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Udon con pak choi e sesamo: gli spaghetti tipici giapponesi

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Udon saltati con pak choi
Ricette per intolleranti, Cucina giapponese
Ricette vegetariane
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 15 min
cottura
Cottura: 5 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Udon con pak choi e sesamo, un piatto semplice, gustoso e nutritivo

Gli udon con pak choi e sesamo sono un primo piatto che richiama alla tradizione gastronomica giapponese, sebbene questo tipo di pasta venga consumata nel Sol Levante solitamente in brodo o grigliata insieme alle verdure. Gli udon possono essere paragonati ai nostri bucatini, a cui assomigliano anche per quanto concerne le caratteristiche nutrizionali. Si differenziano, però, per l’assenza del foro centrale. Di udon, poi, ne esistono di svariati tipi, i quali si distinguono l’uno dall’altro principalmente per la grandezza. Esistono infatti varianti spesse come un dito! Per questa ricetto, però, consiglio gli udon medi, spessi appunto quanto i nostri bucatini.

Gli udon saltati con pak choi sono anche un primo leggero ed equilibrato. Gli unici condimenti sufficientemente corposi sono infatti la salsa Worcester (che tradisce l’approccio leggermente fusion del piatto) e il pak choi, che è la specie di cavolo che va per la maggiore in Asia orientale. Il sesamo dona un ulteriore tocco di gusto a questa ricetta, che tra le altre cose è molto semplice da preparare. E’ pronta in un quarto d’ora, giusto il tempo di far bollire l’acqua e lessarci gli udon (che vanno comunque saltati). A proposito, il tempo di cottura degli udon è inferiore a quello di bucatini, anzi praticamente dimezzato.

Ricetta udon

Preparazione udon

  • Per la preparazione degli udon lavate e pulite con accuratezza il pak choi, asciugatelo e grigliatelo per poco tempo su una piastra leggermente unta di olio extravergine di oliva.
  • Cuocete gli udon in acqua poco salata come fareste con la pasta normale, in questo caso sono necessari circa 5 minuti.
  • Intanto tostate il sesamo senza aggiungere ulteriori grassi.
  • In un wok sufficientemente ampio versate l’olio d’oliva, la salsa Worcester e la salsa ponzu, accendete il fuoco e saltateci gli udon.
  • Servite il tutto caldo assieme al pak choi ed una spolverata di sesamo tostato. Buon appetito!

Ingredienti udon

  • 180 gr. di udon consentiti
  • 2 cespi di pak choi
  • 3 cucchiai di salsa ponzu
  • 1 cucchiaio di salsa Worcester
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaiata di semi di sesamo
  • q. b. di sale

Cos’è il pak choi e quali sono le sue proprietà nutrizionali

Il pak choi, utilizzato con gli udon, è detto anche “cavolo cinese” sebbene sia ampiamente consumato in tutta l’Asia orientale, non ultimo in Giappone. E’ un cavolo di tipo di crucifero, dunque assimilabile per forma e anche per gusto al nostro cavolo cappuccio. Il pak choi una volta aperto e trattato, si dipana in foglie quasi fosse una lattuga molto spessa. Di recente – questione di pochi anni – si è ampiamente diffuso anche in Italia, a tal punto che oggi non si trova solo nei negozi biologici ed etnici, ma anche nei normali supermercati. Dal punto di vista estetico il pak choi si caratterizza per le foglie spesse, carnose e molto croccanti, che possono facilmente ricordare le foglie delle bietole da coste. A differenza delle specie occidentali del cavolo, il pak choi è anche molto profumato.

Udon saltati con pak choi

Come tutte le specie di cavoli anche il pak choi apporta pochissime calorie. Si parla, infatti, di 19 kcal per 100 grammi. E’ comunque ricco di nutrienti, in primis di fibre che, come molti sanno, giovano alla salute dell’apparato digerente e in particolare dell’intestino. Più che soddisfacente, poi, è l’apporto di vitamine, e in particolare la vitamina A, C, K e alcune vitamine del gruppo B. Il pak choi, dal punto di vista nutrizionale, ha una particolarità: è infatti straordinariamente ricco di polifenoli antiossidanti e di carotenoidi. Del pak choi, infine, si apprezza la concentrazione di minerali, e in particolare di fosforo e di calcio.

La delicatezza della salsa Worcester

La salsa Worcester è la variazione sul tema più evidente di questi udon con pak choi e sesamo, l’unico ingrediente che segna una differenza sostanziale rispetto alla tradizione giapponese. Questa salsa, infatti, non è originaria del Giappone, d’altronde è tipica del Regno Unito ed è molto consumata anche negli altri paesi anglosassoni. E’ una salsa particolare, quasi gourmet, anche perché durante il processo di preparazione va fatta riposare quasi come fosse un vino. E’ una vera e propria sinfonia di sapori e sentori sia dolci che salati, sia pungenti che delicati e con retrogusto vagamente fruttato.

Che è una salsa particolare lo si nota dalla lista di ingredienti, che vede l’impiego (tra gli altri) dell’aceto di malto, della melassa, dello zucchero, del sale, delle acciughe, del tamarindo, e a seguire cipolle, aglio, spezie e aromi. Proprio in virtù di questi ingredienti, e del lungo periodo di macerazione/fermentazione cui è sottoposta, la salsa Worcester è stata paragonata all’antico garum romano (di cui si conosce la ricetta ma non le dosi).

Nella ricetta degli udon saltati con pak choi la salsa Worcester gioca un ruolo essenziale, va versata in padella con gli altri ingredienti e utilizzata per “saltarci dentro” gli udon cotti. Sul sito trovate nuove ricette sia con gli udon che con il pak choi. La salsa ponzu è una particolare salsa di soia aromatizzata agli agrumi.

Come cucinare gli udon

E’ una domanda più che legittima se si considerano le differenze tra la pasta italiana e la pasta orientale. In questo caso occorre operare una distinzione tra le varie tipologie di udon. Gli udon precotti e liofilizzati (quelli in busta per intenderci) necessitano dell’immersione in acqua calda quasi bollente per qualche minuto (in genere non più di cinque).

Invece, gli udon secchi si cuociono come la nostra pasta secca, ossia in acqua bollente per una decina di minuti. Gli udon freschi, infine, vanno cotti sempre in acqua bollente salata ma per un paio di minuti. In genere, quando emergono in superficie possono essere scolati e uniti al condimento.

Gli udon sono realizzati con farina di grano dunque sono off limits per i celiaci. Tuttavia, con un po’ di pazienza potete trovare delle varianti realizzate con farina di riso o farina di mais, quindi farine prive di glutine.

Il sublime tocco dei semi di sesamo

La lista degli ingredienti di questa ricetta a base di udon comprende anche i semi di sesamo. La loro presenza non stupisce, in quanto ricorrono in molti piatti della cucina orientale. Nello specifico i semi di sesamo vanno tostati a secco in una padella. Una volta che hanno sprigionato tutto il loro aroma vanno distribuiti sugli udon già pronti e conditi, a mo’ di guarnizione.

I semi di sesamo contribuiscono ad aumentare lo spessore nutrizionale del piatto. Sono calorici, è vero, ma ciò è dovuto alla presenza di grassi benefici per il cuore e per la circolazione. Sono anche ricchi di sali minerali come magnesio, zinco e ferro, che intervengono sul metabolismo energetico, sulle difese immunitarie e sull’ossigenazione del sangue.

Qualche parola sulla cucina giapponese e cinese

La ricetta a base di udon e verdure che vi presento qui è un punto di incontro tra cucina giapponese e cucina cinese. Stiamo parlando di due tradizioni gastronomiche che nell’immaginario collettivo sono simili, ma che in realtà presentano tante differenze.

La cucina cinese, infatti, è mediamente più grassa di quella giapponese e privilegia il fritto. Inoltre, tende a “cuocere” gli alimenti, e in particolare pesci e crostacei. La cucina giapponese, invece, predilige i piatti crudi, come dimostrano alcune prelibatezze come il sushi, il sashimi e il nigiri.

La cucina giapponese, inoltre, pone in secondo piano il pollo e il maiale, mentre conferisce una discreta importanza al manzo e al vitello. Infine, tende ad un utilizzo molto più moderato dei condimenti, che spesso vengono serviti a parte in delle ciotoline. Punti in comune tra le due cucine sono il riso, utilizzato spesso come accompagnamento, e i derivati della soia.

FAQ sugli udon

Che differenza c’è tra noodles e udon?

La differenza tra noodles e udon risiede principalmente nello spessore. I noodles sono sottili, mentre gli udon sono più grossi. Per il resto sono realizzati con gli stessi ingredienti e propongono quindi un sapore simile.

Che sapore hanno gli udon?

Il sapore degli udon è quasi identico a quello della nostra pasta lunga e grossa (ad esempio i bucatini). Tuttavia, in virtù di un diverso processo di produzione, potrebbero essere avvertiti come più leggeri e a tratti neutri.

Come condire gli udon?

Gli udon possono essere conditi con carne e verdure, magari passate in padella (come in questo caso) o cotte in umido. Si usano anche le salse (ad esempio quella di pomodoro), ma si tratta di una soluzione poco diffusa. Gli udon, infatti, tendono ad essere un po’ più leggeri degli spaghetti e quindi rischiano di essere sovrastati dalle salse più saporite.

Come si cucinano gli udon?

Dipende dalla tipologia di udon, gli udon secchi si cuociono come la nostra pasta, dunque richiedono parecchi minuti. Gli udon in busta, che sono precotti e liofilizzati, necessitano di qualche minuto in acqua calda (non bollente). Gli udon freschi, infine, si cuociono in acqua bollente salata e per qualche minuto.

Ricette tipiche giapponesi ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
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