Sushi, un tipico piatto giapponese in tavola

Sushi
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Sushi, un tipico piatto giapponese spesso sulle nostre tavole. Il sushi è presente sulle nostre tavole ormai da tanto tempo. Ha cambiato anche la “geografia” delle nostre città. Fa impressione il solo pensare al fatto che, fino a qualche anno fa, era difficile trovare un ristorante che servisse sushi nelle strade che percorriamo tutti i giorni.

Qual è la sua storia? Per raccontarla dobbiamo fare un salto importante indietro nel tempo. Arriviamo fino a circa duemila anni fa, quando la coltivazione del riso è arrivata in Giappone. Il sushi è stato inventato per conservare più facilmente il pesce nel riso fermentato.

Nel corso dei numerosi periodi che caratterizzano la storia del Giappone, sono state introdotte diverse novità. Per dare qualche riferimento concreto, possiamo dire che il sushi come lo conosciamo oggi ha iniziato ad affermarsi attorno all’VIII secolo e che il più antico e ufficiale riferimento al sushi risale al 718 d.C.

Curiosità sul sushi

Come appena detto, di sushi bar oggi sono piene le nostre città e anche i piccoli centri. Ovviamente si parla di un’ottica internazionale. Cercare un sushi bar in giro per le metropoli del mondo e trovarlo è questione di pochi minuti.

Ma quando è stato aperto il primo sushi? Secondo la tradizione, siamo nel 1850 a Edo, la città che oggi è Tokyo. Un ristorante locale iniziò a servire dei bocconcini di pesce e di riso. Da allora, iniziarono a diffondersi dei piccoli chioschi. Il resto, è storia sotto i nostri occhi.

Sushi per tutti

Parlare di sushi oggi vuol dire chiamare in causa numerose tipologie di esigenze alimentari. Molto attenti all’universo degli intolleranti, i cuochi specializzati nella preparazione di questo tipico piatto giapponese hanno iniziato a strizzare l’occhio anche a quello dei vegani e dei vegetariani.

Avete mai provato il temaki di salmone, un’altra super prelibatezza amatissima da chi apprezza il sushi?

Chi ama cucinare, pensate un po’, può anche cimentarsi nella preparazione del wasabi casalingo

Non c’è che dire: la cucina giapponese è amatissima da noi italiani, che abbiamo imparato a preparare il sushi tenendo conto delle esigenze di intolleranti al lattosio e celiaci.

Oggi sono venuti a trovarmi degli amici e uno di loro è allergico alla caseina percui ho pensato un pranzetto adatto a loro e mi sono ispirata alla cucina giapponese e preparato vari tipi di sushi, del riso con verdure e tanto altro

Statistiche dimostrano che è sempre più in crescita in Italia il numero delle persone che hanno problemi con latte e latticini. Spesso si parla di allergia al latte e di intolleranza al lattosio, confondendo grossolanamente i due concetti. In realtà si tratta di due patologie sostanzialmente differenti: mentre l’intolleranza al lattosio è molto più diffusa e si manifesta soprattutto in età adulta, l’allergia al latte è più rara e colpisce soprattutto lattanti e bambini piccoli.

I problemi maggiori e le conseguenze più negative per la salute sono legati ad una proteina, la caseina, che si può presentare in due forme chimiche differenti.

La caseina rappresenta la principale causa di allergia alimentare al latte. Questa forma di allergia è più frequente nei primi anni di vita e solitamente  scompare con la crescita; non è comunque da sottovalutare difatti può talvolta portare anche a gravi forme di shock anafilattico ed è una forma di allergia difficile da controllare, poiché il latte, o la caseina stessa, è presente in moltissimi alimenti.

Scopriamo insieme i sintomi

A differenza dell’intolleranza, nel caso di un’allergia i sintomi compaiono generalmente subito dopo l’assunzione dell’alimento. Di solito l’allergia scompare spontaneamente dopo i dieci anni di età.

L’allergia alla caseina si verifica quando il sistema immunitario considera erroneamente la proteina come dannosa e produce impropriamente anticorpi allergici (IgE) per proteggere l’organismo.

L’interazione tra questi anticorpi e la proteina specifica stimola il rilascio di sostanze chimiche organiche, come l’istamina, che causano sintomi quali dissenteria e gonfiori addominali, eczemi cutanei, orticaria, asma, dermatite atipica e, nei casi più gravi, perfino shock anafilattico. Il manifestarsi di tali sintomi entro pochi minuti dopo il consumo di un prodotto a base di latte indicano la presenza di una reazione anafilattica e necessitano di cure mediche immediate.

Sushi

A cosa serve la caseina?

La caseina è un coagulante, come ad esempio  l’albumina che viene dal bianco dell’uovo, bisogna di conseguenza prestare molta attenzione a cibi insospettabili.
Spesso i vini bianchi sono chiarificati, ovvero resi maggiormente limpidi dall’aggiunta di  caseina. Sovente avviene la stessa procedura anche per il miele.

Anche i gessetti per scrivere alla lavagna contengono quasi sempre caseina. Oltre ai gessetti, le proteine del latte, come la caseina, possono essere contenute anche nella colla, nella carta e nell’inchiostro.

A volte le proteine del latte sono usate per conservare meglio i surgelati e renderli più morbidi. Alcune marche di pasta non sono adatte. Scegliere alimenti bio e vegan può essere una scelta alternativa e sicura.

Il miglior trattamento in caso di allergia al latte o alla caseina è difatti la prevenzione. Per evitare l’insorgere di una reazione allergica, è necessario seguire una dieta priva di caseina, evitando tutti gli alimenti a base di latte o che ne contengano anche in parte minima i suoi derivati.

Non consumare più latte non significa per forza dover rinunciare all’assunzione di calcio, sarà sufficiente consumare molti altri alimenti che vengono arricchiti con questo minerale, come succhi di frutta, cereali e bevande a base di riso e soia. Tra le verdure che sono ricche di calcio, troviamo i cavoli, gli spinaci e i broccoli; nel caso di cibi confezionati, dolci o caramelle, dovrà diventare un’abitudine consolidata controllare l’etichetta con scritto i vari ingredienti.

Ecco per voi alcuni suggerimenti per una dieta priva di caseina

Eliminare il latte dalla dieta inizialmente può non essere semplice, ma con un po’ di accorgimenti è comunque possibile seguire una corretta alimentazione consumando cibi che non sono privi di gusto.

Ad esempio al posto del gelato, potete provare dei  dessert, i sorbetti e gustosi budini a base di riso o di soia.  Per cucinare, un’astuzia consisterà nell’utilizzare la margarina vegetale. Al ristorante, chiedete sempre al personale domande dettagliate sulle pietanze presenti nel menù.    Provate nuovi cibi, come il latte di riso o latte di miglio, che molte persone preferiscono addirittura al latte vaccino e sperimentate nuove diete come ad esempio  quelle orientali o asiatiche che non utilizzano i latticini.

Ed ecco la ricetta del Sushi

Ingredienti per 4 persone

  • 200 gr. di riso originario nano,
  • 200 gr. di tonno
  • 200 gr. di salmone
  • 6 fogli di alga nori
  • 1 porro piccolo
  • takuan q. b. (sottaceti giapponesi)
  • zenzero sottaceto q. b.
  • wasabi q. b.
  • aceto giapponese q. b.
  • salsa di soia q. b.

Preparazione

In una ciotola piuttosto grande versate il riso e lavatelo bene. Cambiate l’acqua più volte finché risulterà limpida. Sgocciolate il riso.

Versate il riso in una casseruola con il coperchio a tenuta stagna. Aggiungete abbondante acqua fredda, chiudete il coperchio e mettete la casseruola sul fuoco.

Quando il riso comincia a bollire, abbassate la fiamma al minimo e fate cuocere per 12-15 minuti. Spegnete il fuoco e lasciate risposare per altri 15 minuti.

Passate sulla fiamma l’alga nori, dal lato lucido, in modo che prenda un bel colore verde scuro. Dividete a metà i fogli di alga, nel senso della lunghezza.

Tagliate a fettine sottilissime il tonno e il salmone, tritate il porro e tagliate a fiammifero il takuan.

Mettete in una ciotola un po’ di acqua e versatevi un po’ di aceto. Nella mano sinistra ben asciutta appoggiate un pezzo di alga nori e inumidite la destra nell’acqua acidulata. Con la mano destra prendete un pugno di riso e distribuitelo sull’alga.

Con il dito indice spalmate un pizzico di wasabi sul riso e, al centro, mettete il pesce. Arrotolate l’alga a cono in modo che dal fondo non sfugga il riso.

Servite con salsa di soia.

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5 commenti su “Sushi, un tipico piatto giapponese in tavola

  • Ven 21 Set 2012 | Ely ha detto:

    Buonissimo il sushiiii! Grazie per il post, sempre apprezzatissimo!! :D Un abbraccio!

  • Ven 21 Set 2012 | Chiara ha detto:

    ci credi che non ho mai mangiato il sushi??? Mi piace a guardarlo, chissà che sapore particolare..Buon we…

  • Ven 21 Set 2012 | Tiziana ha detto:

    Chiara, giuro che faccio fatica a crederlo, viste tutte le ricette che ci sono sul tuo bellissimo sito, ma capita……Anche a me non ha mai attirato molto, ma da quando mio figlio lo ha mangiato mi tormenta spesso per portarlo al ristorante giapponese e da qualche tempo anche a comprare tutto il materiale per farlo in casa

  • Ven 21 Set 2012 | I sognatori di Cucina e nuvole ha detto:

    Oddio, io il pesce non lo mangio neppure cotto…ma mi piace molto visivamente!

    • Ven 21 Set 2012 | Tiziana ha detto:

      Ci credi se ti dico che fino a prima di diventare intollerante al nichel e al lattosio l’ho sempre rifiutato???????????? Adesso mi sto avvicinando sempre di più…… e spesso dico “quanto mai non l’ho mangiato prima”, parlo del pesce….non del sushi

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21-09-2012
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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