Le uova sono un alimento completo per l’organismo

le uova
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Uova di gallina… non solo bontà!.

Le uova: un alimento completo per il nostro organismo. Come ben sapete, ne esistono tanti, Ci sono quelle più grandi, quelle più piccole e quelle con il guscio di diversi colori. Possono venire deposte da razze ovaiole differenti e avere peculiarità tutte da scoprire. Tuttavia, oggi parliamo di quelle più comuni: quelle che troviamo facilmente al supermercato o nelle fattorie. In ogni caso, abbiamo a che fare con un alimento dotato di un grande valore nutritivo.

L’uovo propone infatti un’elevata quantità di proteine ad alto valore biologico (maggiore rispetto a quello della carne) e fornisce tutti gli amminoacidi essenziali di cui il nostro corpo ha bisogno, in quanto non può produrli autonomamente. Ad ogni modo, le uova di gallina ci offrono molto più di questo e le loro qualità vanno ben oltre le caratteristiche organolettiche e la loro versatilità e utilità in cucina…

Vitamine, minerali e non solo!

Come dicevo poco fa, le uova di gallina sono estremamente proteiche, ma questo non è tutto: soprattutto il tuorlo è ricco di vitamina A e propone un notevole apporto di vitamina E, B1 e D. Grazie alla vitamina A e alla vitamina E, offre una valida azione antiossidante e, con il supporto degli altri macro e micronutrienti proposti, si rivela un alimento perfetto per favorire il benessere delle ossa, del sistema nervoso e dei muscoli. In particolare con l’aiuto della vitamina D, l’uovo diventa un ottimo alleato del sistema immunitario.

Le uova di gallina sono cariche di minerali come fosforo, ferro e zinco. Naturalmente, sono anche ricche di grassi. Tuttavia, garantiscono inoltre una buona dose di sostanze che migliorano l’elasticità delle arterie e promuovono la salute dell’apparato cardiovascolare. Quindi, se consumate con moderazione e in maniera corretta, nella maggior parte dei casi non influiscono sui livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, ma ci permettono di avvalerci di importanti benefici e del giusto nutrimento.

Le uova di gallina e i loro mille usi in cucina

Essendo altamente digeribile, proprio perché la quasi totalità delle sue sostanze nutritive viene subito utilizzata dall’organismo, l’uovo è molto usato in cucina. Inoltre, si tratta di un alimento versatile e in grado di legare molti alimenti tra loro. Perciò, le uova di gallina sono ottime per la preparazione di ricette semplici e con pochi ingredienti, e si rivelano idonee persino per la realizzazione di tantissime pietanze più elaborate. Sono l’ideale per i dolci, la pasta fresca, le frittate, le torte salate, etc.

Secondo i nutrizionisti, non dovremo mangiare più di 3-4 uova alla settimana, senza dimenticare di considerare anche quelle già presenti negli alimenti già pronti (come biscotti, snack vari, pasta all’uovo, etc.). In pratica, se usate come si deve, le uova di gallina ci propongono nutrimento e gusto a volontà, e diventano delle incredibili alleate in cucina… E pensare che quelle che vi ho elencato sono solamente una parte delle loro potenzialità! Questo la dice lunga, non siete d’accordo?

Nelle uova una miniera di sostanze utili

In questo periodo la parola “uovo” è quanto mai associata alla Pasqua, ma di uova se ne parla tutto l’anno e non di quelli di cioccolato, per’altro buonissime, ma delle normalissime uova di gallina, le più diffuse e comuni.

L’uovo è uno degli alimenti più completi e trova impiego come ingrediente in un numero pressoché illimitato di ri­cette: costituisce infatti l’elemento base per svariatissime preparazioni che vanno dall’antipasto al dolce; assolve inoltre la funzione di legante, di insa­poritore oppure trova impiego semplicemente come decorazione.

Qualcuno le considera il cibo più nutriente al mondo, altri le temono per il contenuto in colesterolo… sarà forse per la ricchezza in proteine, grassi buoni, ferro, zinco e vitamine, ma qualunque rapporto ci leghi ad esse non possiamo certo negare la loro universale importanza nell’alimentazione umana.

Le uova sono dietetiche e altamente digeribili poiché del tutto prive di zuccheri e ricche di proteine. Contengono inoltre le vitamine A, B1, D ed E, nonché interessanti quantità di minerali indispensabili come ferro e calcio.

9 modi per utilizzare le uova

Tutti usano le uova in cucina e quasi tutti dichiarano di saperle cucinare; di qui la famosa frase: «Sarà almeno ca­pace di cucinare due uova al tegami­no?».

Eppure l’operazione non è delle più semplici e richiede, al contrario, esperienza e abilità, tanto che alcuni esperti sostengono che a saper cucina­re perfettamente le uova siano pochis­simi.

Si dice addirittura che quando il famoso gastronomo Luigi Carnacina voleva mettere alla prova esponenti del mondo culinario chiedesse loro come preparassero le uova al tegamino e che la risposta fosse quasi sempre errata.

Vediamo dunque e innanzitutto i cor­retti sistemi di cottura delle uova.

Al tegamino: Chiamato da molti fritto o all’occhio di bue, si fa cuocere versandolo delicatamente in un tegamino nel quale si è fatta prima sciogliere una noce di burro. Si sala e si lascia cuo­cere a fuoco moderato per tre minuti versandovi sopra ogni tanto un poco del grasso di cottura. Se si vuole il tuor­lo poco rappreso, ma con il bordo croccante, si cuoce prima l’albume e poi si fa scivolare nel centro il tuorlo lasciandolo cuocere un solo minuto. Non si ot­tengono buoni risultati se l’uovo non è fresco, se il tuorlo si rompe e se la cot­tura avviene a fuoco troppo vivace.

All’ostrica: L’uovo deve essere rotto, privato dell’albume e messo nel­l’apposito cucchiaio. Quindi condite con un pizzico di sale, pepe appena macinato e qualche goccia di succo di limone. Infine deve essere preparato e servito al momento e deglutito intero. È importante che l’uovo sia freschissimo.

Alla coque: È una delle preparazioni più semplici. Si porta a ebollizione l’acqua con un pizzico di sale, che dovrebbe evitare la rottura del guscio, quindi si immerge l’uovo delicatamente con un cucchiaio e, alla ripresa del bollore, si calcolano tre minuti di cot­tura. Si serve ritto nell’apposito portauovo, ben caldo, rotto in punta, insaporito con sale e accompagnato con bastoncini di pane.

Bazzotto: Si tratta di una preparazione molto simile all’uovo sodo, ma con un tempo di cottura inferiore. Si mette l’uovo in acqua fredda salata e dall’ebollizione si calcolano 5-6 minuti di cottura. Quindi si fa sgocciolare, intiepidire, si priva del guscio e si rimette in acqua tiepida salata sino al momento di servirlo.

e ancora…..

Sodo: Si mette sul fuoco un recipiente con molta acqua e quando bolle si immerge l’uovo con un cucchiaio per evitare che il guscio si rompa. Si calcolano 8 minuti circa di cottura, quindi si priva l’uovo del guscio e si serve.

Affogato: Chiamato da molti anche uovo in camicia, si prepara nel seguente modo: in una casseruola si porta a ebollizione l’acqua con aggiunta di aceto nella misura di 1/2 bicchiere per ogni litro d’acqua; si abbassa la fiamma affinché l’acqua accenni soltanto a bollire e vi si rompe dentro delicatamente l’uovo o le uova uno alla volta dopo tre minuti di cottura; si fa sgocciolare con un mestolo forato e si deposita l’uovo su un telo. Non si ottengono buoni risultati se si fa cadere l’uovo dall’alto in acqua in forte ebollizione, o se si leva dall’acqua con una forchetta, oppure se l’acqua è poca o, infine, se non bolle leggermente.

In tazzina: Detto anche “in co­cotte”, è quello cotto in uno speciale contenitore che può essere sostituito anche da una comune tazzina resistente al fuoco. Si unge la tazzina con burro o margarina, si scalda in acqua bollente e si mette l’uovo con un fiocchetto di burro. La tazzina va quindi sistemata in un recipiente pieno di acqua calda fino a metà della sua altezza. Si mette tutto in forno a cuocere per 10 minuti a 200 gradi e si serve.

Strapazzato: Si calcolano due uova per persona, si mettono in una ciotola con un pizzico di sale e pepe e qualche goccia di acqua fredda, si sbatte tutto e si versa in un tegame contenente un poco di burro o margarina. Si fa cuocere per due o tre minuti su fuoco bassissimo rimestando il tutto. Infine si leva dal fuoco, si unisce una nocciola di burro e si serve con pane tostato o verdure cotte a piacere.

Frittata e omelette: Per prepararle basta battere le uova fino a quando formano un poco di schiuma e cuocerle in abbondante condimento in una padella di ferro o antiaderente girando il tutto a metà cottura servendosi di un piatto e facendo saltare il composto se si è molto abili. La frittata può essere semplice o farcita con formaggio, salumi, carne, verdure o altro ingrediente a piacere unito prima della cottura. L’o­melette è una frittata bassa sulla quale si posa generalmente un ripieno e di cui si ripiegano i lembi sovrapponendoli un poco. A differenza della frittata, che può essere per una o più persone, l’omelette è generalmente individuale.

Le uova: capire se sono fresche

Qualunque sia il sistema di cottura, elemento determinante per la riuscita è naturalmente la freschezza dell’uovo, un argomento da non sottovalutare perché l’uovo non fresco può anche far male. Per verificare il grado di freschezza di un uovo, l’unico sistema sicuro è quello denominato “speratura” che consiste nel far passare l’uovo davanti ad una sorgente luminosa in un ambiente oscuro per poter vedere at­traverso la trasparenza del guscio eventuali alterazioni dell’albume e del tuorlo.

Come faccio a capire se posso consumarle?” Bene, alcuni trucchi ci sono, e proviamo a elencarli:

  • porre l’uovo in una ciotola d’acqua salata (10%) e osservare come si posiziona: se è freschissimo resterà sul fondo e in posizione orizzontale; se è abbastanza fresco rimarrà in verticale, sospeso a metà; se galleggia in superficie non è consigliabile mangiarlo.
  • agitare l’uovo con una mano e percepirne eventuali rumori: l’uovo fresco, infatti, non ne produce, mentre l’uovo vecchio produce un rumore dato dallo spostamento del tuorlo e dell’albume (ciò si verifica perché la camera d’aria è diventata abbastanza grande e l’albume acquoso).
  • sgusciare l’uovo in un piatto e osservarne il tuorlo: se risulta compatto, a cupola, tondeggiante e ben racchiuso intorno all’albume, l’uovo sarà fresco; viceversa, non sarà fresco un uovo con il tuorlo piatto e l’albume acquoso;
  • non sono fresche le uova che presentano un guscio lucido.

Attenzione alla conservazione

Naturalmente le uova non possono es­sere sempre fresche di giornata; ma, se fresche, possono essere conservate a lungo con sistemi corretti. Innanzitutto bisogna ricordare che l’uovo è delicato e acquista con molta facilità i cattivi odori che assorbe attraverso la poro­sità del guscio; perciò è necessario che venga conservato in un ambiente puli­to. Inoltre la temperatura deve essere di un grado o due sopra lo zero e l’umi­dità, altro fattore da non sottovalutare, intorno all’80%.

Inoltre bisognerebbe ricordare che le uova non dovrebbero mai essere cuci­nate appena tolte dal frigorifero, ma a temperatura ambiente.

Infine è senz’altro utile sapere quali vi­ni servire con le uova: in generale coi piatti a base di uova vanno bevuti vini bianchi secchi o abboccati; ci sono tut­tavia delle eccezioni, dato che questo alimento può essere preparato in cen­tinaia di modi.

Se le uova vengono cu­cinate con prosciutto, pancetta, salsic­cia, funghi o formaggi piccanti si do­vranno preferire i vini rosati oppure i rossi, purché giovani e di medio corpo. E dopo tali consigli, suggerimenti e informazioni, non resta che decidere di assaporare questo prezioso alimento in tutta la sua sostanziosa consistenza.

Sgusciare le uova sode, un’operazione più complessa di quanto si possa immaginare

Sgusciare le uova sode è una di quelle operazioni che vengono percepite come semplici, almeno fino a quando non si prova ad eseguirle, infatti è più complesso di quanto sembra. Sia chiaro, tutti sono in grado di sbucciare le uova sode. Tuttavia, se non si prendono alcuni accorgimenti vi è il rischio di compromettere l’integrità dell’uovo o, molto banalmente, perderci troppo tempo.

Non è un problema da poco, se si considera che le uova soda ricorrono in molte ricette, afferenti alle culture culinarie più disparate. Esse sono necessarie a un piatto “mediterraneo” come le lasagne alla bolognese, quanto a un piatto più “continentale” come l’insalata russa. Senza contare il consumo puro e semplice, in solitaria, che comunque è apprezzato da molti.

La fase di cottura

Il segreto per sgusciare le uova “bene e in fretta” consiste nel partire dall’inizio, ovvero dalla cottura. Buona parte degli accorgimenti, infatti, riguardano questa fase. Nello specifico, è bene salare l’acqua di cottura. Mi raccomando, ne basta giusto un pizzico, che è comunque sufficiente a intaccare fin da subito l’integrità della guscio. In alternativa al sale, potete utilizzare il bicarbonato. Il processo è il medesimo in quanto entrambi gli alimenti contengono il sodio.

Fate attenzione anche alla fase successiva, che viene subito dopo la cottura. In particolare, dovreste immergere subito le uova in acqua fredda. L’interruzione brusca della cottura genera uno shock termico, che indebolisce ulteriormente il guscio. L’integrità biochimica dell’uovo, comunque, viene preservata in quanto i batteri del guscio non penetrano nell’albume.

La fase post-cottura

Eccoci alla fase clou, ovvero la rimozione del guscio. Avete a disposizione due metodi. Il primo consiste nello sbattere con delicatezza l’uovo su un piano di lavoro e farlo roteare sullo stesso, facendo leva con il palmo della mano. A questo punto, sarà un gioco di ragazzi rimuovere il guscio, in quanto andrà via quasi da solo.

Il secondo metodo è un po’ più complesso, ma anche più rapido. Si tratta di dare un colpetto secco con un cucchiaino. La scocca a questo punto si aprirà in un punto preciso. Fate leva su questo, inserendo il cucchiaino. Muovetelo avanti e indietro, nonché in profondità, per prelevare l’uovo quasi come se fosse inserito all’interno di un contenitore. Ovviamente occorre fare tutto con la massima delicatezza, in quanto vi è il rischio di rovinare l’albume, proprio quando si è a un passo dal “traguardo”.

Come sostituire le uova nella preparazioni dei dolci

Sostituire le uova nella nostra dieta spesso è una necessità. Chi soffre di intolleranza o allergia a questo alimento deve per forza di cose trovare soluzioni alternative. Che esistono.

Basta solo informarsi, armarsi di fantasia e di un po’ di pazienza. Ma imparare a cucina senza uova può essere utile per tutti. Per chi vuole introdurre delle variazioni nel proprio stile di vita.

Ma anche per chi banalmente dimentica di fare la spesa! Oppure per chi apre il frigo e si accorge di esserne rimasto senza. In particolare il problema sopraggiunge quando si desidera cucinare dei dolci. Torte, biscotti, merende o muffin possono essere preparati senza uova! Risultando ugualmente buonissimi.

Sostituire le uova: le caratteristiche dell’alimento

Le uova sono importanti nella realizzazione dei dolciumi per vari motivi. Anzitutto perché rivestono un effetto legante, ovvero aiutano a compattare l’impasto.

Per esempio per quanto riguarda i budini, le creme, i muffin o le mousse. E nel contempo svolgono un effetto lievitante, cioè rende soffice e “arioso” il preparato, tutte caratteristiche fondamentali per la buona riuscita del dolce.

Gli alimenti giusti da amalgamare

A seconda della ricetta che vogliamo preparare, possiamo scegliere tra 5 cibi che combinati tra loro in vario modo possono supplire all’assenza delle uova.

Per esempio lo yogurt, i semi di chia o di lino, olio e il lievito per dolci, oltre a frutti come banana e avocado. L’abbinamento tra avocado, banana e yogurt è l’ideale per conferire sofficità al dolce. È sufficiente amalgamare la polpa frullata o schiacciata dei frutti in questione insieme a mezzo vasetto di uno yogurt a vostra scelta.

Mentre se desideriamo riprodurre l’effetto legante si può procedere facendo riposare un cucchiaio di semi di chia o di semi di lino in tre cucchiai di acqua per una notte. Al termine della quale otterrete un composto gelatinoso capace di assumere le funzioni delle uova.

Per ottenere l’azione lievitante occorre invece mescolare due cucchiai di acqua, un cucchiaio di olio di buona qualità e due cucchiai di lievito per dolci. Questo va aggiunto all’impasto come ingrediente finale. Dopodichè bisogna mescolare bene il tutto. E vedrete che il risultato sarà ugualmente degno di nota!

Un brevetto firmato “Cracco”: l’ uovo marinato

L’ uovo Marinato rappresenta un piatto molto innovativo perché nato dalla creatività dello chef Cracco. E’ quindi una ricetta di nuova generazione che ben si sposa con i primi o con i secondi. Questo particolare modo di cucinare l’uovo prevede una certa semplicità nei vari passaggi, ma per ottenere il risultato finale sono necessari molti giorni, circa 14 o 15.

Non dimenticate che questa ricetta si basa sulla freschezza dell’uovo, altrimenti il risultato non sarà dei migliori compromettendone il gusto. L’uovo Marinato è un piatto versatile, che potrete preparare rimanendo in tema Pasquale, perché l’uovo è un piatto tradizionale che si mette nelle tavole durante il periodo della Quaresima fino ad arrivare alla santa Pasqua.

Come ben sapete, non esistono solamente quelle di gallina (tra l’altro anche queste si suddividono in diverse varietà: uova di faraona, di gallina livornese, di gallina padovana, etc.)… e noi dobbiamo conoscerle proprio tutte! Ci sono le uova di fenicottero, fagiano, anatra selvatica, merlo, tartaruga, tacchino, struzzo e tantissime altre! Con alcune di esse possiamo anche prepararci golose ricette! Pertanto, ne parleremo, le andremo a conoscere e capiremo quali tipologie si possono portare in tavola e come fare.

Se siete amanti delle uova, sicuramente potrete apprezzare tutti gli articoli che ne parleranno e anche tutte le pietanze da preparare! Vi è già venuta l’acquolina in bocca? Se avete risposto di sì, certamente non vi biasimo: su Nonnapaperina.it potrete già trovare qualche ricetta e usare questo alimento come protagonista… ma vi assicuro che ben presto ci saranno molti altri piatti da provare! Restate connessi!

Le uova nere giapponesi sono le più originali

Forse avrete sentito parlare delle uova nere del Giappone o delle Kuro-tamago. Sono strane e particolari, e per questo hanno attirato la mia attenzione e ho deciso di parlarvene…

In primo luogo, sveliamo un “mistero”: perché sono nere? Per darvi una risposta ben precisa, è utile considerare che sono uova sode reperibili nelle acque termali di Owakudani. Quest’ultima è una valle vulcanica che si è formata circa 3.000 anni fa, dopo una potente eruzione ad opera del Monte Hakone.

Owakudani vanta di numerose pozze di acqua bollente, ovviamente cariche di fumi vulcanici, principalmente a base di anidride solforosa e idrogeno solforato, e di zolfo. Pertanto, come spesso capita quando si vanno a visitare i soffioni boraciferi, la zona è invasa dall’odore dell’uovo sodo… e, grazie ai Kuro-tamago, le uova sode ci sono davvero. Secondo le credenze della popolazione del luogo, mangiare le uova nere giapponesi può allungarci la vita di ben sette anni! Ecco i dettagli da non sottovalutare

Le uova di fenicottero e tartaruga: introvabili

Chi l’avrebbe mai detto… delle uova dal tuorlo rosa? Credete sia impossibile? Sì, abbiamo a che fare con un volatile affascinante, non solo per la sua forma e per la sua grazia, ma anche per la colorazione del suo piumaggio. Tuttavia, non possiamo sapere come si presentano al loro interno le uova di fenicottero, in quanto in circolazione non ci sono molte foto reali che ce lo mostrano e quelle esistenti sono davvero difficili da reperire.

Perciò, rimane da risolvere questo accattivante mistero: il tuorlo sarà davvero rosa come ci dimostrano molti scatti? Per adesso, non lo possiamo sapere con certezza, ma da esperti autorevoli giunge voce che le uova di fenicottero siano davvero così e che questo sia causato dalla loro alimentazione e, più nello specifico, da uno speciale pigmento presente in alcune alghe. Inoltre, secondo altre fonti, i genitori diventano più bianchi dopo la riproduzione, in quanto la maggior parte di questo pigmento roseo viene passato appunto alle uova…

Le uova di tartaruga vengono consumate in molte zone del nostro pianeta, in particolare dove è più diffuso l’uso della carne di questo animale. Anche se quest’ultima non ha particolari proprietà e viene ritenuta un alimento povero da un punto di vista nutrizionale, per le uova di tartaruga non è così. Al contrario, proprio come la maggior parte degli alimenti similari, sono ricche di macro e micronutrienti da non sottovalutare.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


13-03-2011
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del web, mi conoscono come Nonnapaperina.

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