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Burro chiarificato e ghee: ricetta, differenze e usi

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
22/11/2010 alle 07:00

burro chiarificato. burro e intolleranza al lattosio
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 10 min
cottura
Cottura: 00 ore 40 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (5 Recensioni)

Come fare il burro chiarificato in casa senza errori

Il burro chiarificato è una base preziosa quando serve il gusto del burro in una cottura più decisa. Si prepara con un solo ingrediente: il burro viene sciolto con calma, privato dell’acqua e separato dai residui solidi del latte. La parte limpida e dorata che rimane regge il calore meglio del burro intero e si presta a rosolature, fritture, salse e impasti.

Burro chiarificato e ghee vengono spesso usati come sinonimi, ma non indicano sempre lo stesso risultato. Nel primo caso il grasso viene filtrato quando i residui sul fondo sono ancora chiari; per ottenere il ghee la cottura continua finché quei residui diventano color nocciola e sviluppano un profumo tostato. Bastano pochi minuti di differenza, eppure nel vasetto cambiano colore, aroma e uso.

Errore da evitare
Non alzate la fiamma per fare prima. Se i residui del latte diventano marrone scuro o neri, il grasso prende un gusto amaro: in quel caso non basta filtrarlo.

Il momento più bello arriva proprio alla fine: il burro, prima opaco e schiumoso, diventa trasparente e dorato. Per capire quale prodotto serve davvero, può essere utile la guida ai diversi tipi di burro e ai loro usi, dove trovate anche il burro anidro.

Se la scelta dipende da un’esigenza alimentare, non affidatevi soltanto al procedimento domestico. Nella guida dedicata all’intolleranza al lattosio trovate indicazioni pratiche per leggere le etichette e scegliere il prodotto di partenza più adatto.

Ricetta Burro chiarificato o ghee

Preparazione ghee o burro chiarificato

  • Tagliate il burro a pezzi regolari e raccoglietelo in una casseruola dal fondo spesso.
  • Scioglietelo a fuoco molto basso senza coperchio e senza farlo friggere.
  • Proseguite la cottura senza mescolare quando compare la schiuma bianca in superficie e i residui iniziano a scendere sul fondo.
  • Eliminate la schiuma con un cucchiaio pulito senza smuovere il deposito sottostante.
  • Spegnete dopo circa 25-30 minuti per un burro chiarificato dal gusto più dolce quando la parte grassa appare limpida e il deposito è ancora chiaro.
  • Continuate per altri 5-10 minuti se volete ottenere il ghee e fermate la cottura appena il deposito diventa color nocciola e il profumo ricorda la frutta secca.
  • Lasciate riposare per 5 minuti e filtrate lentamente attraverso un colino a maglie fitte rivestito con due strati di garza alimentare.
  • Versate il grasso limpido in un vasetto di vetro pulito e ben asciutto evitando di far cadere il deposito.
  • Lasciate raffreddare senza coperchio fino a quando non si forma più condensa e poi chiudete il vasetto.
  • Conservate in frigorifero e prelevate ogni porzione con un cucchiaino pulito e asciutto.
Preparazione: 10 minuti
Cottura: 30-40 minuti
Tempo di riposo: 1 ora
Difficoltà: facile
Calorie: 180 kcal per porzione da 20 g
Portata: condimento e base di cucina
Tag: vegetariano, senza glutine, senza lattosio, senza uova, a basso contenuto di nichel

Ingredienti ghee o burro chiarificato

  • 1 kg. di burro per 1/2 chilo di ghee

Il burro chiarificato è la parte grassa del burro, separata dall’acqua e dai residui solidi del latte mediante una fusione lenta e un filtraggio accurato. Il risultato è limpido quando è caldo, compatto quando si raffredda e più stabile del burro comune nelle cotture in padella. Per prepararlo in casa servono un burro non salato, una casseruola dal fondo spesso, calore basso e un vasetto pulito e asciutto. Se la cottura si ferma con il deposito ancora chiaro si ottiene un gusto dolce e burroso; proseguendo fino a una lieve tostatura si arriva al ghee, più dorato e con note di frutta secca.

La chiarificazione riduce acqua, lattosio e proteine, ma una preparazione domestica non permette di misurare i residui. Per una ricetta destinata a chi deve evitare il lattosio conviene quindi partire da burro con una chiara dicitura “senza lattosio”. Il grasso ottenuto si usa per la cotoletta, le verdure saltate, la mantecatura, alcune salse e i dolci, tenendo conto che contiene meno acqua del burro intero. Va dosato come condimento, conservato al riparo da umidità e prelevato sempre con un utensile pulito e asciutto.

burro chiarificato fatto in casa nel vasetto

Che cos’è il burro chiarificato?

Il burro comune è un’emulsione: insieme alla materia grassa contiene acqua e una piccola quota di sostanze solide del latte. Quando viene scaldato, l’acqua evapora, mentre proteine e zuccheri si separano. Sono proprio questi residui a scurire in fretta nel burro intero. Togliendoli con la decantazione e il filtraggio si ottiene un grasso più adatto alle temperature elevate.

La differenza si vede anche sulla bilancia. Da 500 g di burro si ricavano in media circa 400 g di prodotto, con piccole variazioni legate alla quantità iniziale di acqua. Non c’è uno scarto del 50%: il vecchio rapporto di un chilo di burro per mezzo chilo di ghee sottostima la resa reale.

Ghee e burro chiarificato sono la stessa cosa?

Sono parenti stretti, ma il punto di arresto cambia. Nel burro chiarificato classico il deposito resta pallido e viene separato prima che si tosti. Il gusto è pulito, morbido e vicino a quello del burro. Nel ghee il riscaldamento dura un poco di più: i residui sul fondo diventano biondo scuro e cedono alla parte grassa un aroma di nocciola.

Questa distinzione è utile soprattutto in cucina. Il primo è discreto nelle salse e nelle preparazioni in cui non deve coprire gli altri sapori. Il secondo dà una nota più calda a riso, legumi, verdure e piatti speziati. Non serve però inseguire un colore molto scuro: oltre il nocciola si passa facilmente dal tostato al bruciato.

differenza tra burro chiarificato e ghee

Burro anidro e ghee: qual è la differenza?

Il burro anidro è un prodotto quasi del tutto privo di acqua, ottenuto con processi controllati e usato molto nell’industria alimentare e nella pasticceria professionale. Offre una composizione costante, utile quando una ricetta deve dare sempre lo stesso risultato. Il ghee nasce invece da una cottura che sviluppa anche sapore e colore.

A casa non è corretto chiamare “burro anidro” ciò che si ricava con un pentolino: senza un controllo del contenuto di acqua non possiamo sapere se rientra nei valori previsti per quel prodotto. Possiamo però ottenere un buon burro chiarificato, chiaro o più tostato, e usarlo con precisione.

ingredienti e strumenti per fare il burro chiarificato

Come usare il burro chiarificato in cucina

Il primo vantaggio pratico è la resistenza al calore. Eliminando acqua e residui solidi, il grasso fuma più tardi del burro comune. Questo non significa che sia impossibile bruciarlo: padella, durata e temperatura vanno comunque controllate. Se compare fumo, il fuoco è troppo alto.

È una scelta tradizionale per la cotoletta alla milanese con panatura croccante, perché permette di dorare bene la superficie mantenendo un gusto burroso. Funziona anche per rosolare patate e verdure, cuocere uova, nappare una carne a fine cottura o dare rotondità a un risotto.

Per le salse come olandese e bernese è utile la versione chiara, dal sapore meno tostato. Nei piatti indiani e nelle preparazioni con spezie, invece, il ghee porta una nota più calda. Potete anche profumarne una piccola quantità con spezie secche, poi filtrarla di nuovo; evitate ingredienti freschi o umidi se intendete conservarla.

Abbinamento furbo
Per una verdura saltata bastano pochi grammi aggiunti nella parte finale della cottura. Il gusto resta netto e non serve riempire la padella di grasso.

Si può usare il burro chiarificato per i dolci?

Sì, ma non sempre con uno scambio alla pari. Il burro comune contiene anche acqua, mentre quello chiarificato è quasi tutto grasso. Come punto di partenza potete usare circa 80 g di burro chiarificato al posto di 100 g di burro; negli impasti che dipendono molto dall’umidità potrebbe servire una piccola aggiunta di acqua o latte previsto dalla ricetta.

Nella frolla va usato freddo e lavorato in fretta. La nostra pasta frolla per crostate e biscotti mostra un impiego concreto, con dosi già pensate per questo grasso. In una torta soffice o in un grande lievitato è meglio seguire una formula nata per il ghee invece di cambiare un solo ingrediente alla cieca.

ghee nella pasta frolla

Lattosio, glutine e proteine del latte

Qui serve una distinzione chiara. La lavorazione separa gran parte del lattosio e delle proteine, ma in casa non abbiamo un’analisi che misuri ciò che resta. Il Ministero della Salute ricorda che la dicitura “senza lattosio” richiede un residuo inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. Per questo, nella ricetta proposta, il punto di partenza è un burro che riporti già tale indicazione in etichetta. Per approfondire potete consultare la pagina del Ministero della Salute sugli alimenti senza lattosio.

Il burro chiarificato non contiene ingredienti con glutine e la ricetta non usa uova. Se acquistate un prodotto pronto per una persona celiaca, controllate comunque etichetta e indicazioni del produttore. Il tag “vegetariano” è corretto, mentre non lo è “vegano”: il ghee resta un derivato del latte.

L’intolleranza al lattosio non va confusa con l’allergia alle proteine del latte. In caso di allergia, un grasso ricavato dal burro non deve essere considerato adatto soltanto perché è stato filtrato. Anche il prodotto confezionato continua a dichiarare il latte tra gli allergeni. La scelta va concordata con lo specialista che segue la persona.

Dal punto di vista nutrizionale resta un grasso concentrato e ricco di grassi saturi. Non è un alimento curativo e non diventa “leggero” solo perché regge bene il calore. Le indicazioni CREA sulla scelta e sulla quantità dei grassi aiutano a collocarlo nel modo giusto: come condimento da dosare, alternato agli altri grassi usati nella giornata.

ghee filtrato

Conservazione e segnali da controllare

Il prodotto confezionato va conservato come indica l’etichetta. Per quello fatto in casa è più prudente scegliere un vasetto piccolo, tenerlo in frigorifero e consumarlo in tempi ragionevoli. Il vero nemico è l’umidità: il contenitore deve essere asciutto e il cucchiaino non deve portare nel vasetto acqua, briciole o altri residui.

Quando si raffredda, il colore passa dal dorato trasparente a un giallo più chiaro e la consistenza diventa compatta o cremosa: è normale. Eliminate invece il prodotto se notate muffa, odore rancido, sapore amaro o un cambiamento insolito. La frase “più invecchia e meglio è” appartiene ad altri contesti e non è una regola adatta a una preparazione domestica.

Perché il burro chiarificato resta torbido?

Da caldo dovrebbe apparire abbastanza limpido. Se resta torbido, può contenere ancora acqua in sospensione o particelle molto fini. Lasciatelo riposare qualche minuto e filtratelo senza versare il fondo. Se sentite ancora un crepitio vivace in pentola, l’acqua non è ancora evaporata del tutto: proseguite a calore basso controllando il colore del deposito.

Da freddo, invece, l’opacità è normale e non segnala un errore. Anche la grana può cambiare secondo la temperatura della stanza e la velocità di raffreddamento. Ciò che conta è che durante la preparazione non compaiano sentori bruciati e che il vasetto rimanga pulito e asciutto.

Questa guida è curata da Tiziana Colombo,

Altre basi essenziali in cucina per chi ha problemi di intolleranze?

4/5 (5 Recensioni)
Riproduzione riservata

9 commenti su “Burro chiarificato e ghee: ricetta, differenze e usi

  • Lun 3 Dic 2018 | Roberta ha detto:

    Buongiorno, faccio il ghee da qualche anno e vorrei confrontarmi su una cosa: come mai con alcune marche di burro non si forma niente in superficie e il liquido non risulta essere limpido, bensì resta torbido? Cosa fare in questi casi? Prolungare la cottura può servire?

    • Mar 4 Dic 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Roberta penso proprio che sia la qualità del burro che sceglie. Io da anni uso sempre la stessa marca.

  • Mer 19 Dic 2018 | Patrizia ha detto:

    Buongiorno, io non ho ancora provato a fare il Ghee. Non ho capito una cosa: la parte che si toglie dal liquido risulta priva di caseina e lattosio? Grazie Patrizia

    • Mer 19 Dic 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Esattamente!

    • Ven 20 Nov 2020 | Carlo ha detto:

      Se non ho capito male, é la parte che resta (il ghee) ad essere senza lattosio né caseina.

      • Ven 11 Giu 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

        Il latte crudo, il latte intero e il latte parzialmente scremato contengono circa 3,4 grammi di proteine ​​per 100 grammi. Il burro ordinario contiene 0,7 grammi di proteine ​​per 100 grammi ed è quasi impossibile determinare un contenuto proteico nel burro chiarificato. La caseina, la proteina del latte, è quindi difficilmente presente in essa. Quindi il ghee è considerato privo di caseina.

        Non è un prodotto vegano poichè contiene ancora grasso di latte ed è derivato da prodotti di origine animale (latte).

  • Lun 24 Apr 2023 | Eleonora ha detto:

    Sono allergica al latte e celiaca ma mi è stato consigliato il ghee per curare l’Intestino. Posso assumerlo? Contiene tracce di caseina o lattoalbumina e lattoferrina? Altre proteine del latte? Grazie

    • Mar 25 Apr 2023 | Tiziana Colombo ha detto:

      Eleonora questo tipo di burro si ottiene attraverso un processo di centrifugazione, che elimina totalmente dal prodotto tutte le proteine, ossia la caseina e il lattosio

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