Pizza alla diavola, un classico della cucina italiana
Pizza alla diavola, davvero buona e piccante
Alzi la mano chi non ha mai assaggiato la pizza alla diavola, tutti almeno una volta nella vita hanno scelto questo gusto in pizzeria, o l’hanno preparato in casa. Questa pizza è uno dei pilastri della tradizione pizzaiola italiana, insieme alle altrettanto famose quattro stagioni, quattro formaggi e margherita rappresenta una delle pizze base. Qui vi propongo una versione tutto sommato classica, ma compatibile con il contesto casalingo.
Per la base ho scelto una normale pasta di pane, ma voi potete optare per l’impasto che più vi aggrada. Potete utilizzare anche l’impasto pronto che si acquista al supermercato, fermo restando che l’impasto per pizza migliore è quello fatto a mano, con ingredienti di qualità e frutto di una lievitazione corretta.
In quanto agli ingredienti non mi sono allontanata dalla tradizione: mozzarella, salame piccante, origano, olio e pomodoro. Ovviamente voi potete arricchire la pizza come meglio credete.
Ricetta pizza alla diavola
Preparazione pizza alla diavola
Per preparare la pizza alla diavola procedete in questo modo.
- Trasferite la pasta su un piano di lavoro infarinato e, con l’aiuto di un mattarello, stendetela fino a farle acquisire uno spessore di 1 cm circa.
- Trasferite la pasta così spianata in una teglia da forno unta di olio, distribuite sulla sua superficie la passata di pomodoro e cuocete nel forno già caldo a 220 gradi per 10 minuti.
- Scolate la mozzarella e tagliatela a cubetti. Spellate il salamino e riducetelo a fette.
- Prelevate la pizza dal forno, arricchitela con la mozzarella e le fette di salamino. Infine, condite con l’origano, un po’ di sale e l’olio rimanente.
- Continuate la cottura per 20 minuti e servite.
Ingredienti pizza alla diavola
- 500 gr. di pasta da pane o pizza consentito
- 400 gr. di passata di pomodoro
- 250 gr. di mozzarella consentita
- 150 gr. di salamino piccante
- 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 1 cucchiaio di origano
- q. b. di sale
Un po’ di storia sulla pizza alla diavola
La diavola è una delle poche pizze, a esclusione della Margherita, la cui origine non è avvolta nel mistero. Sia chiaro, non è noto chi l’abbia preparata per la prima volta, ma è noto però chi ne ha codificato la ricetta e l’ha proposta al pubblico. Si tratta di Raffaele Esposito, un leggendario pizzaiolo napoletano, che nel lontano 1889 decise di affiancare alla Margherita la “nuova” Diavola.
Per quanto concerne l’etimologia non è difficile intuirne le dinamiche. Il nome “diavola” è un riferimento alla piccantezza, che con una certa dose di fantasia può essere ricondotta alle “calorose” fiamme dell’inferno.
Uno dei pregi della pizza alla diavola è la sua accessibilità, infatti è realizzata con ingredienti semplici che possono essere declinati di regione in regione con il proprio salame piccante.
I migliori salami piccanti
La pizza alla diavola ci da l’opportunità di parlare dei salami piccanti, descrivendo alcune delle varietà più buone e famose d’Italia.
Ventricina. E’ un salume originario dell’Abruzzo, ma prodotto anche nel centro Italia. In origine veniva preparato con i tagli meno nobili del maiale ma attualmente si preferiscono le parti più pregiate, ciononostante non è molto grasso. La piccantezza, invece, è garantita dal peperoncino, il pepe e la paprika piccante.
Spianata. Un salume calabrese che spicca per la forma schiacciata (da cui deriva il nome) e per il colore vivace, simile a quello della famosa nduja. E’ molto piccante, anche perché non è realizzato solo con il peperoncino ma anche con il pepe. La stagionatura è molto lunga e raramente dura meno di quattro mesi.
Salamino piccante. E’ il salume che scelgo di solito per la mia diavola, ma si tratta ovviamente di una preferenza personale. Si caratterizza per la forma sottile e per il sapore misto dolce-piccante.
Come aromatizzare la pizza alla diavola
La pizza alla diavola va aromatizzata con l’origano, tuttavia è possibile pensare a qualche alternativa se l’origano non piace o ci si ritrova senza. il timo è una delle alternative più vicine all’origano in termini di sapore in quanto ha un profumo e un gusto simili, anche se un po’ più delicati e in grado di richiamare al limone.

Un altro valido sostituto è la maggiorana. Il sapore è molto simile a quello dell’origano, ma è un po’ più amaro e più tenue. Proprio in virtù della minore “potenza”, si potrebbe avvertire la necessità di abbondare con la maggiorana. Si tratta di una mossa consentita, ma fate attenzione a non compromettere l’equilibrio generale della ricetta.
Infine, è possibile utilizzare il basilico, che è buon per tutte le pizze visto che si sposa molto bene con il pomodoro e con la mozzarella.
Come rendere la pizza a prova di intolleranze alimentari
La pizza alla diavola, come le altre pizze, è off limits per i celiaci e per gli intolleranti al lattosio. L’impasto viene realizzato con la farina 00, che è ricca di glutine. Il condimento prevede quasi sempre la presenza della mozzarella, che è ricca di lattosio. Tuttavia, basta sostituire gli ingredienti incriminati con altri più “sicuri”.
Sicché al posto della farina 00 si può utilizzare un misto tra farina di riso e di mais, che replica la farina originale e rende abbastanza bene. Si può optare anche per una farina più rustica come quella di grano saraceno, o per una farina più esotica come quella di teff e di sorgo. Insomma, le soluzioni sono davvero numerose.
Per quanto concerne la mozzarella basta utilizzare quella senza lattosio. Il sapore è un po’ più dolce, ma quasi simile al prodotto originale. Va detto che alcune pizze fanno a meno della mozzarella, come la marinara. In questo caso, però, reputo sia fondamentale per non discostarsi più di tanto dalla pizza alla diavola classica.
p.s. quando non ho voglia di mettermi in ballo con impasto e forno la prendo già fatta da DeGustibus a Cavenago di Brianza (MB)
Come rendere ancora più piccante la pizza alla diavola
La pizza alla diavola è di per sé piccante, tuttavia è possibile renderla ancora più piccante aggiungendo il peperoncino. Le varianti più piccanti di peperoncino sono il peperoncino calabrese, che aggiunge un sapore deciso senza alterare troppo il gusto degli altri ingredienti, e il peperoncino habanero fresco, che ha un’intensa piccantezza ma anche un retrogusto fruttato che si sposa bene con il pomodoro. Per chi ama un piccante più persistente si può optare per il peperoncino jalapeno affettato sott’olio, che oltre alla piccantezza aggiunge un tocco di acidità.
I più coraggiosi possono scegliere una spolverata (mi raccomando leggera) di Carolina Reaper in polvere, uno dei peperoncini più piccanti al mondo, da usare con estrema cautela. Un’alternativa interessante è anche il peperoncino chipotle, che oltre al piccante dona una nota affumicata, perfetta se si vuole un gusto più complesso.
Ovviamente è possibile aggiungere anche la nduja, il famoso insaccato calabrese. La nduja conferisce una nota cremosa e un’intensità di sapore ineguagliabile, grazie alla sua miscela di peperoncino e carne di maiale stagionata. Il consiglio è di distribuirla sulla pizza prima di infornarla, ciò permette al suo grasso di sciogliersi e amalgamarsi con il pomodoro.
Come arricchire la pizza alla diavola?
La pizza alla diavola può essere arricchita con ingredienti che bilancino il piccante del peperoncino, senza coprirlo del tutto. Per esempio si può aggiungere la burrata, che con la sua cremosità attenua il piccante e rende la pizza più delicata. Un’altra ottima scelta, per quanto “alternativa”, è il miele di castagno. Il suo sapore leggermente amarognolo e la dolcezza naturale contrastano il piccante e creano un equilibrio perfetto, oltre che fuori dal comune.
Un’altra opzione è il gorgonzola dolce, che con la sua sapidità e morbidezza dona una profondità di gusto interessante. Chi desidera un tocco di croccantezza, invece, può aggiungere delle noci tritate o delle scaglie di mandorle tostate.
Una variante interessante della diavola prevede l’uso di salame piccante a fine cottura, aggiunto appena la pizza esce dal forno. In questo modo il salame mantiene una consistenza più morbida e una piccantezza più fresca. A completare si può aggiungere una leggera grattugiata di scorza di limone, o qualche goccia di olio aromatizzato al peperoncino, per dare profondità senza appesantire.
Il salame migliore per la pizza alla diavola
La pizza alla diavola è uno dei grandi classici della tradizione pizzaiola italiana, apprezzata per il suo carattere deciso e per la presenza del salame piccante. E’ proprio quest’ultimo l’ingrediente che più di tutti determina l’equilibrio finale della pizza. Da qui scaturisce la necessità di sceglierlo con attenzione, determinando una notevole differenza tra una diavola armonica e una semplicemente aggressiva. Ma qual è il salame ideale per la diavola? Il salame deve essere piccante, ma non eccessivamente. La piccantezza deve arrivare in modo graduale, senza coprire il gusto dell’impasto, del pomodoro e della mozzarella.
Se rimaniamo In Italia la scelta più consona è il salame calabrese, soprattutto nella versione leggermente stagionata. Questo salame vanta una grana media, un buon equilibrio tra parte magra e grassa e una speziatura che scalda il palato senza risultare eccessiva. Mi raccomando, è importante che il salame non sia troppo secco, infatti in cottura deve rilasciare parte del suo grasso senza diventare duro o coriaceo. Ma si deve curare anche il taglio. Il salame piccante va affettato sottile, ma non fino a farlo diventare trasparente. Fette troppo spesse rischiano di appesantire la pizza, rilasciando troppo grasso in modo disomogeneo, mentre fette troppo sottili tendono a seccarsi in forno.
Il giusto spessore consente al salame di contrarsi leggermente in cottura, creando quelle zone più croccanti alternate a parti morbide, molto apprezzate dagli amanti della piazza alla diavola. Meno indicati sono salami troppo speziati o affumicati. L’affumicatura, in particolare, entra in conflitto con il pomodoro e con la mozzarella, snaturando il profilo classico della pizza. Sono problematici anche salami troppo grassi, perché rilasciano una quantità di unto tale da rendere la pizza pesante e poco digeribile.
La diavola è una pizza grassa?
La pizza alla diavola viene spesso percepita come una pizza “grassa”, una definizione vera ma che merita qualche precisazione. Di base gli ingredienti di questo tipo di pizza sono molto diversi da quelli di altre pizze tradizionali: impasto, pomodoro, mozzarella e insaccato. Dunque, da dove deriva la sensazione di maggiore “pienezza”? Essa deriva principalmente dalla presenza del salame piccante, che contiene una percentuale di grasso più elevata rispetto ad altri salumi utilizzati in pizzeria.
Detto questo non è corretto considerare la diavola più pesante di altre pizze farcite. Molto dipende dalla quantità di salame utilizzata, dal tipo di mozzarella e dalla gestione della cottura. Se la pizza diavola è ben fatta, ossia basata su un impasto leggero, una mozzarella ben scolata e una quantità equilibrata di salame, risulta sorprendentemente equilibrata. Al contrario, se la pizza viene caricata troppo di salame e mozzarella può diventare pesante, ma ciò capita indipendentemente dal tipo di farcitura. Anche la qualità degli ingredienti gioca un ruolo decisivo. Un buon salame, con una grana equilibrata e senza eccessi di grassi, rilascia sapore senza “ungere” la pizza. Allo stesso modo, una mozzarella fior di latte ben asciutta contribuisce a mantenere il disco asciutto e digeribile.
La diavola in giro per il mondo
La pizza alla diavola è italiana, su questo non ci sono dubbi, tuttavia altre culture gastronomiche propongo pizze simili, o che si basano sui medesimi principi. Per esempio la pepperoni pizza made in USA. Nonostante il nome possa trarre in inganno, il termine pepperoni non indica il peperone, ma un salame speziato e leggermente piccante. Il risultato è una pizza che richiama chiaramente la diavola, pur con differenze importanti: il pepperoni è spesso più grasso, più dolce e tende a diventare molto croccante in cottura, il ché conferisce alla pizza un carattere più marcato e meno equilibrato rispetto alla versione italiana.
Ma non è finita qui. In America Latina, soprattutto in Brasile e Argentina, si trovano pizze con salumi piccanti locali, spesso accompagnati da cipolla o peperoncini freschi. Qui il principio è simile alla pizza diavola, ma l’insieme risulta più ricco e abbondante, con farciture generose e un approccio meno essenziale. In questi casi la piccantezza è spesso più diretta e immediata. Nel Nord Europa e nel Regno Unito, invece, la pizza “diavola style” assume spesso un carattere più fusion. Alla base classica vengono aggiunti ingredienti come peperoncini jalapenos, salse speziate o formaggi più intensi. Anche se il risultato si allontana dalla diavola tradizionale il principio resta lo stesso, ossia creare un contrasto tra la dolcezza del pomodoro, la grassezza del formaggio e la spinta piccante.
Ma non dimentichiamo l’Asia. Da quelle parti alcune pizzerie reinterpretano la diavola utilizzando salumi locali o salse piccanti tipiche, come paste di peperoncino. Qui la pizza diventa un punto di incontro tra tradizione italiana e del posto. In tutte queste varianti ciò che rimane costante è l’idea di una pizza intensa ma conviviale, capace di adattarsi a culture diverse senza perdere la sua identità di fondo.
FAQ sulla pizza alla diavola
Cosa c’è nella diavola?
Gli ingredienti possono variare da una ricetta all’altra, e da una pizzeria all’altra. Di base il salame piccante non deve mancare mai. C’è però chi aggiunge il peperoncino e altri ingredienti piccanti.
Perché si chiama pizza alla diavola?
Il motivo è semplice e anche abbastanza intuibile. Il riferimento è alla piccantezza, che richiamerebbe alle fiamme dell’inferno.
Chi ha inventato la pizza alla diavola?
Non è ben chiaro chi sia stato il primo a preparare la pizza alla diavola. Tuttavia, il primo a chiamarla così è stato il cuoco napoletano Raffaele Esposito nel lontano 1889, che era solito inserire questa particolare pizza nel menù della sua pizzeria.
Quante calorie ha una pizza alla diavola?
Una pizza alla diavola ha in genere 900 kcal, sebbene l’apporto calorico possa variare in base all’abbondanza del condimento.
Qual è il salume più piccante?
Il salume più piccante è la ‘Nduja calabrese, un insaccato spalmabile a base di carne di maiale e peperoncino piccante locale. Ha un sapore intenso e una consistenza morbida, ideale per condire pasta, pizze o bruschette. Tra i salumi stagionati, il Salame di Napoli piccante e il Salame Spianata Calabra sono tra i più forti per via dell’uso abbondante di peperoncino.
Qual è il peperoncino commestibile più piccante?
Il peperoncino commestibile più piccante è il Carolina Reaper, che può raggiungere i 2.200.000 unità Scoville. Ha un sapore inizialmente fruttato, seguito da una piccantezza estrema e persistente. Viene utilizzato con estrema cautela in salse e preparazioni piccanti. Altri peperoncini molto piccanti sono il Trinidad Moruga Scorpion e il Ghost Pepper (Bhut Jolokia).
Ricette di pizze ne abbiamo? Certo che si!
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