Uova di fagiano: piccole ma ricche di gusto!

uova di fagiano
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Non solo carne: anche le uova di fagiano si possono portare in tavola…

Il fagiano appartiene alla famiglia Phasianidae, insieme alle galline, ai pavoni, ai tacchini, alle quaglie e alle pernici. È un uccello originario dell’Asia, che oramai si è diffuso in tutto il mondo. La carne e le uova di fagiano sono commestibili e sono state classificate come un alimento sicuro per l’organismo degli esseri umani. Proprio per questo, sono in molti ad amare questi alimenti, che diventano giorno dopo giorno sempre più presenti nelle cucine italiane.

Le uova di fagiano sono molto simili alle uova di faraona e più piccole di quelle di gallina. Infatti, pesano in media 30-33 grammi (anche se le più piccole possono arrivare 28-29 grammi circa), mentre un uovo di gallina di piccole dimensioni può pesare circa 38 grammi. Presentano un guscio di un color verde pallido, sul quale possono essere presenti alcune macchie, che in alcuni casi è marrone, marrone chiaro o di una colorazione grigia scura… Ma quali sono le altre peculiarità di queste uova?

uova di fagiano

Le caratteristiche delle uova di un esemplare magnifico…

Le uova di fagiano selvatico o da allevamento hanno un tuorlo più voluminoso rispetto a quello delle uova di gallina. Hanno anche un sapore più intenso, cremoso e a dir poco piacevole. Sono energetiche e vantano un valore nutrizionale simile a quello proposto dalle uova di altre specie. Infatti, contengono una notevole quantità di proteine di alta qualità e tutti gli amminoacidi essenziali. Sono ricche di vitamine del gruppo B (soprattutto B9 e B12) e vitamina D, ma anche di minerali quali potassio, ferro, calcio, fosforo, zinco e magnesio.

Propongono una buona dose di grassi, colesterolo (anche quello buono) e, in base all’alimentazione dell’animale, possono contenere anche discreti livelli di omega 3. Grazie agli altri macro e micronutrienti, le uova di fagiano garantiscono benefici per il cervello e il sistema nervoso, per il sistema immunitario e per il metabolismo energetico. Inoltre, si rivelano ottime alleate della muscolatura, della pelle, delle ossa e dei capelli.

A tavola… con le gustose uova di fagiano

Come ben sapete e come dicevo prima, la carne e le uova di questo esemplare si presentano come alimenti validi per la nostra dieta. Ovviamente, essendo che le uova sono ricche di grassi, è opportuno bilanciarne il consumo. Inoltre, è consigliabile prediligere le uova di fagiano provenienti da allevamenti certificati. Soprattutto quando provengono da un esemplare selvatico, è sempre opportuno lavarle e asciugarle prima di aprirle, eliminando così gran parte dei batteri presenti sul guscio.

A parte questi piccoli accorgimenti, le uova di fagiano sono favolose sotto ogni punto di vista e consentono di portare in tavola numerose preparazioni dal notevole valore nutrizionale e dal gran gusto. Perciò, direi che questo alimento ha tutte le carte in regola per divenire il protagonista di qualche vostro menu. Se amate le uova, non potrete fare a meno di apprezzare anche queste!

Uova alla Benedict, il simbolo della colazione all’americana

Le uova alla Benedict sono una pietanza della tradizione americana, uno dei tanti pasti che vengono consumati a colazione. Questa, come tutti sanno, è diversa dalla classica colazione mediterranea in quanto è prevalentemente salata, ricca di carboidrati ma anche di proteine. Le uova alla Benedict incarnano questo spirito ed esprimono i valori nutrizionali tipici del “breakfast” americano. Sono anche facili da preparare e richiedono pochissimo tempo da passare ai fornelli. Oggi vi presento una variante tutto sommato classica delle uova alla Benedict, a cui però ho aggiunto come accompagnamento la salsa olandese. A questa dedicherò il prossimo paragrafo.

In questo paragrafo vorrei soffermarmi un po’ sui valori nutrizionali. Le uova alla Benedict sono un pasto completo, infatti contengono sia carboidrati che proteine. I primi sono dati dal pane, che funge da base per l’uovo, mentre le proteine sono garantite dall’uovo e dal bacon. Ovviamente, si segnala una certa quantità di grassi, dati proprio da questi due ingredienti. Le uova alla Benedict non sono una ricetta ipocalorica. Tuttavia, come dimostrano l’esperienza e alcuni studi scientifici, se c’è un momento della giornata in cui è possibile “sgarrare” è proprio la colazione della mattina; avrete sempre una giornata davanti per smaltire le calorie assunte.

La salsa olandese, uno special guest nella nostra ricetta

L’unica variazione sul tema delle classiche uova alla Benedict è proprio la salsa olandese. E’ una delle principali salse della cucina francese. La sua storia è tuttavia travagliata, e tra notizie certe e leggende, riguarda sia la Francia che l’Olanda. In estrema sintesi, se ne fa menzione per la prima volta nel famoso manuale di cucina “Le Cuisinier Francois” di Pierre La Varenne (anno 1651), che però ne assegna la paternità ai Paesi Bassi. Secondo l’autore, è stata portata in Francia dai cuochi olandesi al seguito del re d’Orange in visita a Parigi.

Uova alla Benedict

Al di là delle incertezze storiche, della salsa olandese si può affermare che ha molto in comune con la maionese, rispetto alla quale però contiene il burro. Inoltre, viene realizzata con un procedimento particolare, che non prevede un’operazione di montatura. Questa è sostituita da una fase di miscelazione a temperatura moderata. In buona sostanza, si pone a bagnomaria una miscela di tuorli e burro, si mescola e poi una volta che il burro si è sciolto se ne aggiunge altro. Il procedimento non è granché complicato ma impone comunque una certa manualità.

Il sapore ricorda quello della maionese, ma rispetto a quest’ultima è più delicato. La salsa olandese accompagna degnamente verdure, carne e uova (preparate nei modi più disparati).

Il bacon tra grassi e apporto di proteine

Nella classica colazione americana, il bacon non può mancare. Questa colazione a base di uova alla Benedict non fa eccezione. Il bacon è un alimento molto consumato negli Stati Uniti ed è guardato con qualche sospetto dai salutisti nostrani. Va detto, però, che il bacon è assimilabile alla nostra pancetta, alla stessa pancetta che utilizziamo per molti pasti salati, tipicamente riservati al momento del pranzo. Ciò non implica che i timori sulla salubrità del bacon siano infondati. In effetti sì, il bacon è grasso: 100 grammi di prodotto contengono ben 42 grammi di grassi. Buona parte di questi, poi, sono saturi, quindi in linea teorica fanno male all’organismo.

Il bacon, così come la pancetta, vantano comunque delle virtù. A prescindere dalla presenza di grassi, è comunque ricco di proteine. Anzi, il bacon è composto per il 21% di proteine, praticamente come qualsiasi carne rossa. Per quanto riguarda la questione dei grassi, c’è un metodo efficace per quanto classico per evitare che compromettano la linea, ossia non abusare dell’alimento. Come in questa ricetta del resto, che impone il consumo di 1 o 2 fette di bacon a testa.

Ecco la ricetta delle uova alla Benedict:

Ingredienti per 6 persone:

  • 4 fette di pane in cassetta consentito,
  • 20 gr. di burro chiarificato,
  • 8 fette di bacon,
  • 4 uova di fagiano, (se non le trovi uova di gallina)
  • 1 cucchiaio di aceto di riso,
  • q. b. di paprika dolce,
  • q. b. di maggiorana.

Per la salsa olandese:

  • 3 tuorli d’uovo;
  • 175 gr. di burro chiarificato;
  • 2 cucchiai di succo di limone;
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione delle uova alla Benedict iniziate tagliando in due le fette di pane, cospargetele di burro e fatele dorare leggermente al grill, poi conservatele al caldo. Ora riscaldate una padella antiaderente e cuocete senza aggiungere grassi le fette di bacon, fino a completa tostatura. Conservate al caldo anche le fette di bacon. Poi fate bollire un po’ di acqua in una pentola, versateci le uova private dal guscio, l’aceto e fate cuocere così per 3 minuti. Adagiate le fette di pane tostato sui piatti, ponete su ognuna di esse una fetta di bacon. Poi scolate le uova e posizionatele sulle fette di pane, coprendole con la salsa olandese. Date una sventagliata di paprika dolce e decorate con un po’ di maggiorana. Servite e buon appetito!

5/5 (1 Recensione)

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4 commenti su “Uova di fagiano: piccole ma ricche di gusto!

  • Mar 16 Feb 2021 | olimpia ha detto:

    dove si possono comperare a Roma

    • Mer 17 Feb 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Olimpia, onestamente su Roma non ne ho la più pallida idea. Qui in Brianza le troviamo dai contadini o in qualche agriturismo.

  • Dom 18 Lug 2021 | Rita ha detto:

    Le ho trovate da un contadino. Ottime. Grazie

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Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

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Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


01-06-2018
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Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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