Gnocchi allo scoglio per una vigilia di Natale unica
Gnocchi allo scoglio, un’idea singolare
Gli gnocchi allo scoglio sono una ricetta particolare, in quanto richiama ai celebri spaghetti omonimi, ma allo stesso tempo li reinterpreta. I frutti di mare ci sono, e anche il brodo di pesce. Tuttavia, vi sono anche la salsa di pomodoro e, soprattutto, gli gnocchi. In generale, si tratta di un piatto corposo, che rende molto in termini di gusto. La ricetta non è particolarmente complicata, nonostante una lista di ingredienti abbastanza lunga. Occorre cuocere i frutti di mare in padella, metterli da parte e reintegrarli solo dopo aver preparato un “normale” sugo di pomodoro, che andrà sfumato con il vino.
Dopodiché non rimane altro che proseguire la cottura insieme al brodo e aggiungere gli gnocchi cotti per pochi minuti. Il risultato è straordinario, in quanto concede il medesimo spazio a sentori radicalmente diversi tra di loro, che in altri contesti si coprirebbero l’un l’altro. Consiglio di preparare questo primo piatto per la vigilia di Natale, un evento tradizionalmente dedicato ai piatti di pesce.
Ricetta gnocchi allo scoglio
Preparazione gnocchi allo scoglio
- Per preparare gli gnocchi allo scoglio iniziate proprio con i mitili. Scolate le vongole e lavatele con cura sotto l’acqua fredda, poi spazzolate le cozze e lavatele per bene.
- Infine pulite i calamari, fateli a pezzi piccoli e rimuovete l’intestino dai gamberi.
- Ora lavate i pezzetti di calamaro e metteteli in una padella con un po’ di olio e uno spicchio d’aglio. Poi cuoceteli per pochi minuti insieme alle cozze, alle vongole e ai gamberi.
- Terminata la cottura, prelevate e mettete da parte.
- Nella medesima padella aggiungete la salsa di pomodoro e un po’ di peperoncino.
- Cuocete la salsa e sfumate con il vino bianco poco prima della fine della cottura.
- Poi reintegrate i frutti di mare, saltandoli per qualche minuto. Infine, aggiungete il brodo, il basilico fresco e del prezzemolo tritato.
- Intanto cuocete gli gnocchi in abbondante acqua salata, appena vengono a galla prelevateli e versateli nella padella con la salsa.
- Saltate il tutto col fuoco acceso per pochi secondi e impiattate, guarnendo con un gambero e una cozza. Servite e buon appetito.
Ingredienti gnocchi allo scoglio
- 500 gr. di gnocchi di patate
- 200 gr. di gamberi
- 200 gr. calamari
- 100 gr. di cozze
- 100 gr. di vongole
- 500 ml. di brodo di pesce
- 1 bicchiere di vino bianco
- un ciuffo di prezzemolo
- qualche foglia di basilico fresco
- 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- 1 spicchio d’aglio
- 3 cucchiai di salsa di pomodoro
- q. b. di sale e di peperoncino
Cozze e vongole, differenze e valori nutrizionali
I protagonisti degli gnocchi allo scoglio sono comunque i frutti di mare. Nello specifico, troviamo le cozze e le vongole. Benché siano poco distinguibili da alcuni, offrono sentori diversi e altrettanto diverse proprietà nutrizionali. Le cozze hanno un sapore morbido e una texture carnosa. Il gusto, tuttavia, cambia a seconda della stagione. Le migliori sono le cozze pescate tra giugno e luglio, sebbene siano anche le più grasse. Per il resto, contengono una discreta quantità di proteine, pochi grassi (benefici per il cuore) e tanti sali minerali. Il potassio e il fosforo sono ben presenti, ma ad eccellere è soprattutto il ferro, una sostanza fondamentale in quanto supporta una corretta ossigenazione del sangue.
Il profilo nutrizionale delle vongole rispetto alle cozze è in parte diverso. In primo luogo, perché contengono meno carboidrati, almeno relativamente alla specie di appartenenza. Secondariamente, perché sono meno grasse rispetto alle cozze. Il ferro è presente, ma in quantità meno imponenti. Il potassio è invece abbondante (ma minore rispetto alle cozze). Sono anche più digeribili delle cozze, se non altro perché, a dispetto di queste ultime, vengono consumate sempre previa cottura.
L’unico vero difetto delle vongole risiede nella quantità di sodio, che è davvero elevata. Stesso discorso per il colesterolo. A tutto ciò vi è un’unica soluzione, comunque piuttosto percorribile: consumarle, ma con moderazione.

Il contributo dei calamari
Anche i calamari giocano un ruolo importante nella ricetta degli gnocchi allo scoglio. Rispetto ai frutti di mare, sono un po’ meno calorici. In compenso, sono più digeribili, sebbene richiedano sempre una discreta cottura. L’apporto proteico è molto buono, e simile a quello dei più accreditati pesci azzurri. Un etto di calamari apporta circa 13 grammi di proteine. La loro texture è molto elastica, ragione per cui ospitano spesso dei ripieni. Tuttavia, possono essere impiegati anche come semplice ingrediente, come in effetti accade in questa ricetta.
Buono è anche l’apporto di sali minerali, infatti troviamo buone dosi di potassio, che interviene in molti processi dell’organismo e in particolare sulla circolazione, mentre il fosforo agisce a livello cerebrale stimolando memoria e concentrazione. Il ferro è presente, ma non nella medesima quantità delle cozze.
I grassi sono ridotti al minimo, e fanno parte della preziosissima categoria degli acidi grassi omega tre. Il sodio è presente, come in tutti i pesci, ma in quantità minore e sostanzialmente innocua. Il profilo nutrizionale dei calamari è simile a quello dei gamberi, un altro ingrediente importante degli gnocchi allo scoglio. Le uniche differenze di rilievo riguardano le proteine e gli omega tre, più abbondanti nei gamberi. Contengono anche la vitamina D, una sostanza che impatta positivamente sul sistema immunitario.
Per inciso, l’apporto calorico dei gamberi viaggia sulle 80-90 kcal, tutto sommato poche se si considera la famiglia d’appartenenza. La ricetta gioca anche sugli aromi, sicché la lista degli ingredienti comprende anche erbe aromatiche, come il basilico, che valorizza il sugo, il prezzemolo, il peperoncino e l’aglio. Insomma, siamo di fronte a un piatto allo stesso complesso e semplice da realizzare.
Come valorizzare gli gnocchi allo scoglio?
Gli gnocchi allo scoglio sono in fondo un primo semplice. In virtù di ciò alcuni potrebbero avvertire l’esigenza di aggiungere ulteriore sapore, magari con alcune erbe aromatiche. A tal proposito le più indicate sono il timo, il prezzemolo e il dragoncello.
Nello specifico il timo ha un sapore intenso e leggermente pungente, con note rustiche e balsamiche che ricordano il pino e il limone. Questa erba aromatica sfocia in un retrogusto suggestivo e leggermente amaro, che la rende particolarmente aromatica.
Il prezzemolo invece ha un gusto fresco ed erbaceo, valorizzato da una leggera nota pepata che lo rende equilibrato e delicato. Il dragoncello, infine, ha un sapore più deciso e complesso, con sentori di anice e un tocco leggermente amaro.
Gnocchetti allo scoglio: una versione per celiaci
Di base gli gnocchi allo scoglio non sono compatibili con la celiachia, infatti vengono preparati per lo più con la farina di frumento. Nessuno vi vieta, però, di utilizzare farine senza glutine come la farina di riso e di mais. In alternativa potete conferire un tocco esotico agli gnocchi con la farina di grano saraceno e di teff.
La farina di grano saraceno ha un sapore intenso e rustico, valorizzato da note leggermente tostate e da un retrogusto dolciastro. La farina di teff, invece, ha un gusto più delicato e leggermente dolce, con sentori di nocciola e cacao. Il suo aroma è morbido e gradevole con un retrogusto leggermente maltato, che conferisce una sensazione più rotonda rispetto al grano saraceno.
Se si vogliono gnocchi più leggeri, o con profilo diverso, si possono usare impasti alternativi come gli gnocchi di ricotta (morbidi e delicati), gli gnocchi di semolino alla romana (più compatti), oppure di pane raffermo per una consistenza rustica. Sono interessanti anche gli gnocchi di zucca (da dosare bene per il loro gusto dolce) e gli gnocchi di farina di castagne, che sono più aromatici e adatti a sughi non troppo delicati. Per chi evita il glutine esistono versioni con farina di riso o di mais, da abbinare con attenzione.
Come preparare un buon brodo di pesce
Un buon brodo di pesce fa la differenza tra gnocchi allo scoglio semplicemente buoni e gnocchi allo scoglio davvero gustosi e bilanciati. Il brodo serve a dare profondità al sugo, ad allungarlo senza annacquarlo e a legare meglio i sapori del mare con pomodoro e aromi. La cosa importante è partire dalle basi giuste, in particolare il brodo di pesce non è un minestrone di scarti ma deve essere pulito, breve e controllato, altrimenti si ottiene un fondo amaro o troppo pungente. La scelta più pratica è prepararlo con teste e lische di pesce bianco (orata, branzino, gallinella, triglia), a cui si aggiunge qualche guscio di crostaceo, specie se la ricetta li prevede (gamberi, scampi).
Se si usano i gusci conviene sciacquarli rapidamente e soprattutto eliminare eventuali residui scuri o amari. Attenzione invece a ingredienti che rovinano il brodo, ossia le interiora, il sangue, le branchie non pulite e parti vecchie. Se ci sono le teste è consigliabile togliere gli occhi e le branchie, in quanto possono apportare note amare e metalliche. Occhio anche al soffritto che fa da base al brodo. A tal proposito è meglio restare leggeri, basta mettere un filo d’olio extravergine e aggiungere sedano, carota e cipolla a pezzetti, in proporzioni equilibrate e senza esagerare con la carota (troppa dolcezza può “cambiare” il brodo).
Altre aggiunte e aromi per gli gnocchi allo scoglio
Potete aggiungere anche un gambo di sedano o qualche rametto di prezzemolo, e una punta di aglio se piace. Poi si fanno appassire le verdure per 3 o 4 minuti, si aggiungono gli scarti di pesce e li si fa tostare brevemente. Questo passaggio sviluppa gli aromi e rende il brodo più intenso, senza doverlo cuocere a lungo. A questo punto si sfuma con un po’ di vino bianco secco (giusto un po’ per sgrassare e profumare), infine si lascia evaporare bene e si copre appena con acqua fredda, senza esagerare per non coprire troppo i sapori. Poi si porta il tutto a leggero bollore e si cuoce a fuoco bassissimo per 20-30 minuti, in quanto il brodo di pesce tende a diventare amaro e perdere finezza se viene stracotto. Durante la cottura schiumare se necessario.
Per gli aromi vi suggerisco un approccio minimalista: alloro in piccolissima quantità (mezza foglia), qualche grano di pepe e prezzemolo. Sono da evitare il rosmarino e la salvia perché rischiano di dominare troppo. Anche il pomodoro nel brodo è facoltativo, infatti se gli gnocchi allo scoglio prevedono già un sugo rosso allora il brodo può restare neutro. Infine filtrate per bene il tutto, prima col colino a maglia fitta e poi con una garza (o un filtro molto fine) se volete un risultato davvero limpido.
Gnocchi o gnocchetti allo scoglio? Un confronto tra le due soluzioni
La scelta tra gnocchi o gnocchetti non è solo una questione di formato. A cambiare è il modo in cui il condimento interagisce con la pasta e anche l’equilibrio del piatto in sé. Gli gnocchi classici, più grandi, tendono a essere più morbidi e corposi. Questo li rende molto piacevoli con un sugo allo scoglio ricco, poiché ogni pezzo trattiene una parte di condimento. Il vantaggio è una sensazione cremosa e piena, in quanto il pomodoro, il brodo di pesce e i frutti di mare si amalgamano al meglio su una base delicata.
Il rischio, però, è la fragilità. Con un condimento ricco di pezzi (cozze, vongole, gamberi, calamari), mescolare troppo può rompere gli gnocchi, soprattutto se sono fatti in casa e sono molto teneri. In più il boccone può risultare sbilanciato, infatti se lo gnocco è grande e il condimento ha pezzi piccoli si finisce per mangiare uno “gnocco con la salsa”, perdendo un po’ l’idea dello scoglio.
Gli gnocchetti, invece, sono più piccoli e più maneggevoli. Hanno due vantaggi: si condiscono più facilmente e creano un piatto più uniforme, in questo modo il rapporto tra pasta e frutti di mare diventa più equilibrato. Inoltre reggono meglio la mantecatura, riducendo il rischio di rottura. Inoltre gli gnocchi grandi richiedono più attenzione nella cottura perché basta un minuto in più per rovinarli, mentre gli gnocchetti perdonano un po’ di più. Se il sugo allo scoglio viene preparato con un brodo ben fatto e una cottura breve dei frutti di mare, gli gnocchetti aiutano a mantenere il piatto più leggero.
Cosa bere con gli gnocchi allo scoglio?
Un primo di mare, come questi gnocchi allo scoglio, risulta incompleto senza un adeguato accompagnamento. Ecco quali sono a mio avviso i vini da associare a questa ricetta di mare.
Vermentino. Un vino bianco dal profilo fresco e minerale, che trasmette note agrumate e una leggera sapidità. La leggera acidità di questo vino esalta i frutti di mare della pasta allo scoglio, inoltre bilancia la dolcezza dei crostacei. Si sfocia così in un gusto finale equilibrato ma intenso, che valorizza perfettamente la delicatezza del piatto.
Fiano. Un vino campano dai sentori di frutta tropicale, agrumi e leggere sfumature floreali. Si regge su una struttura raffinata e su un buon equilibrio tra morbidezza e freschezza, degli elementi che lo rendono ideale per valorizzare la complessità dei frutti di mare senza coprirne il sapore.
Verdicchio. Un vino marchigiano noto per la sua sapidità e per la freschezza, che si caratterizza per i profumi di mandorla e agrumi. E’ molto minerale, dunque esalta il sapore della pasta allo scoglio come pochi altri vini.
FAQ sugli gnocchi allo scoglio
Che significa “allo scoglio”?
“Allo scoglio” è un termine utilizzato nella cucina italiana per indicare piatti a base di frutti di mare cotti con il guscio. Il nome richiama l’idea dei molluschi e dei crostacei che vivono attaccati agli scogli. Tipicamente la preparazione prevede cozze, vongole, gamberi e calamari, che vengono saltati in padella con aglio, olio, peperoncino e pomodorini.
Che farina si usa per gli gnocchi di patate?
Per gli gnocchi di patate si utilizza principalmente la farina doppio zero perché garantisce un impasto morbido e lavorabile. In alternativa si può usare farina di tipo 1, o una piccola parte di farina di semola per dare più struttura. Per chi è intollerante al glutine si possono usare tranquillamente delle farine gluten free come la farina di riso, la farina di mais, la farina di grano saraceno e la farina di teff. Questi tipi di farina emulano al meglio l’impasto originale e mantengono una buona consistenza, essenziale per gli gnocchi.
Quanta farina e quante patate occorrono per gli gnocchi?
Il rapporto ideale tra patate e farina per gli gnocchi è di circa 250-300 grammi di farina per ogni chilogrammo di patate. Tuttavia la quantità di farina può variare in base alla tipologia e all’umidità delle patate. È consigliabile usare patate vecchie e farinose, poiché contengono meno acqua e permettono di ridurre la quantità di farina necessaria.
Gli gnocchi di patate fanno ingrassare?
Gli gnocchi di patate sono relativamente calorici, ma non fanno ingrassare se vengono consumati con moderazione e con condimenti leggeri. Contengono prevalentemente carboidrati e hanno meno calorie rispetto alla pasta secca. Il contenuto calorico aumenta in base al condimento scelto: salse a base di burro, panna o formaggi rendono il piatto più calorico, mentre sughi leggeri a base di verdure o pomodoro lo mantengono equilibrato.
Ricette di gnocchi ne abbiamo? Certo che si!
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