Tutto sul timo, l’erba aromatica che sa di limone

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Le varietà del timo

Le diverse varietà di timo sono tutte fortemente aromatiche e contengono quantità variabili di un olio essenziale detto timolo, che è disinfettante. Perciò il timo è un conservante. Si può essiccare bene, e trattiene la maggior parte dell’aroma senza prendere nessuno di quei vari odori di fieno che assumono invece quasi tutte le erbe secche. Esistono inoltre alcune specie provenienti da climi molto caldi e asciutti che sono già quasi secche prima di essere raccolte. Il timo si può surgelare.

Anche questa è una delle grandi erbe culinarie europee. Si usava già ai tempi degli antichi greci e forse anche prima. Ne esistono molte specie provenienti da un’area che comprende Europa, Asia occidentale, Nordafrica e isole Canarie. Il timo è originario dell’Europa meridionale e del Mediterraneo, e se ne coltivano molte varietà con aromi diversi. Cresce spontaneo sulle asciutte colline dell’Europa meridionale, per esempio sulle montagne della Riviera, dove è incomparabilmente più aromatico di quello della stessa specie che cresce nei giardini della Gran Bretagna. In altre zone, a esempio in Spagna, l’aroma può risultare ancora diverso.

Il tipico timo spontaneo mediterraneo è una pianticella cespugliosa con fusti legnosi, piccole foglie grigio verdi e fìori color porpora. Quando cresce spontaneo e in posizioni molto asciutte ha foglie molto rade e portamento sparso. Si coltiva facilmente, per seme o per divisione dei cespi, preferisce sole, posizione asciutta, terreno leggero e calcareo. In un terreno argilloso e umido si incontrano difficoltà e non si ottiene un aroma altrettanto buono. È perenne, ma alcuni sostengono che va trapiantato di tanto in tanto.

Essiccato viene usato come condimento. Se ne estrae un olio dotato di azione carminativa; viene anche impiegato in profumeria in sostituzione dell’olio di timo. Tra le molte varietà, coltivate anche per decorazione, vi sono il timo al limone, all’arancio e, in Corsica e in Sardegna ( dove sono spontanei), il timo al carvi detto « erba barona ». Il loro sapore è conforme alla descrizione; il timo al limone è particolarmente prezioso in cucina, dove può sostituire il timo comune. Altre specie e varietà sono soprattutto decorative. In un buon orto dovrebbero esserci diversi tipi di timo, e nella scelta si  dovrebbe seguire il proprio criterio personale.

Il timo si puo’ coltivare nel proprio giardino

Nella cucina europea il timo ha un posto importantissimo. Come la salvia, si usa comunemente per i ripieni, ma qui ogni analogia termina; sono entrambe erbe forti, pungenti e ricche, però la salvia ha sempre una certa asprezza che il timo migliore non ha. Insieme al prezzemolo e all’alloro fa parte del bouquet-garni e di conseguenza entra nell’aromatizzazione base di innumerevoli piatti. Si mette in molte zuppe, si accompagna con le verdure ( come pomodori, patate, zucchine, melanzane e peperoni dolci), con il pesce, il brodo ristretto e i ripieni; ma soprattutto si unisce al vino, all’aglio, alla cipolla e al brandy per formare l’aroma di innumerevoli piatti saporiti di carne, selvaggina e pollame, specialmente quelli che si cucinano a fuoco lento e a lungo in terracotta. A questo genere di piatti il timo sembra conferire una grande qualità aromatica, e se mancasse la cucina sarebbe molto impoverita. Spesso il timo si mescola alla maggiorana.

Il timo è una delle erbe aromatiche più conosciute, anche perché molto abbondante, infatti cresce selvatico in tutta la macchia mediterranea ed è facile da coltivare anche in casa. Il timo si fa apprezzare per l’aroma forte, penetrante e gradevole. Per quanto le varietà si differenzino anche da questo punto di vista, il timo ricorda il prezzemolo e la maggiorana, ai cui sentori si aggiunge un timido ma riconoscibile richiamo al limone.

Come tante altre erbe aromatiche, il timo non è solo una spezie ma anche una pianta officinale. Il riferimento è alla sua funzione antisettica, nonché a quella vermifuga. Ovviamente, il timo non è utilizzato come medicina da ormai qualche secolo, ma queste sue doti nascoste rappresentano un valore aggiunto per chiunque voglia consumarlo. Per quanto concerne la coltivazione, il timo è poco esigente. Sopporta il caldo, il freddo, l’umidità e il clima secco, tuttavia preferisce i climi temperati e solo moderatamente umidi.

Le caratteristiche botaniche

Dal punto di vista botanico, il timo è una pianta perenne. Le sue foglie si caratterizzano per le dimensioni contenute e per la forma circolare o leggermente ovoidale. Il loro colore, a seconda delle varietà, varia dal verde brillante al giallognolo. I fiori a loro volta sono piccoli, di forma labiata e di colore bianco, per quanto non è raro che possano assumere un suggestivo rosa sbiadito. Il periodo di fioritura inizia a novembre e si conclude ad agosto. In virtù di ciò, il timo è anche una pianta ornamentale presso alcune culture.

Le foglie del timo si caratterizzano, poi, per la presenza al loro interno di un olio essenziale che, oltre ad avere una blanda valenza terapeutica, spicca per il suo profumo. Esistono differenti essenze di timo, e d’altronde le foglie vengono impiegate anche nella cosmetica e nella produzione di oli e detergenti. Ciononostante, il timo rimane una pianta aromatica con funzione di spezia.

timo

Le differenti varietà di timo

Dietro a questa erba aromatica, in realtà si celano centinaia di specie diverse. Di seguito, illustro quelle più diffuse e apprezzate.

  • Timo limonato. E’ la varietà più diffusa e anche quella più apprezzata. Come suggerisce il nome, si caratterizza per un sentore di limone. Per questo motivo, è impiegata soprattutto nelle ricette dolciarie e per aromatizzare il pesce.
  • Timo cedrato. L’aroma ricorda vagamente l’origano e, in maniera un po’ più decisa, la melissa. Tuttavia, è anche leggermente amarognolo. In virtù delle sue proprietà terapeutiche, si consuma soprattutto sotto forma di infuso.
  • Timo erba barona. E’ un timo diffuso soprattutto nel Mediterraneo occidentale. Si caratterizza per il sapore spiccatamente aromatico e pungente. Viene impiegato per aromatizzare il latte nell’ambito della preparazione di formaggi.
  • Timo lanuginoso. E’ il timo più “strano”, anche perché assomiglia al muschio. E’ molto più aromatico rispetto alle altre varietà, ma viene molto raramente utilizzato in cucina. Essendo ricco di oli essenziali, viene impiegato soprattutto nella cosmetica. Benché raro, lo si trova facilmente nei vivai.
  • Timo serpillum. E’ un “timo strisciante”, che si sviluppa per lo più orizzontalmente, fino a creare una specie di manto erboso. E’ diffuso nel nord Europa ma, di tanto in tanto, cresce anche nella macchia mediterranea. Si caratterizza maggiormente come varietà più ornamentale, anche perché i suoi fiori (rosa e viola) sono i più belli tra tutte le varianti di timo.

Come utilizzare il timo in cucina

Il sale al timo è un vero toccasana per la salute! Per quale motivo? Perché aromatizzare il tradizionale sale da cucina con quest’erba è una valida soluzione per abbassare la pressione ematica. Diversi studi clinici eseguiti in questi anni, tra i quali spicca uno in particolare condotto presso l’Università di Belgrado, hanno infatti messo in luce l’efficacia del timo selvatico da questo punto di vista. Le sperimentazioni al proposito sono state eseguite su alcuni topi.

Se la cosa dovesse essere confermata con prove sugli esseri umani sarebbe bellissimo, non pensate? Con un sale aromatizzato gustoso sarà possibile ovviare a una delle controindicazioni dell’utilizzo eccessivo del tradizionale sale da cucina.

Ci sono tantissimi piccoli dettagli che possono fare la differenza quando si parla di salute in cucina. Il sale al timo è uno di questi! Lo avete mai provato? Siete curiosi di utilizzarlo per i vostri piatti?

Il timo è un’erba aromatica consentita a chi ha problemi di intolleranza e/o allergia al nichel.

Il timo è un’erba aromatica, dunque funge da spezia. Da solo viene impiegato per condire il pesce e gli ortaggi dal sapore delicato, o al massimo acidulo come i pomodori e le zucchine. Meno raramente è protagonista di miscele aromatiche, dunque non è spesso utilizzato in comunione con altre spezie. Il suo uso è attestato anche nella pasticceria, e in particolare per aromatizzare l’impasto di torte secche (senza crema), con esplicito riferimento alle torte di zucca. Soprattutto per quanto concerne i dolci, il timo è il protagonista di molte ricette non solo italiane, ma anche francesi e russe. Per quanto concerne il salato, è utilizzato soprattutto in Grecia e in Spagna, in abbinamento al pesce o alla carne grigliata.

L’utilizzo del timo comporta sempre un maggiore apporto aromatico. Il consiglio è di non esagerare con le dosi, anche perché si rischierebbe di coprire gli altri sapori. Per quanto concerne il pesce, si sposa in particolare con le cotture al forno, in occasione delle quali può sprigionare tutto il suo aroma. Per quanto riguarda la carne, invece, predilige l’abbinamento con quella rossa, specie se cotta in umido; anche in questo caso, però, si sposa bene con la cottura al forno. Per quanto concerne le verdure, infine, consente un ampio margine di discrezione, potendo essere abbinato a una grande varietà di alimenti. Il timo ha un ruolo anche negli impasti e nei composti, soprattutto in quelli per le polpette vegetali (ad esempio di melanzane). Anche in questo caso, però, il consiglio è di non esagerare con le dosi.

tartellette alle carote

Tartellette alle carote, sedano rapa e timo: tortini unici

Ottime come secondo, come antipasto e anche per rendere più speciale una festa o un picnic, le tartellette alle carote, sedano rapa e timo sono ottime, senza glutine e senza lattosio. Pertanto, le potrete offrire anche a coloro che devono stare alla larga da queste sostanze e vi assicuro che rimarranno tutti molto soddisfatti. Generalmente, piacciono anche ai bambini, e il merito va principalmente alla dolcezza delle carote, alla ricotta e alla pasta brisée.

Gli adulti, invece, restano colpiti da questa pietanza grazie ai sapori del sedano rapa e del timo, che si combinano perfettamente tra loro e con gli altri ingredienti, proponendo un connubio di gusto davvero unico. Nonostante tutto, questa ricetta non è difficile da preparare e possiamo portarla in tavola con alimenti genuini e facilmente reperibili. Perciò, andiamo a scoprire qualcosa in più sulle tartellette alle carote, sedano rapa e timo… In seguito, vi dirò come prepararle, passo dopo passo!

Dalla base giusta agli ingredienti che fanno la differenza

Questa facile e deliziosa ricetta può essere portata in tavola in circa 40 minuti (20 minuti di preparazione e 20 minuti di cottura). Fin dal primo boccone, vi accorgerete di aver a che fare con una pietanza diversa dal solito, che propone un’esperienza culinaria semplice ma indimenticabile. Tuttavia, per poterla assaporare con soddisfazione, non dovrete dimenticare che la scelta degli ingredienti farà la differenza. Infatti, per la preparazione delle tartellette alle carote, sedano rapa e timo, vi suggerisco in primo luogo di scegliere una pasta brisée di qualità.

Per delle ottime tartellette alle carote, sedano rapa e timo, anche gli ortaggi andranno scelti con cura (freschi e preferibilmente biologici) e lo stesso vale per la ricotta senza lattosio. Facendo gli acquisti giusti, potrete portare in tavola un pasto ricco di nutrienti e di sapori autentici da non sottovalutare.

Le proprietà nutrizionali delle tartellette alle carote, sedano rapa e timo

Con questi piccoli tortini salati, nel vostro pasto non potranno mancare numerose vitamine (in particolare la A e la C), il betacarotene e tanti altri funzionali antiossidanti, fibre e minerali di qualità. Le tartellette alle carote, sedano rapa e timo si riveleranno infatti un perfetto mix di bontà e benessere, accompagnato da importanti effetti benefici per tutto l’organismo. Potrete contare su proprietà idratanti, depurative, remineralizzanti e protettive nei confronti della pelle, del sistema nervoso, dell’apparato gastrointestinale, delle ossa e degli occhi.

Insomma, le tartellette alle carote, sedano rapa e timo nascondono non poche peculiarità e, quando le assaggerete, sicuramente non vedrete l’ora di cucinarle di nuovo! Pertanto, passiamo alla lista degli ingredienti e alle modalità di preparazione. Buon divertimento ai fornelli e buon appetito!

Ingredienti per 4 persone

  • 1 rotolo pasta brisée consentita,
  • 100 gr di ricotta consentita,
  • 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano grattugiato 36 mesi,
  • ½ sedano rapa,
  • 2 piccole carote,
  • 3 rametti di timo,
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco,
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva,
  • q.b. sale e pepe nero

Preparazione

Togliete al sedano rapa la corteccia che lo ricopre, lavatelo e asciugatelo ben bene; pelate e lavate le carote, lasciandole intere.

Passate il sedano rapa alla mandolina o usate una grattugia dai fori grossi per grattarlo in maniera consistente; fate la stessa cosa con le carote.

In una larga padella antiaderente scaldate l’olio, poi uniteci le due verdure e fatele saltare a fiamma vivace, sfumando col vino bianco e aggiungendo sale e pepe a piacere: unite poi le foglioline di timo e continuate la cottura per alcuni minuti, in modo da appassire bene il tutto; lasciate intiepidire.

Accendete il forno e portatelo a una temperatura di 180°.

Srotolate la pasta brisèe e ottenete, con l’aiuto di una formella, dei cerchi, che userete per rivestire sei stampini da tartelletta del diametro di circa 8-10 cm al massimo, punzecchiando poi il fondo di ognuna coi rebbi di una forchetta.

In una ciotola versate le verdure cotte e intiepidite, unite la ricotta e il parmigiano, poi amalgamate in modo da ottenere un composto denso e morbido. Regolate di sale e pepe, e versatelo dentro alle tartellette livellandolo ben bene. Se vi va, aggiungete qualche decorazione fatta con la briseè avanzata.

Infornate le tartellette per 15-20 minuti circa, cuocendo a 180° con funzione statica: appena diventeranno ben dorate saranno cotte.

Sfornate, lasciate raffreddare e servite tiepide decorando con qualche rametto o fogliolina di timo fresco.

5/5 (1 Recensione)

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Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


12-11-2020
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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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