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Spaghetti allo scoglio, un classico della cucina italiana

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Spaghetti allo scoglio
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 30 min
cottura
Cottura: 00 ore 50 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Spaghetti allo scoglio, più che una semplice ricetta

Oggi cuciniamo gli spaghetti allo scoglio, vanto della cucina italiana e più nello specifico della cucina siciliana. Sono un primo piatto facile da preparare che si basa sulla genuinità delle materie prime. Di base si tratta di spaghetti cotti al dente e saltati in un mix di cozze, vongole e gamberi cotti in padella. A volte vengono aggiunti gli scampi e altri frutti di mare (vedi ricetta degli spaghetti con scampi).

Gli spaghetti allo scoglio sono anche scenografici. Delle cozze e delle vongole vanno impiegati i frutti interni, tuttavia è bene lasciarne alcune intere con il guscio, da porre sulla pasta a mo’ di decorazione.

Gli spaghetti allo scoglio sono il classico primo estivo a base di pesce. D’altronde, nonostante la capacità di trasmettere sapori unici e di mettere in risalto tutta la bontà del mare, rimane un piatto leggero e nutriente.

Ricetta spaghetti allo scoglio

Preparazione spaghetti allo scoglio

  • Raschiate bene le cozze nere con un coltello a lama liscia o, per fare prima utilizzate una paglietta di acciaio che userete solo per questo lavoro: fate questa operazione di pulizia sotto l’acqua fredda corrente.
  • Le cozze devono avere i gusci perfettamente puliti prima di essere cucinate.
  • Mettetele in una padella con uno spicchio d’aglio, coprite la padella col coperchio e fatele aprire a fiamma vivace per circa 10 minuti.
  • Scuotetele di tanto in tanto e fatele cuocere ancora un paio di minuti dopo che si sono aperte tutte.
  • Eliminate lo spicchio di aglio e filtrate il liquido di cottura che terrete da parte.
  • Lavate molto bene le vongole, mettetele in una padella e fatele saltare a fuoco vivo fino a quando si sono aperte (circa 5 minuti).
  • Filtrate anche il loro liquido di cottura e tenetelo da parte.
  • Sgusciate i molluschi tranne qualcuno per decorare i piatti.
  • In una padella antiaderente fate rosolare uno spicchio d’aglio con un filo d’olio, poi unite i gamberi puliti e ben lavati, infine fateli insaporire a fiamma bassa (tempo cottura circa 7-8 minuti).
  • Dopo alcuni minuti aggiungete nella padella le cozze, le vongole, un po’ dei loro liquidi di cottura e fate cuocere a fiamma bassa per circa un quarto d’ora.
  • Lessate gli spaghetti in abbondante acqua salata a cui avrete aggiunto un po’ di liquido di cottura dei molluschi, scolateli al dente e versateli nella padella con i molluschi e i gamberi.
  • Regolate di pepe macinato al momento, un filo d’ olio e serviteli fumanti.

Ingredienti spaghetti allo scoglio

  • 500 gr. di cozze nere
  • 320 gr. spaghetti senza glutine Misura
  • 500 gr. di vongole
  • 500 gr. di gamberi
  • 2 spicchi d’aglio
  • 3 cucchiai di olio d’oliva extravergine
  • q. b. di sale e di pepe bianco

Quali spaghetti utilizzare?

Quale formato di pasta andrebbe utilizzato per la ricetta degli spaghetti allo scoglio? A tal proposito si trovano spaghetti di spessore e di forme diverse, che possono incidere sull’esperienza gastronomica alla luce della peculiarità del condimento. Il consiglio è di utilizzare degli spaghetti grossi, come i numero 7. In questo modo sarà più facile includere i frutti di mare in ogni singola forchettata.

Se soffrite di celiachia non abbiate timore a utilizzare spaghetti gluten free. A tal proposito avete solo l’imbarazzo della scelta. Se volete ottenere l’esperienza degli spaghetti allo scoglio originali, optate per gli spaghetti con farina di riso e di mais, che replicano bene il sapore della farina standard. Se invece volete sperimentare, potete utilizzare gli spaghetti di grano saraceno o quelli di teff, che sono più esotici.

Spaghetti allo scoglio

Tutta la bontà del mare

Il vero punto di forza degli spaghetti allo scoglio è la capacità di riunire a sé molti frutti di mare. Di base si tratta di crostacei, molluschi e gasteropodi, ossia di cozze, vongole e gamberi. 

Il loro sapore è variegato, benché esprima tutta la salinità e la delicatezza degli alimenti marini. Si differenziano anche come texture: le cozze e le vongole spiccano per la consistenza e per la morbidezza, mentre i gamberi si fanno apprezzare per la texture cedevole.

Cozze, vongole e gamberi vantano poi un eccellente profilo nutrizionale. In comune hanno un ottimo apporto di proteine, benché lontano da quello delle carni rosse. Stesso discorso per la vitamina D, una sostanza rara ma essenziale per il sistema immunitario.

L’apporto calorico, infine, è davvero minimo e non supera le 100 kcal per 100 grammi. Ciononostante, vantano anche grassi benefici per il cuore e per la circolazione, i celebri acidi grassi omega tre. L’unico difetto di questi alimenti è l’apporto di colesterolo (nel caso dei gamberi) e di sodio. Proprio per questo chi soffre di ipertensione e problemi cardiaci dovrebbe moderarne il consumo.

Come aromatizzare gli spaghetti

Gli spaghetti allo scoglio puntano sulla genuinità delle materie prime, inoltre sono una ricetta semplice. Proprio per questo non stupisce la totale assenza di spezie, nonostante alcune erbe aromatiche si prestano molto bene ai frutti di mare. E’ il caso del prezzemolo, che si aggiunge ai frutti di mare ormai pronti per essere amalgamati con la pasta. All’occorrenza è possibile integrare anche un po’ di succo di limone (senza esagerare).

A rigor di logica è previsto anche un elemento dal forte potenziale aromatico come l’aglio. L’aglio funge da soffritto per esaltare il gusto dei frutti di mare. Non andrebbe tolto dopo la cottura, ma se viene ben cotto non appesantisce e impreziosisce gli alimenti. Non bisogna comunque dimenticare che l’aglio fa bene alla salute, e in particolare al cuore. E’ un vasodilatatore, un dettaglio importante per un iperteso. Inoltre contiene l’allicina, che conserva l’elasticità delle arterie e aiuta a prevenire l’arteriosclerosi.

Il formato giusto di spaghetti
Per gli spaghetti allo scoglio è fondamentale scegliere un formato che trattenga bene il condimento e che abbia una buona consistenza. Gli spaghetti n.5 o n.7 sono ideali, in quanto abbastanza spessi da non scuocere e capaci di avvolgersi ai frutti di mare. Le varianti leggermente porose, come gli spaghetti trafilati al bronzo, trattengono meglio il fondo di cottura e regalano un’esperienza più ricca.

Le varianti degli spaghetti allo scoglio

Gli spaghetti allo scoglio sono una ricetta molto antica, dunque non stupisce che nel corso dei secoli abbia dato vita ad alcune varianti. La variante più famosa è quella che vede come protagonista i pomodori, che vengono aggiunti tagliati a pezzi durante la cottura dei frutti di mare. In questo modo il piatto si colora di rosso, godendo di un punta di acidità e di un maggiore spessore organolettico. Tuttavia, il rischio di coprire il sapore delle cozze e delle vongole permane, soprattutto se si fa l’errore di utilizzare la passata.

Un’altra variante prevede l’impiego di più prodotti ittici, per esempio si aggiungono spesso gli scampi, dei crostacei dalle carni morbide e dal sapore delicato. Alcuni “esagerano” e aggiungono anche i polpi, sebbene i puristi assegnino a queste varianti il nome più generico di “pasta ai frutti di mare”.

Cosa bere con gli spaghetti allo scoglio?

Come abbiamo visto gli spaghetti allo scoglio sono un primo piatto ricco, profumato e decisamente complesso dal punto di vista aromatico. La presenza di molluschi e crostacei, unita alla sapidità naturale del mare e alla delicatezza del prezzemolo fresco, richiede attenzione nella scelta del vino. A tal proposito il vino ideale deve essere fresco, minerale e in grado di sostenere il gusto del piatto senza sovrastarlo.

Le scelte più tipiche sono i vini bianchi italiani, come il Vermentino di Gallura, il Fiano di Avellino o un ottimo Pigato ligure. Sono dei vini che possiedono una nota sapida e una freschezza che ripulisce il palato dopo ogni forchettata. A mio parere vanno bene anche i vini bianchi siciliani, come il Grillo, in quanto capaci di sostenere la struttura del piatto senza appesantirlo. Chi preferisce sapori più delicati può orientarsi verso il Lugana o il Soave Classico, dei vini morbidi ma comunque dotati della giusta acidità. Nondimeno, può essere una scelta interessante il prosecco brut, soprattutto se gli spaghetti allo scoglio vengono serviti come primo in un menù più ampio.

Da evitare, invece, sono i vini troppo strutturati o eccessivamente aromatici poiché rischierebbero di coprire i delicati sapori dei frutti di mare. Per quanto concerne i vini rossi, essi vanno scelti con grande cautela. L’unica eccezione può essere un rosato molto secco, leggero e fruttato, che richiama la cucina mediterranea senza alterare l’armonia del piatto.

Una variante saporita: gli spaghetti allo scoglio rossi

La versione classica degli spaghetti allo scoglio è proprio quella bianca, preparata con un fondo di aglio, olio, prezzemolo e acqua rilasciata dai molluschi. Tuttavia, esiste una variante altrettanto gustosa e molto diffusa nelle regioni del Sud, ossia quella rossa, realizzata aggiungendo una salsa di pomodoro leggera durante la cottura del condimento.

La presenza del pomodoro conferisce al piatto una maggiore intensità aromatica e un carattere più “familiare”, oltre a una consistenza più avvolgente. La salsa deve però essere dosata con attenzione, infatti il suo ruolo non è coprire ma legare i sapori del mare. Per questo si utilizza spesso una passata vellutata, cotta brevemente per mantenere la naturale freschezza del pomodoro.

Il risultato finale è un piatto che ricorda la cucina marinara tradizionale, ossia più rustico e deciso rispetto alla versione bianca degli spaghetti allo scoglio. Questa versione è ideale per chi ama sapori intensi e per chi desidera un primo più corposo, perfetto nelle stagioni fredde o come protagonista di una cena di pesce. In questa variante rossa trovano grande spazio aromi come basilico e peperoncino, che dialogano bene con la dolcezza del pomodoro e la sapidità dei frutti di mare.

Una versione moderna

Ma si può pensare anche a una versione più moderna e stratificata nel gusto degli spaghetti allo scoglio, che agisce sulla tecnica di cottura. Nello specifico, consiste nel cuocere separatamente ogni tipologia di mollusco e crostaceo, così da rispettarne i tempi e le caratteristiche organolettiche.

Le cozze, per esempio, aprono rapidamente e rilasciano un liquido molto sapido, perfetto per creare una base di cottura più intensa. Le vongole, invece, richiedono qualche minuto in più e generano un fondo più delicato ma aromatico, che può essere ridotto per concentrare il sapore. I gamberi, infine, possono essere scottati a parte, magari con una sfumata al brandy per aggiungere un tocco morbido e leggermente caramellato al condimento.

Una volta pronti, tutti gli elementi vengono uniti all’ultimo, evitando così la sovracottura, che rischierebbe di comprometterne la consistenza e la freschezza. Questa gestione “separata” permette di percepire ogni componente in modo distinto, rendendo il piatto più elegante e piacevole da gustare. Inoltre, consente di bilanciare meglio l’acidità, la sapidità e la dolcezza naturale dei frutti di mare, ampliando il ventaglio aromatico degli spaghetti allo scoglio senza stravolgerne la tradizione.

Perché gli spaghetti allo scoglio si chiamano così?
Il nome “allo scoglio” deriva dalla tradizione marinara secondo cui si utilizzavano i frutti di mare raccolti vicino agli scogli: cozze, vongole, fasolari, cannolicchi e piccoli crostacei. Il piatto riproduce proprio la ricchezza e la varietà del mare costiero. Nel tempo il termine è diventato sinonimo di un condimento misto di pesci e molluschi, che esprime la cucina mediterranea nella sua forma più autentica.

FAQ sugli spaghetti allo scoglio

Che differenza c’è tra gli spaghetti allo scoglio e gli spaghetti ai frutti di mare?

Gli spaghetti allo scoglio vedono come protagonisti le cozze e le vongole, benché possano essere aggiunti i gamberetti. Gli spaghetti ai frutti di mare, invece, potrebbero escludere dalla lista degli ingredienti le cozze e le vongole a favore di gamberetti, polpi, seppie, patelle e lumachine di mare.

Cosa cambia tra spaghetti allo scoglio e pescatora?

La differenza risiede nei prodotti ittici utilizzati. Gli spaghetti allo scoglio richiedono l’impiego dei molluschi, dei cefalopodi e dei crostacei. Gli spaghetti alla pescatore, invece, vedono come protagonisti proprio i pesci.

Cosa abbinare agli spaghetti allo scoglio?

Ovviamente gli spaghetti allo scoglio vanno accompagnati con un buon vino bianco. Io personalmente consiglio il Vermentino di Sardegna e il Greco di Tufo. Sono tutti vini non troppo alcolici ed in grado di esprimere un aroma intenso.

Ricette di spaghetti ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (1 Recensione)
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