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Tutto sul timo, l’erba aromatica che sa di limone

TIMO
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Le proprietà del timo

Il timo è una delle erbe aromatiche più conosciute, anche perché molto abbondante, infatti cresce selvatico in tutta la macchia mediterranea ed è facile da coltivare anche in casa. Il timo si fa apprezzare per l’aroma forte, penetrante e gradevole. Per quanto le varietà si differenzino anche da questo punto di vista, il timo ricorda il prezzemolo e la maggiorana, ai cui sentori si aggiunge un timido ma riconoscibile richiamo al limone.

Come tante altre erbe aromatiche, il timo non è solo una spezie ma anche una pianta officinale. Il riferimento è alla sua funzione antisettica, nonché a quella vermifuga. Ovviamente, il timo non è utilizzato come medicina da ormai qualche secolo, ma queste sue doti nascoste rappresentano un valore aggiunto per chiunque voglia consumarlo. Per quanto concerne la coltivazione, il timo è poco esigente. Sopporta il caldo, il freddo, l’umidità e il clima secco, tuttavia preferisce i climi temperati e solo moderatamente umidi.

Le caratteristiche botaniche

Dal punto di vista botanico, il timo è una pianta perenne. Le sue foglie si caratterizzano per le dimensioni contenute e per la forma circolare o leggermente ovoidale. Il loro colore, a seconda delle varietà, varia dal verde brillante al giallognolo. I fiori a loro volta sono piccoli, di forma labiata e di colore bianco, per quanto non è raro che possano assumere un suggestivo rosa sbiadito. Il periodo di fioritura inizia a novembre e si conclude ad agosto. In virtù di ciò, il timo è anche una pianta ornamentale presso alcune culture.

Le foglie del timo si caratterizzano, poi, per la presenza al loro interno di un olio essenziale che, oltre ad avere una blanda valenza terapeutica, spicca per il suo profumo. Esistono differenti essenze di timo, e d’altronde le foglie vengono impiegate anche nella cosmetica e nella produzione di oli e detergenti. Ciononostante, il timo rimane una pianta aromatica con funzione di spezia.

timo

Le differenti varietà di timo

Dietro a questa erba aromatica, in realtà si celano centinaia di specie diverse. Di seguito, illustro quelle più diffuse e apprezzate.

  • Timo limone. E’ la varietà più diffusa e anche quella più apprezzata. Come suggerisce il nome, si caratterizza per un sentore di limone. Per questo motivo, è impiegata soprattutto nelle ricette dolciarie e per aromatizzare il pesce.
  • Timo cedrato. L’aroma ricorda vagamente l’origano e, in maniera un po’ più decisa, la melissa. Tuttavia, è anche leggermente amarognolo. In virtù delle sue proprietà terapeutiche, si consuma soprattutto sotto forma di infuso.
  • Timo erba barona. E’ un timo diffuso soprattutto nel Mediterraneo occidentale. Si caratterizza per il sapore spiccatamente aromatico e pungente. Viene impiegato per aromatizzare il latte nell’ambito della preparazione di formaggi.
  • Timo lanuginoso. E’ il timo più “strano”, anche perché assomiglia al muschio. E’ molto più aromatico rispetto alle altre varietà, ma viene molto raramente utilizzato in cucina. Essendo ricco di oli essenziali, viene impiegato soprattutto nella cosmetica. Benché raro, lo si trova facilmente nei vivai.
  • Timo serpillum. E’ un “timo strisciante”, che si sviluppa per lo più orizzontalmente, fino a creare una specie di manto erboso. E’ diffuso nel nord Europa ma, di tanto in tanto, cresce anche nella macchia mediterranea. Si caratterizza maggiormente come varietà più ornamentale, anche perché i suoi fiori (rosa e viola) sono i più belli tra tutte le varianti di timo.

Come utilizzare il timo in cucina

Il timo è un’erba aromatica, dunque funge da spezia. Da solo viene impiegato per condire il pesce e gli ortaggi dal sapore delicato, o al massimo acidulo come i pomodori e le zucchine. Meno raramente è protagonista di miscele aromatiche, dunque non è spesso utilizzato in comunione con altre spezie. Il suo uso è attestato anche nella pasticceria, e in particolare per aromatizzare l’impasto di torte secche (senza crema), con esplicito riferimento alle torte di zucca. Soprattutto per quanto concerne i dolci, il timo è il protagonista di molte ricette non solo italiane, ma anche francesi e russe. Per quanto concerne il salato, è utilizzato soprattutto in Grecia e in Spagna, in abbinamento al pesce o alla carne grigliata.

L’utilizzo del timo comporta sempre un maggiore apporto aromatico. Il consiglio è di non esagerare con le dosi, anche perché si rischierebbe di coprire gli altri sapori. Per quanto concerne il pesce, si sposa in particolare con le cotture al forno, in occasione delle quali può sprigionare tutto il suo aroma. Per quanto riguarda la carne, invece, predilige l’abbinamento con quella rossa, specie se cotta in umido; anche in questo caso, però, si sposa bene con la cottura al forno. Per quanto concerne le verdure, infine, consente un ampio margine di discrezione, potendo essere abbinato a una grande varietà di alimenti. Il timo ha un ruolo anche negli impasti e nei composti, soprattutto in quelli per le polpette vegetali (ad esempio di melanzane). Anche in questo caso, però, il consiglio è di non esagerare con le dosi.

12-11-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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