Frittata al tartufo, una ricetta gourmet semplice da fare
Frittata al tartufo nero: l’alta cucina alla portata di tutti
Preparatevi a leccarvi i baffi tra pochi minuti perché con questa frittata al tartufo e non c’è altro da fare se non godervi a pieno la bontà! Il tartufo è un ingrediente prestigioso, raro, costoso e dal sapore intensissimo. Il suo acquisto non è cosa da tutti i giorni e non è nemmeno da farsi a cuor leggero. L’acquisto di questo prodotto richiede alcune conoscenze di base come la stagionalità, le tipologie, il valore, le modalità di conservazione e tante piccole ma necessarie osservazioni per evitare di incorrere in sanzioni o fregature.
Tra le pagine di questo nostro blog potrete leggere degli articoli specifici, dedicati a tutte le nozioni essenziali da sapere sui tartufi, che vi consigliamo di cercare e leggere con attenzione, se approcciate a questo ingrediente per la prima volta. Tra tutte le ricette che vi possiamo proporre, questa frittata al tartufo è una delle più semplici da preparare, ma anche una delle più gustose.
Con questo impasto senza glutine e senza lattosio, possiamo preparare una frittata saporita, aromatica e delicata allo stesso tempo. Una vera e propria leccornia che può davvero sorprendere i commensali e deliziare il nostro palato.
Ricetta frittata al tartufo
Preparazione frittata al tartufo
- La frittata al tartufo si prepara in modo semplice ed in poco tempo.
- Sgusciate le uova direttamente in una ciotola ed aggiungete il Parmigiano Reggiano grattugiato con un pizzico di sale.
- Sbattete il tutto assieme ed insaporite con una grattata di pepe nero e del tartufo fatto a fettine sottilissime con una mandolina.
- Continuate a sbattere il composto morbido e spumoso con una forchetta, o con una frusta.
- Quando sarete soddisfatti della spumosità ottenuta versate il composto in una teglia antiaderente.
- Livellate l’impasto con attenzione e mettetelo in cottura in un forno pre-riscaldato a 200° per circa 20 minuti.
- Assicuratevi che la frittata al tartufo raggiunga un buon livello di doratura, dopo di che estraetela dal forno.
- Potrete servirla sia calda che fredda e sarà sempre deliziosa. Buon appetito!
Ingredienti frittata al tartufo
- 6 uova
- 60 gr. di Parmigiano Reggiano
- 50 gr. di tartufo
- q. b. di sale
- q. b. di pepe
- 3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
Una frittata che non si dimentica
Se non avete mai assaporato il tartufo prima d’ora, la nostra frittata al tartufo è la preparazione giusta con cui scoprire questo sapore. Il tartufo non è altro che un fungo ipogeo, ossia sviluppatosi sottoterra. Da questo prodotto naturale, si possono ricavare moltissime pietanze. La fonduta al tartufo o la pasta gramigna con crema alle nocciole e perlage di tartufo, giusto per citare i nostri preferiti. La bellezza della frittata al tartufo risiede, tuttavia, nella sua semplicità di preparazione. Una ricetta generalmente rustica e basilare che viene nobilitata da un così prestigioso ingrediente, diventando effettivamente un secondo piatto che non si può dimenticare.

Amerete questo caldo abbraccio tra uova, parmigiano e tartufo. Una pietanza che può andar bene come secondo certo, ma che può essere sublime anche come antipasto. È, infatti, sufficiente tagliare a cubotti la frittata per poterla riadattare come antipasto. E non sarà certo una portata qualunque! Nel contesto di una carrellata di antipasti di terra, questa frittata sarà semplicemente eccezionale, regalando in un sol boccone tutto il suo sapore e le sue proprietà naturali.
Sapori, profumi e proprietà col tartufo
Il sapore del tartufo spesso ci distrae dalla scoperta delle sue caratteristiche nutrizionali ma, con l’occasione di questa frittata desideriamo farvi scoprire tutte le potenzialità di questo ingrediente. Il tartufo, nelle sue varianti bianche e nere, è un tubero pregiatissimo che contiene preziosi sali minerali quali potassio, ferro, zinco, calcio, sodio e, inoltre, vitamine essenziali come la vitamina B1, vitamina B2, C, B3 e vitamina B6.
Oltre a tutto ciò, i tartufi sono un’importante e significativa scorta proteica tanto da aver garantito a questo tubero il nome di “carne vegetale”. Pur non avendo tutti gli amminoacidi essenziali tipici della carne animale, i tartufi possono essere ottimi integratori di proteine soprattutto nel contesto di diete vegane e vegetariane. Essendo portatori di fibre, i tartufi garantiscono un utile senso di sazietà e stimolano la regolarità intestinale.
La presenza di potassio serve a rendere i tartufi utili anche per il funzionamento delle cellule, il ritmo cardiaco ed il tono muscolare. Il calcio è responsabile della salute dei denti e delle ossa, mentre il fosforo presente in questo tubero si fa garante della memoria e delle funzioni cognitive. Insomma, un ingrediente con effetti benefici a tutto tondo che lo rendono ancora più prezioso.
Il sapore intenso, peculiare, che lo caratterizza, cela un bagaglio di tesori e proprietà utilissime che ci fanno capire ancora di più come mai mangiando piatti buoni come questa frittata al tartufo ci sentiamo soddisfatti ed appagati! Lasciatevi dunque trasportare da questa ondata di gusto e nutrimento!
L’importanza del formaggio nella frittata con tartufo nero
La frittata al tartufo apporta alcune innovazioni, non ultima l’integrazione del celebre fungo. Allo stesso tempo la ricetta assomiglia parecchio a una frittata classica, in virtù di ciò il formaggio è molto importante. La domanda sorge spontanea: quale tipo di formaggio utilizzare? Ovviamente il Parmigiano Reggiano stagionato è il formaggio ideale, inoltre la stagionatura garantisce una migliore scioglievolezza.
A prescindere dal tipo di stagionatura, però, il Parmigiano esercita un impatto dal punto di vista nutrizionale, infatti è ricco di proteine ad alto valore biologico e facilmente digeribili. Inoltre fornisce una quantità significativa di calcio, essenziale per la salute delle ossa e dei denti. Il Parmigiano contiene anche fosforo, potassio e zinco, che fanno bene alle facoltà cognitive, alla pressione del sangue e al sistema immunitario.
Questo formaggio è anche una buona fonte di vitamine, in particolare di vitamina B12 ( fondamentale per il sistema nervoso e per la formazione dei globuli rossi) e di vitamina A, che sostiene la vista e favorisce la salute della pelle. Il Parmigiano può essere consumato anche dai celiaci se risulta stagionato oltre i 12 mesi, infatti la stagionatura degrada naturalmente il lattosio.
Quante uova occorrono per questa frittata di tartufo?
La presenza del tartufo non incide sulla quantità di uova, che è identica a quella delle frittate classiche. Quindi bastano sei uova per quattro persone, o una e mezza a testa se preferite. Colgo l’occasione per spezzare una lancia a favore delle uova, un alimento molto bistrattato ma molto utile.
Le uova sono ricche di proteine e povere di grassi, inoltre contengono la vitamina D e la vitamina K, fondamentale per la coagulazione del sangue. Infine apportano una quantità di calorie tutto sommato limitata: un uovo medio viaggia sulle 60 kcal. Le uova contengono anche colesterolo, tuttavia è altrettanto vero che abbondano di lecitina, una sostanza che tende ad annullarne gli effetti negativi.
Una frittata al tartufo può essere arricchita con una farcitura delicata che ne valorizzi il gusto. Una soluzione interessante consiste nell’aggiungere un ripieno di formaggio morbido, come stracchino o robiola, che si scioglie leggermente e crea una consistenza cremosa. In alternativa si possono inserire sottili fette di prosciutto cotto o funghi trifolati. L’importante è scegliere ingredienti non troppo invadenti, così da lasciare spazio al profumo del tartufo.
Si possono aggiungere le erbe aromatiche?
La frittata al tartufo è una preparazione che punta su pochi ingredienti e su un equilibrio molto delicato. Proprio per questo motivo nasce un dubbio: è opportuno aggiungere erbe aromatiche oppure è meglio mantenere la ricetta essenziale? In linea generale con il tartufo conviene adottare un approccio equilibrato e prudente, per cui l’aggiunta di erbe aromatiche è possibile ma deve essere calibrata con attenzione. Alcune erbe, infatti, rischiano di coprire o alterare il profilo aromatico del tartufo, rendendo il piatto meno armonico.
Tra le opzioni più adatte si possono annoverare erbe dal sapore delicato. Penso al prezzemolo, magari utilizzato in piccole quantità, che può aggiungere una nota fresca senza risultare invadente. Anche l’erba cipollina rappresenta una scelta interessante perché introduce un aroma leggermente pungente ma equilibrato. Al contrario è preferibile evitare erbe molto intense, come rosmarino, salvia o timo in quantità elevate. Questi aromi tendono a dominare e possono entrare in conflitto con il tartufo. Se si desidera comunque utilizzarli vi consiglio di farlo in modo molto leggero, magari solo per profumare l’olio o la padella.
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare le erbe aromatiche non all’interno della frittata, ma come elemento di accompagnamento. Una piccola insalata con erbe fresche, per esempio, può creare un contrasto interessante senza interferire direttamente con il gusto principale del piatto.
Il ruolo delle spezie nella frittata con tartufo
Il discorso sulle spezie segue una logica simile a quella delle erbe aromatiche. Anche in questo caso l’aggiunta richiede cautela. Non vi stupirà sapere che la spezia più semplice e adatta sia il pepe. Il pepe nero, utilizzato in piccole quantità, può esaltare il sapore delle uova e del tartufo senza coprirli. Invece il pepe bianco, pur essendo meno piccante, vanta un aroma più delicato.
Un’idea è data anche dalla noce moscata, a patto che venga impiegata con moderazione. Questa spezia si abbina bene alle uova e introduce una nota calda, ma deve rimanere appena percettibile per non interferire con il tartufo. Alcune spezie, invece, risultano meno adatte, penso alla paprika, al curry o al cumino, che disegnano profili aromatici troppo marcati e rischiano di alterare completamente il piatto. In presenza del tartufo è preferibile evitare combinazioni troppo complesse.
Un’altra possibilità consiste nell’utilizzare oli aromatizzati. Un filo di olio al tartufo leggermente speziato può arricchire la frittata senza introdurre elementi troppo invasivi. Anche in questo caso la regola principale è l’equilibrio. Le spezie possono essere presenti, ma devono restare in secondo piano rispetto al tartufo.
Cosa bere con la frittata al tartufo?
La frittata al tartufo è un piatto dal sapore intenso ma non eccessivamente pesante. La presenza delle uova e del tartufo crea una combinazione ricca ma equilibrata. La scelta della bevanda deve quindi valorizzare questi elementi senza sovrastarli. Una delle scelte più adatte consiste nei vini bianchi. I vini bianchi con una buona freschezza e una leggera aromaticità si integrano bene con le uova, accompagnando il tartufo senza coprirne il profumo. A tal proposito è preferibile evitare vini troppo strutturati.
Anche i vini rosati possono funzionare molto bene. Essi offrono un equilibrio tra freschezza e struttura, risultando adatti a piatti come la frittata. Se vengono serviti freschi creano un abbinamento davvero piacevole. Per chi preferisce il vino rosso vi consiglio di orientarvi verso etichette leggere. Un rosso poco tannico e con una buona acidità si adatta meglio al piatto e non sovrasta il tartufo.
Le bollicine rappresentano un’altra opzione interessante. Uno spumante secco aiuta a bilanciare la componente lipidica delle uova. In questo caso le bollicine introducono una sensazione di freschezza che rende l’abbinamento dinamico. Anche la birra può essere una scelta valida, a patto di scegliere delle birre chiare non troppo amare, che accompagnano il tartufo senza risultare invadenti.
FAQ sulla frittata al tartufo
Cosa abbinare al tartufo?
Il tartufo si abbina a piatti semplici che esaltano il suo aroma unico. È perfetto con la pasta fresca (tagliolini al tartufo), con i risotti, con le uova al tegamino, con i formaggi delicati e con i carpacci di carne. Anche patate e funghi valorizzano il sapore del tartufo, inoltre nei dessert può essere accostato a creme dolci per esperienze gastronomiche particolari. Ovviamente il tartufo è perfetto anche con le uova, che danno vita a splendide frittate come questa.
A cosa fa bene il tartufo?
Il tartufo è ricco di antiossidanti, vitamine e minerali che favoriscono il benessere generale. Contiene anche composti che stimolano il sistema immunitario e aiutano a combattere lo stress ossidativo. Infine è povero di grassi, rendendolo un alimento leggero e pregiato per un’alimentazione equilibrata e salutare.
Che differenza c’è tra tartufo nero e bianco?
Il tartufo bianco ha un aroma più intenso e raffinato, con note di aglio e formaggio, mentre il tartufo nero ha un sapore più delicato e terroso. Inoltre, il tartufo bianco si consuma crudo, mentre quello nero si presta anche a cotture. Per quanto riguarda il prezzo il tartufo bianco è più raro e pregiato, quindi è in genere più costoso di quello nero.
Il tartufo fa ingrassare?
Il tartufo è un alimento a basso contenuto calorico, infatti contiene circa 30 calorie per 100 grammi. È povero di grassi e ricco di fibre, quindi non fa ingrassare se viene consumato con moderazione. Tuttavia bisogna fare attenzione ai condimenti, come burro o olio, che possono aumentare l’apporto calorico.
Ricette con il tartufo ne abbiamo? Certo che si!
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