Japan Gourmet: le mille tinte della tradizione millenaria della cultura nipponica

La mia vacanza in Giappone, oltre gli stereotipi

La mia permanenza in Giappone per la Japan Gourmet è davvero agli sgoccioli. Solo un altro giorno e poi si ritorna in Italia. Il tempo è davvero volato in questa immersione totale nella cultura nipponica. Ho conosciuto e incontrato un sacco di gente, imparato cose nuove, assistito a riti millenari, esplorato luoghi fantastici e, ovviamente assaggiato nuovi sapori, nuovi abbinamenti, pietanze sofisticate e ricercate. Un’esperienza sensoriale grandiosa!

Spesso crediamo di sapere tante cose sui luoghi lontani da noi come il Giappone solo perché sono dei posti così belli, avvolti in un alone di fantasia, per cui se ne parla solo per luoghi comuni. E quando arrivi qui tutti questi stereotipi cadono e lasciano il posto alla realtà, quella che puoi toccare con mano e vivere intensamente, e a tutte le sue sfumature, diverse e fantastiche. E io ho fatto proprio questo, mi sono vissuta questa vacanza in tutto e per tutto, senza perdermi nemmeno un attimo delle mille tinte della tradizione millenaria nipponica.

sake nero or

Il sake, la bevanda giapponese per eccellenza

Nel nono giorno di viaggio nel Lontano Oriente ho assaggiato finalmente il sake, una delle bevande alcoliche più rinomate e usate in Giappone. Il sake si ottiene dalla fermentazione del riso e si può bere caldo o freddo, a seconda la stagione, il gusto ma anche l’abbinamento gastronomico. Il sake viene servito in tazzine di terra cotta o di ceramica, oppure in bicchieri di vetro.

Ci sono tantissimi tipi di sake, un po’ come da noi per il vino! Le diverse classi, chiamate Tokutei meisho, sono definite e controllate dal governo giapponese. Tutto il sake che appartiene alle categorie Junmai è ottenuto esclusivamente da riso ed acqua, senza alcol aggiunto. Nelle altre categorie di sake Premium, invece, si può aggiungere alcol fino al 10% del peso del riso. Nel sake di qualità inferiore, e quindi non Premium, è infine possibile aggiungere ancora più alcol ed altri ingredienti, quali il glutammato.

Scrittura Giappones

La scrittura come arte, tra eleganza e raffinatezza

Altra chicca di questo giorno è stata il corso di scrittura giapponese, forse la più difficile in assoluto da studiare e riprodurre. Ebbene io ho imparato a scrivere il mio nome disegnando i simboli su un foglio bianco con un particolare pennello di bambù da intingere nell’inchiostro. Anche la scrittura in Giappone è considerata una forma d’arte e per questo va riproposta in modo elegante e raffinato. Vi assicuro che è stata un’altra esperienza che difficilmente scorderò!

Durante il corso ho imparato che la scrittura giapponese è formata da tre componenti: i kanji, l’hiragana e il katakana. L’hiragana e il katakana sono due alfabeti sillabici fonetici. Il katakana è utilizzato comunemente per trascrivere le parole di origine non giapponese, per i nomi scientifici di piante e animali, per la trascrizione dei suoni e per dare enfasi ad alcune parole. L’hiragana, invece, è usato per tutto il resto, come la coniugazione dei verbi ed i suffissi delle parole. I kanji, infine, rappresentano la parte più complessa della scrittura giapponese: derivano dal cinese e sono diverse migliaia, di cui circa 1500 sono quelli di uso più comune.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *