Pesto di fave fresche, davvero buono e naturale

Pesto di fave fresche

Pesto di fave fresche, un’alternativa al classico pesto genovese

Il pesto di fave fresche è un’ottima alternativa al pesto alla genovese. Uno dei pregi del pesto, infatti, è il margine di discrezione che concede a chi vuole sperimentare, magari inserendo nuovi ingredienti o sostituendo quelli tradizionali. In questo caso, più di sostituzione, si dovrebbe parlare di aggiunta, infatti la ricetta può essere considerata come un normale pesto al sapore di fave. Il risultato è un pesto dal sapore corposo, in grado di valorizzare e arricchire maggiormente i piatti dal punto di vista organolettico. C’è da dire, però, che la presenza delle fave impone qualche modifica al procedimento, ma ne parlerò nel prossimo paragrafo.

In questo paragrafo vorrei soffermarmi sulle fave, un alimento forse un po’ troppo sottovalutato. In realtà, le fave sono molto consumate e apprezzate, ma di esse si ignora spesso il valore nutrizionale, che è incredibilmente elevato. Il riferimento è alle contemporanea presenza di proteine e carboidrati, non rara nei legumi ma comunque da sottolineare. Stesso discorso per le vitamine e i sali minerali. Le fave fresche, presenti nel nostro pesto, contengono, inoltre, ottime concentrazioni di vitamina C, potassio, ferro, calcio e fosforo. Nel complesso hanno anche un apporto calorico molto basso, pari a 41 kcal per 100 grammi. Le fave, infine, contengono tantissime fibre, che come tutti sanno aiutano a digerire e a risolvere gli episodi di stipsi.

Le fave, va detto, hanno una controindicazione, infatti non possono essere assolutamente consumate da chi soffre di favismo, una sindrome allergica che può causare danni anche irreversibili, fino a provocare crisi respiratorie. L’incidenza del favismo tra la popolazione italiana è comunque molto bassa.

Il ruolo dell’immancabile basilico

Come ho già specificato, questo pesto di fave fresche può essere considerato una specie di pesto “modificato”, piuttosto che del tutto nuovo. Troviamo infatti, in linea di massima, tutti gli ingredienti del pesto tradizionale, dunque anche il basilico. Da questo punto di vista, al netto della presenza delle fave, si tratta di un normale pesto alla genovese. La presenza del basilico non stupisce, specie se si considerano le sue qualità organolettiche e nutrizionali.

Pesto di fave fresche

E’ infatti una specie vegetale che si comporta quasi come una spezie, inoltre le sue proprietà nutrizionali sfociano quasi nel terapeutico. Il riferimento è alla funzione antinfiammatoria e antibatterica. Il basilico è, inoltre, ricco di antiossidanti, e in particolare di flavonoidi, queste sostanze fanno bene al cuore, all’apparato vascolare, contrastano gli effetti dei radicali liberi e contribuiscono alla prevenzione del cancro. Il basilico, utilizzato nel nostro pesto di fave fresche, è anche ricco di beta-carotene, che come molti sanno è un ottimo precursore della vitamina A.

A completare il quadro nutrizionale vi è una concentrazione di vitamine e sali minerali davvero notevole. Oltre alla vitamina C, il basilico contiene potassio, magnesio e fosforo. Tutt’altro che trascurabile è la quantità di fibre, che come abbiamo visto fanno bene all’apparato digerente. Come molte specie vegetali della medesima famiglia, il basilico è un alimento ipocalorico, 100 grammi contengono solo 23 kcal.

Un procedimento diverso ma semplice

Abbiamo sottolineato quanto il pesto di fave fresche, in fin dei conti, sia simile al pesto classico alla genovese. Stessi ingredienti, basilico compreso, se si eccettua la presenza delle fave. Proprio questa modifica, però, pone in essere alcuni accorgimenti in fase di preparazione, estranei alla ricetta originale. Il riferimento è proprio alla “gestione” delle fave, che aggiungono una fase ulteriore (in realtà preliminare) alla preparazione.

Le fave, infatti, vanno cotte e sbucciate, solo dopo possono essere poste nel frullatore insieme agli altri ingredienti. Per giunta non subito, ma solo dopo aver creato una base con aglio, pinoli e formaggio grattugiato. Come cuocere le fave? Niente di più semplice, vanno semplicemente bollite in acqua leggermente salata per una ventina di minuti; in realtà anche per qualche minuto in meno. Ad ogni modo, dopo la cottura va tolta la pellicina, operazione resa più facile proprio dal calore.

Ecco la ricetta del pesto di fave fresche:

Ingredienti per un vasetto:

  • 80 gr. di fave fresche,
  • 20 gr. di basilico fresco,
  • 80 gr. di parmigiano reggiano stagionato,
  • 40 gr. di pinoli di cedro,
  • 2 spicchi di aglio,
  • 80 gr. di olio extravergine d’oliva,
  • q. b. di sale.

Preparazione:

Per la preparazione del pesto di fave fresche iniziate estraendo le fave dal bocciolo. Mettete a bollire l’acqua leggermente salata, poi immergete le fave e lessatele così per 15-20 minuti. Quando le fave sono pronte, scolatele e aspettate che si intiepidiscono, poi rimuovete la buccia. Date una sciacquata al basilico sotto l’acqua corrente, così da rimuovere eventuali residui di terra, poi asciugatelo con della semplice carta assorbente.

Nel bicchiere del frullatore mettete l’aglio, i pinoli di cedro e il parmigiano reggiano già grattugiato. Frullate per due minuti, poi spegnete e aggiungete le fave, un po’ di olio, un po’ di sale e il basilico. Frullate di nuovo per circa 2 minuti, non appena la consistenza risulterà piuttosto cremosa il pesto di fave fresche sarà pronto.


Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Devono essere adatti ai celiaci e agli intolleranti al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio Dalla nota ministeriale: E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


06-09-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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