Insalata con peperoni e pollo marinato , piatto completo

insalata con peperoni e pollo

L’insalata con i peperoni e pollo marinato è un piatto nutrizionalmente completo: ricco di proteine, grazie alla carne; ricco di fibre e sali minerali grazie all’insalata e i peperoni.

I peperoni tra l’altro sono perfetti per accompagnare ed esaltare qualsiasi piatto. Io li aggiungo nelle ricette che mi sembrano spente; infatti, anche in piccolissime quantità, animano e danno carattere a insalate, arrosti, primi di pasta, ecc.

Insomma, per me in cucina non possono mai mancare. E, oltretutto, sono un ottimo alleato per la salute. I peperoni sono uno degli alimenti con il più basso contenuto di calorie, ma con una concentrazione incredibile di nutrienti, innanzitutto di vitamina C, indispensabile per affrontare l’inverno.

Le proprietà dei peperoni: a tutta vitamina C!

La quantità di vitamina C, soprattutto quella contenuta nei peperoni rossi, (125 mg / 100 g), è pari o superiore a quella contenuta in alcuni agrumi, come le arance. La vitamina C, come sappiamo, aiuta a proteggerci contro gli agenti infettivi esterni rafforzando il sistema immunitario. È una vitamina fondamentale, però, anche per il buon funzionamento dell’intestino e dell’apparato digerente, e, insieme alla vitamina B6 e al potassio, è indispensabile per il sistema nervoso centrale e l’attività muscolare.

Inoltre, mangiare i peperoni fa bene alla pelle. La vitamina C, agisce con la vitamina E, di cui i peperoni sono una buona fonte, per contribuire a mantenere pelle e capelli giovani e sani. Non dimentichiamo, poi, che i peperoni sono ricchi anche di minerali essenziali come ferro, rame, zinco, potassio, manganese, magnesio e selenio. Anch’essi importanti, tra le altre numerose e fondamentali funzioni, per la salute di pelle, capelli, ossa e denti.

Ovviamente non finisce qui, i peperoni possiedono moltissime altre qualità nutrizionali. Ad esempio, si distinguono, per l’alta concentrazione di vitamina A e di antiossidanti. I peperoni rossi contengono diverse sostanze fitochimiche e carotenoidi, in particolare il beta-carotene, che offrono benefici antiossidanti e anti-infiammatori all’organismo. Il peperone rosso, contiene, poi, il licopene, lo stesso potente antiossidante contenuto nei pomodori, responsabile della pigmentazione rossa.

Grazie a questa grande varietà di antiossidanti, mangiare peperoni ci aiuta a spazzare via i radicali liberi dal nostro organismo per mantenerlo in salute e scongiurare l’insorgere di molte gravi malattie.

Ad esempio, alcuni studi hanno dimostrato che consumare alimenti contenenti licopene, aiuta a prevenire alcuni tipi di cancro come quello alla prostrata, alla vescica, al collo dell’utero e al pancreas. Inoltre, nei peperoni, si trova un altro importante enzima, la luteina, che protegge gli occhi dalla cataratta, una degenerazione maculare che può presentarsi con l’età.

I peperoni si consumano sia cotti sia crudi, in questo caso molto meno digeribili ma sicuramente con tutte le preziose sostanze nutritive intatte.

Questa ricetta l’ho trovata su una rivista e solo a guardarla mi è venuto voglia di mangiarla! Ho rifatto la ricetta cambiando un po’ gli alimenti e vi garantisco che è uscita straordinariamente buona e altrettanto invitante.

Scopri la ricetta dell’  insalata con peperoni e pollo e… buon appetito!

Ingredienti per 4 persone

  • 1 petto di pollo grande
  • 1 peperone rosso
  • 2 patate
  • 1 cipollotto fresco
  • 1 limone
  • q.b. songino e  q.b. insalata gentilina
  • 2 cucchiai di olio extra vergine d’oliva
  • 2 spicchi aglio
  • q.b. sale

Preparazione

Mettete il pollo senza pelle, disossato e tagliato a fette, a marinare in un sacchetto di plastica per surgelati con il  limone tagliato a fette non troppo sottili, un cucchiaio di olio, gli spicchi d’aglio interi e il sale

Chiedete bene il sacchetto e fate riposare il pollo per 30 minuti a temperatura ambiente, o meglio ancora  riponetelo in frigorifero per almeno quattro ore o per una notte intera.

Trascorso il tempo di marinatura, utilizzando una pinza o una forchetta,  togliete le fette di petto di pollo al sacchetto scolandoli bene dall’olio ed adagiateli  su una teglia da forno coperta con l’apposita carta. Aggiungete anche le fette di limone e gli spicchi d’aglio..

Cuoceteli  in forno già caldo a 220° gradi, finché risulteranno ben dorati e una volta raffreddati tagliateli a pezzetti.
In una pentola con abbondante acqua salata cuocete le patate con la loro buccia, quando sono cotte, ma ancora sode scolatele e spellatele ancora calde. Una volta raffreddate tagliatele a fette.

Lavate  e mondate il cipollotto poi  tagliatelo a rondelle. Lavate e mondate il peperone poi tagliatelo a striscioline. In una terrina mettete tutti gli ingredienti, condite l’insalata con olio e sale e Buon Appetito!

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


21-10-2015
Scritto da: Tiziana Colombo
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