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Risotto al tartufo: un piatto gourmet facile da preparare

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
06/09/2011 alle 07:00

risotto al tartufo nero
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 45 min
cottura
Cottura: 00 ore 30 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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5/5 (1 Recensione)

Un risotto con tartufo cremoso e ben equilibrato

Il risotto al tartufo è un primo fatto con pochi ingredienti, ma richiede attenzione nei passaggi decisivi. Il riso deve restare al dente, il brodo non deve coprire il condimento e la mantecatura deve creare una crema morbida senza rendere il piatto pesante.

In questa ricetta uso il riso Carnaroli, un brodo vegetale leggero, poco formaggio e tartufo fresco. Non aggiungo panna, spezie o erbe forti: il profumo deve arrivare dal tartufo e non da una somma di sapori che finiscono per confondersi.

Consiglio della nonna
Portate il risotto in tavola appena mantecato. Bastano pochi minuti di attesa perché il riso assorba la sua parte liquida e perda la consistenza morbida che rende questo piatto così piacevole.

Ogni anno vado ad Alba per la Fiera del Tartufo Bianco. È un appuntamento che mi permette di tornare a contatto con questo ingrediente, osservarlo da vicino e ricordare quanto sia importante trattarlo con semplicità. Quando il tartufo è buono, non ha bisogno di essere nascosto sotto condimenti elaborati.

Se volete conoscere meglio questo fungo che cresce sotto terra, potete leggere il mio approfondimento dedicato al tartufo e alle sue varietà. Se invece preferite la pasta fresca, provate anche i tagliolini al tartufo.

Ricetta risotto al tartufo

Preparazione risotto al tartufo

  • Scaldate il brodo vegetale e mantenetelo appena fremante per tutta la preparazione.
  • Pulite il tartufo con una spazzolina morbida sotto un filo di acqua, asciugatelo con cura e lasciatelo riposare per circa 10 minuti.
  • Tostate il riso a secco in una casseruola larga per 2-3 minuti, mescolandolo fino a quando i chicchi diventano caldi.
  • Unite un mestolo di brodo caldo e mescolate, poi proseguite aggiungendo altro brodo solo quando il precedente è stato quasi assorbito.
  • Cuocete il riso per circa 16-18 minuti, regolando il sale verso la fine e lasciandolo morbido e al dente.
  • Spegnete il fuoco e aggiungete il burro freddo e il Parmigiano grattugiato.
  • Mantecate con energia, lasciate riposare il risotto per 2 minuti e, se usate il tartufo nero, grattugiatene metà direttamente nella casseruola.
  • Distribuite il risotto nei piatti caldi e completate con il tartufo rimasto, affettato in lamelle sottili. Se usate il tartufo bianco, aggiungetelo tutto soltanto in questo momento.

Ingredienti risotto al tartufo

  • 320 g di riso Carnaroli
  • 1 l di brodo vegetale leggero
  • 30 g di tartufo nero fresco oppure 20 g di tartufo bianco fresco
  • 40 g di burro senza lattosio freddo
  • 40 g di Parmigiano Reggiano stagionato e grattugiato
  • 4 g di sale fino.

Risotto al tartufo significa riso Carnaroli cotto con brodo leggero, mantecato a fuoco spento e completato con tartufo fresco. Quello bianco si affetta direttamente sul piatto caldo, mentre quello nero può essere aggiunto in parte durante la mantecatura. Il risultato deve essere cremoso, profumato e servito subito.

dettaglio risotto al tartufo nero

Come preparare un risotto al tartufo cremoso

Il Carnaroli e un brodo dal gusto leggero

Il Carnaroli è adatto a questa preparazione perché mantiene bene la cottura e rilascia l’amido necessario per legare il risotto. I chicchi devono restare integri: una crema troppo densa o un riso sfatto renderebbero meno netto anche il profumo del tartufo.

Il brodo deve accompagnare, non dominare. Usate verdure fresche e lasciate da parte spezie, pomodoro e sapori molto dolci. Se volete prepararlo in casa, nella ricetta del brodo vegetale trovate dosi e passaggi da cui partire. Per questo risotto potete renderlo un poco più leggero del solito.

Tostatura e mantecatura a fuoco spento

La tostatura a secco scalda il chicco senza aggiungere un altro sapore. Dopo due o tre minuti il riso è pronto a ricevere il brodo caldo. Aggiungetelo poco alla volta, mantenendo una cottura regolare e senza lasciare asciugare completamente la casseruola.

La mantecatura si fa a fuoco spento con burro freddo e poco Parmigiano. Mescolando, l’amido del riso si lega ai grassi e forma una crema uniforme. Al momento di impiattare il risotto deve allargarsi lentamente nel piatto: se rimane fermo come un tortino, è troppo asciutto.

Errore da evitare
Non cuocete il riso in una grande quantità di brodo come se doveste lessarlo. Il liquido aggiunto poco alla volta consente di controllare meglio la cottura e ottenere una crema più uniforme.

differenze tra tartufo nero e bianco

Risotto al tartufo bianco o al tartufo nero?

Il tartufo bianco di Alba va aggiunto alla fine

Il tartufo bianco ha un profumo ampio e si usa crudo. Il calore diretto ne ridurrebbe rapidamente la parte più delicata, quindi va affettato sul risotto già disposto nei piatti. Il calore del riso è sufficiente per liberarne il profumo.

La base del risotto deve essere molto semplice. Con il tartufo bianco potete ridurre il Parmigiano a 30 grammi, oppure non usarlo se il tartufo è molto intenso. Eviterei panna, vino molto profumato, aglio ed erbe aromatiche.

Il mio viaggio annuale ad Alba nasce proprio durante la stagione del bianco. Sul sito ufficiale della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba trovate anche indicazioni sulla pulizia, sulla conservazione e sul modo corretto di portarlo in tavola.

mantecatura risotto a fuoco spento

Il risotto al tartufo nero ammette più calore

Il tartufo nero ha un gusto più terroso e può essere usato in quantità maggiore. Una parte può essere grattugiata nel risotto appena tolto dal fuoco, mentre le lamelle rimaste completano il piatto. In questo modo si ottiene un profumo più uniforme senza sottoporre il tartufo a una lunga cottura.

Anche con il nero è meglio evitare spezie e condimenti invadenti. Pepe, menta, cumino e semi tostati rischiano di portare il piatto in troppe direzioni. Riso, brodo, burro, formaggio e tartufo sono già sufficienti.

Come scegliere, pulire e conservare il tartufo

Come riconoscere un tartufo fresco

Un tartufo fresco deve essere integro, compatto e appena elastico al tatto. Un esemplare troppo morbido può essere vecchio o danneggiato. Il profumo deve essere netto ed equilibrato; un odore sgradevole o vicino all’ammoniaca è un segnale da non ignorare.

Al momento dell’acquisto osservate il tartufo, annusatelo e chiedete che venga pesato davanti a voi. Il Centro Nazionale Studi Tartufo offre indicazioni utili per valutare freschezza, consistenza e profumo prima di comprarlo.

Pulizia e conservazione prima della ricetta

Il tartufo va pulito poco prima dell’uso. Passatelo sotto un filo di acqua e spazzolatelo con una spazzolina morbida, insistendo con cautela nelle piccole cavità. Asciugatelo bene e aspettate circa 10 minuti prima di affettarlo.

Se non lo usate subito, avvolgetelo nella carta assorbente e riponetelo in frigorifero dentro un contenitore di vetro chiuso. Cambiate la carta ogni giorno e consumatelo in tempi brevi. Non mettetelo nel riso crudo: il riso assorbe umidità e profumo, lasciando il tartufo più asciutto.

differenze tra tartufo nero e bianco

Risotto al tartufo senza glutine e senza lattosio

Quali ingredienti controllare

Il riso e il tartufo sono naturalmente privi di glutine. Se il brodo è confezionato, controllate però la lista degli ingredienti e scegliete un prodotto con un’etichetta adatta alle vostre necessità. In cucina prestate attenzione anche agli utensili e alle superfici usate per la preparazione.

Una mantecatura adatta alle proprie esigenze

Per la versione senza lattosio usate un burro che riporti chiaramente questa indicazione. Anche per il formaggio è utile verificare l’etichetta e considerare la propria tolleranza. Nella guida ai formaggi senza lattosio trovate altre informazioni pratiche.

Potete anche mantecare il risotto con olio extravergine delicato, eliminando burro e formaggio. Il risultato sarà meno rotondo, ma il tartufo avrà ancora più spazio. Aggiungete l’olio a filo e mescolate a fuoco spento.

FAQ sul risotto al tartufo

Il risotto al tartufo si può preparare in anticipo?

No, il risotto va cotto e mantecato poco prima del servizio. Potete preparare in anticipo il brodo, pesare gli ingredienti e pulire il tartufo, ma la cottura del riso deve essere espressa.

Si può usare l’olio al tartufo?

Può essere usato in poche gocce, ma non sostituisce il profumo e la consistenza del tartufo fresco. Controllate inoltre gli ingredienti, perché molti prodotti sono preparati con aromi aggiunti.

Perché il risotto diventa asciutto nel piatto?

Il riso continua ad assorbire liquido anche dopo la cottura. Spegnetelo quando è ancora morbido, mantecatelo bene e servitelo subito in piatti caldi.

Ricette con il tartufo ne abbiamo? Certo che si!

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