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Zuppa di tartaruga, specialità della tradizione inglese

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Zuppa di tartaruga
Ricette per intolleranti, Cucina anglosassone
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 15 min
cottura
Cottura: 2 ore 20 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.2/5 (13 Recensioni)

Benvenuti nel nostro viaggio culinario alla scoperta della zuppa di tartaruga, un piatto che incarna la raffinatezza e la tradizione culinaria di diverse culture in tutto il mondo. Questa prelibatezza, sebbene richieda attenzione e preparazione, offre un’esperienza gustativa unica e indimenticabile.

La zuppa di tartaruga è stata apprezzata in molte parti del mondo, con una notevole presenza negli Stati Uniti, dove le tartarughe verdi abbondano e sono facilmente reperibili. È una zuppa che unisce ingredienti freschi e aromatici, come erbe, spezie e vino, spesso accompagnati da una salsa di pomodoro densa e uova sode per completare l’esperienza gastronomica.

Ricetta Zuppa di tartaruga

Preparazione Zuppa di tartaruga

Fiammeggiate e lavate il pollo, lavate il garretto e mettete entrambi in una pentola con lo scalogno, il bouquet garni, i gambi di funghi e il brodo.

Portate a ebollizione e lasciate sobbollire per circa due ore, schiumando spesso all’inizio e mescolando di tanto in tanto.

Trascorso questo termine togliete le carni e filtrate il brodo attraverso un telo, facendolo scendere in una casseruola.

Sciogliete la maizena con poca acqua fredda, unitela al brodo filtrato, controllate il sale, sbattete bene con una frusta, quindi lasciate riposare per circa quindici minuti.

Immergete intanto la scatola chiusa di zuppa di tartaruga in una pentola con acqua bollente e riportate a ebollizione a fuoco basso.

Togliete la scatola, apritela, versate il liquido nel brodo filtrato, tagliate a metà i pezzetti di carne, quindi unite anche questi al resto.

Rimettete la casseruola sul fuoco, unite la maggiorana, il prezzemolo, il basilico,  la salsa Worcester, il madera, quindi fate scaldare bene e servite subito.

In Italia è vietata la pesca, la commercializzazione e il consumo di tartaruga poiché molte specie sono in via d’estinzione.

Ingredienti Zuppa di tartaruga

  • 1 scatola Zuppa di Tartaruga della qualità verde (450 g circa)
  • 1 litro e mezzo brodo di carne
  • 150 gr di garretto di vitello
  • ½ pollo già pulito
  • 2 cucchiai di Madera
  • 1 scalogno steccato con chiodo di garofano
  • 1 cucchiaio prezzemolo tritato
  • qualche foglia di basilico fresco
  • 15 gr gambi di champignons ben puliti
  • 1 bouquet garni composto da sedano; timo; alloro e basilico
  • alcune gocce salsa Worcester
  • 1 cucchiaio di Maizena
  • 1 pizzico di maggiorana in polvere
  • q.b. sale

Questa zuppa di tartaruga è anche un piatto di grande importanza nella tradizione culinaria inglese, servita con orgoglio in grandi pranzi e riunioni speciali. La sua preparazione può variare, con alcune versioni che utilizzano carne di tartaruga essiccata al sole, anche se il risultato è considerato meno raffinato rispetto a quello ottenuto con il prodotto fresco. Oggi, l’industria offre brodo di tartaruga in scatola, semplificando la preparazione di questa prelibatezza.

Sebbene le tartarughe di terra possano essere utilizzate in alcune preparazioni culinarie, la tradizione internazionale si concentra principalmente sulla tartaruga marina per la zuppa. La sua carne delicata e costosa richiede abilità e pratica per essere preparata correttamente, ma il risultato è un piatto che soddisfa i palati più esigenti.

Unisciti a noi in questo viaggio alla scoperta della zuppa di tartaruga, esplorando le sue origini, le variazioni regionali ei segreti per prepararla con successo. Scoprirai che questa zuppa è molto più di un piatto prelibato; è una celebrazione della cultura culinaria e della maestria in cucina che ci collega alle tradizioni gastronomiche del passato e ci offre una finestra sulla diversità e la ricchezza dei sapori del mondo.

Zuppa di tartaruga dalla tradizione inglese

La zuppa di tartaruga, nei tempi passati, occupava un posto di prestigio in tavola e veniva considerata un elemento indispensabile per un pranzo di classe. Spesso veniva servito in sostituzione del più comune consommé di carne, aggiungendo un tocco di eleganza e sofisticazione ai pasti. Tuttavia, la preparazione autentica della zuppa di tartaruga richiedeva carne di tartaruga fresca o, in alternativa, il prodotto in scatola. La difficoltà nel reperire questi ingredienti ha portato all’uso della “mock Turtle”, letteralmente la “falsa tartaruga,” nella cucina anglosassone.

Ma cosa si cela dietro questa “finta tartaruga”? In pratica, si tratta dell’uso della testina di vitello, che ha una consistenza gelatinosa e “legante” simile alla carne della tartaruga. Questa carne utilizzata come sostituto, conservando la particolare consistenza e la bontà della zuppa originale.

Nella grande cucina ottocentesca, il termine “alla tartaruga” indicava una preparazione in cui le carni venivano tagliate a dadini e unite a tartufo nero e legumi, poi ricoperte da gelatina scura. Questa tecnica culinaria creava un piatto che richiamava il disegno e il colore della corazza di una tartaruga, aggiungendo un tocco artistico alla presentazione.

Un fatto interessante è che la carne e il brodo di tartaruga sono apprezzati anche in molti Paesi asiatici, dove vengono utilizzati in diverse preparazioni culinarie. Durante un recente viaggio, ho avuto l’opportunità di assaporare spiedini preparati con carne di tartaruga e pollo, dimostrando come questa prelibatezza abbia una presenza globale nella gastronomia.

Da un punto di vista nutrizionale, è importante notare che la carne della tartaruga è molto magra e presenta valori nutritivi notevolmente inferiori rispetto a quelli della carne bovina. Questa caratteristica la rende una scelta interessante per coloro che cercano opzioni proteiche più leggere e salutari nella loro dieta.

In conclusione, la zuppa di tartaruga è un piatto che unisce storia, tradizione e sapore in una creazione culinaria unica. Pur essendo meno comune oggi, continua ad essere un emblema della cucina di classe e una testimonianza del gusto sofisticato di epoche passate.

Aggiornamento al 2020 sulla carne di tartaruga

La cucina della carne di tartaruga è una questione complessa e delicata in molte parti del mondo, poiché molte specie di tartarughe sono a rischio di estinzione e la loro caccia è regolamentata o vietata per proteggerle. In molti paesi, la caccia, la pesca o la commercializzazione di tartarughe e dei loro prodotti sono illegali e possono comportare pesanti sanzioni.

In passato, la carne di tartaruga veniva cucinata in varie culture, ma oggi la sua disponibilità è notevolmente limitata e fortemente controllata. Molte organizzazioni ambientali e governi lavorano per proteggere le tartarughe e conservarne le popolazioni, quindi la caccia e la commercializzazione di queste creature sono strettamente regolamentate.

In generale, cucinare carne di tartaruga non è raccomandato, a meno che non si tratti di specie non in pericolo, e si segua scrupolosamente la legislazione locale e internazionale. È importante informarsi sulle leggi ei regolamenti relativi alla caccia e al consumo di tartarughe nel proprio paese o nella regione in cui si intende cucinarle.

Inoltre, è fondamentale prendere in considerazione le implicazioni ambientali ed etiche della scelta di cucinare carne di tartaruga. Molte persone e organizzazioni si battono per la conservazione delle tartarughe, e il consumo di queste creature può contribuire al loro declino.

Cucinare carne di tartaruga è spesso una pratica illegale e dannosa per l’ambiente, ed è importante rispettare le leggi e contribuire alla conservazione di queste affascinanti creature. Se si desidera gustare un piatto simile, è possibile cercare alternative etiche e sostenibili che offrano un’esperienza culinaria simile senza danneggiare l’ambiente.

Ricette zuppe ne abbiamo? Certo che si!

4.2/5 (13 Recensioni)
Riproduzione riservata

13 commenti su “Zuppa di tartaruga, specialità della tradizione inglese

  • Mer 4 Apr 2018 | Francesco ha detto:

    Trovo davvero disgustoso promuovere piatti con carni di animali protetti o addirittura in via di estinzione, come alcune specie di tartaruga appunto. Con tanti inutili pseudo blogger a disposizione come lei le suggerisco una grigliata mista di carne umana ( o pseudo umana in questo caso!). Chissà qualcuno potrebbe finalmente trovarla gradevole..

    • Mer 4 Apr 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Francesco la sua maleducazione non merita risposta.

      • Mer 4 Apr 2018 | Francesco ha detto:

        Sono contento che nonostante la mia evidente provocazione lei abbia pubblicato il mio commento. Le ricambio la cortesia spiegandole di seguito il perché del mio sdegno: le tartarughe marine sono inserite in cites appendice 1 quindi in Italia è vietato detenere, commercializzare ed utilizzare parti dell’animale! Le riporto un estratto della legge 7 FEBBRAIO 1992, N. 150

        Art.1 comma 2. L’importazione di oggetti ad uso personale o domestico relativi a specie indicate nel comma 1, effettuata senza la presentazione della prevista documentazione CITES emessa dallo Stato estero ove l’oggetto è stato acquistato, è punita con la sanzione amministrativa da lire tre milioni a lire diciotto milioni. Gli oggetti importati illegalmente sono confiscati dal Corpo forestale dello Stato.
        In sostanza lei sta invitando i suoi lettori a commettere un crimine!

        • Mer 30 Mag 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

          Sig. Francesco io non invito nessuno a fare nulla. Sono a conoscenza di quanto da lei scritto e confermo che in Italia è vietato detenere, commercializzare e utilizzare questo animale. Ma questo non vale in molti stati stranieri che ho avuto il piacere di visitare. Non ho commesso reati di nessun tipo. In un viaggio ho acquistato la zuppa e ho voluto provarla e parlarne.

    • Lun 21 Mar 2022 | Prof. Dott. Massimo Radaelli ha detto:

      Condivido pienamente: una vera vergogna anche solo parlare di brodo di tartaruga.

      • Lun 21 Mar 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

        Professor Radaelli concordo con lei. L’ho pubblicata moltissimi anni fa e non la posso cancellare ma se legge quanto ho scritto…

      • Lun 25 Set 2023 | Rosanna Caputo ha detto:

        Vero , io ho cercato questo perché mi era stato detto che c’era qualcuno che le mangia. E non posso credere che esista una ricetta su internet

  • Gio 25 Lug 2019 | Efisia ha detto:

    Credo sarebbe opportuno segnalare nell’articolo che in Italia è illegale detenere, commercializzare e utilizzare in qualsiasi modo la carne o i carapaci di tartaruga.
    Penso che molte persone, altrimenti, potrebbero sottovalutare l’aspetto normativo (oltre che etico) di un eventuale (e decisamente poco opportuno) utilizzo culinario di questi animali protetti. Grazie

    • Gio 25 Lug 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Efisia posso condividere la sua opinione di non cucinare alcuni animali protetti o in via di estinzione o regolamenti dalle varie leggi. Quando è stato fatta questa ricetta era fine del 2011 ed ero all’estero dove non esisteva nessuna regolamentazione e divieto a riguardo e in ogni locale servivano questo piatto. Le dirò di più : era venduta anche nei negozi. Non sono vegana e mangio carne e pesce. Se nei miei viaggi trovo degli alimenti nuovi e inesplorati non mi faccio problemi ad assaggiare e valutare.

  • Gio 5 Ago 2021 | Viviane ha detto:

    Bè io la ringrazio per il post, per anni ho creduto che il nome zuppa di tartaruga fosse solo un nome. So che a un periodo era di moda per sembrare nobile 😉 o in 😱….
    Comunque non mi fa voglia anche perché conosco una tartaruga (di terra) … ma non voglio entrare nelle polemiche .. e se qualcuno si lascia convincere a provarla cavoli suoi …. Sperando se la procuri almeno legalmente.

    • Gio 5 Ago 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Viviane concordo la sua opinione di non cucinare alcuni animali protetti o in via di estinzione o regolamentati dalle varie leggi. Quando è stato fatta questa ricetta era fine del 2011 ed ero all’estero dove non esisteva nessuna regolamentazione e divieto a riguardo e in ogni locale servivano questo piatto. Le dirò di più : era venduta anche nei negozi. Non sono vegana e mangio carne e pesce. Se nei miei viaggi trovo degli alimenti nuovi e inesplorati non mi faccio problemi ad assaggiare e valutare. Credo che ora a distanza di 10 anni non la si trovi più nemmeno nei paesi dove non esistevano divieti.

  • Mer 2 Ago 2023 | Paolo ha detto:

    Negli Stati Uniti ho potuto assaggiare la carne di Chelydra serpentina che è veramente ottima. Le tartarughe edibili non sono necessariamente tutti animali in via di estinzione, anche se qualche moralista europeo salvatore del mondo non può evitare di ritenere che sia così, mancando di scandalizzarsi allo stesso modo, ad esempio, per la pesca criminale che i giapponesi praticano tra le popolazioni di anguille, o per quei ristoratori criminali che cucinano pesci come l’arapaima. Tuttavia, nel rispetto e nella doverosa ricerca di equilibrio si può mangiare tutto. Perché non dovremmo ?

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