Farina di avena, alleata della nostra salute

L’Avena è una pianta appartenente alla Famiglia delle Graminaceae, è un cereale e per questo se ne consuma esclusivamente il seme, sia integro, sia decorticato.

E’ composto per quasi il 70% da amido, poi seguono fibre, proteine e grassi; non mancano vitamine e sali minerali.

La crusca d’avena è ricca di trigonellina o avenina, stimolante neuro-muscolare. Come la maggior parte dei cereali, anche l’avena ha subìto negativamente la presa di posizione di mais, riso e frumento.

Tuttavia, di recente, i regimi alimentari naturisti, macrobiotici, e perfino la dieta a Zona, ne stanno enfatizzando nuovamente le proprietà nutrizionali.

Dell’avena si consumano soprattutto: semi interi, semi decorticati, fiocchi di avena, farina di avena e latte di avena.

E’ opportuno ricordare che, per quanto l’avena possegga ottime caratteristiche nutrizionali, la sua crusca è meno pregiata rispetto a quella del frumento.

La farina si ottiene dalla molitura dei semi interi o decorticati. E’ utilizzata per la formulazione di prodotti da forno, ma spesso va miscelata alla polvere di frumento per una corretta lievitazione.

La farina di avena si presta maggiormente a lavorazioni secche come, ad esempio, i biscotti.

La ricetta più famosa a base di avena è senza dubbio il porridge, un alimento per la colazione di origine anglosassone.

L’avena può essere integrata nella dieta gluten free unicamente come ingrediente dei prodotti presenti nel Registro Nazionale del Ministero della Salute. Anche se molti celiaci ne sopportano l’assunzione, tuttavia il Ministero della Salute ne consente l’utilizzo solo in assenza di compromissioni intestinali, come l’ipertrofia della mucosa, e in porzioni ridotte.

L’Associazione Italiana Celiachia, ad esempio, mantiene una posizione molto cauta:

La maggior parte dei celiaci può inserire l’avena nella propria dieta senza effetti negativi per la salute. Si tratta comunque di una questione ancora oggetto di studi e ricerche da parte della comunità scientifica, in particolare sulle specifiche varietà di avena maggiormente adatte ai celiaci.  Il Board Scientifico di AIC, pertanto, suggerisce il consumo di avena solo per quei prodotti a base di o contenenti avena presenti nel Registro Nazionale dei prodotti senza glutine del Ministero della Salute, che garantisce sull’idoneità dell’avena impiegata. Allo scopo di monitorare eventuali effetti legati all’introduzione dell’avena, si consiglia inoltre che tali prodotti vengano inizialmente somministrati a pazienti in completa remissione e che stiano seguendo una dieta senza glutine che abbia escluso anche l’avena.

Per quanto riguarda la farina d’avena non integrale, rispetto a quella dei cereali “più nobili”, la farina di avena vanta proprietà nutrizionali differenti.

Ha una densità energetica piuttosto elevata, caratterizzata dalla maggior presenza di lipidi che, com’è noto, forniscono più del doppio delle calorie rispetto ai carboidrati.

Questi sono prevalentemente insaturi ed hanno una discreta concentrazione di polinsaturi essenziali (prevalentemente omega 6).

Dal punto di vista vitaminico, l’avena contiene soprattutto vit. PP (Niacina), vit. B1 (Tiamina) e vit. E (α-tocoferolo); in merito ai sali minerali, invece, si osservano ottime concentrazioni di potassio, ferro, fosforo e zinco.

Grazie all’ottima presenza di fibre, l’amido della farina di avena viene digerito ed assorbito lentamente, a tutto vantaggio dell’indice glicemico dell’alimento.

Per di più, la porzione fibrosa contiene ottime percentuali di beta-gucani, molecole benefiche per la cura di certe patologie metaboliche come l’ipercolesterolemia e il diabete mellito di tipo 2.

Le proteine sono abbondanti (circa il 50% in più rispetto alla farina di frumento) e ricche dell’amminoacido, carente nei cereali.

Le persone con intolleranza al nichel devono usarla con moderazione nei giorni di dieta libera della dieta a rotazione.

 

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