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Pollo: guida alla scelta, alle proprietà e alla cottura

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Articolo scritto da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
01/10/2020 alle 16:33

Pollo: guida alla scelta, alle proprietà e alla cottura

Il pollo può diventare un arrosto da dividere a tavola, un secondo veloce in padella o la base di un brodo caldo. Per ottenere una carne morbida, la prima scelta è il taglio: il petto è magro e richiede attenzione ai tempi, mentre cosce e sovracosce si prestano bene al forno e alle preparazioni in umido. È una carne bianca dal gusto delicato, che potete accompagnare con verdure, erbe e agrumi senza coprirne il sapore. Conoscerne le differenze vi aiuta a comprare ciò che serve davvero e a scegliere una cottura adatta al tempo che avete.

La carne di pollo apporta proteine, ma grassi e calorie cambiano secondo il taglio, la presenza della pelle e il condimento. Al naturale non contiene glutine né lattosio; panature, ripieni e salse richiedono invece una scelta attenta. In cucina contano tanto il gusto quanto i piccoli gesti: tenere separati crudo e cotto, conservare la carne al freddo e controllare la temperatura al cuore. Una padella ben gestita favorisce la doratura, mentre una cottura troppo lunga asciuga soprattutto il petto. Non occorrono preparazioni complicate: partire dal pezzo giusto è già un buon modo per portare in tavola un piatto piacevole.

Dal pranzo veloce al profumo dell’arrosto

Quando avete poco tempo, il pollo tagliato a striscioline vi permette di preparare una cena senza accendere il forno. Se invece potete aspettare, un pezzo con l’osso lascia spazio a cotture più distese e a un fondo da raccogliere con il pane. Pensate prima al risultato che desiderate: fettine sottili, bocconi morbidi nel sugo oppure pelle dorata.

Il rosmarino che si scalda nella teglia e le patate che prendono colore ai bordi fanno già venire voglia di apparecchiare. È una scena semplice, alla portata anche di chi cucina senza grandi programmi. Il bello di questa carne è proprio poter cambiare profumo e accompagnamento, mantenendo pochi gesti facili da seguire.

Consiglio della nonna
Per una padellata scegliete pezzi di spessore simile. Vi sarà più facile portarli a cottura insieme, senza lasciare asciugare quelli piccoli mentre aspettate i più grandi.

Per una tavola da condividere, il secondo al forno con patate e finferli mostra come carne e contorno possano incontrarsi nella stessa teglia. Considerate però i tempi dei diversi ingredienti: la comodità del forno funziona meglio quando ogni elemento riceve la cottura di cui ha bisogno.

Nelle giornate più piene potete prendere spunto dagli straccetti con zucchine al timo. Il taglio piccolo e le erbe fresche danno una direzione chiara al piatto. Basta scegliere un contorno di stagione per cambiare la cena, senza dover ricominciare ogni volta da una ricetta elaborata.

pollo intero

Scegliere il pollo: tagli, quantità e proprietà

Petto: è il taglio da scegliere per fettine, bocconcini e straccetti. Contiene poco grasso e può asciugarsi se resta troppo sul fuoco. Per una scaloppina cercate uno spessore regolare; per un’insalata potete cuocerlo intero e affettarlo dopo. Non applicate lo stesso tempo a una fetta sottile e a un petto intero: cambia il percorso che il calore deve compiere fino al centro.

Cosce e sovracosce: hanno un gusto più deciso e si adattano bene a sughi, forno e cotture in tegame. Il fuso è la parte inferiore della coscia, mentre la sovracoscia è quella superiore, più carnosa. Se volete preparare bocconi da servire senza ossa, potete chiedere le sovracosce disossate: sono pratiche quando cercate una consistenza morbida senza dover tagliare la carne a tavola.

Ali e pollo intero: le prime offrono poca polpa rispetto all’osso e alla pelle, quindi valutate bene le quantità. L’animale intero richiede più tempo e attenzione, perché petto e cosce non cuociono allo stesso ritmo. Potete anche farlo dividere dal macellaio e destinare i pezzi a preparazioni diverse. È una scelta utile quando volete organizzare più pasti a partire da un unico acquisto.

Quale taglio comprare in base al piatto
Cosa volete preparare Taglio adatto Cosa chiedere al banco
Scaloppine o cotolette Petto Fette di spessore uniforme
Bocconi in padella o spiedini Petto o sovracoscia Carne disossata da tagliare in pezzi simili
Secondo in umido Cosce e sovracosce Pezzi con l’osso oppure sovracosce disossate
Arrosto da condividere Pollo intero o in pezzi Un animale pulito e pronto per la cottura
Brodo Carcassa con ali e parti carnose Parti adatte al brodo, con carne oltre alle ossa

Quanto pollo acquistare per quattro persone

Come stima pratica per un secondo con contorno, potete orientarvi su 600–800 g di carne disossata per quattro adulti. Se scegliete pezzi con l’osso, considerate circa 1–1,2 kg; per un pollo intero, circa 1,4–1,8 kg. Sono quantità di acquisto indicative, da adattare all’appetito, alle altre portate e alla resa del pezzo, non porzioni nutrizionali prescritte. Per le ali chiedete consiglio al macellaio: il peso comprende molta parte non commestibile.

Proteine e calorie: leggere bene le differenze

Il contributo più evidente della carne di pollo è quello delle proteine. Per darvi un riferimento preciso, le tabelle di composizione del CREA riportano, per 100 g di petto crudo, 23,3 g di proteine, 0,8 g di grassi e 100 kcal. Sono dati riferiti a quel taglio e a quello stato: non descrivono una porzione già condita e cotta.

La presenza della pelle e la scelta del pezzo cambiano il contenuto di grassi. Anche una panatura fritta o una salsa al burro modificano il piatto finale. Per questo definire tutto il pollo semplicemente “magro” dice poco: vi aiuta di più guardare insieme carne, ingredienti aggiunti e quantità servita, senza attribuire a una singola materia prima il valore dell’intero pasto.

Nel petto trovate anche niacina, fosforo e selenio. Non occorre però trasformare la cena in un conteggio di nutrienti: potete accompagnare la carne con verdure e una fonte di carboidrati, secondo le vostre esigenze. Alternare il pollo con altri alimenti vi permette di variare gusto e composizione dei pasti, senza cercare in una sola carne la risposta a tutte le necessità.

cosce di pollo

Dal banco al frigorifero: acquistare e conservare

Prima di scegliere, decidete quando cucinerete il pollo e se avete bisogno di un prodotto già porzionato. Confrontate il prezzo al chilo insieme alla resa: un petto disossato costa di più per peso rispetto ad alcuni tagli con l’osso, ma richiede meno lavoro e lascia meno scarti. Se comprate un animale intero, il risparmio ha senso quando userete anche le altre parti, non soltanto il petto.

Al banco scegliete confezioni integre e controllate data e istruzioni di conservazione. Non affidatevi soltanto al colore: può variare e non basta a stabilire la freschezza. Portate a casa il pollo in una borsa termica quando il tragitto lo richiede e riponetelo subito in frigorifero, separato dai cibi pronti da mangiare.

Tenete la carne cruda in un contenitore che trattenga i liquidi, nel ripiano basso, a 0–4 °C. Per quella fresca acquistata sfusa, considerate in genere uno o due giorni; per la confezionata seguite l’etichetta, anche dopo l’apertura. Se prevedete di cucinarla più avanti, congelatela quando è ancora fresca, divisa in porzioni e con la data annotata.

Per scongelare il pollo, sistematelo in frigorifero dentro un recipiente, lasciando il tempo necessario anche al centro del pezzo. Evitate il piano della cucina. Potete consultare i consigli dell’ASL CN2 su acquisto e conservazione per organizzare questi passaggi. Avere già separato le porzioni rende più semplice scongelare soltanto quello che userete.

petto di pollo

Preparare e cuocere il pollo, passo dopo passo

Prima di aprire la confezione, preparate tagliere, coltello, recipiente per gli scarti e teglia o padella. Tagliate prima le verdure da mangiare crude e tenetele da parte, poi passate alla carne con un tagliere dedicato. Se usate il petto, osservate la direzione delle fibre e tagliate in senso trasversale per ottenere bocconi più facili da masticare. Per appiattire le fettine, proteggetele con carta da forno e usate il batticarne senza strapparle.

Padella, forno o umido: come scegliere

Per una buona doratura, tamponate la superficie con carta da cucina monouso e lasciate spazio tra i pezzi. In una padella troppo piena si raccoglie umidità e la carne tende a cuocere nel vapore. La crosticina dà sapore, ma non “sigilla” i succhi: a mantenere piacevole il petto contribuisce soprattutto una cottura controllata, senza minuti aggiunti per abitudine.

Usate un termometro da cucina nella parte più spessa, senza toccare l’osso, e controllate più punti nei pezzi grandi. Il riferimento pratico è 75 °C al cuore, indicato anche dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per la cottura del pollame. Non sostituite questa misura con il solo colore della carne o dei succhi: la doratura esterna non vi dice quale temperatura sia stata raggiunta al centro.

Come gestire le principali cotture del pollo
Metodo Come procedere A cosa fare attenzione
Padella Scaldate la padella con poco olio, adagiate i pezzi e lasciate prendere colore prima di girarli. Abbassate il fuoco se scuriscono troppo in fretta. Cuocete in più riprese quando i pezzi non stanno comodi; controllate il centro di quelli più spessi.
Forno Preriscaldate il forno secondo la ricetta, distribuite i pezzi senza sovrapporli e rivolgete la pelle verso l’alto. Non sommergete la pelle con brodo se cercate una superficie croccante. Controllate petto e cosce separatamente nell’animale intero.
In umido Fate prendere colore alla carne, unite aromi e liquido, poi proseguite con un sobbollire dolce. Se il fondo asciuga prima che la carne sia pronta, aggiungete poco liquido caldo; se resta troppo lungo, riducetelo alla fine.
Piastra o griglia Usate pezzi di spessore regolare e una superficie già calda. Spostate la carne in una zona meno calda se l’esterno scurisce prima del centro. Evitate le fiamme a contatto con la carne e non confondete le righe della griglia con la cottura completa.
Brodo Coprite le parti scelte con acqua, unite gli odori e portate a un sobbollire regolare. Raccogliete la schiuma e filtrate al termine. Una bollitura violenta rende più torbido il brodo; tenete distinta la verifica della carne cotta dal tempo necessario a ottenere il sapore desiderato.

Il tempo dipende dallo spessore, non soltanto dal peso. Anche due petti simili possono cuocere in modo diverso se uno è più spesso al centro. Seguite tempi e temperatura della ricetta come punto di partenza e concludete con il controllo al cuore. Nei pezzi con l’osso una temperatura adeguata non significa sempre che la consistenza sia già quella desiderata: cosce e sovracosce possono richiedere ancora una cottura dolce per diventare tenere.

Marinatura e condimenti senza coprire il sapore

Una marinatura serve a dare sapore, non sostituisce la cottura e non garantisce da sola la morbidezza. Lasciate il pollo a marinare in frigorifero e rispettate i tempi della ricetta. Nelle cosce marinate agli agrumi, per esempio, il profumo della frutta accompagna bene un taglio saporito. Per una nota più lieve potete partire dalla scorza, senza aumentare per forza la quantità di succo.

In umido aggiungete il liquido con misura e regolate il fuoco per mantenere un sobbollire tranquillo. Se preparate un primo come il risotto alla pitocca, tagliate la carne in modo regolare e seguite l’ordine delle aggiunte. Il pollo deve accompagnare la consistenza del riso, senza diventare un insieme di bocconi asciutti nascosti nel piatto.

Se qualcosa va storto durante la cottura

Quando il pollo rilascia molta acqua, evitate di aggiungere altri pezzi: lavorate con meno pezzi e fate evaporare il liquido prima di cercare la doratura. Con l’esterno già scuro e il centro ancora da cuocere, riducete il calore e proseguite con più dolcezza. Alzare ancora la fiamma peggiora lo squilibrio tra superficie e interno.

Per un petto già asciutto, una salsa può rendere il boccone più piacevole, ma non restituisce i succhi persi. Affettatelo sottile e accompagnatelo con il fondo della preparazione o con un condimento adatto. La volta seguente scegliete fette regolari e iniziate a controllare prima: il risultato migliora più con l’attenzione alla cottura che con una maggiore quantità di olio.

Errore da evitare
Non lavate il pollo crudo: gli schizzi possono portare batteri su lavello e superfici. Lavate le mani dopo averlo toccato e usate utensili puliti per la carne cotta. Non rimettetela nel piatto che conteneva quella cruda.

Pollo senza glutine e senza lattosio: le scelte utili

La carne al naturale non contiene glutine né lattosio. Le cose cambiano quando acquistate cotolette, involtini, bocconcini conditi o preparati pronti. Leggete gli ingredienti e chiedete informazioni su ripieni e lavorazione: conoscere la carne di partenza non basta a conoscere tutto ciò che finirà nel piatto.

Per una panatura senza glutine, scegliete pangrattato o farine con la dicitura adatta. Tenete puliti piano di lavoro e utensili ed evitate l’olio già usato per friggere alimenti con glutine. Per una salsa senza lattosio potete usare olio extravergine oppure latticini dichiarati senza lattosio, quando servono alla ricetta. Una bevanda vegetale cambia gusto e consistenza: sceglietela non zuccherata e controllate gli ingredienti.

Se seguite indicazioni specifiche per il nichel o altri disturbi, valutate con il professionista che vi segue anche contorni, aromi e salse. Non considerate il pollo una garanzia di tollerabilità dell’intero piatto. Per una cena condivisa può essere comodo cuocere una base semplice e servire a parte i condimenti, così ciascuno può scegliere tra quelli adatti alle proprie esigenze.

il pollo

Il pollo avanzato, dal frigorifero alla tavola

Se avete cucinato più pollo del necessario, raffreddate rapidamente quello da conservare e riponetelo in frigorifero in contenitori puliti e chiusi. Non lasciate la teglia sul tavolo per tutto il pomeriggio. Le indicazioni dell’IZSVe sulla gestione degli avanzi consigliano di consumarli entro due o tre giorni e, quando li riscaldate, di farlo in modo uniforme fino al cuore.

Un petto già cotto e conservato bene può diventare un’insalata da preparare poco prima del pasto. Affettatelo sottile e aggiungete il condimento alla fine, così le foglie restano fresche e il piatto non si riempie di liquido. Se avete invece una porzione con il suo fondo, recuperatela in tegame con poco liquido: è più gradevole che insistere con una padella asciutta.

Per i pasti successivi mettete da parte soltanto ciò che pensate di usare e congelate le altre porzioni in contenitori adatti. Dividetele già secondo il prossimo utilizzo: fette per un panino, bocconi con il fondo per un secondo caldo, carne sfilacciata per una zuppa. Organizzarsi non significa mangiare per giorni la stessa cosa: un taglio diverso, un’erba fresca o una verdura di stagione cambiano già il sapore. Anche una cena semplice merita un pollo cotto con cura e un buon sugo da raccogliere fino all’ultimo boccone.

Ricette con orzo ne abbiamo? Certo che si!

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