Intolleranza al pesce, sintomi e cura

L’intolleranza al pesce è un disturbo abbastanza raro che si manifesta in modo molto differente, i sintomi, così come i fattori scatenanti, possono avere, infatti, caratteristiche assai diverse in base al soggetto coinvolto.  Alcuni si sentono male dopo aver mangiato una specie di pesce, per altri, invece, il medesimo pesce non provoca nessun disagio.

Lo stesso vale per il tipo di sintomo e per la sua intensità, non tutti stanno male nello stesso modo; alcune persone con intolleranza al pesce sono in grado di consumarne piccole quantità senza avvertire malori, mentre altri non tollerano neanche piccole dosi.

Alcuni sintomi, quelli più diffusi, d’intolleranza al pesce includono gonfiore, gas in eccesso, crampi e mal di stomaco e altri problemi gastro-intestinali come nausea, bruciore di stomaco, vomito, mal di testa, diarrea e molti altri sintomi. I malesseri si avvertono anche parecchie ore dopo il consumo dell’alimento nocivo e, in alcuni casi possono essere ritardati fino a un giorno o più.

Intolleranza al pesce: attenzione ai prodotti con i derivati

Attenzione però, sto parlando d’intolleranza al pesce e non di allergia al pesce, due disturbi che, come più volte ripetuto, sono molto diversi.

Se è stata diagnosticata un’allergia al pesce, una condizione più diffusa dell’intolleranza e per molti aspetti più seria, i sintomi appaiono poco dopo il consumo di pesce, piuttosto che dopo parecchie ore, come avviene con l’intolleranza al pesce. Inoltre, i sintomi dell’allergia al pesce sono molto più gravi, e può essere anche molto pericolosa perché, per fortuna difficilmente, c’è la possibilità di shock anafilattico e quindi di morte. L’intolleranza al pesce, invece, non mette in pericolo di vita; tuttavia, come per le altre intolleranze alimentari, rende la vita difficile.

Evitare il pesce per non stare male è facile, ciò nonostante una persona con un’intolleranza al pesce dovrebbe sempre stare all’erta controllando le etichette degli alimenti; alcuni cibi, infatti, (anche quelli più impensabili), possono contenere parti di pesce tra gli ingredienti, come l’olio di pesce che è molto utilizzato nell’industria alimentare.

Pesce e frutti di mare sono fonti di omega-3, contengono tantissima vitamina D e proteine. Per questo se si elimina il pesce (per obbligo o per scelta) dalla propria dieta è necessario sostituirlo sapientemente in modo da non privarsi di importanti nutrienti.

Alcuni esempi? Le noci, sono delle buone fonti di omega 3, così come, anche se in quantità inferiore, le nocciole e le mandorle; anche le verdure a foglia verde come gli spinaci o la lattuga, oltre a essere ricche di importanti Sali minerali e vitamine, possiedono discrete dosi di omega 3.

Ma se volete andare sul sicuro, sapendo di integrare correttamente la dose giornaliera consigliata di omega 3, mangiate i semi di lino o l’olio di semi di lino, ne basteranno rispettivamente un cucchiaino oppure 30 grammi.

Ma anche l’olio di semi di canapa è una delle poche fonti vegetali di acido alfa linolenico ed è conosciuto per il suo ottimale equilibrio tra omega-3 e omega-6. Ma di questo ve ne parlero’ a breve in un altro articolo.

 

 

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