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Dal pane raffermo nasce la torta putana, uno di quei dolci che non si dimenticano

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Torta putana
Italiana , Ricette per intolleranti
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 00 ore 40 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (6 Recensioni)

Torta putana, il dolce povero per eccellenza

Oggi prepariamo la torta putana, il dolce vicentino a base di pane raffermo, farina e latte. Un dolce rustico e popolare, ma squisito nella sua semplicità, che richiama agli antichi sapori e alle antiche tradizioni.

Lo confesso, la versione che vi presento qui si discosta dall’originale, infatti vanta un impasto arricchito e se possibile ancora più gustoso. Oltre agli ingredienti base, questa ricetta contiene il miele e lo yogurt, due ingredienti che impattano sulla resa organolettica e che aggiungono sentori ora dolci ora aciduli.

La torta putana, nella sua forma base, non è compatibile con l’intolleranza al lattosio. Come abbiamo visto contiene molto latte, ma si fa presto a rimediare, basta utilizzare il latte delattosato, che si ottiene mediante integrazione dell’enzima lattasi. Tale integrazione scinde il lattosio in due zuccheri semplici, digeribili da chiunque ma dal sapore leggermente più dolce. Poco male, nell’ottica di questa ricetta una nota dolce è sempre gradita.

Ricetta torta putana

Preparazione torta putana

  • Per preparare la torta putana iniziate ammollando il pane raffermo nel latte per una notte intera. Poi strizzatelo e mettetelo in una ciotola grande.
  • Ora aggiungete le uova sbattute e poi l’uvetta.
  • Aggiungete anche la farina e mescolate per ottenere una consistenza media. Infine integrate gli altri ingredienti.
  • Amalgamate ancora e trasferite il composto in una tortiera imburrata e infarinata.
  • Cuocete al forno per 40 minuti a 180 gradi.
  • Lasciate raffreddare la torta, poi spolveratela con lo zucchero a velo. Ora non vi resta che servire e gustare questo ottimo dolce vicentino!

Ingredienti torta putana

  • 150 gr. di pane raffermo consentito
  • 3 uova
  • 100 gr. di farina di mais
  • 1 bicchierino di grappa
  • 100 ml. di miele di barena
  • 100 gr. di yogurt magro consentito
  • 60 gr. di uvetta sultanina
  • q. b. di frutta secca o fresca a pezzi (scorzette di arancia candita – cedrini – mele – mandorle – fichi – pinoli – noci – pere etc.)
  • 1 pizzico di sale
  • q. b. di burro chiarificato per imburrare la teglia
  • mezza bustina di lievito
  • q. b. di farina gialla per un impasto omogeneo
  • q. b. di zucchero a velo

Una torta vicentina deliziosa grazie al miele

La presenza del miele migliora il sapore della torta putana (o vicentina) senza stravolgerlo. Bisogna capire, però, quale miele utilizzare. Io vi propongo il raro ma prezioso miele di barena. Questo miele si caratterizza per un profilo aromatico unico, frutto della flora spontanea tipica delle zone lagunari venete.

Si tratta di un miele dal colore ambrato, con riflessi dorati intensi e dal sapore complesso. E’ un miele dolce al primo impatto, ma con un sottofondo salmastro ed erbaceo che lo rende inconfondibile. La sua particolarità consiste proprio nella capacità di evocare il territorio di provenienza, oltre ad unire la dolcezza alla sapidità.

In alternativa potete utilizzare il miele di acacia, che con la sua dolcezza sottile e la sua neutralità accompagna senza coprire, oppure potete usare il miele di castagno, dal gusto più deciso e leggermente amarognolo, adatto a chi preferisce un contrasto netto con la base morbida e cremosa della torta. Se volete saperne di più sul miele leggete A prova di miele, il libro che ho scritto con l’amico ed esperto Marco Negri. Al suo interno trovate tante ricette e tante informazioni sul nettare degli dei.

Torta putana

Il contributo dello yogurt nella torta putana

La lista degli ingredienti comprende anche lo yogurt magro. Questo yogurt si caratterizza per un sapore leggermente acidulo, che dona freschezza e smorza la dolcezza naturale del miele e del latte. Nondimeno sortisce un effetto tecnico sull’impasto, ossia rende la torta più soffice e umida, migliorandone la consistenza e prolungandone la conservabilità.

Non è un dettaglio di poco conto, anzi è sorprendente che un ingrediente apparentemente semplice riesca a dare profondità organolettica a una preparazione di origine contadina, che altrimenti rischierebbe di risultare monotona. Lo yogurt magro non è però l’unica soluzione possibile. Si può pensare, per esempio, anche allo yogurt greco, che spicca per la maggiore densità, inoltre conferisce struttura e compattezza all’impasto.

Se invece desiderate una torta più delicata potete optare per uno yogurt intero dal gusto morbido e rotondo. Ma a impattare è anche la tipologia di latte con cui lo yogurt viene prodotto, in quest’ottica va menzionato lo yogurt di capra, che regala note leggermente più pungenti e rustiche, che si sposano bene con la natura popolare della ricetta. In ogni caso lo yogurt funge da collegamento tra tradizione e modernità, poiché arricchisce un dolce storico con una sfumatura che richiama alle preparazioni moderne.

Cosa bere con questa squisita torta vicentina?

La torta putana è l’emblema della tradizione culinaria vicentina, dunque va accompagnata con degli ottimi vini veneti. Per esempio potete usare il Recioto di Gambellara, un vino dolce che offre profumi di miele, frutta secca e fiori gialli, perfettamente in sintonia con gli aromi del dolce.

Per chi ama le bollicine vi consiglio uno spumante classico della Lessinia, che trasmette note fresche e minerali che puliscono il palato e creano un contrasto vivace con la morbidezza della torta.

Infine vi propongo il Moscato Fior d’Arancio dei Colli Euganei, un’alternativa profumata e delicata che aggiunge un tocco aromatico in più senza coprire gli altri ingredienti. Specifico che l’abbinamento con vini veneti non è solo una scelta gastronomica, ma anche un omaggio alla terra che ha dato i natali a questo dolce rustico e delizioso.

FAQ sulla torta putana

Perché la torta putana si chiama così?

La torta putana prende il nome dal dialetto veneto, dove “putana” indica una cosa povera, di poco valore. Infatti è un dolce della tradizione contadina, preparato con ingredienti semplici e di recupero, come il pane raffermo, il latte e la frutta secca. Non ha nulla a che vedere con l’accezione volgare del termine, ma con l’idea di “umile” e di riciclo.

Chi ha inventato la torta putana?

La torta putana è un dolce tipico del Veneto nato in ambito contadino. Non è attribuibile a un singolo inventore, ma si è diffusa nelle famiglie rurali come modo per non sprecare il pane raffermo. Ogni zona e famiglia ne ha tramandato la ricetta con piccole varianti locali, rendendola una preparazione storica della cucina veneta.

Cosa c’è dentro la torta putana?

Gli ingredienti principali della torta putana sono pane raffermo ammorbidito nel latte, zucchero, uvetta, pinoli, mele o altra frutta di stagione. Spesso si aggiungono cacao o scorze di agrumi per aromatizzare. È un dolce semplice, rustico e nutriente, nato per valorizzare ciò che si aveva in casa senza sprechi, ma comunque molto saporito.

Come arricchire la torta putana?

Per arricchire la torta putana si può sostituire parte dello zucchero con il miele, che aggiunge un gusto più aromatico e naturale. Lo yogurt, invece, può essere unito all’impasto insieme al latte per renderla più morbida e cremosa. In superficie si può spennellare con miele e completare con yogurt servito a parte come accompagnamento.

Quante calorie ha la torta putana?

Le calorie della torta putana variano in base alla ricetta e agli ingredienti aggiunti. In media una porzione da 100 grammi apporta circa 250-300 kcal. L’uso di pane, latte, frutta secca e zucchero la rende abbastanza energetica, ma se preparata con miele al posto dello zucchero, o con meno grassi, può risultare più leggera.

Ricette di torte ne abbiamo? Certo che si!

4/5 (6 Recensioni)
Riproduzione riservata

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