Tartare di fassona, un secondo piatto dal sapore delicato
La tartare di fassona è sicura?
La tartare di fassone piemontese, per chi non lo sapesse, è sostanzialmente carne di fassona cruda e trattata non termicamente, ma solo a un livello di condimento. Il concetto di carne cruda può spaventare chi non è abituato a mangiarla, in quanto associata – a torto – con un rischio di infezione elevato e con una scarsa digeribilità.
Ebbene non si incorre in nessun tipo di problema se la carne è di qualità, inoltre la nostra versione “tartare” non solo è sicura, ma reca all’organismo vari benefici. Il riferimento è alla spiccata presenza di sostanze quali il ferro, il potassio, il magnesio e il calcio, che di norma si disperdono (ma non completamente) durante la cottura.
Per un ottimo risultato della tartare di fassona ovviamente è necessario che la carne sia molto fresca e di qualità, dunque il consiglio è di rivolgersi al proprio macellaio di fiducia. Dalla fassona Piemontese si ricavano molti tagli di carne pregiati. Sono molto magri e teneri. Tra l’altro, la carne di fassona piemontese si presta alla realizzazione della tartare, in quanto dotato di una sottile marezzatura e di una morbidezza superiore alla media.
Ricetta tartare di fassona
Preparazione tartare di fassona
- Per la preparazione della tartare di fassona iniziate facendo bollire l’acqua insieme all’aceto, al sale, allo zucchero, ai chiodi di garofano e all’alloro, poi lasciate raffreddare.
- Fate sbollentare per 2 minuti in acqua salata le cipolle sbucciate e tagliate a spicchi, poi scolatele e immergetele nella soluzione precedente.
- Fate marinare per almeno 24 ore. Nel frattempo frullate la burrata in un mixer e conservatela.
- Ora occupatevi della carne: tagliate la carne prima a fettine e poi tritate finemente. La carne va battuta al coltello per renderla tenerissima e non far perdere i suoi succhi.
- Dopo la marinatura, scolate le cipolle e condite con olio extravergine di oliva.
- Unite in una terrina un trito di maggiorana, il succo di limone, un po’ di olio, sale e pepe.
- Mescolate e aggiungete il trito di carne e lasciate riposare per 30 minuti a temperatura ambiente.
- Posizionate un coppa pasta sul piatto da portate. Versate la carne marinata pressandola con un cucchiaio, due cucchiai di burrata, la misticanza e le cipolle.
- Sfilate delicatamente il coppa pasta, servite e buon appetito. Potete servire la tartare di fassona anche con un tuorlo d’uovo marinato al posto della burrata.
Ingredienti tartare di fassona
- 600 gr. di coscia di fassone piemontese
- 1 mazzetto di maggiorana
- 1 limone
- 300 gr. di cipolle rosse
- 200 gr. di burratina Sabelli
- mezzo lt. di acqua
- 5 gr. di sale
- 20 gr. di zucchero semolato
- 2 chiodi di garofano
- 1 foglia di alloro
- 1 dl. di aceto di vino rosso
- 120 gr. di misticanza
- succo di mezzo limone
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- un pizzico di sale e pepe
Una marinatura particolare per la nostra ricetta
Il concetto di marinatura in genere si associa alla carne, dal momento che in alcune ricette sostituisce la fase di cottura. Tuttavia, è una tartare di carne, dunque la marinatura non riguarda la carne bensì le cipolle.
Si tratta di un’idea particolarmente azzeccata, anche perché il liquido di marinatura viene ricavato da una mistura di ingredienti che si sposano bene tra di loro e sono capaci di insaporire senza coprire.

Nello specifico, la marinatura viene realizzata per mezzo dell’acqua, dell’aceto, dei chiodi di garofano, dello zucchero e dell’alloro. Il risultato è un condimento in grado di valorizzare il sapore – già squisito di suo – del fassone fresco.
I numerosi benefici della maggiorana
La maggiorana gioca un ruolo di primo piano nella ricetta della tartare di fassone piemontes, anche perché rappresenta uno dei condimenti principali della carne. Dal punto di vista organolettico, la maggioranza presenta molte caratteristiche in comune con l’origano, ma rispetto a questo si caratterizza per un sapore più delicato, niente affatto coprente.
La maggiorana è anche un’erba terapeutica, a tal punto che viene consumata soprattutto sotto forma di infusi. In primo luogo è capace di lenire i disturbi di stomaco e favorire una serena e veloce digestione.
E’ anche un valido e naturale rimedio contro i malanni influenzali, tosse e raffreddore. Inoltre, è un formidabile antistress ed esercita una spiccata funzione anti-insonnia. Favorisce, infatti, il rilassamento, sostiene il tono muscolare e contrasta i dolori dell’apparato muscolo-scheletrico. Un secondo piatto che io adoro e lo mangerei tutti i giorni!
La fassona si distingue da molte altre carni bovine per la sua magrezza e tenerezza. Rispetto a carni più grasse o marezzate ha un gusto più pulito e delicato. Questo la rende ideale per preparazioni poco invasive, come il crudo o le cotture rapide. Altre carni possono offrire maggiore intensità, ma spesso richiedono tecniche più complesse per risultare equilibrate.
Tartare di fassona piemontese, un secondo pregiato
La tartare di fassona piemontese è un secondo pregiato, il merito va non solo al procedimento di preparazione ma anche alla materia prima utilizzata. La fassona è infatti un tipo di carne diversa dal solito, che vanta caratteristiche organolettiche fuori dal comune.
Si distingue in particolare per la sua morbidezza e succosità, che è dovuta a una particolare struttura muscolare che conferisce una grana fine e una scarsa presenza di grasso intramuscolare.
Il sapore è delicato ma ricco, con un profilo aromatico leggermente dolce e ferroso. Rispetto ad altre carni bovine, come quella di razze internazionali, la fassona ha un minor contenuto di grasso, che le conferisce un gusto meno intenso ma più raffinato e perfetto per la tartare. Nondimeno, la bassa presenza di grasso non compromette la morbidezza, una caratteristica che anzi la rende unica.
Il contributo dei formaggi nella fassona a tartare
La lista degli ingredienti della tartare di fassona comprende anche un formaggio, la burrata, che viene posta sulla tartare a mo’ di guarnizione. Non una burrata qualsiasi, ma la burrata Sabelli, che si caratterizza per il suo gusto genuino e per la sua leggerezza.
La burrata ha un sapore delicato e marcatamente di latte, con una nota leggermente burrosa e un retrogusto cremoso. La sua consistenza è morbida all’esterno e vellutata all’interno, con un cuore di stracciatella che scatena un’esperienza gustativa fresca e avvolgente.
Dal punto di vista nutrizionale la burrata è ricca di grassi, principalmente saturi, con un apporto calorico piuttosto elevato. Contiene anche proteine di alta qualità, calcio, fosforo e vitamine A e B12. Tuttavia, il suo contenuto di colesterolo e sodio richiede moderazione nel consumo.
La burrata è frutto di un preciso disciplinare di produzione. Si inizia con la lavorazione del latte per produrre la mozzarella. Una parte viene trasformata in stracciatella, mescolando panna fresca e pezzi di mozzarella. Questa farcitura viene poi avvolta in una sacca di pasta filata fresca, che forma l’involucro della burrata. La “busta” viene poi chiusa manualmente e lasciata riposare per un tempo limitato.
Come accompagnare la tartare di fassona piemontese?
La tartare di fassona è un secondo piatto pregiato, che merita di essere abbinato con un tipo di vino che ne sia all’altezza. Un abbinamento interessante è quello con il Nebbiolo, un vino rosso piemontese dal sapore elegante e tannico, che si sposa bene con la delicatezza e la succosità della carne cruda, esaltando le note aromatiche senza coprirle.
Un’altra opzione è il Barbera d’Alba, che offre un equilibrio tra acidità e struttura, perfetto per bilanciare la dolcezza della carne e accompagnare eventuali condimenti della tartare come olio d’oliva o senape. Per chi preferisce vini leggeri vi consiglio il Franciacorta Brut, uno spumante tradizionale di alta qualità. Le sue bollicine e la freschezza agrumata creano un bel contrasto con la morbidezza della carne, offrendo una combinazione raffinata ma vivace.
Infine, per un’opzione non alcolica, si può considerare il succo di melagrana. La sua dolcezza spiccata, unita a una leggera acidità, aggiunge un contrasto piacevole alla tartare, esaltando i sapori senza coprirli e fornendo una soluzione gradevole al palato.
Oltre alla fassona si possono preparare ottime tartare anche con altri tipi di carne, come il manzo adulto di qualità, il vitello o, in contesti più specifici, il cavallo. Ogni carne ha caratteristiche diverse in termini di gusto e consistenza. È fondamentale che siano freschissime e trattate con grande attenzione, infatti la tartare richiede sicurezza, materie prime impeccabili e una lavorazione precisa.
Il contorno più adatto per la tartare di fassona
La tartare di fassona è un piatto che punto sull’equilibrio, sulla precisione e sulla conoscenza delle caratteristiche delle materie prime. Caratteristiche che parlano di una carne magra, tenera, dal gusto pulito e delicato, lontano dalle note selvatiche o troppo ematiche di altre carni bovine. Proprio per questo motivo il contorno non può essere scelto con superficialità, ossia non deve riempire, non deve stupire più della carne, ma accompagnarla e valorizzarla al meglio.
Il primo criterio da considerare è la leggerezza. La tartare è un piatto crudo, quindi già di per sé è molto diretto e immediato. Pertanto vi sconsiglio contorni troppo grassi o strutturati, poiché romperebbero l’equilibrio del piatto e renderebbero l’esperienza complessiva meno elegante. Vi consiglio invece verdure crude o appena lavorate, poiché mantengono la freschezza e la croccantezza, creando un contrasto di consistenze senza introdurre pesantezza.
Un grande classico è rappresentato dalle insalate semplici. Mi riferisco a lattughe tenere, come songino e misticanza, che funzionano bene perché non hanno un gusto dominante. Possono essere condite in modo essenziale, ossia con un filo di olio extravergine di oliva e pochissimo sale, oppure possono essere servite quasi al naturale. In questo caso il contorno alleggerisce e pulisce il palato tra un boccone e l’altro.
Altri contorni interessanti per la tartare di fassona
Per la tartare di fassona sono molto adatte anche le verdure crude tagliate sottili. Qualche esempio? Finocchi, zucchine, carote, sedano rapa, che devono essere affettati finemente o ridotti a julienne per aggiungere croccantezza e freschezza. E’ importante che il taglio sia preciso e regolare, poiché anche l’aspetto visivo contribuisce alla percezione di eleganza del piatto. Una piccola precisazione: vanno evitati i condimenti troppo aggressivi, quindi basta un’emulsione leggera o qualche goccia di succo agrumato.
Le verdure cotte non sono escluse, ma vanno scelte con attenzione. Una verdura leggermente scottata o cotta al vapore può funzionare solo se mantiene una certa consistenza. Idem per fagiolini, asparagi o patate novelle se vengono preparati in modo semplice e porzionati con misura. In questi casi il contorno aggiunge una componente più rassicurante senza rubare la scena alla carne.
Un altro elemento interessante riguarda le temperature. A tal proposito vi consiglio un contorno leggermente fresco, ma non freddo di frigorifero, in quanto aiuta a esaltare la delicatezza della carne cruda. Al contrario un contorno caldo rischia di creare un contrasto poco armonico. La tartare di fassona dà il meglio di sé quando tutto il piatto è coerente anche dal punto di vista termico.
Infine non va dimenticato il ruolo del pane, che può diventare un contorno a tutti gli effetti. Va bene il pane leggermente tostato, i grissini artigianali o dei piccoli crostini neutri, in quanto accompagnano la tartare senza interferire con il gusto. Anche qui vale la regola della sobrietà, ossia niente pane troppo saporito o speziato, che oscurerebbe l’ingrediente principale.
La tartare non è l’unica soluzione
La tartare di fassona, come abbiamo visto, è un secondo elegante e gustoso. Tuttavia non è l’unica ricetta in grado di valorizzare sul serio questo tipo di carne. Anzi sarebbe un peccato limitarsi alla tartare, in quanto fassona è una razza bovina che offre grande versatilità in cucina, proprio grazie alla sua struttura magra e alla sua tenerezza naturale.
Una delle alternative più immediate è la fassona leggermente scottata. Anche in questo caso la carne resta protagonista, ma il passaggio rapido in padella o sulla piastra introduce una nota diversa, ossia più interessante e leggermente caramellata. Si tratta di una preparazione che mantiene l’eleganza della materia prima, ma la rende più accessibile a chi non ama il crudo.
Anche la griglia rappresenta una soluzione valida, a patto di rispettare tempi di cottura molto brevi. La carne non ama le cotture prolungate, in quanto rischierebbe di diventare asciutta e stopposa. E’ da prediligere invece una grigliatura rapida, che conserva un interno ancora rosato, permettendo di apprezzare la qualità della carne senza snaturarla. In questo caso il contorno assume un ruolo simile a quello della tartare, quindi deve essere semplice e fresco. La fassona può essere valorizzata anche in preparazioni tiepide, come carpacci leggermente marinati o scottati. Qui il lavoro non è tanto sulla cottura quanto sull’equilibrio degli aromi. Sono invece da evitare le marinature troppo aggressive, quindi è meglio puntare su pochi elementi che accompagnino la carne senza coprirla.
FAQ sulla tartare di fassona
Che cos’è la tartare di fassona?
La tartare di fassona è un piatto a base di carne cruda di bovino di razza fassona, tipica del Piemonte. La carne viene finemente tritata e servita con condimenti come olio extravergine di oliva, sale, pepe, limone e talvolta senape o altri ingredienti. E’ apprezzata per la sua morbidezza e per il gusto delicato.
Che sapore ha la fassona?
La carne di fassona ha un sapore delicato ma intenso,valorizzato da una nota dolce. E’ particolarmente tenera grazie alla sua muscolatura magra e alla bassa percentuale di grasso intramuscolare. Il gusto della fassona è leggermente meno ferroso rispetto ad altre carni rosse, risultando molto gradevole anche per chi preferisce sapori più morbidi.
Cosa si usa per marinare la tartare?
Per marinare la tartare di fassona si utilizzano ingredienti semplici che esaltano il sapore della carne, come olio extravergine di oliva, succo di limone o aceto di vino rosso, sale e pepe. Alcune varianti comprendono senape, chiodi di garofano ed erbe aromatiche, come l’alloro.
Quante calorie ha la tartare di fassona?
La tartare di fassona è un secondo poco calorico in quanto è ricco di condimenti non molto grassi (se si esclude l’olio extravergine di oliva). Di base dovrebbe apportare sulle 250-300 kcal a porzione.
Ricette tartare ne abbiamo? Certo che si!
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