Verdure senza nichel : Scopriamole insieme

Verdure senza nichel: esistono davvero? Scopriamolo insieme. Sempre più persone si trovano a combattere contro l’intolleranza al nichel e, per evitare le spiacevoli manifestazioni sia dermatologiche che sistemiche, devono cercare di eliminare il più possibile questo metallo dalla loro alimentazione. Oggi parleremo delle verdure che si possono mangiare in caso d’intolleranza al nichel o meglio, con meno nichel possibile!

Verdure senza nichel: esistono davvero?

Bisogna innanzitutto chiarire una cosa: il nichel è un metallo presente un po’ ovunque sulla terra. Tracce più o meno importanti si trovano nell’atmosfera, nell’acqua, nel terreno, ed in molti oggetti di uso quotidiano.

Capirete da soli come intraprendere un’alimentazione completamente senza nichel sia abbastanza difficile, e per farlo bisognerebbe seguire tutta una serie di accorgimenti come:

  • Utilizzare pentolame e posate che non contengono nichel.
  • Far scorrere molto bene l’acqua del rubinetto prima di utilizzarla (le tubature in metallo contengono quasi sempre del nichel, che va a depositarsi nell’acqua che beviamo o utilizziamo per cucinare).
  • Fare attenzione ai prodotti ortofrutticoli, perchè molti di essi, anche se non contengono naturalmente nichel, potrebbero assorbirne quantità più o meno alte per contaminazione del terreno.

Qui nasce il problema delle verdure e del nichel: come vedremo, chi soffre di intolleranza  a questo metallo dovrà optare per le verdure “naturalmente” senza nichel, ma non potrà mai essere certo della sua completa assenza, in quanto i terreni in cui sono state coltivate potrebbero contenerne anche discrete quantità, dovute magari all’irrigazione dei campi con acque di falde acquifere contaminate.

Partendo dunque dalla considerazione generale che di verdure senza nichel ne esistono abbastanza poche , ma che potrebbero comunque esserne contaminate per vari motivi (fra cui non dimentichiamo nemmeno le piogge contenenti smog e polveri sottili), vediamo effettivamente di fare un elenco completo di quali sono.

Verdure senza nichel: quali e quante sono?

Fortunatamente di verdure a basso contenuto di nichel “per natura” ce ne sono, e possono essere consumate tranquillamente dagli intolleranti anche se, come dicevamo prima, la possibilità che ne abbiamo assorbite alcune quantità attraverso le radici non sono da escludere (ma raramente la percentuale è così alta da causare reazioni avverse). Consiglio di acquistare verdure dalla provenienza certa e se lo trovate dal contadino che le coltiva in modo naturale è il massimo. (ndr come d’uso a casa mia)

Gli intolleranti al nichel possono consumare tranquillamente:

  • Finocchi
  • Songino
  • Melanzane
  • Peperoni
  • Scarola
  • Radicchio rosso
  • Bietole o erbette

Possono provare a consumare con moderazione:

  • Carote
  • Cavolfiori
  • Cavoli
  • Lattuga
  • Zucca e zucchine

Dovrebbero invece ridurre drasticamente (almeno per un periodo, come vedremo):

  • Asparagi
  • Carciofi
  • Cipolle
  • Fagiolini
  • PomodorI
  • Sedano
  • Spinaci

Per quanto riguarda i legumi: lenticchie, fagioli e piselli è meglio mangiarli con moderazione e a rotazione, mentre sono consentiti i ceci almeno due volte al mese, ma con l’accortezza di consumarli freschi e non in scatola, perchè quest’ultima potrebbe contaminarli con il nichel in essa contenuta. Lo stesso vale per tutti gli alimenti ed è meglio prediligere sempre prodotti conservati in vasi di vetro.

Per quanto invece riguarda le patate, ricordate di sbucciarle, in quanto la buccia tende ad assorbire il nichel eventualmente presente nel terreno. Le patate nella dieta che mi è stata data le ho massimo due volte in un mese.

Un ultimo consiglio che riguarda tutte le verdure senza nichel: evitate di cuocerle in pentole di acciaio o alluminio, perchè queste, tendendo a cedere il nichel durante la cottura, vanificherebbero tutti i vostri sforzi.

Intolleranza al Nichel: una condanna senza appello?

L’intolleranza al nichel rappresenta un tipo di reattività al metallo molto particolare: essa infatti agisce “per accumulo”, ossia, se siamo predisposti alle reazioni avverse causate dal nichel, esse si manifestaranno solo al di sopra di una certa soglia. In poche parole: più nichel introduciamo nel nostro organismo e più lo satureremo, favorendo tutta la serie di disturbi che gli intolleranti ben conoscono.

La soglia oltre le quale cominciano a manifestarsi le reazioni avverse cambia da persona a persona e, soprattutto, varia anche dopo che l’organismo è stato disintossicato con un dieta a rotazione: per questo motivo molti cibi (comprese le verdure) quando siamo saturi di nichel potrebbero darci fastidio, magari non lo faranno quando saremo disintossicati dal metallo. Per questo motivo abbiamo aggiunto nella lista anche le verdure che si possono consumare con moderazione, monitorando gli effetti che hanno sul nostro organismo.

Indispensabile, per tenere sotto controllo questa intolleranza, è come sempre meglio rivolgersi ad uno specialista che, innanzitutto confermerà o meno la diagnosi e di conseguenza ci consiglierà la dieta adatta che varierà nel tempo reintroducendo man mano i vari alimenti. Quindi non disperate, perchè seguendo la giusta alimentazione potrete tenere sotto controllo i sintomi senza dover necessariamente rinunciare a tutto!

Una volta individuate le verdure che non risultano essere per noi un danno, come è possibile utilizzarle in cucina? Quali metodi di cottura si prestano di più per il radicchio o bietole, ad esempio?

Per cuocere le verdure, la sbiancatura e la sbollentatura sono da non sottovalutare.

La sbiancatura e la sbollentatura sono due metodi di cottura utilizzati principalmente per rendere vivo e brillante il colore delle verdure, mantenendone inalterati gli aromi ed il valore nutrizionale.

Per eseguirli, occorre immergere gli alimenti in acqua bollente per pochi secondi. Dopodiché, gli stessi verranno estratti e messi in acqua fredda e ghiaccio per farli raffreddare velocemente. Ma questo non è tutto: ecco tutte le caratteristiche di queste tecniche che potranno migliorare i vostri risultati in cucina.

I segreti della sbiancatura e della sbollentatura

Queste tecniche sono utilizzate come precottura per alcuni alimenti che poi verranno congelati in casa, oppure per intenerirli. Se invece si vogliono sgrassare alcuni cibi, si potrà ricorrere a questa tecnica. Tuttavia, in questo caso, si dovrà utilizzare una cottura ad espansione, ovvero partire con l’alimento già immerso in acqua fredda: il progressivo aumento della temperatura farà sì che lo stesso rilasci nell’acqua i grassi in eccesso.

Con la sbiancatura e la sbollentatura si potranno precuocere alcuni alimenti, portando poi a termine la cottura in altri modi, per esempio in padella con un filo d’olio. Dato che questa tecnica può essere applicata se si desidera che il colore delle nostre verdure rimanga vivo, basterà sbollentare per pochi secondi l’ortaggio prescelto, raffreddarlo in acqua fredda e infine passarlo in padella con olio ed aromi.

Il risultato sarà quello di una pietanza caratterizzata esteticamente da un colorito vivace e sarà sicuramente più bella da vedere nel piatto.

Quando usare la sbiancatura e la sbollentatura

La tecnica della sbiancatura può essere utilizzata anche per i fritti, eseguendo una precottura in olio a 130°C che permette ai cibi di cuocere senza però dorarsi. La doratura verrà poi ultimata al momento del servizio, attraverso la normale friggitura ad alte temperature. La tecnica della sbollentatura può essere utile inoltre per quegli alimenti dalla fibra molto delicata e di piccole dimensioni, che al contatto col calore si trasformano rapidamente da crude a cotte.

Gli strumenti con i quali si possono realizzare sbiancatura e sbollentatura, sono pentole e casseruole. I materiali migliori da utilizzare sono acciaio e alluminio. In particolare, essendo un ottimo conduttore di calore, quest’ultimo consente una distribuzione omogenea della temperatura.

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6 commenti a “Verdure senza nichel : Scopriamole insieme

  1. Vania

    Grazie per queste importanti informazioni! Io soffro di un’ allergia sistemica a Nichel, Cobalto e Cromo…. E non è facile districarsi tra alimenti sì e alimenti no. Ma le zucchine in quale categoria vanno collocate?

  2. federica

    Salve,
    per quanto riguarda il cetriolo e il mais?
    Invece relativamente alla frutta, quali tipi si possono consumare e quali no?
    Grazie.

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