Scaloppine ai funghi e vino bianco, un classico rivisitato
Scaloppine ai funghi, un’alternativa gustosa
Le scaloppine ai funghi e vino bianco sono un secondo piatto di carne leggermente diverse dalla ricetta classica, ma in grado comunque di farsi apprezzare da tutti i palati. La differenza principale risiede nell’assenza di limone, che viene sostituito dal vino bianco e dai funghi.
Il risultato è ottimo e cremoso, come si addice a delle scaloppine tutto sommato leggere. La scaloppina al vino bianco è anche facile da fare.
Ricetta scaloppine con i funghi e vino bianco
Preparazione scaloppine ai funghi
Per preparare la ricetta scaloppine funghi e vino bianco dovrete partire proprio dalla pulizia dei funghi (champignon, porcini o finferli).
- Pulite i funghi con cura e separate i gambi dal cappuccio. Tagliate i gambi a cubetti e i cappucci a fettine.
- Poi ungete il fondo di una pentola, imbionditeci l’aglio e aggiungete i funghi.
- Infine, regolate con un po’ di sale, un po’ di pepe e cuoceteli per circa 20 minuti, mescolando più volte.
- Poi unite il prezzemolo tritato e adagiate i funghi in un piatto caldo.
- Ora infarinate le fettine di carne e scuotete quella in eccesso.
- Cuocete la carne nella medesima padella dove avete cotto i funghi, aggiungendo però del burro (prima fatelo sciogliere).
- Quando le fettine si sono dorate da entrambi i lati, aggiungete il vino bianco e fate sfumare a fiamma alta.
- Proseguite la cottura abbassando la fiamma e coprite con il coperchio.
- Dopo qualche minuto unite i funghi, regolate con un po’ di sale, un po’ di pepe e lasciate insaporire.
- Prima di servire le scaloppine, se lo gradite, guarnite con un po’ di prezzemolo tritato. Le fettine di carne con funghi sono pronte!
Ingredienti scaloppine ai funghi
- 600 gr. di funghi porcini (finferli o champignon)
- 400 gr. di fettine di vitello
- q. b. di farina di riso
- mezzo bicchiere di vino bianco secco
- un ciuffo di prezzemolo fresco
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 20 gr. di burro chiarificato1 spicchio d’aglio
- 1 pizzico di sale e di pepe
Carne di vitello o di pollo per le scaloppine ai funghi?
Quale tipo di carne usare per le scaloppine ai funghi? Va bene la carne di vitello o di pollo? I due tipi di carne propongono entrambi sentori abbastanza delicati, che interagiscono bene con la salsina che fa da contorno. In realtà, la ricetta originale prevede le fettine di vitello.
Il pollo, d’altronde, ha un sapore troppo delicato e, una volta infarinato e cotto nella suo stesso fondo cottura, potrebbe “soccombere” al cospetto di sapori più decisi. La carne di pollo è considerata la più salutare in assoluto, ma anche quella di vitello ha il suo perché. I grassi, se si scelgono i tagli giusti, sono limitati e nemmeno troppo dannosi.
L’apporto di proteine, inoltre, è eccellente, e lo stesso si può dire del contenuto di sali minerali. Quindi se volete variare sul tema scegliete di preparare le scaloppine di pollo ai funghi porcini o ai funghi champignon.
Scaloppine al vino bianco e funghi, una variante senza limone
Come ho già anticipato, le scaloppine di carne ai funghi sono un secondo che prevede il limone. L’intingolo risulta però gustoso, merito del vino bianco e dei funghi. A tal proposito è bene non lesinare sul vino. A differenza di molte ricette, non serve solo a sfumare la carne al vino bianco, quindi non assolve solo a uno scopo “funzionale”. In realtà è un ingrediente vero e proprio, e diventa parte integrante del condimento. E’ bene che, per quanto possibile, sia di qualità.
Proprio per questo scelgo sempre un vino leggero e poco frizzante. Altri aromi contribuiscono al condimento, per quanto non ricoprano un ruolo da protagonisti. L’aglio, per esempio, che fa da sfondo alla cottura dei funghi, impatta profondamente senza appesantire.
Lo stesso si può dire del prezzemolo, che una volta tanto viene impiegato anche per un secondo di carne. L’impiego del prezzemolo trova giustificazione nella presenza di alcuni sentori aciduli tipici del vino, infatti funge da equilibratore, oltre che da spezia. Infine, va citato il burro, che funge da grasso aggiunto per la cottura della carne. Mi raccomando, il burro deve essere chiarificato, in quanto più adatto alla cottura prolungata. Il burro tradizionale, infatti, contiene le caseine, che si carbonizzano facilmente lasciando sgradevoli note di bruciato. Tra le altre cose, il burro chiarificato presenta un sapore più tenue, e quindi insaporisce senza coprire gli altri ingredienti.

Quali funghi usare per queste scaloppine?
I funghi giocano un ruolo fondamentale per la buona riuscita di questa scaloppina con funghi. Ma quali funghi vanno utilizzati? A tal proposito, avete un discreto margine di discrezione. Io consiglio comunque di limitarvi ai porcini e ai finferli in quanto sono i più “mangerecci” in assoluto. Inoltre, sono gustosi sia nel gambo che nel cappuccio, e non manifestano grandi esigenze in fase di cottura. Basta una semplice spadellata e via, sono pronti per essere integrati nelle ricette.
Questa versatilità è uno dei motivi del loro successo, che è innegabile se si considera la quantità di ricette in cui figurano. Ad ogni modo scegliete con cognizione di causa. I porcini, infatti, hanno un sapore deciso e un aroma che richiama ai contesti silvestri, mentre i finferli sono più delicati e recano in sé delle note fruttate.
Per quanto concerne le proprietà nutrizionali, sostanzialmente si equivalgono. Sono innanzitutto ricchi di vitamina D, una sostanza rara (si trova nei pesci grassi e in poche altre classi di alimenti) in quanto rafforza il sistema immunitario e aiuta a prevenire il cancro. A differenza di molti altri funghi, contengono anche quantità non trascurabili di vitamina C. Ottimo è l’apporto di sali minerali, come il ferro, il potassio e il magnesio.
Il ferro aiuta l’organismo a regolare l’ossigenazione del sangue, il potassio interviene in molti processi che riguardano la circolazione, mentre il magnesio funge da ricostituente. L’apporto calorico dei finferli e dei porcini, infine, è piuttosto basso: siamo sulle 30-40 kcal per 100 grammi. Le scaloppine ai porcini freschi sono insuperabili!
La farina di riso è perfetta per ottenere scaloppine leggere e prive di glutine, ma si può sperimentare utilizzando altre farine. La farina di mais, ad esempio, dona una crosticina più rustica e leggermente croccante. Invece, la farina di avena conferisce un sapore più morbido e delicato, mentre quella di ceci aggiunge una nota leggermente tostata. Ogni farina influisce sulla consistenza finale e sul gusto di questa ricetta.
Un viaggio nel mondo delle scaloppine
Le scaloppine ai funghi sono solo alcune delle scaloppine “possibili”, d’altronde stiamo parlando di una ricetta che, nonostante sia stata pensata in una prospettiva gourmet, ha acquisito un carattere nazional popolare. Proprio per questo non c’è di cui stupirsi per la presenza di così tante varianti.
Questa ricetta ricorda quella originale, ovvero la scaloppina al limone. Il sapore è acidulo quanto basta per esaltare le carni (in genere di pollo). La farina è al suo posto e mancano sono i funghi, ossia gli ingredienti “solidi”.
Un’altra scaloppina famosa è quella alla pizzaiola, che è tipica dell’area Mediterranea. In questo caso non si utilizzano né il vino né il limone, bensì la salsa di pomodoro, il pomodoro fresco e alcune spezie. Questa versione è buona e fa bella mostra di sé, anche perché spicca per l’accesa tonalità di rosso. Discorso simile per le scaloppine all’arancia, che spiccano per il colore arancione. Il sapore è leggermente acre ma punta anche sull’agrodolce. Il trucco per avere un gusto davvero unico è quello di arricchire il fondo di cottura con il succo di arancia, in modo che ne assuma il sapore e il colore.
Esistono anche delle scaloppine di mare, ovvero realizzate con il pesce anziché con la carne. In questo caso è bene scegliere un pesce dalle carni consistenti e regolari. La soluzione più agevole è data dal merluzzo, che va cotto poco se non si vuole correre il rischio di sfaldarlo. Si potrebbe anche utilizzare il pesce spada, che è ben più coriaceo e compatto.
E se i funghi non piacciono?
Le scaloppine ai funghi piacciono a tutti, anche perché propongo un sapore intenso ed allo stesso tempo equilibrato. Alcuni però potrebbero storcere il naso di fronte alla presenza dei funghi, soprattutto se si tratta di funghi finferli che non sempre incontrano l’apprezzamento dei commensali. E’ dunque lecito chiedersi: si possono sostituire i funghi? Ovviamente sì, ma in questo caso non parleremmo più di una ricetta di scaloppine ai funghi.
L’idea di base consiste nel sostituire i funghi con alimenti che presentino la stessa quantità di liquidi e la stessa consistenza, in modo da preservare la texture della ricetta. I pomodori possono andare bene se non si esagera con la cottura. Un’idea buona è data anche dai peperoni, che conferiscono un colore diverso a seconda della tipologia.
Perché abbiamo usato la farina di riso nelle scaloppine ai funghi?
La ricetta delle scaloppine ai funghi e vino bianco che vi ho appena presentato richiede l’impiego della farina di riso anziché della classica farina 00. E’ una scelta ponderata, motivata dai tanti pregi di questo ingrediente, infatti la farina di riso è:
E’ una farina priva di glutine. Non è un dettaglio di poco conto soprattutto per chi soffre di celiachia o sensibilità al glutine. Proprio per queste sue proprietà è la farina gluten-free per eccellenza, ossia la prima alternativa per chi soffre di queste patologie.
E’ delicata. Il sapore della farina di riso è più delicato, proprio per questo è una farina ottima come ingrediente di supporto. In questa preparazione arricchisce la texture della carne senza coprirne il sapore.
E’ leggera. La farina di riso è meno calorica rispetto alla farina 00. La differenza non è enorme, ma va presa in considerazione.
E’ ricca di amido. In media la farina di riso contiene più amido rispetto alle altre farine. E’ un dettaglio importante soprattutto quando funge da copertura, come nel caso delle scaloppine ai funghi.
Come impreziosire la ricetta delle scaloppine al vino bianco e funghi?
Le scaloppine al vino bianco e funghi sono buone già così, ossia con un po’ di prezzemolo a fungere da guarnizione. Tuttavia si può pensare a una fase di aromatizzazione più intensa, che prevede l’integrazione di altre erbe aromatiche. Per esempio potete usare il timo fresco, che offre una nota balsamica che si abbina molto bene sia al vino bianco sia ai funghi, dando un profumo più elegante all’intero piatto.
Lo stesso vale per la maggiorana, che, con il suo aroma dolce e rotondo, dona profondità senza sovrastare la delicatezza della carne. Chi ama i sapori più decisi può provare la salvia (usata con moderazione): una foglia sminuzzata nella padella, durante la sfumatura del vino, è sufficiente per aggiungere un accento aromatico molto interessante.
Un’alternativa più fresca consiste nell’aggiungere della scorza di limone grattugiata a fine cottura, utile per esaltare il piatto con una nota agrumata, che alleggerisce la componente sapida dei funghi. Infine, per chi apprezza sentori più intensi, vi propongo un pizzico di pepe lungo o pepe di Sichuan, che può donare una punta speziata e leggermente fruttata, che rende le scaloppine più moderne e aromatiche.
Cosa usare al posto dei funghi porcini?
I porcini sono ottimi per le scaloppine al vino bianco, grazie al loro profumo ampio e alla consistenza carnosa. Nondimeno si possono immaginare delle varianti, che vedano come protagonisti altri tipi di funghi. Per esempio i funghi finferli, che presentano un sapore più delicato e leggermente fruttato, in grado di donare alle scaloppine un carattere più fine e meno boschivo. La loro consistenza soda li rende adatti alla cottura rapida in padella e permette di ottenere un piatto più elegante e chiaro sia nel colore che nel gusto.
Sono ottimi anche i funghi champignon, specie quando si desidera una ricetta più semplice ma comunque gustosa. La loro neutralità consente di valorizzare maggiormente il vino bianco e le erbe aromatiche scelte, senza generare competizione tra i sapori. Questo tipo di funghi sono inoltre più facili da reperire tutto l’anno e garantiscono una resa costante in termini di consistenza e cottura.
Altri funghi interessanti per questa ricetta sono le mazze di tamburo, che in padella esprimono un aroma molto particolare e leggermente nocciolato, oppure i pleurotus, che con la loro consistenza fibrosa aggiungono una piacevole masticabilità. Insomma ogni varietà regala alle scaloppine un’identità diversa, adattabile ai vari contesti e ai gusti personali.
Un menù che valorizza le scaloppine al vino bianco e funghi dovrebbe iniziare con un antipasto leggero, come una vellutata di porri o una tartare di salmone. Le scaloppine fanno da piatto principale, accompagnate da patate al forno o spinaci saltati. Per chiudere è ideale un dessert agrumato, come una mousse al limone, che richiama l’acidità del vino.
E se usassimo il burro chiarificato nelle scaloppine ai funghi?
Il burro chiarificato è un’ottima alternativa al burro tradizionale nella ricetta delle scaloppine ai funghi, soprattutto per la fase iniziale di rosolatura della carne. Il burro chiarificato possiede un punto di fumo più elevato, ciò significa che consente di dorare le fettine senza rischio che il burro bruci, evitando quel retrogusto amaro che può compromettere la delicatezza del piatto. Inoltre, il burro chiarificato ha un sapore più pulito e meno lattiginoso, risultando più adatto a preparazioni in cui si utilizzano il vino bianco e i funghi.
In questo modo la scaloppina assume una colorazione più dorata e uniforme, mentre il fondo di cottura rimane stabile e ideale per essere sfumato con il vino senza formare grumi. Un altro vantaggio consiste nella maggiore leggerezza rispetto al burro intero, che contiene acqua e proteine del latte. Il burro chiarificato, invece, è composto quasi esclusivamente da grassi, che rendono il risultato finale più digeribile e coerente con il gusto complessivo.
Ricetta scaloppine al vino bianco e funghi: si può fare con la carne di maiale?
Le scaloppine rappresentano uno dei pilastri della cucina italiana, almeno per quanto concerne le ricette veloci. Sono un piatto che risolve la cena con eleganza e tempi di preparazione ridotti. Tradizionalmente associate alla fesa di vitello, le scaloppine si prestano però a interessanti variazioni. In questo contesto l’utilizzo della carne di maiale non è solo possibile ma caldamente consigliata, almeno per chi cerca un sapore più deciso e una consistenza leggermente più rustica. Il maiale, inoltre, ha il vantaggio di essere un taglio molto economico senza rinunciare alla qualità nutrizionale e organolettica.
Per ottenere un risultato eccellente con il maiale dovreste curare la scelta dei tagli. I pezzi più indicati sono la lonza (o lombo) e il filetto. La lonza è un grande classico, inoltre è magra, priva di nervetti e facile da porzionare in fette regolari. Tuttavia, essendo povera di grasso intramuscolare, rischia di diventare secca se viene cotta troppo a lungo. Il filetto, invece, è la parte più tenera in assoluto, se viene tagliato a fette spesse circa un centimetro e leggermente schiacciato, offre una succosità davvero unica.
Quale è il segreto per delle scaloppine ai funghi davvero perfette?
Il segreto per delle scaloppine di maiale perfette risiede nella preparazione della carne. Prima di passare alla cottura è necessario battere le fette con un batticarne, proteggendole con un foglio di carta da forno per non rompere le fibre. Questo passaggio serve a rendere la fetta più sottile, ma garantisce anche una cottura uniforme e veloce, evitando che l’esterno bruci mentre l’interno rimanga crudo. Occhio anche all’infarinatura, che deve essere leggera e avvenire solo un istante prima di adagiare la carne in padella. Se la farina resta troppo a lungo sulla carne cruda tende a inumidirsi, creando una consistenza gommosa invece di una gradevole crosticina dorata.
A completare il quadro vi è l’abbinamento con i funghi e il vino bianco. I funghi (siano essi i classici champignon, i cremini o i più pregiati porcini) apportano quella nota silvestre e umami, che si sposa divinamente con la dolcezza della carne di suino.
Il vino bianco, infine, svolge un ruolo fondamentale, ossia conferisce una spiccata acidità, che serve a sgrassare il palato. Inoltre il vino agisce anche sul fondo di cottura, staccando gli zuccheri e le proteine della carne rimasti attaccati alla padella per trasformarli in una salsa densa e saporita. L’uso del maiale, quindi, consente di ottenere un piatto bilanciato, dove la carne gioca un ruolo fondamentale, assieme ai sapori intensi del bosco e della vinificazione.
Il segreto della cremosità delle scaloppine risiede nell’emulsione tra l’amido della farina e la parte liquida. Dopo aver sfumato con il vino bianco è utile aggiungere un mestolo di brodo caldo o acqua di cottura; poi, a fuoco spento, si inserisce anche una piccola noce di burro freddo. Mescolando velocemente il burro si legherà al fondo di cottura, creando una salsa vellutata che avvolgerà la carne. Evitate la panna per non coprire i sapori, è invece preferibile la “mantecatura” per un risultato professionale.
Cosa bere con le scaloppine al vino bianco e funghi?
L’abbinamento tra cibo e bevande per le scaloppine ai funghi deve tenere conto di tre fattori principali: la tendenza dolce della carne, la componente lipidica del burro (o dell’olio) e la persistenza aromatica dei funghi. Che si scelga un vino o una bevanda analcolica, l’obiettivo è quello creare un equilibrio che pulisca la bocca e valorizzi i profumi del piatto.
Per quanto riguarda il vino la scelta più logica e armoniosa ricade sui vini bianchi di media struttura. In questo caso l’errore classico è optare per un vino troppo leggero e acido, che verrebbe sovrastato dal sapore dei funghi. L’ideale è un vino che abbia una buona componente aromatica e, possibilmente, un affinamento sui lieviti che gli conferisca una certa morbidezza.
Un Verdicchio dei Castelli di Jesi o uno Chardonnay non troppo giovane sono opzioni eccellenti. Questi vini possiedono la struttura necessaria per accompagnare la cremosità della salsa e la persistenza necessaria per bilanciare i funghi. Se si preferisce un vino rosso è bene puntare su vitigni con pochi tannini e una buona acidità, come un Pinot Nero dell’Alto Adige o una Schiava, serviti a una temperatura leggermente fresca per non accentuare l’alcolicità rispetto alla delicatezza della scaloppina.
Ma anche sul fronte delle bevande analcoliche l’abbinamento può essere altrettanto stimolante. Una scelta eccellente è il tè nero di tipo Keemun, servito tiepido o a temperatura ambiente. Questo tè ha note naturali che ricordano il sottobosco e il tabacco, che si allineano perfettamente con il profilo aromatico dei funghi. E’ leggermente tannico, quindi aiuta a ripulire il palato dalla componente burrosa della salsa.
FAQ sulle scaloppine ai funghi
Quale carne usare per le scaloppine ai funghi?
Se si parla di scaloppine la carne più adatta è quella di pollo. Questo tipo di carne presenta un sapore delicato, che interagisce bene con il succo di limone. Per le scaloppine ai funghi, invece, reputo sia più indicato il vitello in quanto è più consistente e sapido, dunque adeguato a “contrastare” il condimento.
Come si possono sostituire i funghi?
I funghi possono essere sostituiti con altri alimenti dalla texture simile e dal buon contenuto di acqua. I pomodori rappresentano una buona scelta se vengono sottoposti a una cottura breve. Anche i peperoni costituiscono una soluzione percorribile, sebbene trasmettano un sapore intenso.
Come si fanno le scaloppine al forno?
E’ una domanda che ricorre spesso, anche perché alla cottura al forno è associata una maggiore leggerezza. Ebbene, le scaloppine al forno si possono fare e sono pure buone. Il procedimento è lo stesso, ma prevede l’aggiunta di un ingrediente capace di sciogliersi, donando alla carne la giusta morbidezza. Per ottenere ciò si utilizza un formaggio a media o breve stagionatura.
Ricette carne e funghi ne abbiamo? Certo che si!
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