Pesto al levistico : un’eccellente alternativa alla versione classica

L’ingrediente principale del pesto al levistico

Ovviamente, l’ingrediente principale del pesto al levistico è il levistico. In questo caso, sostituisce il basilico, che viene invece utilizzato nelle varianti classiche. Ad ogni modo, il levistico è una eccellente alternativa, sia dal punto di vista del gusto che dal punto di vista nutrizionale. Il levistico viene detto anche “sedano di monte”, cresce infatti spontaneo nelle alture e, come suggerisce il soprannome, ha un sapore simile a quello sedano. Rispetto a quest’ultimo, però, è molto più delicato, pur essendo dotato di una sua personalità spiccata.

Il levistico viene impiegato come ingredienti per insaporire primi e secondi ma, come suggerisce questa ricetta, anche in modo “autonomo”, per creare una salsa appunto (in questo caso il pesto). Il levistico spicca anche per i valori nutrizionali. Non a caso in antichità era conosciuta come pianta officinale, capace di alleviare molti disturbi e agire in chiave diuretica, antireumatica, antisettica, antinfiammatoria. Ancora oggi viene venduto anche in erboristeria.

I pinoli di cedro

Il pesto di levistico, almeno secondo questa ricetta, presenta un certo carattere esotico. Il merito va soprattutto alla presenza dei pinoli di cedro siberiano, che sostituiscono i pinoli classici. Questo genere di ingrediente non è molto diffuso, ma può essere reperito con relativa facilità. Certamente ne vale la pena, visto il suo sapore. I pinoli di cedro, infatti, rispetto ai pinoli tradizionali si caratterizzano per un sapore nettamente più marcato, simile ovviamente ai pinoli “normali” ma in grado di emergere in mezzo agli altri ingredienti (senza coprirli).

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I pinoli di cedro si caratterizzano anche per gli eccellenti valori nutrizionali. Per esempio, contengono molti omega 6, ovvero acidi grassi che contribuiscono a regolare il colesterolo e a mantenere sano il sistema cardiocircolatorio. Ottimo anche l’apporto in termini di vitamine, soprattutto E e B, e di magnesio, ferro, zinco, potassio.

Come utilizzare il pesto al levistico

Il pesto al levistico può essere impiegato come un normale pesto. Anche perché presenta una grana e una texture del tutto simile al pesto tradizionale, fluida ma non completamente omogenea. Il suo sapore, benché più forte del pesto di basilico, valorizza i cibi più che “coprirli”. La destinazione migliore per il pesto al levistico è ovviamente la pasta.

Anche le proprietà di conservazione sono del tutto simili. Una volta preparato il pesto di levistico avete due opportunità: o conservarlo in frigo e consumarlo prima possibile, o congelarlo. Se il processo di congelamento e scongelamento avviene senza intoppi, il pesto di levistico conserva sapore e proprietà nutrizionali.

Ecco la ricetta del pesto al levistico

Ingredienti:

  • 100 gr. di levistico
  • 50 gr. di pecorino stagionato
  • 80 gr. di parmigiano reggiano stagionato 36 mesi
  • 30 gr. di pinoli di cedro
  • 1 spicchio aglio
  • 150 ml di olio extravergine d’oliva
  • q. b. di sale

Preparazione:

Inserite nel frullatore il levistico (ben lavato e asciugato), i pinoli, il parmigiano reggiano, il pecorino, l’aglio, il sale e un po’ d’olio. Iniziate a frullare a velocità bassa. Gradualmente, aggiungete la restante parte di olio fino a quando non avrete ottenuto un composto sufficientemente omogeneo e fluido.

A questo punto il pesto è pronto: per conservarlo utilizzate dei vasetti abbastanza capienti, avendo cura di sigillarli solo dopo aver aggiunto un ultimo filo d’olio. Il pesto di levistico si conserva in frigo per un mese circa. Ovviamente, potete anche congelarlo.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

Nota per l’intolleranza al nichel

Nota per l’intolleranza al nichel

Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione a basso contenuto di Nichel e osservare tutte le regole relative a cosmetici, detersivi, pentole e stoviglie, abbigliamento idoneo etc.

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