Orzo con le fave: gusto, freschezza e proteine

Orzo con le fave
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Un primo piatto fresco e leggero: orzo con le fave

Quando arriva la bella stagione giunge anche quel momento in cui si ha più voglia di mangiare piatti freschi e leggeri, senza trascurare i benefici per la salute. Primi piatti come l’orzo con le fave rispondono perfettamente a questi criteri e oggi voglio spiegarvi perché, dandovi qualche consiglio sulle potenzialità degli ingredienti di questa ricetta.

La fava, originaria dell’Africa Settentrionale, era già conosciuta nell’ Antico Egitto. Se ne coltivano attualmente diverse varietà, con semi di differente grandezza e colore: quelle più diffuse presentano semi grandi, piatti, marroni, e si possono trovare anche sgusciate. In Italia, il consumo di fave è stato notevole fino all’inizio del secolo, poi è andato gradualmente calando. Le fave secche sono consumate soprattutto nell’Italia Meridionale, in minestre con pasta o verdure.

La varietà conosciuta come favino (a semi più piccoli, ovoidali) nelle nostre regioni era più frequentemente destinata all’alimentazione di animali e in particolare cavalli, pur avendo la stessa composizione chimica e lo stesso valore nutritivo delle varietà a semi grossi.

Attualmente, in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo esiste un rinnovato interesse per la coltura delle fave, e sono in corso numerosi programmi che hanno come obiettivo un miglioramento delle loro caratteristiche agronomiche e nutrizionali.

Il consumo di fave, in particolar modo di quelle fresche, può provocare il favismo, una forma di anemia che insorge solo in persone con una predisposizione genetica ereditaria (la carenza di un enzima nei globuli rossi). Il favismo è diffuso nel bacino del Mediterraneo e particolarmente in Sardegna.

fave

Orzo con le fave: il sedano, un amico della pressione

Curarsi mangiando è possibile, così come lo è prevenire alcune patologie e diversi disturbi che possono essere tenuti sotto controllo assumendo verdure come il sedano, che aiuta tantissimo a tenere sotto controllo la pressione del sangue, grazie a sostanze che favoriscono il rilassamento delle pareti dei vasi ematici.

Amico anche del sistema immunitario per via della presenza della vitamina C, il sedano è contraddistinto pure da un alto contenuto di fibre, il che può fare la differenza per quanto riguarda il controllo del colesterolo LDL e la prevenzione di patologie a livello cardiovascolare.

Utilissimo contro la gastrite grazie ai flavonoidi, il sedano è anche diuretico ed efficace per quanto riguarda la perdita di peso per via dell’apporto calorico contenuto (a tal proposito è bene ricordare che fa particolarmente bene bere il succo di sedano).

Orzo con le fave: ecco perché mangiare fave fa bene

Si può sostituire la carne rossa come fonte principale di proteine? Certamente sì! Un soluzione utile al proposito riguarda l’assunzione di fave, un legume caratterizzato da un alto apporto proteico. Perché mangiare le fave fa bene? Prima di tutto per il fatto che, grazie all’apporto di proteine e fibre, contribuiscono in maniera importante al mantenimento del peso forma.

Contraddistinte anche da un importante contenuto di vitamina B, le fave sono ottime amiche del sistema nervoso. Ottima fonte di acido folico, le fave fanno la differenza anche per quanto riguarda il contrasto del colesterolo LDL.

La loro assunzione è efficacissima anche per quanto riguarda la prevenzione del diabete, in quanto grazie alle fibre è possibile tenere sotto controllo il rilascio degli zuccheri nel sangue. Con questo primo piatto è davvero facile prendersi cura della propria salute senza rinunciare al gusto!

Ottima alternativa anche per chi soffre di celiachia e intolleranza al lattosio, questa ricetta è alla portata di tutti e vi permetterà di rendere speciali quelle cene con gli amici durante le quali mangiare in maniera gustosa e semplice può fare la differenza! Provate per credere!

E’ opportuno ricordare che come la maggior parte dei cereali, l’orzo contiene il glutine e, pertanto, non è indicato alle persone che soffrono di celiachia e sensibilità al glutine.

Ingredienti per 4 persone

  • 350 gr orzo perlato
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipolla
  • mezzo bicchiere vino bianco secco
  • 1 lt brodo vegetale
  • 200 gr fave fresche
  • 60 gr pecorino stagionato
  • 4 cucchiai olio extravergine oliva
  • q.b. pepe nero in grani e sale

Preparazione

Ponete l’orzo in ammollo in acqua tiepida per circa 3 ore, quindi scolatelo, trasferitelo in una casseruola, versatevi sopra abbondante acqua fredda, coprite e portate a ebollizione; salate leggermente e lasciate cuocere l’orzo per 20 minuti, scolandolo molto al dente.

Mondate e lavate la costola di sedano, raschiate la carota e sbucciate la cipolla: tritate grossolanamente il tutto con una mezzaluna. Nella stessa casseruola in cui avete cotto l’orzo scaldate tre cucchiai di olio e soffriggetevi il trito di verdure; aggiungete quindi l’orzo, bagnate con il vino bianco, fate sfumare e cuocete per altri 20 minuti allungando, a mano a mano, con il brodo vegetale ben caldo e continuando a mescolare.

Nel frattempo scaldate in una padella l’olio restante e versatevi le fave fresche o surgelate; salate, profumate con una macinata di pepe, mescolate e fate saltare a fuoco vivo per 15 minuti. Unite le fave all’orzo 5 minuti prima del termine della sua cottura.

Distribuite il tutto in fondine individuali e completate con il pecorino grattugiato

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La dieta vegetariana è una scelta, che vanta profili ora etici ora salutistici, ma che pone in essere alcune difficoltà dal punto di vista nutrizionale. Molti studi scientifi affermano che la dieta vegetariana non comporta rischi per la salute se e quando è pianificata in modo equilibrato. Diventare vegetariano non vuol dire mangiare solo frutta e verdura. Si devono consumare anche i legumi, le uova, il latte. I celiaci che vogliono seguire una dieta vegetariana devono fare attenzione ad alcuni cereali: il frumento, l’orzo,  la segale, il farro, il kamut e tutti i prodotti da forno che potrebbe presentare tracce di glutine. A i tanti vegetariani che mi scrivono sul sito, su Facebook, su Instagram etc dicendomi di eliminare la carne dal sito voglio dire una cosa: ci sono categorie di persone, che anche volendo, non possono seguire la dieta vegetariana. Un esempio pratico sono gli  intolleranti al nichel. Il nichel è presente in quasi tutta la frutta e la verdura. Ci sono dei momenti della vita: infanzia, adolescenza, o in periodi di gravidanza e allattamento che può essere utile affidarsi a un medico o un nutrizionista, che saprà consigliare e valutare le scelte più adeguate da fare in base alle esigenze nutrizionali.

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15-04-2017
Scritto da:

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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