  • 1 lt di acqua
  • q.b. di sale e una macinata di pepe
  • 1 peperoncino

Preparazione:

Pulite le cime di rapa: eliminate I gambi duri e le foglie più spesse, vecchie e rovinate, gli steli esterni più duri e fibrosi e tenete quelli interni più piccoli e teneri. Sbucciate l’aglio.

Staccate le cimette ad una ad una dal torsolo, eliminate la parte esterna del torsolo e tagliate a pezzetti la parte interna che è bianca e tenera. Lavatele sotto l’acqua fredda corrente e pulitele sfregandole leggermente con le mani per eliminare ogni traccia di terra.

Mondate tritate la cipolla; pulite le patate e tagliatele dadini e mettetele in una pentola con acqua bollente salata assieme alle cime di rapa, e alle fave sgusciate.

Aggiungete l’aglio e cuocete per almeno mezz’ora e comunque fino a quando le fave sono morbide.

Una volta che la zuppa di fave e cime di rapa è ben cotta, toglietela dal fuoco e passate una parte del composto con un frullatore ad immersione e mettetela di nuovo nella pentola.

Regolate di sale, completate il piatto con una generosa macinata di pepe fresco o con una spolverata di peperoncino.   Servite con un velo di buon olio extravergine d’oliva.

Al posto delle cime di rapa, potete utilizzare i broccoletti o i friarielli: il risultato è sempre quello: avrete una zuppa molto saporita, gustosa e veramente ottima!

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Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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