Verdure senza nichel : Scopriamole insieme

verdure senza nichel
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Verdure senza nichel: esistono davvero? Scopriamolo insieme. Sempre più persone si trovano a combattere contro l’intolleranza al nichel e, per evitare le spiacevoli manifestazioni sia dermatologiche che sistemiche, devono cercare di eliminare il più possibile questo metallo dalla loro alimentazione.

Oggi parleremo delle verdure che si possono mangiare in caso d’intolleranza al nichel o meglio, con meno nichel possibile! Ricordatevi che nichel free non si dice, al limite a basso contenuto di nichel.  Con le nuove coltivazioni in idroponica la verdura e la frutta contenenti nichel in minima quantità sta entrando nelle case di molti.

Se vi consola io sono intollerante al nichel e devo mangiare anche senza lattosio e fare attenzione al glutine! Eppure vivo bene lo stesso. Si può!

Verdure senza nichel : esistono davvero?

Bisogna innanzitutto chiarire una cosa: il nichel è un metallo presente un po’ ovunque sulla terra. Tracce più o meno importanti si trovano nell’atmosfera, nell’acqua, nel terreno, ed in molti oggetti di uso quotidiano.

Capirete da soli come intraprendere una dieta completamente con alimenti senza nichel sia abbastanza difficile. Chi segue una dieta senza nichel ci sono tutta una serie di accorgimenti da prendere. Ve ne dico qualcuno da prendere in cucina come:

  • Utilizzare pentolame e posate che non contengono nichel.
  • Far scorrere molto bene l’acqua del rubinetto prima di utilizzarla (le tubature in metallo contengono quasi sempre del nichel, che va a depositarsi nell’acqua che beviamo o utilizziamo per cucinare).
  • Fare attenzione ai prodotti ortofrutticoli, perchè molti di essi, anche se non contengono naturalmente nichel, potrebbero assorbirne quantità più o meno alte per contaminazione del terreno.

Qui nasce il problema delle verdure e del nichel: come vedremo, chi soffre di intolleranza  a questo metallo dovrà optare per le verdure a basso contenuto di nichel, ma non potrà mai essere certo della sua completa assenza, in quanto i terreni in cui sono state coltivate potrebbero contenerne anche discrete quantità, dovute magari all’irrigazione dei campi con acque di falde acquifere contaminate.

Partendo dunque dalla considerazione generale che di verdure senza nichel ne esistono abbastanza poche , ma che potrebbero comunque esserne contaminate per vari motivi (fra cui non dimentichiamo nemmeno le piogge contenenti smog e polveri sottili), vediamo effettivamente di fare un elenco completo di quali sono.

Verdure senza nichel

Verdure senza nichel: quali e quante sono?

Fortunatamente di verdure a basso contenuto di nichel “per natura” ce ne sono, e possono essere consumate tranquillamente dagli intolleranti anche se, come dicevamo prima, la possibilità che ne abbiamo assorbite alcune quantità attraverso le radici non sono da escludere (ma raramente la percentuale è così alta da causare reazioni allergiche ) . Consiglio di acquistare verdure dalla provenienza certa e se lo trovate dal contadino che le coltiva in modo naturale è il massimo. (ndr come d’uso a casa mia)

Gli intolleranti al nichel possono consumare tranquillamente:

  • Finocchi
  • Songino
  • Melanzane
  • Peperoni
  • Scarola
  • Radicchio rosso
  • Bietole o erbette

Possono provare a consumare con moderazione:

  • Carote
  • Cavolfiori
  • Cavoli
  • Lattuga
  • Zucca e zucchine

Dovrebbero invece ridurre drasticamente (e riprendere in dieta a  rotazione):

  • Asparagi
  • Carciofi
  • Cipolle
  • Fagiolini
  • Pomodori
  • Sedano
  • Spinaci

Per quanto riguarda i legumi: lenticchie, fagioli e piselli è meglio mangiarli con moderazione e a rotazione, mentre sono consentiti i ceci almeno due volte al mese, ma con l’accortezza di consumarli freschi e non in scatola, perché quest’ultima potrebbe contaminarli con il nichel in essa contenuta. Lo stesso vale per tutti gli alimenti ed è meglio prediligere sempre prodotti conservati in vasi di vetro.

Fra i cereali non è consigliato il grano saraceno , ma via libera a quinoa, amaranto, fonio etc

Per quanto invece riguarda le patate, ricordate di sbucciarle, in quanto la buccia tende ad assorbire il nichel eventualmente presente nel terreno. Le patate nella dieta che mi è stata data le ho massimo due volte in un mese.

Va prestata attenzione agli strumenti che si usano in cucina

Un ultimo consiglio che riguarda tutte la frutta e le verdure,  e alimenti che contengono nichel in generale, evitate di cuocerle in pentole di acciaio o alluminio, perchè queste, tendendo a rilasciare il nichel durante la cottura, vanificherebbero tutti i vostri sforzi.

Verdure senza nichel elenco

Intolleranza al Nichel: una condanna senza appello?

L’intolleranza al nichel rappresenta un tipo di reattività al metallo molto particolare: essa infatti agisce “per accumulo” . Se siamo predisposti alle reazioni avverse causate dal nichel, esse si manifesteranno solo al di sopra di una certa soglia. In poche parole: più nichel introduciamo nel nostro organismo e più lo satureremo, favorendo tutta la serie di disturbi che gli intolleranti ben conoscono.

La soglia oltre le quale cominciano a manifestarsi le reazioni avverse cambia da persona a persona e, soprattutto, varia anche dopo che l’organismo è stato disintossicato con una dieta a rotazione: per questo motivo molti cibi (comprese le verdure) quando siamo saturi di nichel potrebbero darci fastidio, magari non lo faranno quando saremo disintossicati dal metallo. Per questo motivo abbiamo aggiunto nella lista anche le verdure che si possono consumare con moderazione, monitorando gli effetti che hanno sul nostro organismo.

Indispensabile, per tenere sotto controllo questa intolleranza, è come sempre meglio rivolgersi ad uno specialista che, innanzitutto confermerà o meno la diagnosi.

Risultati alla mano consiglierà la dieta adatta che varierà nel tempo reintroducendo man mano i vari alimenti. Quindi non disperate, perchè seguendo la giusta alimentazione potrete tenere sotto controllo i sintomi senza dover necessariamente rinunciare a tutto!

Una volta individuate le verdure che non risultano essere per noi un danno, come è possibile utilizzarle in cucina? Quali metodi di cottura si prestano di più per il radicchio o bietole, ad esempio?

Per cuocere le verdure, la sbiancatura e la sbollentatura sono da non sottovalutare.

La sbiancatura e la sbollentatura sono due metodi di cottura utilizzati principalmente per rendere vivo e brillante il colore delle verdure, mantenendone inalterati gli aromi ed il valore nutrizionale.”. Per eseguirli, occorre immergere gli alimenti in acqua bollente per pochi secondi. Dopodiché, gli stessi verranno estratti e messi in acqua fredda e ghiaccio per farli raffreddare velocemente. Ma questo non è tutto: ecco tutte le caratteristiche di queste tecniche che potranno migliorare i vostri risultati in cucina.

I segreti della sbiancatura e della sbollentatura

Queste tecniche sono utilizzate come precottura per alcuni alimenti che poi verranno congelati in casa, oppure per intenerirli. Se invece si vogliono sgrassare alcuni cibi, si potrà ricorrere a questa tecnica. Tuttavia, in questo caso, si dovrà utilizzare una cottura ad espansione, ovvero partire con l’alimento già immerso in acqua fredda: il progressivo aumento della temperatura farà sì che lo stesso rilasci nell’acqua i grassi in eccesso.

Con la sbiancatura e la sbollentatura si potranno precuocere alcuni alimenti, portando poi a termine la cottura in altri modi, per esempio in padella con un filo d’olio. Dato che questa tecnica può essere applicata se si desidera che il colore delle nostre verdure rimanga vivo, basterà sbollentare per pochi secondi l’ortaggio prescelto, raffreddarlo in acqua fredda e infine passarlo in padella con olio ed aromi.

Il risultato sarà quello di una pietanza caratterizzata esteticamente da un colorito vivace e sarà sicuramente più bella da vedere nel piatto.

Quando usare la sbiancatura e la sbollentatura

La tecnica della sbiancatura può essere utilizzata anche per i fritti, eseguendo una precottura in olio a 130°C che permette ai cibi di cuocere senza però dorarsi. La doratura verrà poi ultimata al momento del servizio, attraverso la normale friggitura ad alte temperature. La tecnica della sbollentatura può essere utile inoltre per quegli alimenti dalla fibra molto delicata e di piccole dimensioni, che al contatto col calore si trasformano rapidamente da crude a cotte.

Gli strumenti con i quali si possono realizzare sbiancatura e sbollentatura, sono pentole e casseruole. I materiali migliori da utilizzare sono acciaio e alluminio. In particolare, essendo un ottimo conduttore di calore, quest’ultimo consente una distribuzione omogenea della temperatura.

4/5 (1 Recensione)

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46 commenti su “Verdure senza nichel : Scopriamole insieme

  • Mar 14 Giu 2016 | Vania ha detto:

    Grazie per queste importanti informazioni! Io soffro di un’ allergia sistemica a Nichel, Cobalto e Cromo…. E non è facile districarsi tra alimenti sì e alimenti no. Ma le zucchine in quale categoria vanno collocate?

    • Mar 14 Giu 2016 | Tiziana ha detto:

      Vania buonasera, le zucchine sono da consumare con moderazione.

      • Dom 28 Feb 2021 | Marcella ha detto:

        Sono da poco venuta a conoscenza di essere allergica al nichel il dottore e il dermatologo mi hanno detto che con questa percentuale 5++/+posso stare tranquilla e posso mangiare quello che voglio ma io invece continuo a stare male quando mangio determinati alimenti potrebbe aiutarmi dandomi un indirizzo di un allergologo e nutrizionista nella provincia di Rovigo?Grazie anticipatamente

        • Dom 28 Feb 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

          Salve Marcella una risposta cosi mi perplime. Solitamente chi ha problemi con il nichel dovrebbe gestire la propria alimentazione con una dieta a rotazione preceduta da una dieta detox per un breve periodo. In teoria si potrà tornare a mangiare quasi tutto. Mi informo dai professionisti della nostra associazione e le faccio sapere

  • Mar 23 Ago 2016 | federica ha detto:

    Salve,
    per quanto riguarda il cetriolo e il mais?
    Invece relativamente alla frutta, quali tipi si possono consumare e quali no?
    Grazie.

    • Mar 23 Ago 2016 | Tiziana ha detto:

      Il mais è da limitare e consumare con moderazione, sempre a rotazione una volta massimo due al mese. Il cetriolo è a basso contenuto di nichel.

      • Ven 26 Ago 2016 | federica ha detto:

        Grazie, gentilissima :-)

    • Mar 29 Dic 2020 | Rosaria ha detto:

      Mi chiedevo se qualcuno volesse condividere i sintomi della reazione sistemica al nichel. Non mi raccapezzo più con i vari sintomi che mi ritrovo. Grazie in anticipo.

      • Mer 30 Dic 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

        Rosaria buongiorno sono tante le persone che soffrono di Snas

        • Mer 20 Gen 2021 | Luisa ha detto:

          Mi scusi l’ osservazione ma cambi medico! Le allergie ed intolleranze sono una cosa seria e non c’ è nulla da ridere… Le posso consigliare di farsi prescrivere una visita allergologica in modo da entrare in un circuito di analisi ed accertamenti convenzionati.

          • Mer 20 Gen 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

            La ringrazio ma non accetto il suo consiglio. Non ho mai preso sottogamba i problemi causati dal Nichel. Ho ritrovato la serenità grazie al dottore, alla nutrizionista e al mio immunologo che mi hanno aiutato a risolvere in buona parte il problema dandomi consigli adeguati. Se ascoltavo l’allergologo a quest’ora non so nemmeno se sarei qui a risponderle. Ognuno è libero di credere in quello che lo aiuta a star bene non a parole ma con dei fatti concreti. E’ un problema serio che va gestiso sotto vari aspetti.

        • Gio 6 Mag 2021 | luisa liotta ha detto:

          personalmente ho gonfiore generalizato, soprattutto agli occhi e al volto… proprio tanto. ma anche le mani. ho sofferto di dolori muscolari e una sorta di fibromialgia, confusione mentale, gonfiore addominale.. la diagnosi mi è stata fatta tramite patch: non ho resistito 48h e avevo già le piaghe… ma se metto bijotteria non ho problemi.. chissà…

          • Gio 6 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

            E decisamente un quadro complesso. Le consiglio di rivolgersi a un buon professionista.

  • Ven 14 Set 2018 | Edita ha detto:

    Buon giorno
    Purtroppo, io sono stata abbandonata a me stessa. Ho fatto per conto mio le intolleranze in una farmacia: risultato glutine al picco e intolleranza al nichel
    Il mio medico rideva quando ha visto gli esiti. Io sono disperata perché non so come mangiare,. Compro cose senza glutine, poi dentro c’è amido di mais, pasta solo al grano saraceno ecco…ma è tutto fatto da me..volevo andare da un nutrizionista, ma è tutto a pagamento, e il mio medico non me lo prescrive.
    Se qualcun altro ha queste intolleranze per favore mi aiuti a mettere giù come impostare la dieta a rotazione.grazie,Edy

    • Ven 14 Set 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno, posso solo che comprendere il suo stato e il suo disagio. Molti medici non sanno andare oltre la diagnosi. Il fatto che ridano è davvero drammatico. Onestamente il test in farmacia non so quanto si affidabile. Se lei sfoglia il sito trova molti consigli e ricette adatte al senza glutine e a basso contenuto di nichel. Sulla home page trova un box dove seleziona le sue intolleranze ed escono molte ricette.

      Noi facciamo serate riservate ai soci ad un costo simbolico dove la nutrizionista dà dei consigli e fa dei consulti. Io non posso darle una dieta in quanto non sono una dottoressa. Posso indicarle di variare molto la sua alimentazione. Non si scoraggi.

    • Lun 1 Ott 2018 | Barbara Fassetta ha detto:

      Gli unici test attendibili sono quelli che si effettuano all’ospedale come prick test e patch test…li può prescrivere medico di famiglia.
      Quelli delle farmacie non sono riconosciuti dalla medicina !

      • Lun 1 Ott 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

        Barbara sono parzialmente d’accordo con lei. Sull’efficacia di alcuni test che vengono fatti un po’ ovunque condivido il suo pensiero. Sul fatto che siano validi solo prick test e patch test assolutamente no. Ora si possono fare degli esami del sangue prescrivibili dal medico curante e mutuabili. Le garantisco che sono validi e riconosciuti.

    • Lun 27 Mag 2019 | Luisa ha detto:

      Perché nessuno ti dice che il grano saraceno è si privo di glutine ma è al primo posto come ricchezza di nichel! Io usavo la farina per fare il pane e mi ritrovavo con problemi peggio di prima .ho dovuto fare delle ricerche da sola per capire le percentuali di nichel di ogni prodotto , neanche l’ospedale non me l’aveva messo nell’elenco dei prodotti ricchi di nichel. Luisa.

      • Lun 27 Mag 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

        Luisa io ho segnalato che il grano saraceno per chi ha problemi di nichel è da inserire solo seguendo una dieta a rotazione

    • Gio 6 Mag 2021 | luisa liotta ha detto:

      credo che il grano saraceno sia ricco di nichel… meglio pasta di riso, senza glutine e senza nichel… capisco la disperazione, ci prendono tutti per pazze

      • Gio 6 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

        Luisa il grano saraceno ha un alto contenuto di nichel. Attenzione alla pasta senza glutine. Se contengono mais giallo o soia le eviti. Ci prendevano per pazze……. sta cambiando!

  • Mar 2 Ott 2018 | Luciano ha detto:

    Si pero che delusione. .su un sito … non posso mangiare finocchio.. qui me lo porta come alimento che non disturba ????? Non ce la faccio piu .. ognuno dice la sua . Ma una lista ufficiale e seria esiste? ????

    • Mar 2 Ott 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno Luciano, posso capire il suo sconforto e mi sono sentita molte volte come lei. In particolare nei mesi successivi alla diagnosi di intolleranza al nichel. Ci sono siti che riportano anche il riso fra gli alimenti non consentiti quando ci sono certificati di analisi che dimostrano il contrario.

      Io sto seguendo da 6 anni i consigli del Prof. Di Fede e il finocchio relativamente al nichel è fra le verdure consentite e con un basso contenuto di nichel in generale. Una lista ufficiale non esiste in quanto ci sono troppe variabili: terreno, acque etc. Ci sono degli alimenti dichiarati ad alto contenuto di nichel quali: cioccolato, liquirizia, frutta secca etc ma su molti alimenti ci sono pareri contrastanti.

    • Gio 6 Mag 2021 | luisa liotta ha detto:

      qquanta verità… il problema è che il contenuto di nichel varia molto in base alla cultivar, vale a dire al terreno e al modo in cui vengono coltivati gli ortaggi… credo che l’ unica soluzione sia vaccinarsi e usare chelanti dei metalli psanti quali zoolite

      • Gio 6 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

        Luisa non è l’unica soluzione. Io ho iniziato a fare il vaccino e ho dovuto interrompere. Ho provato la zeolite e mi ha creato non pochi problemi. Ho fatto la terapia chelante con ottimi risultati. Una dieta detox per 3 mesi e poi ho intrapreso il cammino della dieta a rotazione. Sto molto attenta a tutto quello che mi circonda e sono tornata a vivere. Per le coltivazioni sono d’accordo con lei.

  • Lun 12 Nov 2018 | Carla ha detto:

    Le olive e capperi sono permessi ?

    • Lun 12 Nov 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Carla buongiono. Olive e capperi sono permessi

  • Gio 22 Nov 2018 | Simonetta santucci ha detto:

    Buongiorno
    Sono allergica al nichel e devo dimagrire assolutamente in modo ponderale per salute. Ho 57 anni cerco un nutrizionista bravo a Bologna a cui rivolgermi tenendo presente che non mangio carne e vivrei di verdure e formaggi. Intollerante al lattosio. Mi può consigliare qualcuno?
    Grazie

  • Sab 21 Set 2019 | Silvana ha detto:

    Peperoncini verdi sono ammessi!

    • Dom 22 Set 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buonasera Silvana. I peperoni per l’intolleranza al nichel sono permessi

  • Sab 19 Ott 2019 | Manuela Agliozzo ha detto:

    Chi e’ allergico al nichel puo’ prendere integratori di ferro per anemia? Senno’ come puo’ sostituire l’integratore di ferro? Grazie anticipatamente

    • Dom 20 Ott 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno le consiglio di rivolgersi al nutrizionista per queste informazioni. Il mio prof non da integratori di ferro ma permette la rotazione degli alimenti

  • Gio 21 Nov 2019 | Jessica Coppola ha detto:

    Buonasera, sono allergica all’alcool etilico e dopo aver effettuato il patch test ho scoperto di essere allergica a: alcool della lanolina, balsamo del Perù, benzalconio cloruro e cobalto cloruro. Purtroppo dopo aver fatto il test, sono stata abbandonata a me stessa e nessun allergologo a cui mi sono rivolta è stato in grado di sapermi dare delle indicazioni sopratutto a livello alimentare. Mi ritrovo dopo circa un mese dal risultato del test a non sapere assolutamente cosa poter mangiare e ad andare a tentativi avendo come metro di giudizio se sto male o meno.
    Saprebbe indicarmi quali alimenti posso mangiare per quanto riguarda l’allergia al cobalto?

    La ringrazio anticipatamente.

    • Gio 21 Nov 2019 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buonasera le consiglio di rivolgersi a un buon biologo/nutrizionista e portare tutte le sue analisi. Il cobalto si trova, poi, in tracce anche in alcuni alimenti – soprattutto, da fonti alimentari di origine animale – motivo per cui vanno evitati anche questi: carne, molluschi, latticini, funghi, cereali e qualche ortaggio e frutto sono alcuni di questi. Ma sono indicazioni generiche. Vedrà che con l’aiuto di uno specialista sicuramente troverà la soluzione e riprenderà a mangiare con il sorriso.

  • Sab 1 Feb 2020 | Gianna ha detto:

    Buongiorno. Da poco ho scoperto di essere allergica al nichel, allergia sistemica, sto seguendo i suggerimenti del medico allergologo, ma dopo 2 settimane non vedo nessunissimo risultato, sono ancora molto gonfia e con dolori muscolo articolari. Per questo molto scoraggiata.
    Quanto tempo ci vorrà per vedere i primi miglioramenti?!

    • Sab 1 Feb 2020 | Tiziana Colombo ha detto:

      Gianna quando ho cominciato il periodo di disintossicazione ci ho messo quasi 8 mesi a vedere i benefici. Nel mio caso eliminando liquirizia e patate l’emicrania si è risolta quasi subto.. Gli altri sintomi sono andati scomparendo quasi del tutto dopo mesi di attenzione e non solo in cucina.

      • Gio 6 Mag 2021 | luisa liotta ha detto:

        questa cosa mi consola. finora sono stata incredula alla mia diagnosi e non ho mangiato bene… infatti i sintomi peggiorano, proverò a stare più attenta e aspetterò tanti mesi allora. comunque ritengo di fare la prova del nove: antistaminico e cortisone… se mi sento un pò meglio, il gonfiore è colpa del nuchel..

        • Gio 6 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

          Luisa io, dopo anni di cortisone e altro , ora non prendo più medicinali.

  • Dom 2 Mag 2021 | Michela ha detto:

    Buongiorno sono Michela , ho 47 anni , da bambina il dermatologo mi diagnosticò la dermatite da contatto per il nichel a causa di orecchini di bigiotteria, quindi da allora ho sempre evitato tutti gli oggetti che potevano venire in contatto con la pelle che contenevano nichel , da adulta ho iniziato ad avere problemi di stomaco e intestinali , il sospetto inizialmente da parte di un medico era che fosse un eccesso di istamina così ho iniziato una dieta per un periodo escludendo cibi che ne contenevano di più , ma ora sto sono seguita da una nutrizionista e biologa in collaborazione con il mio medico , che mi ha dato una dieta per l’allergia al nichel . Documentandomi da sola mi sto rendendo conto che molte cose sono simili all’eccesso di istamina ma con delle varianti. La mia domanda è se è comunque il caso che faccia un test per vedere quanto sono allergica al nichel visto che non l’ho mai fatto ? Con la dieta della nutrizionista sto un po’ meglio ma vorrei capire quanto alcuni alimenti influiscono sulla mia salute perché in realtà la dermatite mi viene solo se sto a contatto con oggetti di metallo, come posso essere sicura che i problemi di stomaco e intestinali siano dovuti al nichel?

    • Lun 3 Mag 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Michela io non sono una dottoressa. Posso dirle in base all’esperienza personale e quella che mi sono fatta stando in mezzo a medici e professionisti del settore che la Dac (dermatite da contatto) si evita proprio con il contatto di materiali contenenti nichel e solitamente se sono a stretto contatto. Anche a me, quando hanno diagnosticato l’intolleranza al nichel, i valori dell’istamina era +4. Con un’adeguata dieta, prima disintossicante e poi a rotazione, ora vivo bene. Nella maggioranza dei casi la dermatite da contatto i dolori intestinali o di stomaco non sono cosi strettamente correlati. Forse le conviene fare ulteriori indagini per capire se, nel caso, è intollerante al lattosio o ha una sensibilità al glutine. La sensibilità al glutine non è celiachia.

  • Mer 8 Set 2021 | Alessandra Spada ha detto:

    Buonasera sono Alessandra e ho l’ allergia al nichel da contatto.. l’ allergologo che mi segue mi ha detto che non sono allergica a quello alimentare.. anche se secondo me sarebbe meglio evitare i cibi che contengono nichel.. cosa mi consiglia?

    • Mer 8 Set 2021 | Alessandra Spada ha detto:

      Buonasera sono Alessandra e ho 45 anni.. circa 5 anni fa ho scoperto di avere l’ allergia al nichel da contatto non da quello alimentare.. devo fare cmq una dieta senza nichel? %

      • Mer 8 Set 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

        Alessandra se è solo da contatto non deve privarsi di tutto. Le consiglio di non esagerare con il consumo degli alimenti ad alto contenuto di nichel: cioccolato, frutta secca, legumi, liquirizia etc… Trova molti articoli esaustivi sul tema qui nel sito

        Deve, invece, fare molta attenzione a cosmetici, detersivi, gioielli, abiti, calze, scarpe, borse e tutto quello che la circonda nell’ambiente domestico ma senza farsi prendere dal panico. Può vivere una vita tranquilla prestando un pò di attenzione in più.

        Se ha bisogno sono qui. Tiziana

  • Lun 4 Ott 2021 | Michela ha detto:

    Buonasera, anni fa mi è venuta una dermatite da contatto e sono risultata allergica a nichel e bicromato di potassio ( presente nella concia del pellame da scarpe etc). La dottoressa che mi fece il test mi accennò anche al nichel e bicromato presenti in frutta e verdura, ma mi disse di non fissarmi eliminandoli altrimenti non avrei mangiato quasi più niente.
    Purtroppo mi è continuata una disidrosi ai piedi che ho nonostante l’uso di scarpe quando possibile di pelle a concia naturale.
    Chi può aiutarmi a capire se i livelli del nichel e bicromato sono tali nel mio organismo da causare ancora problemi, anche gonfiori addominali, reflusso gastroesofageo, aumento di peso?
    Ho 49 anni ancora non in menopausa, ma con qualche chilo di troppo che non riesco a smaltire nemmeno con dieta.

    • Mar 5 Ott 2021 | Tiziana Colombo ha detto:

      Michela effettivamente il medico che mi segue dopo una dieta detox mi ha dato prima una dieta con reintroduzione graduale degli alimenti e poi una dieta a rotazione da seguire per sempre. A distanza di anni ora sto bene e ho imparato a gestirla questo maledetto nichel. Mangio quasi tutto.

      Ho perso 12 chili in 6 mesi e ora il mio peso è stabile. Oltre alla dieta sto molto attenta a tutto quello che mi circonda: abiti, detersivi, trucchi, casalinghi etc. Potrebbe fare un test sulle urine per capire meglio i livelli di metalli pesanti

      Gli esami del sangue, delle feci, delle urine e il mineralogramma del capello, con indicazioni e caratteristiche differenti, sono i sistemi più utili per valutare l’accumulo di metalli pesanti, il rischio di tossicità e le possibili fonti di esposizione per fornire al medico indicazioni utili per la prevenzione e il trattamento delle intossicazioni da minerali tossici.

      La ricerca dei metalli pesanti a livello ematico fornisce indicazioni esclusivamente in caso di esposizioni acute di una certa gravità ed è utile solo a brevissimo termine. I metalli pesanti vengono rimossi rapidamente dal sangue e penetrano nei tessuti: proprio per questo dopo poche ore dall’esposizione acuta non è più possibile rilevarne la presenza a livello ematico.

      L’esame dei minerali nelle feci permette di indagare i livelli di esposizione tossica derivante dal cibo, dall’acqua e da eventuali integratori o farmaci assunti. Può essere molto utile per valutare la qualità del cibo che si sta mangiando e per ricercare una possibile fonte di intossicazione ma non fornisce alcuna indicazione su un eventuale accumulo di minerali tossici nell’organismo.

      La ricerca dei metalli nelle urine può essere eseguito con due differenti modalità. Il test basale fornisce indicazioni simili all’esame ematico e risulta alterato solo quando si è sottoposti a un’esposizione acuta molto recente. Molto più utile l’esame delle urine post terapia chelante, che permette di valutare il livello di metalli tossici accumulati nell’organismo e la risposta alla terapia di chelazione.

      Per finire il mineralogramma (valutazione effettuata su un semplice campione di capelli del soggetto da esaminare) consente di monitorare la carenza e l’eccesso dei più importanti oligoelementi e permette di valutare accumuli cronici di metalli tossici anche di minima entità. Il dosaggio dei minerali nel capello, a differenza di quello sul sangue e sulle urine, è poco soggetto a fluttuazioni e permette di stimare l’esposizione ai metalli tossici negli ultimi 3-4 mesi.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Note per chi deve seguire una dieta a Basso contenuto di nichel. Da leggere attentamente! Sia che sei intollerante al nichel alimentare, allergico al nichel da contatto (DAC) o che ti è stata diagnosticata La SNAS non esiste una cura definitiva e non esiste un modo per eliminare questo metallo dalla vita di una persona. Per alleviare i sintomi è necessario seguire una dieta a rotazione e a basso contenuto di Nichel e fare attenzione a tutto quello che ci circomda. Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per dieta vegetariana

La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Nota per celiaci o sensibili al glutine da leggere attentamente! La raccomandazione è quella di controllate sempre gli ingredienti che utilizzate per la preparazione delle vostre ricette senza glutine. Tutti gli alimenti devono essere adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine, percui, verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore. Quando cucinate per un celiaco organizzatevi al meglio per evitare sia la contaminazione ambientale che quella crociata. Un fattore che in molti sottovalutano. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Nota per celiaci intolleranti al lattosio da leggere attentamente. Dalla nota ministeriale: senza lattosio. E' stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml. Per tutti gli alimenti non contenenti ingredienti lattei l’indicazione “naturalmente privo di lattosio” deve risultare conforme alle condizioni previste dall’articolo 7 del regolamento (UE) 1169/2011. Noi scriviamo "consentita o consentito" per lasciare libero ogni utente di utilizzare il prodotto della marca che preferisce. Mi raccomando di leggere sempre le etichette Tutte le informazioni date negli articoli sono esclusivamente di carattere informativo. Non possono essere utilizzate per ipotizzare indagini cliniche e non sono suggerimenti per fare diagnosi o per la somministrazione di fitofarmaci, farmaci, piante o medicinali. Le informazioni che vengono date non sostituiscono ASSOLUTAMENTE il proprio medico o qualsivoglia specialista al quale vi consigliamo sempre di affidarvi. L’utilizzo e la somministrazione delle informazioni sono di esclusiva responsabilità del lettore.


13-06-2016
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del web, mi conoscono come Nonnapaperina.

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