Farina di miglio, una vera scoperta in cucina

Il Miglio è un cereale di origine asiatica, coltivata fin dalla preistoria, è una specie cosmopolita, dalla regione di origine la specie si è diffusa in tutto il Vecchio Continente e successivamente nel resto del Globo.

Attualmente è ancora coltivato in diverse regioni dell’Asia e dell’Africa, mentre la coltivazione nei paesi occidentali è sostituita da altri cereali.

Resistente alla siccità, si presta per la coltivazione in aree aride o semidesertiche e su suoli poveri.

Largamente utilizzato per l’alimentazione umana all’epoca dei Romani, raggiunse il massimo della sua diffusione nel primo Medioevo, durante il quale veniva considerato un ottimo sostituto della carne nei periodi di astinenza prescritti dalla Chiesa, successivamente iniziò un lento declino perché sostituito da altri cereali più produttivi.

Per secoli la polenta di miglio fu un piatto tipico dell’Italia settentrionale, in particolare in Veneto, Lombardia e Trentino.

Come il cereale d’origine, questa varietà di farina è chiamata anche “panico”. Utilizzato soprattutto nell’alimentazione del bestiame e in quella umana prevalentemente per quella naturista e macrobiotica. U

ltimamente è stata inserita nell’alimentazione del celiaco, visto che è completamente priva di glutine e con proprietà nutrizionali uguali alla maggior parte dei cereali.

Colto prima della completa maturazione, dovrebbe essere macinato prima del consumo poiché il germe contiene molti lipidi e per questo poco adatto alle lunghe conservazioni, anche per questo è da considerare tra le farine integrali.

Le proprietà nutrizionali del miglio possono essere sovrapposte a quelle del frumento.

Il contenuto di fibre infatti, sono le stesse di una farina di grano tenero di tipo 00, tuttavia molti ritengono che l’elevato apporto di sali minerali come ferro e potassio, possa essere un valore aggiunto rispetto ad altri tipi di farine; al contrario le vitamine, per lo più la tiamina (B1) e la niacina (PP), sono inferiori rispetto ad altri prodotti.

Apporta una buona percentuale di fosforo, magnesio, amido e beta carotene (il precursore della vitamina A), ma soprattutto di acido silicico, che regala salute ai nostri capelli, unghie e pelle.

E’ necessario fare attenzione alla qualità di questa farina perché nonostante sia priva di glutine, molte aziende tendono a lavorarla in stabilimenti dove vengono lavorati altri cereali glutinati, quindi è necessario conoscere le aziende che la producono soprattutto per chi adotta un regime alimentare particolare per la celiachia.

Oltre al pane, con la farina di miglio è possibile fare gallette salate, dolci, polpette, zuppe, grissini, biscotti e torte. A Napoli, in occasione del Carnevale, con la farina di miglio veniva preparato il noto migliaccio, una torta dolce, oggi preparata con farina di granturco.

Mentre è indicata per le persone celiache e intolleranti al glutine è da limitare nei soggetti intolleranti al nichel

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