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Consigli della nonna in cucina: rimedi utili e sicuri

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
23/01/2012 alle 07:00

Rimedi della nonna

I consigli della nonna che aiutano a correggere gli errori

I consigli della nonna in cucina nascono da anni di prove, attenzione e buon senso. Servono soprattutto quando un piatto è troppo salato, un brodo ha molto grasso, le verdure hanno perso tono oppure una preparazione si è attaccata sul fondo. Non sono formule magiche: sono piccoli gesti che aiutano a capire che cosa si può sistemare e che cosa, invece, non va portato in tavola.

Molti rimedi della nonna restano utili ancora oggi, ma non tutti vanno ripetuti alla lettera. Versare acqua vicino all’olio caldo, assaggiare una conserva sospetta o coprire l’odore di un alimento alterato sono abitudini da lasciare nel passato. Il consiglio giusto deve migliorare il risultato senza creare nuovi rischi.

Consiglio della nonna
Prima di aggiungere un ingrediente, fermatevi e osservate il piatto. Correggete una cosa alla volta, mescolate, aspettate qualche istante e assaggiate di nuovo.

Ricordo il quaderno di mia nonna Maria, pieno di appunti, tempi e gesti annotati con cura. Il valore di quelle pagine non stava nelle promesse, ma nell’attenzione verso gli ingredienti. Oggi porto lo stesso spirito nella mia cucina: tengo ciò che funziona, spiego il motivo di ogni passaggio e lascio da parte i rimedi che non sono più adatti.

Per ripassare tecniche, cotture e basi potete visitare la scuola di cucina di NonnaPaperina. Per marmellate, sottoli e preparazioni in vasetto trovate anche la raccolta dedicata alle conserve fatte in casa.

In breve

I consigli della nonna in cucina aiutano a correggere piccoli errori, ridurre gli sprechi e lavorare meglio gli ingredienti. Un rimedio della nonna è davvero utile quando è semplice, adatto alla ricetta e prudente: si può diluire un piatto salato, raffreddare un brodo per togliere il grasso, asciugare bene ciò che va fritto e ravvivare alcune verdure con acqua fredda. Muffa, odore rancido, coperchi gonfi e cibi dall’aspetto strano richiedono invece una scelta netta: non vanno assaggiati.

Rimedi della nonna in cucina: cosa vale la pena tenere

Il rimedio della nonna per un piatto troppo salato

Quando una minestra, un sugo o un brodo sono troppo salati, il metodo più affidabile è aumentare la parte senza sale. Potete unire acqua calda, brodo non salato, passata di pomodoro, verdure cotte oppure una nuova porzione della stessa base. Aggiungete poco alla volta, così non cambiate troppo la consistenza.

La patata cruda viene spesso presentata come il rimedio della nonna capace di attirare tutto il sale. In realtà assorbe il liquido in cui cuoce e può cambiare poco il sapore finale. Ha senso solo quando la patata appartiene già al piatto o può entrarvi senza renderlo pesante.

Per un risotto quasi pronto usate qualche cucchiaio di brodo caldo senza sale e mescolate con calma. Per un sugo ristretto unite altra base non salata. Se avete esagerato con lo zucchero o con una nota acida, non cercate di coprire tutto con un gusto opposto: riequilibrate con una parte nuova della preparazione. Se il piatto è senza glutine o senza lattosio, anche la base che aggiungete deve rispettare la stessa esigenza.

Errore da evitare
Zucchero e sale non si cancellano a vicenda. Possono soltanto coprirsi, lasciando un sapore confuso. La prima scelta resta sempre diluire o aggiungere una base neutra.

Brodo e sugo troppo grassi: il freddo è il vero aiuto

Per togliere il grasso da un brodo, da un fondo di cottura o da un sugo, il freddo è molto utile. Trasferite la preparazione in contenitori bassi e puliti, lasciate uscire il calore per poco tempo e metteteli in frigorifero. Quando il grasso sarà raccolto in superficie e più compatto, potrete toglierlo con un cucchiaio.

Se dovete servire subito, passate sulla superficie un cucchiaio di metallo ben freddo. Una parte del grasso aderirà al cucchiaio. È un aiuto per rifinire il piatto, non per correggere una grande quantità.

Evitate di lasciare una pentola piena sul piano per molte ore. Dividete le porzioni in contenitori adatti e organizzate bene i ripiani. Nella guida su come conservare i cibi in frigorifero trovate altri consigli pratici per tenere ordine e usare gli avanzi nei tempi giusti.

Frittura croccante: partite da cibi asciutti

Una frittura croccante si prepara prima di accendere il fuoco. Asciugate bene gli alimenti, eliminate l’acqua in superficie e, quando la ricetta la prevede, tenete la pastella fredda. Friggete pochi pezzi alla volta, così l’olio non perde troppo calore.

Non versate acqua sull’olio caldo e non spruzzatela sul fritto ancora vicino alla padella. Gli schizzi possono provocare ustioni. Scolate il cibo quando il colore è uniforme, appoggiatelo su una griglia o su carta da cucina e salate alla fine.

Per ridurre l’odore, usate la cappa, aprite una finestra e pulite presto le superfici vicine. Nell’approfondimento sulla puzza di fritto in casa trovate una sequenza semplice da seguire prima, durante e dopo la cottura.

Te lo dico io
Per un buon fritto contano più l’asciugatura, la temperatura e la quantità di cibo in padella che un trucco aggiunto alla fine.

Verdure appassite, erbe e ortaggi del giardino

Le foglie di insalata un po’ stanche possono riprendere tono in acqua molto fredda. Togliete le parti rovinate, lavate le foglie e lasciatele per circa dieci minuti in una ciotola con acqua e pochi cubetti di ghiaccio. Scolatele e asciugatele bene prima di condirle.

Il prezzemolo con gambi ancora sodi può essere messo in un bicchiere con poca acqua e tenuto in frigorifero. Cambiate l’acqua e controllate le foglie. Se diventano viscide o hanno un cattivo odore, non cercate di recuperarle.

Tra la cucina e il giardino di casa vale una regola semplice: raccogliete o acquistate solo ciò che riuscite a usare. Erbe e ortaggi danno il meglio quando arrivano presto sul tagliere. Lavate ciò che serve al momento, tenete separati i prodotti rovinati e annotate che cosa va consumato prima.

Come evitare che frutta e verdura anneriscano

Patate, carciofi, mele e pere possono scurirsi dopo il taglio. Mettetele per poco tempo in acqua con succo di limone, poi scolatele prima di cuocerle o servirle. Non lasciatele in ammollo a lungo, perché possono perdere sapore e diventare meno piacevoli al morso.

Per le patate da forno o da friggere, dopo l’acqua serve una buona asciugatura. Per le mele destinate a una torta, invece, il limone può già entrare nel gusto del dolce. Il rimedio va quindi adattato alla ricetta, non applicato nello stesso modo a ogni ingrediente.

Anche il coltello aiuta: una lama ben affilata schiaccia meno i tessuti e rende il lavoro più pulito. Usate un tagliere stabile e non preparate troppo in anticipo ciò che tende a scurirsi.

Coltello tiepido, sale asciutto e fondo bruciato

Per tagliare una torta fredda, un paté o un dolce gelato, immergete la lama in acqua calda, asciugatela e fate il taglio. Ripetete il gesto a ogni fetta. La lama scorre meglio e lascia un bordo più netto.

Se il sale si blocca nello spargisale, controllate che il contenitore sia pulito e asciutto. Alcuni chicchi di riso possono aiutare a trattenere l’umidità. Cambiateli quando diventano morbidi e non riempite il contenitore fino all’orlo.

Quando una vivanda si attacca sul fondo, spegnete il fuoco e trasferite la parte superiore in un tegame pulito. Non raschiate la zona bruciata. Unite poco liquido adatto alla ricetta e assaggiate prima di proseguire. Se l’odore di bruciato ha preso tutto il piatto, è meglio non insistere.

Conserve e cibi sospetti: quando non si deve recuperare

Una conserva con muffa non si sistema togliendo lo strato visibile. Lo stesso vale per un coperchio gonfio, una perdita, bolle non previste o un odore strano. Il contenuto non va assaggiato e il vasetto deve essere eliminato con prudenza.

Le linee guida del Ministero della Salute sulle conserve domestiche raccolgono indicazioni utili per la preparazione dei vasetti. Seguire una ricetta verificata è più importante di qualsiasi trucco tramandato a voce.

Non cercate di coprire l’odore di lardo, brodo, latte o altri cibi alterati con bicarbonato, aceto, spezie o bollitura. Un rimedio può cambiare l’odore, ma non rende adatto un alimento che mostra chiari segni di essere andato a male.

La regola che non cambia
Se il dubbio riguarda la sicurezza del cibo, non assaggiate per decidere. Un piatto si può rifare; la prudenza viene prima dello spreco.

Da nonna, i consigli che mi piace tramandare

Tenete un quaderno degli assaggi

Segnate la quantità di sale, il tempo reale di cottura, il tipo di tegame e le modifiche fatte. Bastano poche parole. La volta seguente potrete ripetere il risultato senza affidarvi solo alla memoria.

Io trovo utile assaggiare in tre momenti: all’inizio, a metà cottura e prima di servire. Dopo ogni correzione mescolate e aspettate. Aggiungere sale, limone e spezie tutti insieme rende più difficile capire che cosa abbia migliorato il piatto.

Tenete anche una piccola scorta di aiuto: brodo senza sale in freezer, ghiaccio, limoni, contenitori puliti ed etichette. Sono cose comuni, ma permettono di intervenire con calma e di ricordare quando una preparazione è stata fatta.

Insegnate il gesto e non soltanto il trucco

Quando cucinate con figli o nipoti, spiegate perché si asciuga il cibo prima di friggerlo, perché non si raschia il fondo bruciato e perché un vasetto sospetto non va assaggiato. Il consiglio diventa utile quando chi lo riceve ne capisce il motivo.

La cucina di casa e il giardino possono insegnare la stessa cosa: osservare, aspettare e usare bene ciò che abbiamo. Non serve salvare ogni ingrediente a ogni costo. Serve riconoscere il momento giusto per intervenire, conservare o lasciar andare.

È questo che desidero tramandare con i miei consigli della nonna: attenzione, misura e rispetto per il cibo. I rimedi migliori non promettono miracoli. Aiutano a cucinare con più ordine, meno fretta e un po’ di esperienza in più.

Riproduzione riservata
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4 commenti su “Consigli della nonna in cucina: rimedi utili e sicuri

  • Sab 5 Dic 2020 | Fiorenza ha detto:

    Ma questi consigli sono mai stati provati ?!?!
    Perché usare il bicarbonato che stravolge il SAPORE dei cibi ?
    E se si forma la muffa sulle conserve……..altro che paraffina. Serve solo la pattumiera.
    Allibita.

    • Sab 5 Dic 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Fiorenza sono stati provati e se dosato bene il bicarbonato non stravolge il sapore dei cibi. Viene utilizzato anche in molti dolci

  • Sab 12 Giu 2021 | Felice ha detto:

    Tiziana, la mia nonna ricordo che per il mal di denti faceva la polentina ed era efficace. Ricordo anche altri piccoli rimedi casalinghi. Il bello è che funzionavano sempre. Peccato che certi rimedi non vengano più presi in considerazione e si stanno perdendo per strada.

    • Sab 12 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Felice, la mia nonna per il mal di denti mi metteva un paio di fette di cipolla sulla parte dolorante. Mio nonno invece era convinto che funzionassero i chiodi di garofano. Diceva sempre che erano antisettici e dei potentissimi antinfiammatori naturali. Mi sono poi documentata e non aveva tutti i torti. Che siano interi o macinati 2 o 3 chiodi di garofano messi in bocca in prossimità della parte dolorante per almeno mezz’ora hanno un effetto benefico e il dolore diminuirà di intensità. Grazie per averci raccontato la sua esperienza. E’ bello scoprire altri rimedi della nonna.

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