Hayashi, lo spezzatino della tradizione giapponese

Hayashi
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Hayashi, un piatto completo ma leggero

La cucina giapponese regala spesso sorprese anche quando propone piatti all’apparenza semplici come l’Hayashi, tecnicamente un secondo di carne accompagnato dal riso (che nelle culture orientali fa le veci del nostro pane). Nella sostanza si tratta di un piatto unico che, fenomeno più unico che raro quando si parla di carne, unisce nutrimento e leggerezza. D’altronde, la leggerezza è un po’ la cifra della cucina giapponese, che non a caso viene considerata una delle più salutari al mondo. Un altro elemento caratterizzante è la presenza, frequente e in contemporanea, della carne e delle verdure.

L’Hayashi, d’altronde, contiene la cipolla e la carote, che vengono gestite secondo un approccio che va oltre la preparazione del soffritto. Altri ingredienti caratterizzanti sono i funghi e la salsa di soia. Per quanto riguarda il riso, il consiglio è di utilizzare il Basmati, che è migliore quando la cottura è “a secco”, ovvero non prevede l’impiego di altri ingredienti. Il Basmati, inoltre, è una delle varietà più cariche di sapore e profumate. Per inciso, il riso va preparato “alla giapponese”, ossia non va tostato, bensì lavato accuratamente, asciugato e bollito nell’acqua, prima a pentola scoperta e poi con il coperchio.

Quali funghi utilizzare per l’Hayashi?

Molti piatti di carne prevedono l’impiego dei funghi, e l’Hayashi non fa differenza. La domanda da porsi però è: quali funghi utilizzare? Il consiglio è di adottare un approccio “giapponese” e optare per i funghi tipici della cucina nipponica, ossia gli shiitake. Essi si caratterizzano per la regolarità delle forme, colori brillanti e per una morbidezza spiccata accompagnata da un sapore delicato e aromatico. Allo stesso tempo, però, sono davvero nutrienti, infatti sono ricchi di ferro, magnesio, potassio, calcio, fosforo e zinco. Contengono anche tante vitamine, e in particolare la vitamina D e quelle del gruppo B.

Hayashi

Sono consapevole, però, di quanto sia difficile reperire degli shiitake freschi in Italia, dunque vi presento una comoda alternativa, il fungo porcino. E’ uno dei funghi preferiti dagli italiani, spicca per la sua versatilità, sebbene dia il meglio di sé nella preparazione di primi e secondi. A dire il vero, il suo sapore è più corposo e rustico rispetto a quello degli shiitake, tuttavia si rivela un valido sostituto. Ovviamente il piatto perderà una po’ del suo spirito nipponico.

Il fondamentale ruolo dello zenzero

Lo zenzero fa la sua comparsa a fine preparazione dell’Hayashi, quando la cottura dello spezzatino è già a buon punto. Tuttavia, genera un impatto significativo sul risultato finale. Lo zenzero è realmente in grado di incidere dal punto di vista organolettico. Il merito va al suo intenso sapore, basta una manciata per caratterizzare fortemente un piatto, a prescindere dai sentori in gioco, che in questo caso sono delicati fino ad un certo punto.

Lo zenzero è una spezia nel vero senso della parola, sicché le sue proprietà nutrizionali sono così nobili da sfociare nel terapeutico. Oltre ad esercitare una funzione digestiva e carminativa, lo zenzero si impone come antinfiammatorio naturale. Alcuni lo associano addirittura ai FANS in virtù di questa caratteristica. Di certo, agisce anche sull’apparato cardiocircolatorio in una prospettiva di anti-ipotensione. Dunque, lo zenzero può essere considerato un efficace stimolante.

L’idea originale di questa ricetta l’ho trovata su Japan Centre

Ecco la ricetta dell’Hayashi:

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 gr. di riso Basmati,
  • 400 gr. di spezzatino di manzo,
  • 100 gr. di funghi secchi Shiitake (in alternativa di porcini o champignons),
  • 150 ml. di salsa di pomodoro,
  • 1 cipolla,
  • 1 carota,
  • un pezzettino di zenzero fresco,
  • 2 cucchiai di olio di sesamo,
  • 3 cucchiai di salsa di soia.

Preparazione:

Per la preparazione dell’Hayashi iniziate sciacquando il riso sotto l’acqua corrente. Poi scolatelo e sgranatelo accuratamente per eliminare le impurità, dopodiché copritelo con l’acqua. Il rapporto deve essere di 2 a 1, ovvero 200 millilitri di acqua per 100 grammi di riso, dunque, in questo caso, dovrete versarne un litro.

Accendete a fiamma alta e portate ad ebollizione con il coperchio appoggiato (la pentola non deve essere completamente chiusa). Appena l’acqua bolle, aggiungete il sale e un goccio di olio di sesamo. Dopo 5 minuti, togliete il coperchio e proseguite la cottura per altri cinque minuti con la pentola scoperta. Trascorso questo lasso di tempo, se il riso ha realmente assorbito tutta l’acqua, rimettete il coperchio e spegnete la fiamma lasciandolo per circa 10 minuti. Poi sgranate il riso con la forchetta e lasciate che si raffreddi.

Ora immergete i funghi secchi nell’acqua calda e aspettate che si ammorbidiscano (per i porcini è necessaria una mezz’oretta). Sbucciate le carote e fatele a tocchetti, invece realizzate un trito con le cipolle. Soffriggete leggermente le verdure con un po’ di olio, poi unite lo spezzatino di manzo e fatelo rosolare. Ora integrate la salsa di soia, un po’ di zenzero grattugiato, i funghi e la salsa di pomodoro. Cuocete il tutto aggiungendo un po’ di acqua, se vedete che il contenuto della padella è troppo asciutto. Infine, impiattate sistemando il riso in una parte del piatto (circa la metà) e lo spezzatino nella parte rimanente.

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27-02-2021
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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