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La semplicità e la bontà dei cardi selvatici sott’olio

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

cardi selvatici sottolio
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 20 min
cottura
Cottura: 30 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (3 Recensioni)

Provate i cardi selvatici sott’olio!

Se amate gli ortaggi, le verdure e desiderate mangiare sano ma senza rinunciare al gusto, sicuramente non potrete far altro che apprezzare i cardi selvatici sott’olio. Perciò, il consiglio di oggi è questo: provateli al più presto! Non ve ne pentirete! In questo articolo, troverete la ricetta e anche tante informazioni da non sottovalutare e che vi porteranno di preparare e gustare questa pietanza con molta più soddisfazione!

L’ingrediente principale della ricetta di oggi sono appunto i cardi selvatici, un altro dei sorprendenti prodotti che la natura ci offre, ricco di qualità nutritive e curative. A questo proposito, andiamo a scoprire qualche dettaglio in più e a conoscere meglio questo alimento…

Ricetta cardi selvatici sott'olio

Preparazione cardi selvatici sott'olio

Mondate e lavate i cardi selvatici ed eliminate le parti più dure, le spine e le foglie. Una volta puliti, metteteli in una bastardella con tanta acqua da coprirli e con il succo dei limoni.

Tagliateli a pezzettoni e fateli bollire in acqua salata e aceto. Nel frattempo, fate un trito con le erbe aromatiche e l’aglio.

Scolate i cardi al dente e lasciateli raffreddare disposti su un canovaccio. Una volta freddi, disponeteli all’interno dei vasetti in vetro sterilizzati, immersi nell’olio extra vergine d’oliva e nel trito di erbe e aglio. Conservate i cardi selvatici sott’olio in un luogo buio e asciutto per circa un mese prima di consumarli.

Ingredienti cardi selvatici sott'olio

  • 1 kg. di cardi selvatici
  • il succo di 3 limoni
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 bicchieri d’aceto bianco
  • q.b. olio di oliva extravergine
  • una manciato di timo tritato
  • qualche foglia di alloro
  • q.b. sale e pepe

Parliamo del cardo selvatico e delle sue peculiarità

I cardi selvatici sott’olio sono facili da fare e sono buonissimi. Il cardo selvatico (Cynara cardunculus altilis) viene chiamato anche “carciofo selvatico”, caglio e cardo spinoso. Si tratta di un ortaggio invernale, appartenente alla famiglia dei carciofi, di cui ne ricorda il caratteristico sapore amarognolo, mentre nell’aspetto ricorda molto il sedano.

Del cardo si utilizza la nervatura centrale delle coste, che è spessa e carnosa: prima le si spina, le si pulisce eliminando i filamenti più duri, si tagliano a piccoli tocchi e poi si lessano in acqua bollente, con il succo di mezzo limone per evitare che anneriscano.

cardi selvatici sott'olio

Dal punto di vista nutrizionale, portare in tavola la ricetta dei cardi selvatici sott’olio è un’ottima scelta. Dovreste sapere che, pur avendo  pochissime calorie, è una preziosa fonte di fibre, potassio e magnesio, e gli vengono attribuite proprietà benefiche riguardanti il funzionamento del fegato e dell’apparato digerente.

Famoso fin dall’antichità il cardo era considerato un ortaggio pregiato:  in un primo tempo veniva utilizzato per produrre il caglio dei formaggi; nel  ‘500, poi,  si cominciò a parlare di lui come ingrediente utilizzato in cucina e delle tecniche d’imbiancamento delle sue coste.

Le varietà del cardo

Esistono due macro-tipologie di cardo, quello selvatico e quello coltivato. Il cardo selvatico a sua volta si sviluppa in molte varianti, le più importanti sono:

Il cardo alato, che cresce nelle zone umide ed erbose. Risulta molto amaro e viene utilizzato principalmente in erboristeria.

Il cardo triste, che si sviluppa ad altitudini elevate. E’ una varietà poco carnosa ed utilizzata in passato come rimedio ai disturbi dell’umore.

Il cardo mariano, che cresce in pianura e si avvantaggia di climi miti. Il gusto non è un granché, ma presenta proprietà nutrizionali importanti, come la capacità di stimolare il latte materno. Viene usato soprattutto sotto forma di decotto.

Per quanto riguarda il cardo coltivato si segnalano, invece, le seguenti varietà:

Cardo di Bologna: Varietà diffusa soprattutto nel centro Italia, si caratterizza per l’estrema carnosità delle foglie, per un gusto tendente al dolce e per il numero limitato di spine.

Cardo di Chieri: Varietà pregiata coltivata tra il Piemonte e la Francia, si fa apprezzare per il gusto moderatamente amaro. Presenta molte spine.

Cardo di Tours: E’ probabilmente la varietà più pregiata in assoluto. Il sapore è molto dolce e aromatico. Le foglie sono molto tenere e si prestano alle preparazioni più disparate, tuttavia è anche ricco di spine.

Cardo di Asti: con foglie che hanno lamine suddivise (frastagliate), costolature medio-larghe e carnose. Di regola senza spine.

Cardo Gigante di Romagna: coltivato nell’intera area romagnola, lembo fogliare largo, a media frastagliatura, verde-grigio chiaro, a picciolo lungo, mediamente concavo con spine.

Cardo gobbo di Nizza: è un cardo dalle caratteristiche uniche coltivato in alcuni comuni della Valle del Belbo, in provincia di Asti tra cui Nizza Monferrato, che gli conferisce il nome. I cardi appartenenti alla varietà Spadone vengono seminati a maggio in terreni sabbiosi e durante la loro crescita non si irrigano, non si concimano e non si trattano.  Questa varietà è un Presidio Slow Food Il cardo viene consumato cotto, solo il gobbo può essere consumato crudo. In Piemonte è l’ingrediente principe della bagnacauda

La ricetta che vi propongo oggi è un modo per conservare i cardi e averli sempre a disposizione durante l’anno…Quindi buon appetito!!!

Ricette con cardi ne abbiamo? Certo che si!

4/5 (3 Recensioni)
Riproduzione riservata

2 commenti su “La semplicità e la bontà dei cardi selvatici sott’olio

  • Gio 2 Mag 2019 | Maria Elena ha detto:

    Avete scritto due bicchieri di aceto e non avete scritto le dosi dell’acqua e del sale

    • Gio 2 Mag 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve, come scritto, per l’acqua ne va messa da coprire e il sale q.b. (io solitamente metto 1 cucchiaino)

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