A tavola con le deliziose e nutrienti uova di faraona!

uova di faraona
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Le uova di faraona da non perdere!.Solitamente, siamo abituati a portare in tavola la sua carne, ma non le sue uova. Ad ogni modo, non è mai troppo tardi per provare le uova di faraona. Infatti, si tratta di un esemplare molto diffuso nel mondo, in particolar modo in Africa: il suo nome è Numida meleagris ed è conosciuto per il suo particolare canto e per la sua capacità di adattamento in diversi contesti e anche in compagnia di altri animali.

Ci sono diverse tipologie di faraone. Ad esempio, alcune hanno una cresta più grande e/o presentano un colore di pelle più azzurrognolo. Nonostante questo, le uova di faraona sono molto simili, a prescindere dalla specifica razza e dalle peculiarità dell’esemplare che le ha prodotte. Presentano un guscio lucido di una colorazione simile a quella del classico uovo di gallina, ma molto più duro rispetto all’involucro di quest’ultimo. Ma cos’altro dovreste sapere a riguardo?

Poche differenze, ma un buon valore nutrizionale

Posso dire con certezza che il sapore delle uova di faraona è delizioso per i nostri palati. Tuttavia, non è poi così differente da quello delle uova di gallina. Anzi, molto spesso è praticamente impossibile accorgersi della differenza. In pratica, potrete cucinarle e nessuno dei vostri ospiti se ne accorgerà… a meno che non sarete voi a rivelarlo! Potrete contare dunque anche su un ottimo valore nutrizionale e su un pasto sostanzioso e saziante.

uova di faraona

Anche le uova di faraona sono ricche di proteine ad alto valore biologico e di tutti gli aminoacidi essenziali, ma anche di vitamine e minerali. Nello specifico, è utile sapere che contengono la vitamina A, la E, la D, la K e le vitamine del gruppo B, nonché validi livelli di potassio, ferro, fosforo, rame, magnesio, calcio, manganese, iodio e zinco: si rivelano dei veri e propri integratori naturali ricostituenti e validi per lo sviluppo della muscolatura!

Uova di faraona: altri elementi da non sottovalutare

Non dobbiamo dimenticarci che anche queste uova contengono grassi e colesterolo, perciò è sempre opportuno moderare le porzioni. D’altra parte, assicurano inoltre un buon contenuto di omega 3, un alleato del cuore e della salute cardiovascolare in generale. Le uova di faraona sono persino ricche di colina: perfetta per favorire il benessere e il corretto funzionamento del fegato, e per ridurre i livelli di colesterolo e di omocisteina nel sangue, entrambi correlati all’insorgenza di alcune patologie cardiovascolari.

Purtroppo, è davvero difficile trovare le uova di faraona al supermercato. Voi le avete mai viste? Probabilmente no. Pertanto, per trovarle, vi consiglio di informarvi presso le attività locali e di recarvi in fattorie, agriturismi e da allevatori del luogo. In questo modo, potrete usufruire di un prodotto più sicuro e genuino, ma anche di proprietà organolettiche incredibili!

faraona

La gloriosa tradizione delle omelette

Le omelette con mele e fiocchi di latte fanno riferimento alla tradizione culinaria francese, benché siano consumate un po’ in tutto il mondo, e quindi anche dalle nostre parti. E’ una ricetta tutto sommato popolare, sebbene abbia un’origine ben precisa, almeno a livello temporale. Le omelette, così come le conosciamo oggi, sono nate nel Cinquecento in Francia. Versioni non codificate e precoci di omelette, però, sono attestate già nel basso medioevo. Le omelette vengono spesso confuse con la frittata, ma le due preparazioni sono molto diverse. In primo luogo le omelette vengono cotte meno, e spesso solo da un lato. In secondo luogo vengono arrotolate attorno a un ripieno. Inoltre, la ricetta base delle omelette prevede sempre il latte, che per l’occasione va mescolato alle uova.

La frittata, invece, di norma non prevede questo ingrediente. Alcune versioni light prevedono l’utilizzo dell’albume. E’ un modo per rendere le omelette leggere e dietetiche, dal momento che l’albume è molto meno calorico del tuorlo, ed è per giunta privo di colesterolo. Inoltre, le omelette con i soli albumi tendono ad essere molto soffici. In Italia le omelette vengono considerate come un pasto serale, moderatamente leggero (nonostante vi sia la frittura di mezzo). Tuttavia, all’estero sono considerate spesso come un pasto da prima colazione, d’altronde le uova sono protagoniste della cosiddetta colazione internazionale. Tale approccio non è giustificato dalle abitudini nostrane, ma lo è invece dalle evidenze nutrizionali, che vedono l’uovo come alimento perfetto per iniziare la giornata.

Un ripieno davvero spettacolare

Le omelette con mele e fiocchi di latte che vi presento oggi si discostano un po’ dalla tradizione. Ho voluto giocare un po’ con i sapori, conferendo una punta di dolcezza in modo tale da rendere questo pasto più compatibile con il nostro concetto di colazione. La presenza dei fiocchi di latte non deve spaventare chi soffre di intolleranze alimentari al lattosio. Infatti, la ricetta prevede l’impiego dei fiocchi di latte senza lattosio di Exquisa. Stiamo parlando di un latticino squisito, che valorizza il sapore del latte e lo mette a disposizione degli intolleranti. Le differenze con l’analogo prodotto con lattosio non si notano per niente.

D’altronde, il processo di delattosamento, almeno quello posto in essere da Exquisa, è poco invasivo: si tratta di integrare l’enzima lattasi nel latte, di modo che il lattosio si scinda in glucosio e galattosio, sostanze digeribili da tutti. Tra l’altro, i fiocchi di latte senza lattosio di Exquisa sono anche ricchi di proteine e di calcio, poveri di sodio e di grassi. L’apporto calorico è davvero basso, pari a 94 kcal per 100 grammi. Grazie a questo prodotto, Exquisa conferma la sua abilità nel proporre prodotti genuini, alla portata di tutti e validi dal punto di vista nutrizionale.

Omelette con mele e fiocchi di latte

Un approfondimento sui semi di zucca

Come ho già anticipato, il ripieno delle omelette con mele e fiocchi di latte si discosta dai soliti ripieni da omelette, in genere realizzati con carne, verdure, erba cipollina etc. In questo caso ho optato per una combinazione “sui generis” di ingredienti. Infatti troviamo le mele, che conferiscono la giusta dolcezza alla preparazione, ma anche i semi di zucca, che garantiscono un aroma marcato (riconoscibile ma non pungente). I semi di zucca, ovviamente, vanno tostati in modo da diventare commestibili. Le proprietà nutrizionali di questo alimento sono poco conosciute, ma degne di nota.

I semi di zucca, infatti, sono ricchi di acidi grassi omega tre, che giovano alla salute del sistema cardiovascolare, del sistema nervoso centrale e degli organi visivi. Buono è anche l’apporto di sali minerali, e in particolare di zinco e di ferro. Il primo impatta positivamente sul sistema immunitario, mentre il secondo, come ben saprete, interviene sui processi di ossigenazione del sangue. I semi di zucca, poi, contengono i fitosteroli, degli antiossidanti in grado di ridurre lo stress ossidativo e contrastare i radicali liberi. Ai semi di zucca, infine, vengono attribuite proprietà “quasi terapeutiche”, almeno dalla medicina naturale. Sono considerati, infatti, dei buoni antinfiammatori e dei discreti carminativi. Per inciso, i semi di zucca sono senza nichel, dunque possono essere consumati dagli intolleranti a questa sostanza.

Perché abbiamo usato l’olio di cocco?

Nella ricetta di omelette con mele e fiocchi di latte non può mancare l’olio. A tal proposito, ho fatto una scelta che va oltre il solito olio extravergine di oliva e l’olio di semi di mais. Ho optato, infatti, per l’olio di cocco. Lo scopo è quello di conferire un sapore diverso alla preparazione, e allo stesso tempo apportare elementi nutritivi di grande pregio. D’altronde stiamo parlando di un olio ricco di grassi benefici, che giovano al nostro organismo, favorendone il giusto mantenimento.

Il riferimento è in particolare all’acido laurico, che agisce in funzione antivirale, antimicrobica e antifungina. L’olio di cocco presenta delle caratteristiche diverse dal punto di vista biochimico. Il riferimento è al punto di solidificazione, che si attesta intorno ai 20 gradi (di molto inferiore a quello degli altri oli). Per quanto concerne la capacità di supporto alla cottura non si segnalano grosse differenze con gli altri oli di origine vegetale.

Ecco la ricetta delle omelette con mele e fiocchi di latte:

Ingredienti:

  • 4 uova di faraona,
  • 4 cucchiai di latte scremato consentito,
  • q. b. di sale,
  • 3 cucchiai di olio di cocco.

Per il ripieno:

  • 2 mele rosse,
  • 1 confezione di fiocchi di latte senza lattosio Exquisa,
  • 1 pizzico di cannella in polvere,
  • qualche rametto di timo,
  • 1 cucchiaio di semi di zucca tostati. (per gli intolleranti al nichel non vanno inseriti nel ripieno)

Preparazione:

Per la preparazione delle omelette con mele e fiocchi di latte iniziate rimuovendo il torsolo e i semi dalle mele, poi grattugiate la polpa in modo grossolano. Ora aprite le uova e mescolatele insieme a un po’ di sale e un po’ di latte, usando una forchetta. Versate l’olio in una padella antiaderente dal diametro di 20 centimetri e scaldatelo a fiamma medio-alta.

Quando l’olio è ben caldo, trasferite il composto di uova e friggete per un minuto, poi girate la frittata (servendovi di una spatola) e friggete per altri 45 secondi. Ripetete il procedimento per le altre omelette. Intanto trasferite gli ingredienti del ripieno in una ciotola e mescolate per bene. Ora mettete le omelette sul piatto, distribuite il ripieno sopra di esse e arrotolatele. Al momento del servizio tagliatele in due.

5/5 (1 Recensione)

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Contenuto in collaborazione con Exquisa

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Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


25-11-2017
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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