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Il frigorifero, come conservare bene i cibi e risparmiare

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Come conservare gli alimenti freschi in frigorifero.

Per ottenere una buona conservazione degli alimenti freschi in frigorifero, occorre riporli negli scomparti o ripiani più adatti, tenendo presenti alcuni accorgimenti, che variano da alimento ad alimento.

La carne va riposta in frigorifero nella zona più fredda subito dopo l’acquisto, avvolta in pellicola da cucina o carta oleata. Il pesce, prodotto che si deteriora molto in fretta, va preferibilmente ricoperto di ghiaccio tritato e posto in recipienti chiusi, nei ripiani alti del frigorifero. Il burro, come tutti quegli alimenti che più facilmente assorbono odori, va conservato in contenitori chiusi, di vetro o plastica. I formaggi non devono essere devono essere avvolti in fogli di carta alimentare oppure messi in contenitori. La carta protegge il formaggio dall’esposizione all’aria ma gli consente allo stesso tempo di respirare. Meglio evitare la pellicola.

La maggior parte degli ortaggi a foglie vanno conservati nell’apposito cassetto del frigorifero, dopo essere stati lavati e asciugati parzialmente, giacché un po’ di umidità aiuta la conservazione. Peperoni, cetrioli e melanzane vanno completamente asciugati. Alcuni vegetali e frutti (cipolle mature, zucche, rape, patate bianche e banane) si conservano meglio fuori del frigorifero, in ambienti ventilati, scuri, a una temperatura tra 7° e 10°. Non riporre nel frigorifero i cibi ancora caldi: il vapore acqueo provoca un’eccessiva concentrazione di umidità e una mescolanza di odori.

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Perché mantenere in ordine il frigorifero?

Bisogna curare anche la manutenzione del frigorifero: sbrinarlo quando lo strato di ghiaccio ha raggiunto uno spessore di 3-4 mm e ogni tanto provvedere a un lavaggio interno, dopo aver staccato la presa di corrente, prima con acqua tiepida e detersivo, quindi solo con acqua e infine con acqua e aceto.

Il frigo è l’elettrodomestico più importante della casa. E’ impensabile, al giorno d’oggi, un appartamento senza frigorifero. Tuttavia, occorre prestare attenzione al modo in cui lo si gestisce, organizzandone l’uso in modo da ottimizzare i processi di conservazione degli alimenti. Ciò significa essenzialmente due cose: disporre i cibi correttamente e pulirlo nella maniera più consona e funzionale alla conservazione degli alimenti. Per quanto riguarda la pulizia è bene evidenziare un errore molto frequente, ovvero procedere con la pulizia in modo sporadico. Molti sono convinti che il frigo debba essere pulito solo quando emerge lo sporco visibile, o quando iniziano a diffondersi i cattivi odori. In realtà, in quel caso è già “troppo tardi”, e impone una sorta di pulizia straordinaria. La verità è che il frigo deve essere pulito regolarmente e spesso, magari con una frequenza di dieci giorni.

Pulire il frigo frequentemente significa, di fatto, curarne la manutenzione. Il consiglio è di prestare attenzione agli angoli dei cassetti, che spesso accumulano sporcizia. Non dimenticate nemmeno di sbrinare le pareti, nel caso in cui l’elettrodomestico non sia in grado di smaltire la brina in totale autonomia. Pulire il frigo è fondamentale soprattutto perché vi è il rischio concreto che si trasformi in un ricettacolo di muffe e batteri, dunque si esercita sugli alimenti un impatto sostanzialmente opposto a quello auspicato. Nella migliore delle ipotesi il tempo di conservazione diventerebbe più breve. Nella peggiore, i cibi si contaminerebbero, con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista sanitario.

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I consigli per ottimizzare il frigo

Nell’immaginario collettivo il frigorifero è l’elettrodomestico più facile da gestire. Non si deve fare altro che accenderlo, selezionare la temperatura e riporre i cibi. In realtà si segnalano tanti accorgimenti per ottimizzarne la funzione e per favorire un risparmio di corrente. Per quanto concerne la temperatura, questa dovrebbe essere pari a 4 gradi, il ché corrisponde a un livello di potenza pari a 3 su 5. Se il frigorifero è molto pieno, potreste dover impostare tale livello sul 4 o sul 5, per garantire ai vani una temperatura di 4 gradi. Un altro accorgimento abbastanza diffuso riguarda la temperatura dei cibi prima di essere riposti in frigorifero. Ebbene essi devono essere freddi, in caso contrario l’elettrodomestico faticherebbe a ristabilire la temperatura adeguata e gli altri alimenti rischierebbero di rovinarsi.

Senza contare il dispendio di energia, che sarebbe di gran lunga superiore. Dunque, mai cibi caldi il frigo, e al massimo tiepidi. Un altro consiglio è di non riempire eccessivamente il frigorifero. Come ho già accennato, un frigorifero pieno, richiede più energia per raggiungere la temperatura impostata e, se è davvero pieno, potrebbe non riuscirci. In quel caso, gli alimenti potrebbero deteriorarsi prima del tempo. L’alternativa non è certo gettare il cibo in eccesso e buttare gli avanzi. Si potrebbe, piuttosto, pensare a una gestione più intelligente degli avanzi, realizzando delle classiche ricette di recupero. La scelta a tal proposito è davvero ampia e stimola anche la creatività. Un’altra abitudine da cancellare riguarda l’apertura frequente del frigofrifero. Spesso si apre lo sportello e si dà un’occhiata a cosa c’è dentro.

Molti guardano l’interno del frigorifero per scegliere cosa mangiare, come se dovessero trovare ispirazione. Un atteggiamento che può sembrare strano, ma che è incredibilmente diffuso. Ebbene, questo continuo contatto tra l’interno (freddo) e l’esterno (meno freddo) genera alcuni squilibri, imponendo al frigo uno sforzo in più per mantenere la temperatura. Nella migliore delle ipotesi si ha uno spreco di energia, invece nei casi peggiori si mette a repentaglio il cibo. Infine, un consiglio molto pratico è quello di utilizzate lo sportello come “bacheca”, non solo per comunicare qualcosa agli altri membri della casa. Applicate dei promemoria sugli alimenti conservati nell’elettrodomestico, indicando le scadenza più ravvicinate. Anche questo è un modo per evitare di “dimenticare” dei cibi all’interno del frigo e farli andare a male.

La disposizione dei cibi in frigorifero

Una piccola grande verità di cui molti sono all’oscuro è che la temperatura nel frigorifero non è mai omogenea. Infatti, alcune zone sono più fredde e altre lo sono molto meno. La parte superiore è quella meno fredda, dunque andrebbero riposti i cibi già cotti, o che tendono a conservarsi a lungo: dolci, burro, yogurt, affettati e sughi.

Negli scompartimenti più in basso la temperatura è più rigida, dunque vi andrebbero conservati gli alimenti che deperiscono facilmente e in fretta, o che pongono in essere dei rischi se mal conservati. Il riferimento, nella fattispecie è alla carne e al pesce. La frutta e la verdura vanno riposti nei cassetti in grado di garantire una temperatura molto bassa e un adeguato isolamento, necessario per evitare che assorbano gli odori. Per quanto concerne lo sportello, vanno riposti alimenti che non necessitano di basse temperature e soprattutto le salse e le bevande. Ovvero tutto ciò per cui la freschezza è un optional, o non risulta decisiva per la conservazione.

Le uova è bene conservarle in frigorifero lasciandole nella confezione originale nei piani centrali anzichè nello sportello dove solitamente vengono messi i portauova.

Questo per evitare di contaminare il frigorifero con i microrganismi presenti sul guscio. Ma anche per tenere sotto controllo lo sviluppo microbico nel prodotto. Le uova è meglio toglierle dal frigo al momento del loro utilizzo. E’ importante che non metterle vicino a fonti di calore.

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Quali cibi non vanno conservati in frigorifero?

E’ bene concludere con una precisazione sui cibi che meglio non conservare in frigorifero. Esatto, alcuni alimenti non sopportano il microclima del frigo. In genere si rimane stupiti per la quantità di alimenti che dovrebbero evitare il frigorifero, anche perché tale avversione risulta a tratti controintuitiva. Prendiamo i pomodori, per esempio. Essi sono alimenti vegetali, che almeno all’apparenza deperiscono con rapidità. Eppure, le basse temperature – in virtù di alcuni processi biochimici complessi – accelerano il deperimento. I pomodori vanno semplicemente posti in un contenitore e conservati a temperatura ambiente.

Discorso simile per le cipolle. A risultare decisiva in questo caso non è la temperatura ma l’umidità. Il frigorifero è un ambiente particolarmente umido, e fa ammuffire le cipolle. Stesso discorso per le patate, meglio conservarle in un sacchetto di carta. Molto particolare è la reazione dell’aglio al particolare microclima del frigo. L’aglio, infatti, a contatto con temperatura basse tende addirittura a germogliare, cambiando radicalmente il suo sapore. Problemi dal punto di vista organolettico incontrano le mele, che tra le altre cose diventano anche mollicce e gommose. Stesso discorso per le banane, che diventano nere più rapidamente.

Infine, occhio alle spezie e alle piante aromatiche. Il basilico, per esempio, se riposto in frigo assorbe tutti gli odori, perdendo di fatto la sua funzione. Un processo simile si verifica anche con il caffè. Alcuni alimenti, invece, meglio non riporli in frigorifero semplicemente perché non ne vale la pena. La zucca, per esempio, si conserva per oltre due mesi a temperatura ambiente, e in ogni caso occuperebbe molto spazio.

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