I migliori piatti italiani, apprezzati in tutto il mondo

I migliori piatti italiani
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Alla riscoperta della cucina italiana

Quali sono i migliori piatti italiani più famosi e apprezzati in patria e all’estero? Sembra una domanda superflua, se posta da un italiano. Eppure può essere utile per rendere merito alla nostra cucina, che in effetti è tra le migliori del mondo per gusto ed equilibrio nutrizionale.

A tal proposito vale la pena passare in rassegna le ricette che, da nord a sud, segnano il rapporto tra gli italiani e il cibo. Un rapporto che all’estero giudicano maniacale (basti pensare all’ironia che si fa sui social), ma rivela semplicemente una marcata cura per l’alimentazione e tutte le occasioni sociali che vi ruotano attorno.

Di seguito propongo una carrellata dei piatti italiani più famosi entro e oltre i confini nazionali. Tra primi e secondi c’è l’imbarazzo della scelta, sia per noi che per chi giunge in Italia con lo spirito della scoperta, andando oltre gli stereotipi sulla cucina italiana.

Stereotipi che sono comunque forti, se si pensa che alcuni piatti italiani conosciuti all’estero di italiano hanno ben poco. Il riferimento è, tra gli altri, alle fettuccine Alfredo e agli spaghetti con meatballs (per quanto esistano alcune ricette simili tra Lazio e Sicilia).

Gli spaghetti al pomodoro, sicuramente tra i migliori piatti italiani

Spaghetti al pomodorino del PiennoloSe si stila una lista dei migliori piatti italiani è impossibile non citare gli spaghetti al pomodoro. Di base non avrebbero bisogno di alcuna presentazione, e ciò vale non solo per i lettori italiani ma anche per quelli stranieri. Davvero gli spaghetti al pomodoro fungono da piatto nazionale, una presenza ricorrente sulle tavole degli italiani e non solo.

A tal proposito vale la pena parlare della variante più genuina, ovvero degli spaghetti al pomodoro fresco. La differenza sostanziale risiede nella preparazione del condimento, che non avviene per mezzo della passata o dei pelati, ma con il pomodoro fresco.

Il sapore è molto più genuino e il piatto nel suo complesso molto più leggero. L’impatto estetico, inoltre, è spettacolare nella sua semplicità. Il pomodoro, infatti, mantiene il suo colore rosso vivo e crea un gradevole contrasto con il verde brillante del basilico.

Gli spaghetti al pomodoro si fanno apprezzare anche per le proprietà nutrizionali. Grazie al pomodoro regalano vitamine e sali minerali, mentre i carboidrati della pasta ristorano e garantiscono la giusta energia. Sono anche moderatamente calorici, ma la pasta merita di essere integrata in tutte le diete, anche in quelle dimagranti.

C’è un solo un aspetto da prendere in considerazione, la quantità. Ad ogni modo un piatto di spaghetti al pomodoro medio (80 gr. di pasta circa) viaggia sulle 500 kcal. Gli spaghetti al pomodoro sono alla portata anche di chi soffre di intolleranze alimentari, ad esclusione degli intolleranti al nichel (molto abbondante nei pomodori). Esistono, infatti, spaghetti realizzati con farine alternative, compatibili con le esigenze alimentari dei celiaci ed ugualmente gustosi.

Le lasagne alla bolognese

Le lasagne alla bolognese, o tagliatelle al ragù, non potevano mancare tra i migliori piatti italiani, simbolo delleLasagne alla bolognese domeniche in famiglia e dei pranzi festivi. Nonostante facciano parte della cucina emiliana, sono preparate da nord a sud e spesso declinate secondo le varie tradizioni locali.

La ricetta base, per esempio, prevede una preparazione certosina e lunga del ragù. La celebre salsa deve cuocersi almeno per un paio d’ore, in modo che la carne assorba gran parte della salsa. La lasagna perfetta è realizzata a mano e non è poi così complicata, se si ci prende un po’ la mano.

Come dicevo, le lasagne, benché bolognesi di origine, in realtà appartengono a tutti gli italiani. Si apprezzano però alcuni elementi ricorrenti. Il ragù alla bolognese non può mancare, come non può mancare la besciamella e la guarnizione con il Parmigiano Reggiano.

Sono apprezzate però anche le varianti più “light”, che rendono le lasagne compatibili con uno stile alimentare più leggero o vegano. Le lasagne sono alla portata di chi soffre di intolleranze alimentari? Di base no in quanto contengono sia il glutine che il lattosio. Nessuno, però, vi vieta di utilizzare lasagne di farine gluten-free e di usare per la besciamella del buon latte delattosato.

L’immancabile pesto alla genovese

Pesto alla genoveseIl caro pesto alla genovese non figura esattamente tra i migliori piatti italiani, bensì tra i condimenti. Anzi è uno dei condimenti che meglio rappresenta l’agroalimentare italiano per la sua semplicità e genuinità.

Laddove gastronomie straniere abbondano di ingredienti grassi e di spezie, il pesto alla genovese viene realizzato con una manciata di ingredienti, per giunta tutti molto reperibili. Basta un po’ di basilico, un po’ di pinoli, qualche spicchio di aglio, l’olio extravergine di oliva e il Parmigiano Reggiano grattugiato.

Non stupisce come molti si cimentino nella preparazione “casalinga” del pesto. In genere si utilizza il mixer, ma la ricetta originale prevede la pestatura a mano, direttamente nel mortaio.

Tra l’altro, il pesto alla genovese, o pesto di basilico che dir si voglia, è anche molto nutriente. Il Parmigiano garantisce proteine e calcio, il basilico garantisce vitamine e sali minerali, mentre gli omega tre sono dei grassi che giovano al cuore e alla circolazione.

Il pesto alla genovese può essere usato per condire gli spaghetti, un’alternativa verde dei classici spaghetti al pomodoro. Può essere però impiegato anche per realizzare delle splendide torte salate, o per realizzare degli antipasti colorati, leggeri e gustosi.

Pasta alla carbonara, uno dei migliori piatti italiani

La storia della pasta alla carbonara, o meglio degli spaghetti alla carbonara, è molto particolare ed è inserita nel solcola carbonara delle cucine regionali. Infatti è tra i migliori piatti italiani “tradizionali”, nonché tra i piatti più amati.

Si narra che sia nato solo nel secondo dopoguerra, da un’idea dei cuochi romani intenti a soddisfare l’appetito dei soldati americani con alimenti che loro stessi mettevano a disposizione. In effetti la lista degli ingredienti della carbonara sembra uscita dal menù della classica colazione americana.

Il guanciale, corrispondente all’anglosassone bacon, e l’uovo testimoniano questo strano legame. La carbonara ha un solo difetto, è abbastanza grassa. Su questo non si può discutere, infatti un piatto di carbonara raggiunge tranquillamente le 700 kcal.

Anche la carbonara è oggetto di rimaneggiamenti, sebbene i puristi della cucina italiana siano pronti a storcere il naso di fronte a qualsiasi cambiamento in merito. In genere la carbonara viene preparate anche con la pancetta, mentre il pecorino è spesso sostituito dal Parmigiano, che è meno salato.

Chi prepara per la prima volta la carbonara è incerto sulle dosi. Per quanto riguarda il guanciale, vanno bene 30-50 grammi a persona. Per le uova, invece, vale la regola “un uovo a persona, più uno per la padella”.

L’errore più frequente non riguarda le dosi, ma la cottura. La salsa all’uovo, infatti, non va assolutamente messa sul fuoco, ma deve cuocersi parzialmente con il solo calore della pasta. In alternativa il rischio è di trasformare il condimento in una frittata.

La pizza Margherita, di diritto tra i migliori piatti italiani

pizza margheritaLa pizza Margherita è il simbolo della pizza napoletana e fa parte di diritto dei migliori piatti italiani. In primis perché la pizza è consumata in buona parte dei paesi occidentali, anche se il consumo pro capite in alcuni Stati raggiunge quello italiano (pensiamo agli USA). Secondariamente perché è realmente il piatto italiano più famoso nel mondo.

La Margherita rappresenta, però, un discorso a parte. Infatti laddove si abbonda con ogni tipo di condimento, spesso inconcepibile agli occhi di un italiano, la Margherita fa della semplicità il suo punto di forza. Mozzarella, pomodoro, olio extravergine di oliva e basilico. Tutto qua.

La vera Margherita è realizzata con la mozzarella di bufala, che stupisce per la sua cremosità e succosità. Di base, la pizza non è un piatto anti intolleranze alimentari, anzi chi soffre di questi disturbi dovrebbe tenersi alla larga. La presenza del glutine, infatti, la rende inadatta ai celiaci, mentre la mozzarella la rende off limits per gli intolleranti al lattosio.

E’ lo stesso accade per gli intolleranti al nichel, vista la presenza del pomodoro. Tuttavia esistono alternative all’altezza. L’impasto, infatti, può essere realizzato con farine alternative, la mozzarella può essere delattosata e la salsa al pomodoro può essere sostituita con altri condimenti. La lista di pizze bianche, d’altronde, è lunga e molti addirittura le preferiscono alle pizze “rosse”.

La polenta, un’istituzione nell’Italia settentrionale

La polenta non sarà tra i migliori piatti italiani all’estero ma merita una menzione. Per molti secoli è stata alla basepolenta dell’alimentazione delle popolazioni dell’Italia settentrionale, a tal punto da essere consumata più spesso e più abbondantemente del pane.

Anche perché la polenta assume le sembianze del classico super-food energetico, adatto a sfamare in fretta e con gusto. E’ realizzata con una manciata di ingredienti, anzi con uno soltanto: la farina di mais. Questa farina è ricca di carboidrati, ma apporta una quantità di proteine superiore a molte farine cerealicole. E’ anche ricca di vitamine e sali minerali.

In particolare, la farina di mais apporta il calcio, fondamentale per lo sviluppo delle ossa. Contiene persino tracce di vitamina D, che in genere si trova nei pesci azzurri e nei pesci grassi, e in poche altre classi di alimenti. La polenta può essere accompagnata con altri alimenti in modo da trasformarla in un pasto completo.

Gli accompagnamenti tipici vedono come protagonisti la carne, specie quella trasformata come salsiccia e salumi. Negli ultimi decenni, in una prospettiva di rivisitazione della cucina popolare, la polenta è stata presa in considerazione anche dai cuochi gourmet, che l’hanno impiegata per preparazioni raffinate ed eleganti.

Il risotto alla milanese, un marchio made in Italy

Risotto allo zafferano con ragu di ossobucoI migliori piatti italiani includono anche la lunga tradizione dei risotti all’italiana, conosciuti anche all’estero. Anzi in un certo senso qualifica la nostra cucina non solo come “popolare”, ma anche come “elegante”.

La magia del risotto, che trasforma il riso in un primo gustoso e dalla texture vellutata, da sempre intriga l’appassionato di cucina. Il risotto alla milanese, senza togliere nulla agli altri, è il capofila dei risotti made in Italy.L’elemento fondante è la presenza dello zafferano, che insaporisce e colora, rendendo il risotto dorato.

Benché sia considerato un piatto di “alta cucina” è molto semplice da realizzare. Come al solito a contare sono la qualità degli ingredienti e le dosi. Il brodo, per esempio, è bene che non sia preconfezionato, ma che venga realizzato in prima persona. Stesso discorso per la qualità del riso, che dovrebbe essere di tipo superfino. Il burro, invece, è bene che sia chiarificato, in quanto regge la cottura meglio di quello standard.

La cotoletta alla milanese, un piatto semplice e gustoso

Tra i migliori piatti italiani figurano altre delizie lombarde. Su tutte spicca la cotoletta alla milanese. Questo piattoCotoletta alla milanese può essere definito come la “madre” di tutte  le cotolette all’italiana, anche perché è la prima ad aver subito un processo di riconoscimento a livello internazionale.

La cotoletta alla milanese conserva comunque alcuni tratti tipici. In primo luogo è realizzata con la carne di bovino, e per la precisione con la costoletta di vitello. Secondariamente l’osso deve essere presente per facilitare la cottura e il consumo.

Occhio anche alla frittura, la maggior parte delle cotolette all’italiana è fritta nell’olio. La cotoletta alla milanese, invece, è rigorosamente fritta nel burro, che deve essere chiarificato.

Guai a usare il burro standard, brucereste il burro e la stessa cotoletta. In pratica il burro “da supermercato” non è affatto adatto alla cottura. Una soluzione di comodo, se proprio si desidera arricchire la carne con il sentore del burro, è di unire quantità abbondanti di olio. In questo caso, però, il risultato non è assicurato.

Ossobuco alla milanese, una specialità lombarda

Ossobuco alla milaneseLa lista dei migliori piatti italiani continua con un’altra specialità lombarda: l’ossobuco alla milanese. L’ossobuco non è altro che una sezione dello stinco della vitella da latte. Questo particolare assetto garantisce una carne tenera e ricca di midollo osseo, una sostanza che si rivela davvero nutriente.

Il riferimento è soprattutto al ferro, che è davvero abbondante. L’ossobuco può essere considerato una preparazione base, infatti è presente in numerose varianti, che differiscono principalmente per gli accompagnamenti. Molto famoso e apprezzato è quello con il risotto allo zafferano, che dà vita a un pasto completo, gustoso e nemmeno troppo pesante.

Stesso discorso per l’ossobuco con la polenta. Per inciso, benché la carne sia tenera, l’ossobuco richiede abbastanza tempo per cuocersi a dovere. In media è necessaria più di un’ora. Tuttavia il risultato è straordinario, infatti il sapore è forte, genuino e conferisce uguale spazio sia alla carne che al midollo.

La bistecca alla fiorentina, un secondo tra i migliori piatti italiani

Quando si parla di cibo la bistecca alla fiorentina non ha bisogno di molte presentazioni. E’ tra i migliori piattibistecca alla fiorentina italiani e occupa un posto d’onore, anche perché a molti turisti anglosassoni ricorda il loro modo di approcciarsi alla carne. La bistecca alla fiorentina è infatti simile ai T-bone e al Porterhouse statunitense.

La bistecca alla fiorentina per eccellenza è realizzata con la carne di chianina, una razza bovina tra le più apprezzate. Per la precisione, la bistecca è ricavata dalla lombata (un secondo taglio).

La bistecca alla fiorentina è di norma molto spessa, intorno ai 5-6 cm. Una fetta in genere pesa più di un chilogrammo. La cottura è rigorosamente alla griglia, per cui si utilizza una grande brace di carbone di legna.

Per la legna si preferisce la quercia, il leccio e l’olivo. Un’altra peculiarità della fase di cottura è la totale assenza di grassi aggiunti. Olio e burro renderebbero la carne dura e immangiabile, anche se si tratta di un taglio consistente.

Tortellini con ripieno, un classico emiliano

Tortellini in brodo alla bolognesePiù che uno tra i migliori piatti italiani, i tortellini con ripieno indicano una classe di ricette, ovvero tutte quelle che prevedono la pasta fresca e un ripieno. La capofila di questa categoria è una ricetta emiliana, i tortellini in brodo alla bolognese. Il procedimento è più semplice di quanto si possa pensare.

Gli ingredienti, infatti, sono genuini e facilmente reperibili. L’unico elemento di difficoltà è proprio la creazione dei tortellini, che richiede un bel po’ di manualità. Per quanto concerne il ripieno, di solito è realizzato con il lombo di maiale. Tuttavia nessuno vi vieta di arricchirlo con altri ingredienti come il prosciutto, la mortadella, il Parmigiano Reggiano.

D’altronde questi ingredienti fanno parte della cultura emiliana. I tortellini con ripieno, specie se in brodo, sono meno calorici rispetto a tanti altri primi piatti. Anche perché l’unico condimento è dato dal brodo. Alcune varianti prevedono l’utilizzo del burro e della salvia, che formano una splendida combinazione.

Fritto misto di mare, un piatto da street food

Con il fritto misto di mare ritorniamo al sud, e per la precisione in Campania. Non che il fritto misto di mare siaFritto misto un’esclusiva di questa regione, ma è proprio in Campania che questa ricetta assume le sembianze di una vera e propria istituzione. Anzi è addirittura uno tra i migliori piatti italiani da street food, e viene somministrata nel classico “cuoppo”.

Un fritto misto degno di questo nome richiede la presenza dei gamberi, dei calamari o totani e delle alici. La farina per la pastella deve essere leggera, mentre l’olio deve essere di semi e soprattutto abbondante.

Il segreto di una buona frittura è abbondare con l’olio, in modo da rendere più uniforme la cottura e più facile il processo di assorbimento dell’olio con la carta da cucina. Il fritto misto di mare, inutile nasconderlo, è un piatto grasso. Tuttavia, di tanto in tanto, uno strappo alla regola è giustificato se si tratta di un pasto delizioso come questo.

E come non nominare la Cacio e pepe?

Spaghetti cacio e pepeE in ultimo gli Spaghetti cacio e pepe. Un primo piatto tipico della cucina laziale. Gli spaghetti appena cotti devono semplicemente essere uniti al pecorino grattugiato insieme ad un po’ d’acqua di cottura, in modo tale che il “cacio”, sciogliendosi, vada a formare una deliziosa ed avvolgente crema. Successivamente va aggiunto abbondante pepe.

Tutto qui! Ovviamente per preparare questa ricetta occorre che l’ingrediente base, il formaggio pecorino romano  stagionato, per cui una volta procurato il formaggio giusto possiamo procedere con la preparazione di questo semplice piatto.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

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Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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