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Prepariamo la pagnotta di grano saraceno

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

pagnotta di grano saraceno
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 6 persone
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4.8/5 (4 Recensioni)

Prepariamo la pagnotta di grano saraceno

La pagnotta di grano saraceno è un’alternativa molto gustosa al pane classico. In un certo senso è anche più genuina e salutare. In primo luogo perché è realizzata con la farina di grano saraceno, anziché la classica farina doppio zero raffinata. Secondariamente perché integra il miele di acacia, un ingrediente particolare, in genere non associato al pane, che esercita un impatto organolettico straordinario. Tornando alla farina, va specificato che quella di grano saraceno si caratterizza per le ottime capacità panificatorie. Un aspetto non scontato, dal momento che molte farine alternative peccano da questo punto di vista.

Il grano saraceno, poi, vanta tutta una serie di qualità assenti nei cereali classici. Il riferimento è all’eccezionale apporto di fibre, che agisce a beneficio dell’apparato digerente e della flora intestinale. Discorso simile per le vitamine, che sono estremamente abbondanti e appartengono prevalentemente al gruppo B. Per quanto concerne i sali  minerali, il grano saraceno è ricco di fosforo, calcio, ferro, rame, magnesio e manganese. L’aspetto più importante, però, è la totale assenza di glutine, in virtù di ciò il grano saraceno può essere consumato anche dai celiaci.

Ricetta pagnotta di grano saraceno

Preparazione pagnotta di grano saraceno

Per la preparazione della pagnotta di grano saraceno iniziate versando la farina in una ciotola, poi ponete al centro il lievito sciolto nel miele e impastate con delicatezza, integrando poco per volta i 380 ml. di acqua tiepida. Contestualmente, e sempre con gradualità, unite l’olio e il sale. Ora impastate con energia fino ad ottenere un panetto morbido e abbastanza compatto.

Fate lievitare l’impasto per almeno un’ora (deve aumentare drasticamente il suo volume), poi separate dei pezzi di uguale dimensione e formate con essi dei panini. Poneteli su una teglia ricoperta di carta da forno e coprite il tutto con un telo umido. Lasciate lievitare ulteriormente per circa 40 minuti, poi cuocete al forno. In teoria bastano 40 minuti (se il forno è già caldo), i primi 10 vanno eseguiti a 200 gradi, gli ultimi 30 minuti a 180 gradi. Tuttavia controllate la cottura immergendo uno stecchino all’interno del panino e verificando che sia ben asciutto.

Ingredienti pagnotta di grano saraceno

  • 500 gr. di farina di grano saraceno
  • 1 cucchiaio di miele di acacia
  • 25 gr. di lievito di birra fresco
  • 380 ml. di acqua naturale
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • q. b. di sale fino.

Il ruolo del miele di acacia

Come già accennato, l’altra peculiarità della pagnotta di grano saraceno è la presenza del miele. Di base il pane viene arricchito da ingredienti “grassi”, come l’olio e il burro. Tuttavia con il miele la pagnotta “guadagna” in dolcezza, profondità organolettica e leggerezza. A tal proposito, quale miele utilizzare? Il consiglio è di usare un miele delicato, visto il rischio concreto di coprire gli altri sapori. L’ideale è rappresentato dal miele di acacia, che presenta un colore ambrato chiaro e un sapore delicato e ben riconoscibile. Il miele di acacia è un toccasana, oltre che un ingrediente meritevole di attenzione “culinaria”. Per esempio è un meraviglioso disintossicante, in particolare contribuisce a mantenere in perfetto stato il fegato.

Il miele di acacia, così come il millefiori, è un ottimo antibatterico e antinfiammatorio. Essendo ricco di vitamine e sali minerali, poi, è un discreto ricostituente. Una precisazione, il miele di acacia è dolce, ma ha un indice glicemico moderato. Proprio per questo può essere consumato con relativa sicurezza anche dai diabetici. In occasione di questa ricetta, il miele va integrato fin da subito. In particolare viene posto al centro della farina, in modo da poter essere assorbito con maggiore rapidità. Tuttavia fate attenzione alle dosi, il miele di acacia è pur sempre un prodotto dolcificante, che può sbilanciare la ricetta dal punto di vista organolettico.

Quale lievito utilizzare?

Da questo punto di vista la pagnotta di grano saraceno non differisce dalle altre tipologie di pane. Va utilizzato, infatti, un lievito estremamente tradizionale utilizzato anche per la pizza, come il lievito di birra. Nello specifico va usata la sua variante fresca, che interviene non solo dal punto di vista chimico (per facilitare la lievitazione), ma anche organolettico. Le preparazioni assumono un sapore più composito se vengono arricchite dal lievito di birra fresco.

Tra l’altro questo tipo di lievito è anche ricco di nutrienti, infatti apporta discrete dosi di magnesio, fosforo, potassio, ferro, calcio e selenio. Quest’ultima sostanza esercita un’azione antiossidante, e in virtù di ciò riduce lo stress ossidativo e contribuisce a prevenire il cancro. Non  mancano le vitamine, e in particolare quelle del gruppo B. Il lievito di birra, infine, esercita una funzione disintossicante nei confronti del fegato. Inoltre ha un impatto positivo sull’apparato cardiovascolare e sul metabolismo degli zuccheri, sostenendo l’azione dell’insulina.

pagnotta di grano saraceno

Le persone obbligate a seguire una dieta senza glutine e senza lattosio sono sempre di più: una volta sarebbe stato un vero problema, e coloro che soffrivano di queste intolleranze e allergie alimentari avrebbero dovuto rinunciare a moltissimi cibi. Per fortuna l’offerta di prodotti “gluten free” e “lactose free” sta diventando sempre più ampia, semplificando di molto la vita agli intolleranti.

Celiachia: l’impegno di Regione Lombardia

Progetto Celiachia : app di Regione Lombardia. Da qualche anno a questa parte, la comunità scientifica e le istituzioni stanno dedicando un’attenzione molto particolare alla celiachia. Regione Lombardia, da tempo esempio di eccellenza per quanto riguarda la sanità e la cura della salute pubblica, lo dimostra con Progetto Celiachia.

Di cosa si tratta? Di un’iniziativa messa a punto grazie all’aiuto della società Lombardia Informatica. Grazie al suddetto progetto, una realtà fin dal 2014, è possibile, attraverso la Carta Nazionale dei Servizi, utilizzare il budget celiachia – una somma messa a disposizione dall’ente regionale – per acquistare prodotti gluten free su tutto il territorio nazionale. L’onere economico è a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

La sfida di Regione Lombardia

La sfida di Regione Lombardia è a dir poco ambiziosa. L’obiettivo, infatti, è quello  di dare corpo a un sistema unico a livello nazionale, così da concretizzare dei benefici effettivi per gli utenti. In questo modo, chi soffre di celiachia ha la possibilità di muoversi liberamente per il Paese, consapevole di avere sempre a disposizione una somma finalizzata all’acquisto di prodotti gluten free.

Come si accede al servizio Progetto Celiachia?

Il servizio è di indubbia qualità. A questo punto, viene da chiedersi cosa bisogna fare per accedere. Fondamentale a tal proposito è l’utilizzo della Carta Nazionale dei Servizi. Su di essa, viene accreditato il budget mensile per l’acquisto dei prodotti gluten free

Una volta che ci si reca presso il punto vendita e che arriva il momento di pagare i prodotti, tramite il POS – la macchinetta per il pagamento con carta di credito – dell’esercizio e un codice segreto a disposizione del singolo assistito, si può usufruire dell’importante beneficio.

Il progetto, in questi anni, è stato accolto con molto successo. Sono infatti più di 34.000 i celiaci che usufruiscono di questo servizio. Le farmacie che aderiscono sono quasi 3.000, 196 i negozi specializzati e più di 600 i punti vendita della GDO (grande distribuzione organizzata).

Iniziativa innovativa che è stata salutata con pareri positivi anche da altre Regioni, come per esempio la Toscana, è chiara spia di quanto il contributo delle istituzioni sia fondamentale per gestire al meglio la celiachia e la qualità della vita di chi ha a che fare con questa condizione.

Celiachia: un protocollo per migliorare la diagnosi precoce. Nel 2014 sono state circa 170mila le nuove diagnosi di celiachia in Italia. Purtroppo questa condizione è ancora sottovalutata, soprattutto per quanto riguarda la diagnosi precoce (si stima che siano circa 400.000 gli italiani affetti da celiachia che ancora non sanno della loro condizione clinica).

Tale situazione si verifica perché i primi sintomi della celiachia si presentano spesso in maniera blanda, coinvolgendo parti del corpo diverse dall’apparato gastrointestinale (sono in particolare il gonfiore addominale, il dimagrimento e i frequenti episodi di vomito a mettere in allarme chi poi scopre di soffrire di celiachia).

Un protocollo ministeriale per la diagnosi precoce di celiachia

Alla luce di questo quadro epidemiologico impossibile da ignorare, il Ministero della Salute ha avviato un programma d’investimenti in collaborazione con le province autonome di Trento e Bolzano. L’obiettivo di tale percorso è stata la realizzazione di un protocollo incentrato su diagnosi, follow up e prevenzione della celiachia, una malattia che, come dimostrano i dati presentati nel paragrafo precedente (che non tengono conto di tutti i soggetti che hanno questo problema e non lo sanno), è tutto tranne che rara nel nostro Paese.

Le novità del protocollo in questione – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 19 agosto – comprendono diversi aspetti riguardanti l’approccio quotidiano con il paziente e mettono in primo piano un’attenzione particolare ai bambini.

Progetto Celiachia: le novità per lo screening diagnostico

Il nuovo protocollo ministeriale si concentra in particolare sulla diagnosi precoce della celiachia, che abbiamo già ricordato essere oggi particolarmente importante. Il percorso prevede uno screening iniziale contraddistinto dall’esecuzione di test sierologici, ai quali segue una biopsia intestinale.

Quest’ultimo step può essere evitato nei pazienti in età pediatrica, ma solo se sono presenti specifiche condizioni cliniche riconducibili alla celiachia, oltre alla risposta positiva alla dieta senza glutine e a specifici riscontri genetici e di positività agli anticorpi antitransglutaminasi.

Un’ampia trattazione è ovviamente dedicata alla dieta senza glutine e alla differenza tra celiachia e allergia al glutine.

Il protocollo ministeriale – definito ufficialmente dopo 8 anni di accordi – si pone come punto di riferimento ufficiale per migliorare l’informazione generale sulla malattia, tenendo come obiettivo principale l’aumento delle diagnosi precoci e la diminuzione dei percorsi di screening errati, che sono sinonimo d’inutili privazioni alimentari e di sofferenza psicologica per chi le vive in prima persona.

Dieta gluten free? Certamente non è per tutti!

La dieta gluten free sta diventando quasi una moda, entrando anche far parte dello stile di vita di persone che non sono né intolleranti né allergici al glutine. Infatti, le persone realmente celiache sono decisamente poche rispetto a tutti coloro che effettivamente eliminano questa sostanza dal proprio regime alimentare. Ma le domande che sorgono sono: si tratta della scelta giusta? Cosa può accadere a chi elimina il glutine dalla propria alimentazione senza un valido motivo?

Molti esperti non concordano con questa scelta. Non a caso, questo tipo di dieta può comportare delle considerevoli controindicazioni e problematiche a tutti coloro che non soffrono di celiachia in quanto impoverisce in particolar modo la loro alimentazione. A questo proposito, ecco tutto quello che dovreste sapere riguardo la dieta senza glutine.

Ecco 5 ragioni per evitare la dieta gluten free

Esistono delle valide motivazioni per le quali chi non soffre di celiachia non dovrebbe eliminare il glutine dalla propria alimentazione, ma prima è importante sottolineare una cosa: avere frequenti problemi gastrici quando si consuma alimenti derivati dai cereali, non significa necessariamente soffrire di intolleranza al glutine. I celiaci presentano sintomi molto diversi e, pertanto, prima di iniziare con le ristrettezze è opportuno consultare un allergologo.

Tuttavia, coloro che sanno di non essere celiaci, ma seguono comunque la dieta gluten free, dovrebbero sapere che:

  • Questa dieta può anche non comportare il dimagrimento.
  • I prodotti senza glutine costano di più.
  • I prodotti per celiaci possono causare dolori di addominali.
  • Uno degli effetti negativi di questa dieta è un aumento della stanchezza.
  • Questa scelta può comportare carenze alimentari.

Questo è quanto riportato nel libro “Gluten Freedom” redatto da Alessio Fasano, il direttore e fondatore del Center for Celiac Research che si trova al Massachusetts General Hospital. Queste cinque ragioni ci fanno capire che la dieta senza glutine non è del tutto salutare per coloro che non soffrono di celiachia. Infatti, preferire i prodotti per celiaci può comportare problemi alla salute, anche gravi, e persino al portafoglio.

Dieta gluten free: conclusioni e consigli finali

Come avrete capito, non è necessario scegliere i prodotti privi glutine se si desidera perdere peso: essi offrono comunque un notevole apporto di calorie e spesso contengono anche maggiori quantità di zuccheri e grassi, che servono per renderli molto più gradevoli per il palato. D’altra parte, offrono un ridotto apporto di fibre e per questo possono comportare irregolarità intestinale, infiammazioni, crampi e altre tipologie di disagi all’apparato gastrointestinale.

Inoltre, la dieta gluten free è costosa in quanto i prodotti per celiaci contengono cereali speciali. Tuttavia, è utile anche sapere che questi ultimi offrono un ridotto apporto di vitamina D, ferro, acido folico e zinco, causando così delle carenze nutrizionali e sintomi come stanchezza, cambiamenti di umore e perdita di capelli.

Insomma, è ovvio che la dieta senza glutine non è per tutti. Perciò, onde evitare problemi, il consiglio è sempre quello di variare e non farsi mancare nulla: un’alimentazione sana ed equilibrata è sempre la migliore soluzione, anche per perdere peso.

Ricette pane ne abbiamo? Certo che si!

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Riproduzione riservata

24 commenti su “Prepariamo la pagnotta di grano saraceno

  • Sab 22 Apr 2017 | Sabrina Rubino ha detto:

    Grazie dell’informazione

  • Sab 22 Apr 2017 | Sabrina Rubino ha detto:

    Ho scoperto da poco che sono intollerante al glutine e all’attosio.mi può aiutare? Grazie

    • Lun 24 Apr 2017 | Tiziana ha detto:

      Sabrina buongiorno, sul sito trova molte ricette che vanno bene per entrambe le intolleranze. Resto a disposizione

  • Gio 28 Set 2017 | Angelo montorfano ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    Sono un post-operatorio da tumore al colon,e ho scoperto da li,di avere intolleranze concrete al lattosio e derivati,nonche’ al glutine.Sono disperato perche’ se appena mangio qualcosa di diverso i sintomi sono evidenti di diarrea cronica,dopodiche’ per 3/4 giorni non succede piu’nulla.Non vivo facilmente cosi’!grazie per l’ascolto.Angelo

    • Gio 28 Set 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Sig. Angelo comprendo il suo malessere. In famiglia ho avuto papà e sorella con la sua patologia. Il suo organismo ha bisogno di tempo per riprendere le normali attività. Diminuisca il consumo di fibre per qualche giorno e le faccio i miei piu sinceri e cari auguri di pronta guarigione.

  • Lun 9 Ott 2017 | daniela ha detto:

    Buonasera a tutti. Credo dai sintomi di essere intollerante al glutine. Ul mio intestino fa’ i capricci. Basta il medico di famiglia per la mia diagnosi i devo rivolgermi a un nutrizionista?

    • Lun 9 Ott 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buonasera, se il suo medico segue dei corsi di aggiornamento sicuramente le indicherà gli approfondimenti da fare tipo la gastroscopia…

  • Sab 2 Dic 2017 | karina maria stompel ha detto:

    seguo già una dieta senza glutine, esistono altri accertamenti che confermino l’intolleranza al glutine ?

    • Dom 3 Dic 2017 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buongiorno ci sono i test genetici. Ma segue una dieta senza glutine senza aver ricevuto una diagnosi in tal senso?

  • Ven 5 Gen 2018 | Lucrezia ha detto:

    Buonasera a parte sporadici disturbi intestinali, da quasi due mesi ho iniziato ad avere dei fastidiosissimi pruriti nella parte occipitale della testa che sono
    Aumentati anche sul collo e verso le spalle con presenza di pustole arrossamenti e crosticine
    Secondo il mio medico era dovuto ad una follicolite curata con una settimana di antibiotici che purtroppo non hanno sortito nessun effetto
    Da qualche giorno, in attesa di farmi visitare nuovamente dal mio medico, ho iniziato a mangiare cibi senza glutine e senza lattosio, visto che sono intollerante a L lattosio.
    Ma mia domanda è finalizzata al sapere se. Detto disturbo può essere dovuto al l’intolleranza al glutine.
    Grazie
    lucrezia Virlo

    • Ven 5 Gen 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Lucrezia non mi è mai capitato in questi anni di sentire un disturbo simile collegato al glutine. La celiachia può manifestarsi anche con problemi dermatologici non necessariamente accompagnati da sintomi intestinali. Si chiama dermatite erpetiforme, nota anche come malattia di DH e Duhring, che altro non è che una manifestazione cutanea della celiachia.

      Prurito intenso, bolle e vesciche che somigliano alle lesioni da herpes (da cui il nome “erpetiforme”) che appaiono su entrambi i lati del corpo, più spesso sugli avambracci vicino ai gomiti, nonché sulle ginocchia e sui glutei. Si tratta di una condizione permanente i cui sintomi tendono ad andare e venire che però può andare in remissione, di solito con una rigorosa dieta senza glutine.

  • Lun 8 Gen 2018 | Teresa ha detto:

    Salve,io ho fatto gli esami del sangue ma nn è risultato nulla ma ho fatto delle prove su me stessa e ho scoperto di essere intollerante al lattosio e allergica anche al glutine,i sintomi sono diarrea,nausea e vomito,flatulenza e ho perso spesso anche i sensi e a volte ho delle bolle piene d’acqua che somigliano a brufoli ma nn lo sono,non so se dipende dall’ allergia ma da quando faccio attenzione sono diminuiti.ho provato a fare una dieta dimagrante ma nn funziona lo ho sempre fatte negli anni ma nn so perché sono un paio d’anni che nn riesco a, perdere peso,anzi lo prendo è strano perché io sto molto attenta ma in un anno ho preso circa 20kg e ho pensato che fosse collegato all’allergia,è possibile?

    • Lun 8 Gen 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve non sempre basta gli esami del sangue per diagnosticare delle intolleranze o allergie. Esiste il breath test per l’intolleranza al lattosio, lattulosio, fruttosio. Se i risultati dei test allergologici sono negativi, gli specialisti possono per esclusione diagnosticare la gluten sensitivity o sensibilità al glutine non celiaca. Anche in questo caso, si procede con l’inizio della dieta senza glutine e con l’eventuale follow up. E’ necessario sottolineare che la diagnosi per la gluten sensitivity attualmente può essere fatta solo per esclusione e sotto controllo di vari specialisti (gastroenterologo, allergologo, ecc.). Attualmente, ci sono dei test per la gluten sensitivity, che possono essere acquistati in farmacia, ad esempio. Però questi sono test iniziali, di screening; per valutare effettivamente la gluten sensitivity è assolutamente
      necessario seguire questo percorso diagnostico e sotto stretto controllo medico.
      Deve rivolgersi a un buon nutrizionista che dopo un’attenta analisi puo’ definire una dieta corretta

  • Gio 11 Gen 2018 | Erika ha detto:

    Io nn so più cosa mangiare
    Devo escludere
    Nichel
    Lattosio
    Glutine
    Zuccheri
    Che fatica

    • Ven 12 Gen 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Erika. E’ allergica o intollerante a tutto cio? Per il lattosio puo’ utilizzare i moltissimi prodotti sul mercato senza lattosio. Per il glutine si puo’ trovare tantissime soluzione preparate o artigianali. Per il nichel si puo’ seguire una dieta a rotazione per il recupero della tolleranza. Non si disperi. Trovi un buon nutrizionista che sappia consigliarle una dieta adeguata. Tornerà il sorriso

      • Ven 24 Ago 2018 | Federico ha detto:

        Ma perché la gente come lei invece di tenersi la propria ignoranza per se deve addirittura scirvere articicoli sul web? I prodotti delattosiati sono una merda, perché contengono comunque lattosio ma in quantità inferiore (legga le etichette per averne una prova) questo significa che alle persone intolleranti come me al lattosio, fanno comunque male, e mi fanno stare male, testimone il mio organismo, e lei fa pure pubblicità a questi prodotti che hanno uno scopo unicamente commerciale, complimenti davvero, ignorante, faccia dell’altro invece di dare consigli sbagliati a gente che ne ha bisogno

        • Ven 24 Ago 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

          Buongiorno sig. Federico, la ringrazio per aver espresso il proprio punto di vista. In effetti da ignorante come mi ha descritta, ignoravo infatti che potessero esserci persone come lei, con una così scarsa considerazione verso i prodotti detti “delattosati”. Prodotti che tuttavia vengono tra l’altro ben tollerati dalla maggior parte degli intolleranti al lattosio (e ci sono dati su questo). Mi spiace che lei con la sua intolleranza non rientri tra la percentuale di persone che li tollerano, ad ogni modo l’industria ha fatto molto per chi soffre di questo problema, sia mettendo sul mercato delattosati a basso contenuto di lattosio, sia con le bevande vegetali per coloro che non tollerano nemmeno la minima percentuale. Entrambi i prodotti hanno scopi commerciali purtroppo, come del resto tanti altri articoli in commercio. Ad ogni modo, continuerò a proporre ricette con entrambe le tipologie confidando nel buon senso delle persone e sono sempre disponibile se qualcuno vuole valutare ingredienti alternativi che più si addicono alla propria soglia di tolleranza.

          La dicitura “senza lattosio” riguarda tutti i latticini con lattosio residuo pari a: < 0.01% = < 0.01 gr / 100 gr = < 10 mg/100 gr = < 100 ppm o ml che son tollerati dalla maggior parte degli intolleranti al lattosio. Per maggior informazione, nella etichetta è riportata anche la % di lattosio residuo. Definire questi prodotti "una merda" è molto dispregiativo e da maleducati e rasenta una certa ignoranza in materia. Il fatto che lei non possa utilizzarli o non le piacciono non le dà il diritto di offendere o di denigrarli a prescindere. Mi spiace che questi prodotti a Lei facciano male, ma non può generalizzare perché in questo modo spaventa tanti altri che invece li tollerano privandoli del piacere di mangiare come persone che non sono intolleranti Non tutte le intolleranze al lattosio sono uguali, infatti ne esistono di tre tipi: genetica, acquisita e e congenita. La forma genetica: è dovuta ad una riduzione della lattasi, quindi in minima parte – diversa per ognuno ti ricordo! – la capacità di tollerare latte e derivati rimane. La forma acquisita: nasce a causa di altre patologie, non dura per tutta la vita ma scompare una volta risolta la patologia principale. La forma congenita: è molto rara, si manifesta fin dalla nascita e la lattasi è totalmente assente. Ogni persona ha una quantità differente di lattasi rimanente nel suo organismo, quindi c’è chi può mangiare una pizza una volta ogni tanto senza problemi, chi anche solo avvicinandosi ad un formaggio con poco lattosio starà male.

  • Mar 13 Feb 2018 | Tina ha detto:

    Ciao mi chiamo tina da 6 anni ho scoperto tramite biopsia di essere ciliaca e dopo vari test anche intollerante al lattosio, risulto solo tramite biopsia di essere ciliaca è normale?

    • Mar 13 Feb 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Tina legga qualche articolo nella sezione dell’ intolleranza al glutine

  • Sab 3 Mar 2018 | Lucrezia ha detto:

    buongiorno Mi chiamo lucrezia ho 28 anni, ho scoperto da un paio di anni fa di essere intollerante a grano, latte, patate e sin da piccola sono allergica al bianco dell uovo ma sinceramente avevo preso la cosa alla leg. e avevo continuato a mangiare normalmente senza fare visite specifiche (evitavo solo uovo e vaccini). Ho avuto da poco diversi attacchi asmatici di fila e al pronto soccorso mi hanno detto di escludere queste cose finchè non arriva l’appuntamento dall’allergologo previsto a maggio. Ho capito che l’intolleranza al grano è molto diversa dalla celiachia e che molti prodotti no glutine non sono comunque buoni per me . Volevo dunque capire 1) può l’intolleranza essere diventata celiachia ? 2)cosa posso mangiare e come devo regolarmi ? la ringrazio anticipatamente Distinti saluti

    • Sab 3 Mar 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Buonasera Lucrezia l’intolleranza puo’ trasformarsi in allergia e questo è un dato di fatto. L’allergia al grano è molto diversa dalla celiachia ed è una reazione allergica ed è un’attivazione del sistema immunitario

      La reazione è in genere innescata dal consumo dell’alimento, ma in alcuni casi è sufficiente l’inalazione della farina per scatenare la manifestazione dei sintomi (allergia da contatto); evitare il grano è la principale strategia di prevenzione e trattamento, anche se purtroppo non è sempre semplice in quanto è spesso contenuto in alimenti insospettabili come birra e ketchup. Chi ha questa patologia dovrebbe rinunciare a cibi come la segale e il kamut. Puo’ mangiare farine di orzo, grano saraceno, mais, avena, miglio o quinoa.

      Gli attacchi asmatici possono anche essere dati da un’allergia al nichel o un’intolleranza al nichel. Le consiglio di contattare un nutrizionista che dopo un’attenta anamnesi possa darle una dieta adeguata. Saluti

      • Sab 3 Mar 2018 | lucrezia ha detto:

        La ringrazio per la celerità della risposta è stata molto chiara. Distinti saluti Lucrezia.

  • Sab 3 Mar 2018 | Lucrezia ha detto:

    Buongiorno, ho scoperto x caso quet app, molto interessante… mua figlia intollerante al.lattosio e un pochino al glutine, solo qualche settimana fa abbiamo fatto analisi ed è risultato.questo, la dottoressa di famigliai.ha detto di eliminare latte e derivati,, ma mi ha detto al glutine.non ne vale la.pena scartare nulla.perche poco.tollerante… ora mi.chiedo, devo consultarmi con qualche.specialista x avere un elenco di tutti.gi.alimenti.che contengono.lattosio? Perché so che.anche.le.uova ne contengono… grazie

    • Sab 3 Mar 2018 | Tiziana Colombo ha detto:

      Salve Lucrezia l’uovo intero non contiene lattosio. Se è intollerante al lattosio ci sono sul mercato una moltitudine di prodotti che puo’ utilizzare. Dalla panna al mascarpone, dal latte ai vari tipi di yogurt. Sicuramente se si rivolge a un nutrizionista le potrà indicare una dieta corretta. Se è intollerante non è consigliabile eliminare nulla ma al limite seguire una dieta a rotazione. Cio’ permette di recuperare la tolleranza

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