bg header

Come conservare il pesto fatto in casa e ricette sfiziose

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
27/05/2021 alle 17:24

La scelta degli ingredienti e la preparazione del pesto

Il profumo del basilico, pronto per il prossimo pranzo

Avete appena preparato il pesto e ne è rimasto un vasetto? Per capire come conservare il pesto fatto in casa, partite da una domanda semplice: quando lo porterete di nuovo in tavola? Per un consumo vicino basta il frigorifero; per una piccola scorta conviene il congelatore. Deciderlo subito vi aiuta a custodire meglio quella crema verde che sa di basilico fresco e pasta appena scolata.

Il pesto nasce da ingredienti lavorati a crudo e il suo profumo cambia con il tempo, l’aria e il calore. Una chiusura adatta, foglie ben asciugate e porzioni pensate per i vostri pasti fanno più di un vasetto riempito senza criterio. Anche il filo d’olio in superficie ha un compito preciso: limita il contatto con l’aria, ma non rende il pesto una conserva da lasciare in dispensa.

Consiglio della nonna
Prima di lavare il mixer, dividete il pesto tra quello che userete presto e quello da congelare. Scrivete subito la data sui contenitori: è un piccolo gesto che vi evita di chiedervi, qualche giorno dopo, quando avete preparato quel vasetto.

Quando il basilico è abbondante, viene voglia di lavorarne un bel mazzo e tenere da parte un po’ d’estate. La soddisfazione arriva anche dopo, quando basta una porzione pronta per dare sapore al pranzo. Se dovete ancora preparare la salsa, trovate dosi e passaggi nella ricetta del pesto alla genovese.

La stessa cura serve nello scegliere il posto per il vasetto: il freddo deve essere costante e il coperchio ben chiuso. Nella guida su come organizzare il frigorifero trovate altri consigli per gestire i cibi di tutti i giorni. Qui vediamo tempi, contenitori e gesti utili per ritrovare il pesto cremoso al momento di condire.

conservazione del pesto nel congelatore

Come conservare il pesto fatto in casa: frigo e freezer

Come conservare il pesto fatto in casa? Riponetelo subito in frigorifero, in un contenitore pulito e chiuso, e consumatelo entro 2-3 giorni, mantenendolo a 4 °C o meno. Se non prevedete di usarlo in questo intervallo, congelatelo appena preparato in piccole porzioni. Per la scorta domestica potete orientarvi su 2-3 mesi, come riferimento pratico per il gusto e il profumo, con freezer a −18 °C. Il velo d’olio limita l’ossidazione della superficie, ma non allunga la durata a settimane. Anche il sottovuoto e la bollitura dei vasetti non trasformano il pesto fresco in un prodotto da conservare in dispensa.

La scelta del contenitore conta quanto quella del metodo: una porzione adatta al pasto evita di scongelare più salsa del necessario. Lasciate spazio sotto il coperchio dei recipienti destinati al freezer e indicate la data di preparazione. Potete congelare anche il pesto già completo di formaggio; aggiungerlo al momento dell’uso è una scelta di gusto, non un obbligo. Per ritrovare una crema morbida, lasciate scongelare il pesto in frigorifero e mescolatelo prima di condire, fuori dal fuoco. Se invece avete acquistato un vasetto, seguite i tempi e le temperature riportati sulla confezione, distinguendo sempre il prodotto chiuso da quello già aperto.

Conservazione del pesto in frigorifero

Come conservare il pesto in frigo senza congelarlo

Il frigorifero è adatto al pesto che userete nei prossimi pasti. Il riferimento di 2-3 giorni vale dalla preparazione, non dall’ultima apertura del barattolo. Il National Center for Home Food Preservation indica di non superare tre giorni per il pesto fresco refrigerato. Un vasetto dimenticato sul tavolo per ore non diventa adatto al consumo soltanto perché viene rimesso al freddo: i tempi hanno senso quando la conservazione è stata corretta fin dall’inizio.

Usate un recipiente proporzionato alla quantità, lavato con cura, asciutto e con coperchio integro. Livellate la salsa e, se volete, distribuite un sottile velo d’olio sulla superficie. Questo accorgimento aiuta il colore, ma non sostituisce il freddo. Sistemate il pesto su un ripiano interno, seguendo le indicazioni del vostro frigorifero, e verificate una temperatura di 4 °C o meno con un termometro.

Prelevate la dose con un cucchiaio pulito e rimettete subito al freddo il resto. Se siete in due, un vasetto piccolo è più comodo di una grande scorta da aprire a ogni pranzo. Per conservare il pesto senza congelarlo, organizzate quindi una preparazione contenuta: quella che vi serve oggi e, al massimo, per un altro pasto vicino. Il basilico dà il meglio quando il profumo resta vivo, senza dover coprire con altro formaggio una salsa ormai spenta.

come conservare il pesto in congelatore

Congelare il pesto in porzioni, con o senza formaggio

Il pesto si può congelare anche quando contiene già Parmigiano Reggiano o pecorino. La consistenza può cambiare un poco, ma il formaggio non rende il congelamento impossibile. Se preparate una base da completare al momento del pranzo, potete aggiungerlo dopo lo scongelamento: avrete più libertà nel regolare sapidità e densità. Annotate sul contenitore se manca il formaggio, così non dovrete ricordarlo a distanza di settimane.

Per congelare il pesto scegliete recipienti dichiarati adatti al freezer, anche di vetro, e lasciate circa 1,3 cm di spazio sotto il bordo, salvo diverse istruzioni del produttore. Non riempiteli fino all’orlo. Gli stampi per ghiaccio con coperchio sono comodi per dosi piccole: una volta indurite, trasferite le porzioni in un sacchetto per congelatore ben chiuso. Eviterete di lasciare i cubetti scoperti tra gli altri alimenti.

Tenete il freezer a −18 °C e usate prima le porzioni più vecchie. Programmare il consumo entro 2-3 mesi è una scelta pratica per limitare la perdita di aroma, non una scadenza universale oltre la quale il pesto cambia di colpo. Scrivete data e quantità su ogni confezione. Per una pasta per due preparate una dose da due; per un cucchiaio nel minestrone bastano porzioni più piccole. Conservare il pesto fatto in casa diventa così un aiuto concreto, senza blocchi enormi da gestire.

conservazione sottovuoto del pesto fatto in casa

Pesto sottovuoto e sott’olio: i limiti da conoscere

Il pesto sottovuoto resta una salsa deperibile. Togliere l’aria non elimina i microrganismi e non autorizza a conservarlo per mesi a temperatura ambiente. L’Istituto Superiore di Sanità spiega che l’assenza di ossigeno, insieme a condizioni adatte, può favorire lo sviluppo dei clostridi che producono tossine botuliniche. Nel pesto fresco l’olio e la chiusura del barattolo non sono quindi una protezione sufficiente.

Non usate la bollitura dei vasetti per ottenere pesto da dispensa: venti minuti in acqua bollente e un tappo che non fa più clic non dimostrano la sicurezza della preparazione. Neppure aggiungere limone a occhio permette di stabilire una durata lunga. Se cercate come conservare il pesto fatto in casa per l’inverno, scegliete il congelamento e organizzate una scorta commisurata ai vostri consumi.

Anche il pesto coperto d’olio va gestito come prodotto fresco, senza attribuirgli 10 o 15 giorni di durata. I vasetti commerciali venduti a temperatura ambiente seguono processi controllati e indicazioni proprie: non sono il modello da riprodurre con una pentola domestica. Se invece volete regalare del pesto appena fatto, concordate una consegna al freddo e un consumo ravvicinato, indicando quando lo avete preparato.

Errore da evitare
Non considerate il tappo rientrato una prova che il pesto possa stare in dispensa. Per una scorta casalinga scegliete porzioni da congelare, senza improvvisare trattamenti dei vasetti.

conservazione pesto fatto in casa

Scongelare il pesto e ritrovare la cremosità

Per scongelare il pesto, spostate la porzione dal freezer al frigorifero, lasciandola nel contenitore chiuso. Il tempo dipende dalla quantità e dalla forma: una dose bassa e larga si ammorbidisce prima di un barattolo pieno. Organizzate il passaggio la sera prima del pranzo previsto. Evitate di lasciarlo sul piano della cucina per tutta la notte e programmate di usarlo appena scongelato.

Mescolate la salsa con un cucchiaio: un po’ d’olio separato può tornare a legarsi al resto. Allungate soltanto la dose da servire con poca acqua di cottura della pasta, aggiunta gradualmente. Il condimento fuori dal fuoco aiuta a mantenere il profumo del basilico: il pesto deve avvolgere la pasta, non friggere sul fondo della padella. Se avete congelato la base senza formaggio, unite ora quello previsto dalla vostra ricetta.

Per gestire bene il pesto congelato, scongelate solo la porzione necessaria, così non serve rimettere in freezer gli avanzi. Un cucchiaio può accompagnare patate lessate, fagiolini o pane tostato, mentre una dose più abbondante può diventare il condimento di una pasta. Evitate di versare acqua nel contenitore della scorta: regolate la cremosità nella ciotola del servizio. È lì che la salsa deve diventare morbida, al punto da velare il dorso del cucchiaio.

basilico fresco

Pesto aperto, colore scuro e segnali da non ignorare

Per il pesto confezionato aperto valgono le istruzioni del produttore: controllate temperatura e giorni indicati dopo l’apertura. Non applicate al vasetto aperto la data prevista per la confezione integra. Il pesto acquistato al banco frigo deve restare refrigerato anche prima di essere aperto; quello venduto a scaffale può avere regole diverse. Una piccola etichetta con la data di apertura evita dubbi, soprattutto quando in frigorifero ci sono più salse.

Il pesto può scurirsi per il contatto con l’aria: il verde brillante da solo, però, non prova che sia ancora adatto al consumo. Muffa, rigonfiamenti, perdite, odori anomali o gas sono motivi per scartarlo. Non togliete soltanto la parte ammuffita per recuperare il resto. Le indicazioni di ISSalute sulla prevenzione del botulismo ricordano di non utilizzare né assaggiare conserve con alterazioni anche solo sospette.

Se non ricordate quando avete preparato il pesto o sapete che è rimasto a lungo fuori dal freddo, non affidatevi a una prova di assaggio. Congelarlo in ritardo non recupera una conservazione sbagliata. Per evitare sprechi, la scelta utile arriva prima: dosi piccole, date visibili e una porzione pronta per il prossimo pasto. Una scorta ben organizzata deve semplificarvi la cucina, senza lasciare vasetti incerti in fondo al ripiano.

Conservare pesti diversi e scegliere per ogni esigenza

Se vi chiedete come conservare il pesto di zucchine, considerate anche la ricetta usata: zucchine crude, verdure cotte e aggiunte di ricotta non danno la stessa salsa. Seguite i tempi specifici della preparazione e congelate presto le porzioni destinate alla scorta. Se cercate un’idea per servirlo, i cannelloni di ricotta con pesto di zucchine mostrano un impiego diverso dal solito piatto di pasta. I tempi del piatto completo vanno distinti da quelli della sola salsa.

Pomodoro, mandorle, ricotta o tonno cambiano gusto e ingredienti da controllare. Nel pesto trapanese, per esempio, le mandorle meritano attenzione quando cucinate per chi ha allergie. Scrivete sulla scorta anche il tipo di pesto: due creme simili nel colore possono contenere ingredienti molto diversi. Usate utensili separati e puliti quando preparate versioni destinate a esigenze differenti.

Per una tavola senza glutine controllate i prodotti confezionati e la pasta da abbinare. Se scegliete una variante senza lattosio, verificate gli eventuali formaggi freschi; togliere il formaggio può invece essere utile per una versione interamente vegetale. In caso di allergia al latte, un prodotto senza lattosio non è un’alternativa adatta. Queste sostituzioni non rendono più lungo il tempo di conservazione del pesto. Etichette chiare e porzioni ben pensate vi lasciano il piacere migliore: aprire la dose giusta e portare in tavola una salsa profumata, fatta per chi la condividerà con voi.

Come preparare il pesto? Ecco qualche idea per un pesto alternativo!

Pesto di carote. Si tratta di un condimento speciale, che rivisita la ricetta del pesto tradizionale ma ne propone una variante tutto sommato diversa per gusto, valori nutrizionali e consistenza. Ovviamente, va realizzato con le carote, che sono tra gli ortaggi più amati in assoluto. Sono una vera e propria miniera di betacarotene, una sostanza che favorisce la produzione della vitamina A. Allo stesso tempo, contengono enormi dosi di vitamina C, nonché fibre, potassio e altri sali minerali. L’apporto calorico, invece, è del tutto trascurabile.

Pesto al cavolfiore. Il procedimento, in realtà, è piuttosto diverso da quello del classico pesto. In primis perché manca il basilico, secondariamente perché il cavolfiore va frullato dopo essere stato leggermente sbollentato e soffritto insieme alla cipolla e altre verdure. Inoltre, il pesto di cavolfiore, per garantire un maggiore corpo alla pietanza, deve essere unito alla panna e frullato per bene. Per il resto, c’è veramente poco da dire, infatti non rimane altro che condire la pasta con questo speciale pesto e arricchire il tutto con un po’ di maggiorana prima di servire.

Il pesto di fave fresche è un’ottima alternativa. Uno dei pregi del pesto, infatti, è il margine di discrezione che concede a chi vuole sperimentare, magari inserendo nuovi ingredienti o sostituendo quelli tradizionali. In questo caso, più di sostituzione, si dovrebbe parlare di aggiunta, infatti la ricetta può essere considerata come un normale pesto al sapore di fave. Il risultato è un pesto dal sapore corposo, in grado di valorizzare e arricchire maggiormente i piatti dal punto di vista organolettico.

Il pesto di peperoni e tonno è un’alternativa molto gustosa, colorata e suggestiva del normale pesto di basilico. In effetti è un’alternativa di una certa caratura, anche perché il procedimento è parzialmente diverso. D’altronde sono gli stessi ingredienti a imporre un cambio di prospettiva. A differenza del pesto classico è necessario procedere con la cottura dell’alimento principale della ricetta, ovvero i peperoni. Senza contare la presenza del formaggio spalmabile, che sostituisce il formaggio grattugiato della ricetta originale.

Qualche altra variante sfiziosa di pesto

Pesto di zucchine. Si tratta di un pesto particolare, molto più dolce, delicato e soprattutto dietetico. Molti di voi già sanno che le zucchine sono tra gli alimenti meno calorici in natura, dunque vale la pena provare questa variante. Anche perché proprio il pesto di zucchine conferisce ai cannelloni un impatto visivo particolare, una tonalità di verde chiaro che certamente colpisce. Ovviamente, visto che stiamo parlando pur sempre di pesto, è presente anche il basilico, ma non si va oltre il ciuffetto.

Il pesto alle cime di rapa è una pietanza originale che può essere fonte d’ispirazione per tanti piatti. Potrete usare questo pesto per insaporire delle bruschette, magari ottenute tostando del pane di Laterza. L’antipasto sarà così pronto in un attimo e dotato di un sapore semplicemente divino, da esaltare con un filo di olio extravergine di oliva a crudo, sempre pugliese, ovviamente.

Il pesto di salvia mandorle e pecorino. Il pesto di salvia è molto buono e non eccessivamente pesante. Rispetto al classico pesto con basilico ha un profumo più intenso e un aroma più delicato. La salvia si sposa benissimo con le mandorle e il pecorino. Insieme, raggiungono un equilibrio perfetto, che soddisfa il palato ma anche gli occhi. Il pesto di salvia, mandorle e pecorino, infatti, si distingue per un bel colore verde brillante.

Il pesto di cavolo nero è una grandissima idea da realizzare in anticipo, così da trovarla bella e pronta nel momento in cui vogliamo dar vita ad alcuni piatti a base di questa speciale varietà di cavolo tanto diffusa nel territorio Toscano. Trattasi di una verdura molto ricercata ed apprezzata per le sue caratteristiche nutrizionali e per il suo essere declinabile a mille utilizzi. Un’alternativa al pesto di basilico che, sia pur buono e sano, certo non spicca in termini di originalità!

Valido alleato per la salute di cuore, cervello ed ossa, questo pesto può essere impiegato per arricchire primi piatti, contorni, secondi ed antipasti in maniera sempre geniale e insolita.

Il pesto trapanese è un condimento tradizionale originario di Trapani dalle origini molto antiche: in particolare risale a secoli fa, quando alcune navi genovesi provenienti da Oriente portarono la loro tradizionale agliata ligure, a base d’aglio e noci, nel porto di Trapani. A questa preparazione dal sapore assai intenso i trapanesi aggiunsero prodotti tipici della loro terra, cioè il pomodoro e le mandorle, dando così vita al pesto alla trapanese.

Il pesto di levistico, presenta un certo carattere esotico. Il merito va soprattutto alla presenza dei pinoli di cedro siberiano, che sostituiscono i pinoli classici. Questo genere di ingrediente non è molto diffuso, ma può essere reperito con relativa facilità. Certamente ne vale la pena, visto il suo sapore. I pinoli di cedro, infatti, rispetto ai pinoli tradizionali si caratterizzano per un sapore nettamente più marcato, simile ovviamente ai pinoli “normali” ma in grado di emergere in mezzo agli altri ingredienti (senza coprirli).

Molte idee per molti palati

Pesto di kale, una variante tanto gustosa quanto sana di una delle ricette tradizionali più celebri della cucina italiana. Scoprirla significa approfondire i benefici di un ingrediente a dir poco unico, purtroppo spesse volte messo in secondo piano quando ci si mette ai fornelli per preparare qualcosa di buono. Sto parlando del kale, noto in Italia come cavolo riccio, e decisamente più apprezzato negli USA, dove hanno da poco istituito addirittura una giornata nazionale dedicata alle sue straordinarie proprietà benefiche.

Scegliendo, invece, il pesto di scarola, possiamo aggiungere ai nostri pasti una cospicua quantità di nutrienti essenziali per l’organismo, come la vitamina A, la C e le vitamine del gruppo B. Questo vuol dire che abbiamo a che fare con un alimento capace di rinforzare le ossa, gli occhi, i muscoli, il sistema immunitario e vascolare; e di aiutare l’organismo ad assorbire il ferro, a produrre collagene e a stimolare la formazione del tessuto. Non solo ! Se avete un ospite intollerante al nichel vi ringrazierà!

Non avete idea di quanto un buon pesto alla genovese possa essere una risorsa da dispensa davvero preziosa. I vostri figli sono fuori per l’università? Non potrete fare loro regalo più gradito se non dei vasetti con salse, pesti o sughi pronti! Si sa, la vita dell’universitario, i primi anni fuori di casa, lo studio, ma anche il lavoro, gli impegni, insomma, possono essere difficoltà particolarmente opprimenti. Per questa ricetta meglio utilizzare il basilico genovese DOP

In queste condizioni spesso la voglia di cucinare e mangiare bene è la prima a venire meno. Così che si fa? Via di pietanze pronte, pizza, fast food e quattro salti in padella. Questo piatto nato dalla cucina ligure è conosciuto in tutto il mondo.

Non ho potuto elencarveli tutti ma sul sito trovate molte altre idee per creare il pesto in maniera differente. E nessuna vi deluderà! Ovviamente il re di tutti i tipi di pesto rimane quello con il basilico. Una delle ricette che i miei nipotini chiedono spesso è la crostata con pesto, patate e fagiolini.

FAQ su come conservare il pesto fatto in casa

Quanti giorni può stare il pesto in frigo?

Il pesto può essere conservato in frigorifero per 5-7 giorni in un contenitore ermetico. Per preservarne il sapore e prevenire l’ossidazione è utile coprirlo con uno strato sottile di olio d’oliva. Nonostante ciò è importante verificare l’odore e l’aspetto prima di consumarlo.

Quanto tempo può stare nel congelatore il pesto fatto in casa?

Il pesto fatto in casa può essere conservato nel congelatore per 3-4 mesi senza perdere qualità. Congelarlo in piccole porzioni aiuta a prelevarne solo la quantità necessaria, mantenendo intatto il gusto. Prima di utilizzarlo bisogna lasciarlo scongelare gradualmente a temperatura ambiente o in frigorifero.

In quale contenitore congelare il pesto?

Il pesto fatto in casa può essere congelato in vasetti di vetro con chiusura ermetica o in contenitori di plastica adatti al congelatore. In alternativa si possono utilizzare stampi per cubetti di ghiaccio per ottenere piccole porzioni comode. È importante non riempire del tutto i contenitori in quanto il pesto si espanderà leggermente durante il congelamento.

Come si capisce se il pesto è andato a male?

Un pesto andato a male presenta un odore sgradevole simile al rancido o all’acidulo, inoltre ha un colore scuro o marrone e può sviluppare muffa sulla superficie. Un altro segno di deterioramento è la consistenza slegata o grumosa. A tal proposito è opportuno esaminare il contenuto prima di consumarlo per evitare rischi.

Potrebbe interessarti anche…..

Riproduzione riservata
CONDIVIDI SU

7 commenti su “Come conservare il pesto fatto in casa e ricette sfiziose”

  • Mar 28 Giu 2022 | Benedetta Simeone ha detto:

    Grazie ! Articolo eccellente !

  • Ven 12 Ago 2022 | Barbara ha detto:

    Quante informazioni. Grazie mille
    Barbara

  • Gio 10 Ago 2023 | Maria Latocca ha detto:

    Molto interessante

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

rosmarino

Rosmarino: come usarlo in cucina e conservarne il...

Il rosmarino è un'erba aromatica dalle foglie sottili e dal gusto intenso, utile per insaporire patate, carni, pesce, legumi e impasti salati. Potete usarlo fresco, essiccato oppure congelato. Il...

salvia in cucina

La salvia in cucina, oltre il solito burro

La salvia può rendere speciale un piatto di gnocchi, ma merita spazio anche accanto a fagioli, zucca, carni bianche e verdure. Per usarla bene servono foglie sane, dosi misurate e un po' di...

scalogni freschi

Scalogno: che cos’è e come usarlo in cucina

Un piccolo bulbo che può cambiare un piatto Lo scalogno è un ingrediente da tenere vicino ai fornelli quando desiderate dare profumo a una preparazione senza coprire tutto il resto. Ricorda la...

logo_print