Formaggi senza lattosio : quelli adatti agli intolleranti

formaggi senza lattosio
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Il delicato rapporto tra gli intolleranti al lattosio e i formaggi

Il tema dei formaggi senza lattosio tiene banco tra chi soffre di intolleranze alimentari. I motivi sono due. In primis è difficile riconoscere un formaggio privo della sostanza incriminata, anzi spesso sembra che non vi sia un criterio specifico da assumere come regola generale. In secondo luogo la rinuncia ai formaggi, o almeno ad alcuni, è vista come un sacrificio troppo grande, e quindi provoca disagi e frustrazioni. La buona notizia è che esistono molti formaggi senza lattosio, che sono trasversali a varie categorie. Nonostante l’errato senso comune, troviamo prodotti caseari adatti alle persone intolleranti, siano essi formaggi stagionati e non.

In ogni caso, al tema va restituita la sua dimensione soggettiva. Non tutti sono intolleranti allo stesso modo e non tutti soffrono del medesimo grado di intolleranza. Il consiglio, dunque, è di procedere per gradi e di testare in prima persona la compatibilità tra il proprio disturbo e quello specifico formaggio. Non vi è alcuna necessità di mettersi in pericolo, o andare incontro ai classici sintomi intestinali. Quando siete di fronte a un formaggio senza lattosio, ma che ne contiene minime parti, iniziate con piccoli assaggi per provare.

Ciò introduce un secondo tema, abbastanza importante. In natura non esistono formaggi completamente senza lattosio. In genere, la qualifica “lactose-free” fa riferimento a un contenuto di lattosio inferiore allo 0,01%, che nella stragrande maggioranza dei casi è tollerato da chi è affetto da intolleranze alimentari. La questione ha una sua complessità, e tra l’altro è anche oggetto di studi sempre più puntuali. Il consiglio è quindi di monitorare i progressi nella letteratura scientifica e fare riferimento a figure importanti del settore, che meglio sanno trasmettere al grande pubblico evidenze complesse. A tal proposito, apprezzo molto il lavoro della dott.ssa Maria Sole Facioni, biologa molecolare e presidente dell’Associazione Italiana Latto-Intolleranti.

Allergia alla caseina

Perché i formaggi stagionati sono adatti agli intolleranti al lattosio?

Ho specificato che i formaggi senza lattosio, o ben sopportati da chi soffre di intolleranza alimentare, appartengono alle categorie più svariate. Tuttavia è innegabile che alcuni specifici processi produttivi, e quindi alcune categoria di formaggio, garantiscano una quasi totale assenza di lattosio. Il riferimento è in particolare alla stagionatura. Grazie alla stagionatura, infatti, il lattosio perde la sua integrità e si trasforma in acido lattico.

Proprio per questo non è un pericolo per chi è intollerante a questa sostanza. Ma quali sono i formaggi stagionati? Da un punto di vista tecnico i formaggi stagionati sono tutti quelli che mostrano una pasta dura ed extra-dura. Il pensiero va a tal proposito al Parmigiano Reggiano, un dei formaggi stagionati per eccellenza, ma anche al Grana Padano e ai pecorini.

Formaggi naturalmente senza lattosio. Dunque, quando in etichetta leggete “naturalmente privo di lattosio”, sappiate che il termine non si riferisce agli ingredienti bensì al processo di produzione. Attorno al binomio tra formaggi stagionati e intolleranti è nata una certa discussione qualche anno fa, a cui sono state date concrete risposte con due studi: uno condotto dal Consorzio Grana Padano e uno condotto dal Consorzio Parmigiano Reggiano.

Perchè alcuni formaggi non stagionati sono ben tollerati?

Che i formaggi stagionati fossero adatti agli intolleranti al lattosio è ormai di dominio abbastanza comune. Ciò ha diffuso la percezione secondo cui si potessero consumare solo formaggi stagionati. Una percezione in realtà sbagliata, e che porta a rinunce totalmente ingiustificate. In realtà alcuni formaggi non stagionati, o addirittura freschi, contengono solo dosi minime di lattosio, paragonabili a quelle del Parmigiano, del Grana Padano.

Sto parlando dei formaggi il cui processo di produzione si basa sull’azione batterica e delle muffe, i cosiddetti erborinati. Il lattosio, in questo caso, viene letteralmente “mangiato” dagli organismi, che risolvono il problema agli intolleranti a questa sostanza. L’elemento da tenere in considerazione è, tuttavia, la quantità di lattosio residuo. A tal proposito vanno adottati due accorgimenti. Il primo accorgimento consiste nel leggere sempre l’etichetta, in quanto il produttore deve sempre comunicare la quantità di lattosio residuo qualora quest’ultimo non sia inferiore allo 0,01%. Il secondo accorgimento, invece, è quello di provare un pezzo alla volta, per testare al meglio la propria tolleranza rispetto a questo o quel formaggio. Come ho già specificato, superato un certo livello l’intolleranza al lattosio è una questione soggettiva.

I formaggi compatibili con l’intolleranza al lattosio

Come già accennato, sono praticamente senza lattosio i formaggi stagionati, specie quelli molto stagionati. Dunque lo sono il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano. Non è una notizia da poco in quanto sono tra i formaggi più apprezzati, sia per il consumo in solitaria, che come ingredienti da ricetta. Tra l’altro sono anche nutrizionalmente validi in quanto ricchi di proteine, di vitamina D e di calcio, giusto per citare alcuni elementi. Discorso simile per i pecorini molto stagionati, che garantiscono una buona tolleranza al lattosio per via del medesimo processo di stagionatura.

Tra gli erborinati, il formaggio più sicuro in assoluto è il Gorgonzola. D’altronde la presenza delle muffe è davvero preponderante e ben visibile a occhio nudo. Ciò abbatte la presenza del lattosio quasi come farebbe una lunghissima stagionatura. Tra l’altro il Gorgonzola è un formaggio molto particolare, protagonista di molte ricette e utilizzabile anche come formaggio spalmabile (nella sua variante fresca). Il Gorgonzola vanta buone proprietà nutrizionali, che sono simili ad ogni latticino, ossia ottime quantità di proteine, calcio e vitamina D.

i formaggi

Vi sono, poi, alcuni formaggi generalmente consigliati, ma il cui consumo deve tendere alla prudenza in quanto contengono pochissimo lattosio, in misura superiore allo 0,01%. Ecco l’ elenco dei formaggi appartenenti a questa categoria:

  • Emmentaler
  • Gruyère
  • Edamer
  • Asiago
  • Fontina
  • Pecorino mediamente stagionato
  • Provolone dolce e piccante

Discorso simile per alcuni formaggi non stagionati e non erborinati, che abbondano di batteri lattici. In questa categoria troviamo prodotti che, nell’immaginario collettivo, vengono considerati non adatti agli intolleranti. Dunque la loro presenza è senz’altro una buona notizia in quanto arricchisce il proprio piano alimentare. Come abbiamo visto, i batteri erodono, scompongono e consumano il lattosio. Fanno parte di questa categoria i seguenti formaggi:

  • Brie
  • Caciocavallo
  • Caciotta
  • Camembert
  • Quark
  • Taleggio
  • Toma

Quelli appena citati sono formaggi che fanno parte della tradizione casearia italiana, oltre ad essere semplicemente squisiti.

I formaggi da evitare per chi è intollerante al lattosio

Ovviamente i formaggi off limits, che gli intolleranti al lattosio non dovrebbero assolutamente consumare, sono numerosi. Si tratta, in genere, di formaggi non stagionati e che non contengono muffe o batteri. Tra questi prodotti troviamo alimenti che fanno ormai parte dell’alimentazione quotidiana: mozzarella, fiocchi di latte, certosino, formaggi spalmabili, ricotta di vacca o di pecora. Tuttavia vi è la possibilità di consumare anche questo tipo di formaggi, infatti esistono versioni delattosate in cui il lattosio è stato scomposto “artificialmente”. Le virgolette sono d’obbligo, anche perché il processo è del tutto naturale: semplicemente si integra l’enzima lattasi nella materia prima. Tale enzima scinde il lattosio in glucosio e galattosio, due sostanze digeribili anche dagli intolleranti.

I formaggi freschi a pasta molle, invece, si ottengono per coagulazione acida e presentano percentuali di lattosio elevate. Tra questi non sono tollerati i seguenti:

  • Mozzarella
  • Fiocchi di latte
  • Certosino
  • Formaggi da spalmare

Esistono in commercio delle versioni di questi formaggi senza lattosio (“delattosati”, lattosio <0.01%), ottenute con un procedimento grazie al quale viene aggiunto l’enzima lattasi, che scompone il lattosio nei suoi 2 zuccheri semplici (glucosio e galattosio). Questi due zuccheri hanno però un più alto potere dolcificante, quindi i formaggi “delattosati” potrebbero risultare leggermente più dolci al gusto

A determinare lo stato di intolleranza è proprio l’assenza dell’enzima lattasi. In buona sostanza tale procedimento “digerisce” il lattosio al posto degli intolleranti. Molti temono che i formaggi e i latticini delattosati siano in qualche modo prodotti di serie B. In realtà dal punto di vista nutrizionale non cambia assolutamente nulla, infatti contengono le stesse quantità di proteine, vitamine e sali minerali.

In realtà cambia ben poco anche a livello di sapore, infatti il prodotto delattosato è quasi irriconoscibile rispetto all’originale. L’unica differenza, che a volte si nota, è una maggiore dolcezza in quanto il glucosio e il galattosio possono essere più dolci rispetto al lattosio.

Come vedete, se siete intolleranti al lattosio, non dovrete assolutamente rinunciare ai formaggi, ma basterà solo che, d’ora in poi, stiate attenti a “quali” mangiare!

Per chi è intollerante al nichel i formaggi sono permessi quasi tutti. Gli unici che non si possono mangiare sono i formaggi erborinati:

  • Bleu d’Auvergne
  • Gorgonzola.
  • Roquefort.
  • Blue Stilton.
  • Fourme d’ambert.
  • Shropshire.
  • Queso de Cabrales.
  • Gamalost.

Ora parliamo della ricotta. Grazie alla Drssa Facioli Maria Sole di AILI abbiamo un chiarimento

La ricotta, prodotto lattiero-caseario, fa parte della categoria dei latticini e, per la legge italiana, non viene inclusa tra i formaggi, in quanto non viene prodotta attraverso un processo di caseificazione a partire dal latte. La ricotta viene invece ottenuta a partire dal siero di latte, residuo dalla lavorazione del formaggio, valorizzando così un prodotto secondario del processo, ancora ricco di proteine e sali minerali. 

Secondo la definizione del Codex Alimentarius invece, che viene preso in considerazione per la normativa alimentare a livello europeo, la ricotta rientra tra i formaggi a base di siero, includendo come materie prime latte, panna o altre materie prime derivate dal latte. La difficoltà nel definire a livello normativo la Ricotta, deriva proprio dalla varietà di materie prime e loro proporzioni usate nella sua produzione. 

La materia prima alla base della ricotta deve comunque essere il siero, in cui rimangono tutte quelle componenti che non sono state incorporate nella cagliata dopo la sua rimozione dalla cisterna per produrre il formaggio. Tra queste: proteine (sieroproteine e residui di caseine), grassi, zuccheri e micronutrienti che variano in funzione di numerosi parametri di produzione. 

Inoltre, frequentemente al siero vengono addizionati altri ingredienti come latte o panna, che possono essere presenti in diverse proporzioni a seconda delle caratteristiche organolettiche desiderate nel prodotto finito, della zona geografica di produzione, usi e tradizioni. In particolare, la quota di latte aggiunta può variare dal 5 al 25%, aumentando così la quantità di caseine nel prodotto finito, raggiungendo anche il 40% delle proteine totali.

Successivamente al riscaldamento del siero, fortificato o meno, si induce la coagulazione termica delle proteine presenti, principalmente le sieroproteine con loro successiva aggregazione. 

Questo fenomeno causa l’inglobamento di grasso in questi aggregati e li fa affiorare sulla superficie della cisterna di lavorazione. La produzione della Ricotta fresca si conclude con la successiva estrazione di questi aggregati dalla scotta e il suo trasferimento nella fiscella per il drenaggio.

Bibliografia

  • Codex Standard for Whey Cheese – Codex Stan A-7-1978, Rev.1-1999
  • R. decr. 15 ott. 1925, n. 2033, art.32
  • Mucchetti, G.; Neviani E. Microbiologia e tecnologia lattiero-casearia: qualità e sicurezza. 1st ed; Tecniche Nuove: Milan, Italy, (2006)
  • Carminati, D.; Pirisi, A. e Mucchetti, G. Ricotta fresca vaccina ed ovina:osservazioni sulle tecniche di produzione e sul prodotto. Latte 27 (2) 154-166 (2002)

 

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68 commenti su “Formaggi senza lattosio : quelli adatti agli intolleranti

  • Lun 28 Nov 2016 | Antò ha detto:

    Ma perché ci ostinate a dire che la ricotta contiene lattosio? È falso!!!
    La ricotta è prodotta con il siero del latte e non col latte intero e non contiene lattosio!
    Quindi si può tranquillamente consumare ricotta vaccina a patto che non abbia l’aggiunta di latte o panna!
    E invece una cosa che nessuno dice mai è che il latte di capra non contiene lattosio, quindi si può tranquillamente consumare il latte di capra e i formaggi di capra che non contengono aggiunte di latte vaccino

    • Lun 28 Nov 2016 | Tiziana ha detto:

      Salve, la ringrazio per il suo intervento. Ne ho discusso piu volte con gli esperti e non la pensano cosi. Se lei ha fonti scientifiche dimostrabili su quanto scrive saro’ lieta di schierarmi con la sua linea di pensiero. Grazie

    • Mer 6 Set 2017 | Fulvia ha detto:

      dopo un periodo di dieta sbagliatissima a base di yogurt, ricotta, latte e fiocchi di latte mi sono ritrovata con una forte intolleranza al lattosio. ho eliminato quindi tutti questi alimenti (anche il prosciutto cotto…) per qualche mese e dopo ho riprovato a mangiare la ricotta, della quale vado letteralmente pazza. VELENO!!!! :( se è vero che come dice lei la ricotta non contiene lattosio, cosa potrebbe avermi fatto male?
      grazie per la risposta

      • Mer 6 Set 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

        Fulvia dipende da molti fattori. L’intolleranza al lattosio non è da accumulo e non passa. Il prosciutto cotto esiste anche senza lattosio sul mercato. Ha fatto il breath test??

        • Mar 6 Ott 2020 | Federica ha detto:

          Buon giorno, io ho fatto il test ma è uscito negativo, sn arrivata alla conclusione che sn intollerante alle proteine del latte

          • Mar 6 Ott 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

            Salve Federica che test ha fatto? Come è arrivata alla conclusione?

    • Gio 8 Ago 2019 | Katia ha detto:

      Lei potra’ dire che la ricotta è senza lattosio , ma se la mangio sto male e mi gonfio come un pallone !

      • Ven 9 Ago 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

        La ricotta contiene lattosio. Esistono sul mercato delle ricotte delattosate che molte persone tollerano.

        • Dom 22 Ago 2021 | Mario ha detto:

          Il problema è che in tutte le ricotte, per aumentarne la quantità e la morbidezza, viene aggiunto sempre del latte al siero.

          • Dom 22 Ago 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

            Mario esiste anche la ricotta certificata senza lattosio. Dobbiamo leggere le etichette

      • Sab 19 Ott 2019 | lucrezia Stangoni ha detto:

        Anche io!!

        • Dom 20 Ott 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

          Benvenuta nel club

  • Lun 5 Dic 2016 | Alba ha detto:

    Mi hanno detto che il formaggio TRENTA è senza lattosio, mi potete dare conferma?

    • Mar 6 Dic 2016 | Tiziana ha detto:

      Salve Alba non conosco questa marca ma cerchero di documentarmi.

      • Mar 6 Dic 2016 | Alba ha detto:

        Grazie, tornerò a leggerti sperando di saperne di più

  • Sab 4 Feb 2017 | Marika ha detto:

    Buongiorno,
    Ma formaggi come la scamorza e il tomino possiamo mangiarli?
    E in generale fontina, taleggio ecc si possono consumare sempre o solo se specificata la stagionatura?
    Grazie anticipatamente

    • Sab 4 Feb 2017 | Tiziana ha detto:

      Marika buongiorno, se una persona ha problemi di intolleranza al lattosio puo’ mangiare formaggi stagionati come pecorino, provolone, parmigiano reggiano e grana padano perché, grazie al processo di stagionatura cui vengono sottoposti, hanno un minor contenuto di lattosio. Al contrario, non sono tollerati i formaggi freschi quali mozzarella, fiocchi di latte, certosino che sono molto ricchi in lattosio.Generalmente le persone intolleranti al lattosio non hanno problemi a consumare lo yogurt, meglio se al naturale, dato che al suo interno sono presenti batteri che parzialmente digeriscono il lattosio.

  • Mer 15 Mar 2017 | Monica ha detto:

    Buona sera , da pochi giorni ho scoperto che mia figlia è intollerante al lattosio. Mi hanno dato la lista dei formaggi che può mangiare ma mi chiedevo se devono riportare comunque l’ etichetta che dichiara l’ assenza al lattosio ?
    Grazie
    Monica

    • Gio 16 Mar 2017 | Tiziana ha detto:

      Leggere le etichette aiuta ad evitarlo. Ci sono alimenti ai quali viene scritto se vi sono contaminazioni o puo’ essere dubbio. Ci sono alimenti dove è naturale che non ci sia e non viene scritto in etichetta come ad esempio il parmigiano reggiano stagionato.Sul burro al contrario dove non contiene il lattosio o ne contiene in minima parte consentita viene scritto

  • Gio 16 Mar 2017 | martina ha detto:

    la ricotta è tollerata come riferisce anche il sito dell’AILI

    • Gio 16 Mar 2017 | Tiziana ha detto:

      Più un formaggio è fresco e più lattosio contiene. Il mio prof dice addio quindi a mozzarella, ricotta, stracchino e a tutti i latticini a pasta morbida. Ci sono molti ottimi sostituti ‘lattosio free’. Il colore, il gusto e la consistenza sono gli stessi, quello che cambia è la digeribilità.

      Prendo un paragrafo dal sito Aili “I formaggi freschi a pasta molle, invece, si ottengono per coagulazione acida e presentano percentuali di lattosio più elevate. In genere non sono tollerati i formaggi freschi, quali:

      Mozzarella
      Fiocchi di latte
      Certosino
      Formaggi da spalmare
      Ricotta di vacca o di pecora”

      • Gio 21 Gen 2021 | Laura ha detto:

        La ricotta da siero non contiene assolutamente lattosio. Chi è questo Prof?

        • Gio 21 Gen 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

          I formaggi freschi a pasta molle, invece, si ottengono per coagulazione acida e presentano percentuali di lattosio elevate. Tra questi non sono tollerati i seguenti:

          Mozzarella
          Fiocchi di latte
          Certosino
          Formaggi da spalmare
          Ricotta di vacca o di pecora

          Esistono in commercio delle versioni di questi formaggi senza lattosio (“delattosati”, lattosio <0.01%), ottenute con un procedimento grazie al quale viene aggiunto l’enzima lattasi, che scompone il lattosio nei suoi 2 zuccheri semplici (glucosio e galattosio). Questi due zuccheri hanno però un più alto potere dolcificante, quindi i formaggi “delattosati” potrebbero risultare leggermente più dolci al gusto.

          AILI – Associazione Italiana Latto-Intolleranti

    • Gio 4 Mag 2017 | giuseppe ha detto:

      I formaggi freschi a
      pasta molle, invece, si ottengono per coagulazione acida e presentano percentuali di lattosio più elevate. In genere non sono tollerati i formaggi freschi, quali:

      Mozzarella
      Fiocchi di latte
      Certosino
      Formaggi da spalmare
      Ricotta di vacca o di pecora

    • Lun 23 Apr 2018 | FRANCA NARDI ha detto:

      Dal sito ssociazione AILI :
      I formaggi freschi a pasta molle, invece, si ottengono per coagulazione acida e presentano percentuali di lattosio elevate. Tra questi non sono tollerati i seguenti:

      Mozzarella
      Fiocchi di latte
      Certosino
      Formaggi da spalmare
      Ricotta di vacca o di pecora –> QUINDI CERTAMENTE NON TOLLERATA . Dove compare che la ricotta è tollerata sul sito ALII ? Esistono comnque validissime alternative prive di
      lattosio
      assolutamente gustose

      • Lun 23 Apr 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

        Io sul sito AILI non trovo conferma alle parole di Martina

  • Dom 14 Mag 2017 | Maria Grazia iozzo ha detto:

    Buonasera,
    Io ho scoperto tra le varie intolleranze di esserlo al lattosio , proteine del latte e siero di latte….in pratica nulla come formaggi yogurt ecc…..sa dirmi se ci sono formaggi che non contengono questi ingredienti? Grazie mille
    M.Grazia

  • Mar 6 Giu 2017 | Giovanna Fenini- Marazza ha detto:

    Buongiorno, scrivo da Locarno ( Svizzera). Siccome sono golosa della mozzarella, compro quella senza lattosio. Che ne pensa? Grazie! Giovanna

    • Mar 6 Giu 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Giovanna penso che faccia benissimo a non rinunciare alla Mozzarella e prendere quella senza lattosio! Io sono fortunata e felice a poter tornare a mangiare qualche formaggio “senza lattosio” La pizza senza mozzarella non si puo’ mangiare… I gnocchi sono ottimi al gorgonzola. E cosi molte altre ricette.

  • Ven 28 Lug 2017 | Francesca ha detto:

    Quando si scopre attraverso il breath test che si è intolleranti , non si consiglia un periodo di disintossicazione ? Il quale prevede totale assenza di latticini, anche stagionati o delattosati. Insomma ,nemmeno minime quantità di lattosio. Anche perché ,minima quantità oggi, minima domani di arriva comunque ad accumulare questo zucchero.

    • Ven 28 Lug 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Solitamente viene consigliato di eseguire un periodo di disintossicazione per permettere al proprio organismo di “ripulirsi” e riequilibrare la propria flora batterica intestinale, in modo da tornare alle condizioni ottimali. In questo periodo viene consigliato di seguire una dieta priva di tutti gli alimenti contenenti lattosio ed evitando anche tutti i prodotti delattosati.

  • Mer 30 Ago 2017 | Paola ha detto:

    Buongiorno
    Vorrei sapere se la quantita di lattosio contenuta nei farmaci che prendo da tanti anni, ( eutirox e preterax) possono contribuire ad accentuare i problemi intestinali di cui soffro! (gonfiori, flatulenza e coliche addominali).
    Grazie

    • Mer 30 Ago 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Eutirox Levotiroxina Sodica Merck Serono Spa e Preterax Perindopril Arginina+indapamide e Contiene anche amido di mais.
      Servier Italia Spa contengono lattosio ma sulle schede tecniche non è scritta la quantità.

  • Gio 26 Ott 2017 | Erica ha detto:

    Buongiorno,
    ho scoperto di essere intollerante circa due anni fa, all’inizio era una leggera intolleranza (non potevo semplicemente mangiare cibi ad alto contenuto di lattosio), mentre ora sono del tutto intollerante, infatti io lo yogurt non lo posso mangiare, qualsiasi cosa che contenga un minimo di lattosio non lo tollero, mi chiedevo, se c’è un tempo minimo di stagionatura dei formaggi per renderli digeribili a noi intolleranti? Per esempio il gorgonzola riesco a mangiarlo, lo sbrinz, il grana, il parmigiano riesco a mangiarli.

    Grazie in anticipo della risposta :)

    • Gio 26 Ott 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno, dovrebbe riuscire a mangiare oltre al gorgonzola e il parmigiano reggiano anche tutti i formaggi a pasta dura e extradura.
      Solitamente sono ben tollerati anche Emmentaler, Edam, Fontina. Gruviera, Pecorino molto stagionato, Provola affumicata e dolce. Puo’ fare un esperimento con piccole quantità. I formaggi freschi purtroppo se ha problemi di intolleranza al lattosio li deve dimenticare. Sul mercato ci sono ottimi sostituti senza lattosio che sono davvero molto buoni e con cui puo’ fare delle ottime ricette.

  • Lun 20 Nov 2017 | alberto ha detto:

    salve. sono totalmente intollerante al latte vaccino, chiedo se mozzarella o altri formaggi senza lattosio posso mangiarli ed eventualmente latte senza lattosio, grazie

    • Gio 30 Gen 2020 | Maria Cerasuolo ha detto:

      Buonasera
      Mi hanno detto che la mozzarella di bufala non contiene lattosio, vorrei sapere qualcosa in merito.
      Grazie .

      • Ven 31 Gen 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

        Buongiorno ci sono delle marche che garantiscono la mozzarella di bufala senza lattosio, ma non è sempre cosi! Si accerti sempre che sia scritto sulla confezione.La mozzarella di bufala campana è un formaggio fresco e contiene lattosio. Non è il formaggio che contiene più lattosio e, anzi, ne contiene meno di quel che si pensa: tra 0,05 g e 0,3 grammi di lattosio per 100 grammi di prodotto.

  • Gio 18 Gen 2018 | Angie ha detto:

    Buongiorno, da sempre soffrivo di fortissimi e mostruosi mal di testa per giorni e giorni accompagnati anche da conati di vomito che continuavano per un giorno intero (da morire) ero uno zombie nessun farmaco mi faceva effetto li rigettavo poco dopo l’ingestione sempre accompagnati da farmaci anti vomito nulla faceva effetto, ho scoperto che era il formaggio a scatenarmi l’emicranea allora ho eliminato tutto e tutti i prodotti con formaggi ora va molto meglio, ogni tanto mi azzardo con i prodotti senza lattosio ma l’ultima volta che ho mangiato la mozzarella la mattina dopo avevo un bel mal di testa .
    Devo dire che la ricotta invece sto provando a rimangiarla a piccole dosi la tollero abbastanza bene .

    • Gio 18 Gen 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Grazie per averci raccontato la sua esperienza di cui facciamo tesoro. A presto

  • Ven 6 Apr 2018 | Cinzia ha detto:

    Buon giorno io non ho mai potuto mangiare latte e tutti i derivati, da sempre, ho 56 anni, l’unico che mangiavo era il parmigiano stagionato 30 mesi, ora da un paio di anni da quando ci sono in commercio formaggi senza lattosio ho iniziato a mangiarli e devo dire che non mi danno alcun problema e sono veramente buoni. Alcune volte li mangia anche mio marito che non ha problemi e dice che sono buoni come gli altri. Ora mi sbizzarisco anche a fare dolci cosa che prima non potevo farli

    • Sab 7 Apr 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Cinzia meno male che sino aziende che hanno studiato questi prodotti. Sono buoni e non ci fanno stare male.

  • Lun 9 Apr 2018 | Luca ha detto:

    Buongiorno, il breath test ha attestato la mia intolleranza al lattosio che mi provoca gas e diarrea. Prima di ciò mi aiutavo con compresse di enzima lattase che però ultimamente sembrano non produrre effetti positivi. La mia intolleranza è molto variabile: a quanto pare parmigiano reggiano, formaggi caprino-pecorini stagionati e alcuni “senza lattosio” sono ben tollerati, altri come la mozzarella e il latte senza lattosio invece sono da evitare e il mio amato gorgonzola poi è come veleno.
    Il latte di soja è un ottimo surrogato, purtroppo i formaggi e la mozzarella di soja sono pessimi come gusto e consistenza.
    La mia domanda è quali siano i dosaggi massimi di enzima lattase che si possono assumere. Finora non mi sono spinto oltre le due compresse per volta (9000 unità cad.).

    • Lun 9 Apr 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Luca la ringrazio di averci scritto ma non posso rispondere alla sua domanda. Ci sono molte variabili percui le consiglio di rivolgersi a un nutrizionista che potrà aiutarla nel suo percorso alimentare.

  • Gio 30 Ago 2018 | Enzo ha detto:

    Buongiorno, Vorrei sapere se i fermenti lattici hanno qualche controindicazione per chi è intollerante al lattosio grazie

    • Gio 30 Ago 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno, chi è intollerante al lattosio può assumere i fermenti lattici che, anzi, possono contribuire a una migliore digestione del lattosio.

      La convinzione che i fermenti lattici introdotti con gli integratori siano prodotti a partire dal latte è molto diffusa. In realtà la produzione di questi fermenti lattici non prevede l’ utilizzo di latte in nessuna fase della loro preparazione che avviene invece grazie a colture cellulari selezionate in cui i microrganismi (es. Lactobacilli, Bifidobacterium, Saccaromyces ) si riproducono per poi venire estratti e allestiti in formulazioni idonee ad essere assunte per via orale. Di conseguenza chi è intollerante al lattosio non avrà alcun problema ad assumere fermenti lattici.

  • Mer 26 Set 2018 | Roberta ha detto:

    Buongiorno,
    nei Culurgiones (pasta fresca tipica della sardegna, ripiena di menta patate e formaggio) negli ingredienti riporta la dicitura “formaggio vaccino e pecorino”, ma non specifica la percentuale? Dovrei evitare se sono intollerante al lattosio? o potrei mangiarli ma prendendo le pastiglie di lattasi?
    La ringrazio
    Roberta

    • Mer 26 Set 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Roberta, La dicitura “formaggio vaccino fresco” è già una chiara indicazione, sufficiente a dissuadere un intollerante dal consumo. In merito all’assunzione della lattasi, mi dispiace ma non mi posso prendere la responsabilità di consigliarla, visto che la tolleranza è molto soggettiva.

  • Sab 20 Ott 2018 | Daniele Lo Presti ha detto:

    Buongiorno Tiziana,
    Grazie al Breathe Test ho scoperto di essere intollerante al lattosio.
    Volevo chiederle: i prodotti contenenti “proteine del latte” mi potrebbero far star male?
    Grazie,
    Daniele.

    • Sab 20 Ott 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Daniele, L’allergia alle proteine del latte, essendo un’allergia alimentare, è causata da una risposta anomala da parte del sistema immunitario all’ingestione delle proteine del latte, sia caseine che proteine del siero. La gamma di sintomi è molto varia, ad esempio tra i più comuni ritroviamo orticaria, diarrea, stipsi ed anche asma. Più rara è invece la reazione sistemica che colpisce più organi e che può portare anche ad anafilassi. [1,6]

      L’intolleranza allo zucchero lattosio, invece, è causata da un deficit parziale o totale dell’enzima lattasi che porta a malassorbimento di lattosio con conseguente sintomatologia tra cui ricordiamo dolori addominali, diarrea e gonfiore addominale.

      Quindi un individuo latto-intollerante può consumare alimenti che contengono proteine del latte, purché questi non contengano anche lattosio o residui di esso. Viceversa, un individuo allergico alle proteine del latte, pur non essendo intollerante al lattosio, non può consumare alimenti contenenti lattosio poiché anche livelli minimi di contaminazione da parte delle proteine del latte potrebbero causare non pochi problemi.

      Tratto da AILI

  • Ven 16 Nov 2018 | emanuela ha detto:

    Buongiorno TIziana,
    leggo che i formaggio MOLTO stagioni possono essere ben digeriti dagli intolleranti al lattosio: ma cosi si intende esattamente per Molto stagionati?
    Grazie

    Emanuela

    • Ven 16 Nov 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno, solitamente si intende dai 30 mesi in su

  • Dom 3 Feb 2019 | Susanna Mantovani ha detto:

    Buonasera Tiziana,
    Mi ritrovo ad essere intollerante al lattosio conseguentemente ad un paio di interventi chirurgici al colon e conseguente terapia chemioterapia che ho terminato un mese fa. Consumo senza problemi formaggi senza lattosio, ma latte e derivati si trovano ormai in tanti prodotti alimentari già pronti, quindi l’attenzione va rivolta anche ad essi. Pensa possa essere una situazione transitoria, ora tutto deve essere rigenerato, o dovrò rassegnarmi?
    Grazie per una risposta.
    Susanna

    • Lun 4 Feb 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Susanna, purtroppo queste terapie risolvono molti problemi ma possono creare degli effetti collaterali. Le terapie oncologiche così come la radioterapia, possono portare a pesanti ripercussioni sulle mucose intestinali, alterando il delicato equilibrio tra la produzione di enzimi digestivi e flora intestinale: un binomio alla base del benessere di tutti noi, a qualsiasi età e ad ogni condizione. Una sua alterazione può causare malnutrimento, allergie, intolleranze alimentari e disfunzioni gastro-enteriche.

      A livello gastrico, nausea e vomito, così come iperacidità gastrica sono presenti in circa il 60% dei malati oncologici, sottoposti a chemioterapia. Altri sintomi sono a livello addominale, con gonfiore, dolori e crampi fino alla diarrea. Sintomi che possono protrarsi per qualche settimana, anche dopo la fine della terapia. Ma può anche insorgere la stipsi dovuto al chemioterapico o a terapia di supporto (ansiolitici, antiacidi, antidiarroici, antiemetici, ecc.).

      Si faccia seguire da un buon nutrizionista che sicuramente le darà una mano a risolvere o migliorare la situazione. Il prof. Matteo Goss di Torino è un esperto di questo tema. A disposizione.

  • Ven 15 Feb 2019 | Aurora Borelli ha detto:

    Attenzioni alle mozzarelle, sulla descrizione senza lattosio, alcune hanno lo 0,1 % che nel mio caso mi crea problemi, mentre altre hanno lo 0,01% di lattosio e queste effettivamente non mi creano nessun problema.

    • Ven 15 Feb 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Dovremmo imparare a leggere bene le etichette. Questa è la nota scritta su ogni articolo o pagina che viene aperta

      Nota per gli intolleranti al lattosio
      Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml

  • Ven 15 Feb 2019 | Aurora Borelli ha detto:

    Attenzioni alle mozzarelle, sulla descrizione senza lattosio, alcune hanno lo 0,1 % che nel mio caso mi crea problemi, mentre altre hanno lo 0,01% di lattosio e queste effettivamente non mi creano nessun problema.
    Approfitto per chiedere una domanda sul cioccolato, non trovò un buon cioccolato senza lattosio.
    Se qualcuno me lo può indicare.

    • Ven 15 Feb 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve io ne mangio pochissimo per la mia intolleranza al nichel ma le posso consigliare di visitare il sito del Modicano

      oppure Leone nella sezione Fabbrica del Cioccolato

  • Mer 21 Ago 2019 | Angi ha detto:

    Anche Camoscio d’oro è naturalmente senza lattosio !!!

    • Mer 21 Ago 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      La ringrazio. Hanno in listino una linea con 4 prodotti senza lattosio.

  • Sab 17 Ott 2020 | Roberto Di Napoli ha detto:

    Signori anche io sono risultato intollerante al lattosio e derivati, fortunatamente posso mangiare il parmigiano doc 24, 36 mesi, pecorino romano molto stagionato ora però vorrei conoscere da voi un parere molto preciso: posso mangiare formaggio pecorino semi stagionato cotto al forno? la cottura distrugge il lattosio?

    • Mar 24 Nov 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Robereto per le mie conoscenze il pecorino semi stagionato se lo tollera da crudo sicuramente lo tollera cotto al forno. Non cambia in cottura

  • Mer 4 Nov 2020 | Valentina Milan ha detto:

    Buona sera, chiedo un informazione. Sono intollerante al lattosio e se mangio formaggi freschi come ricotta e crescenza (formaggi Morbidi) SENZA lattosio sto comunque male. Com’è possibile?

    • Mer 4 Nov 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve puo’ essere che il suo organismo non tolleri nemmeno la piccola percentuale di latte contenuta nei prodotti senza lattosio.

  • Gio 12 Ago 2021 | Adriana ha detto:

    Tempo fa ho scoperto di essere intollerante a lattosio. Essendo io una golosa di prodotti caseari e anche amante della buona pizza, la notizia mi ha colta di sorpresa. Dopo aver fatto varie ricerche e aver provato vari prodotti mi sono innamorata dei sostituti vegani messi a disposizione di Desideri di Sicilia. Un azienda che ha presso a cuore il nostro problema e che speso aggiunge altri prodotti adatti per queste problematiche sul loro shop.

  • Gio 2 Set 2021 | F ha detto:

    anche la Ricotta infornata dura abbia il lattosio? Immagino di sì ma chiedo per sicurezza

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Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


24-10-2015
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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