bg header
logo_print

Polenta e latte, una ricetta della mia infanzia

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
27/02/2021 alle 13:06

polenta e latte nella tazza con Tiziana
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Cucina regionale
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 10 min
cottura
Cottura: 01 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
3.7/5 (14 Recensioni)

Polenta e latte con lacrime: il mio rituale di casa

La polenta e latte è una delle ricette che mi stanno più a cuore: polenta gialla cotta nell’acqua, lasciata rassodare e tagliata a dadini, con il latte freddo versato nella scodella. Ogni volta che la preparo mi si apre il cuore. Potrei chiamarla proprio “polenta e latte con lacrime”, perché insieme al piacere di mangiarla arriva la commozione. È un rituale che non riesco a cambiare, fatto di pochi ingredienti e di gesti ai quali sono rimasta legata.

Se anche voi avete un piatto che vi riporta all’infanzia, sapete quanto possa contare il modo di servirlo. Qui contano la polenta abbastanza soda da restare sul cucchiaio, il sapore del mais e il latte che avvolge ogni boccone. Nella mia versione il latte è freddo: è così che ritrovo quella scodella, con il contrasto tra la grana della polenta e la parte liquida, fresca e dolce di suo.

Consiglio della nonna
Per ottenere dadini regolari, lasciate rassodare la polenta prima di tagliarla. Cinque minuti di riposo non bastano: stendetela in uno strato basso e aspettate che il coltello riesca a tagliarla senza schiacciarla. Anche quella preparata il giorno prima e conservata in frigorifero va bene.

Da bambina non volevo sentir parlare di pastina, mentre questa preparazione mi faceva tornare il sorriso. Il nonno me la preparava quando si occupava lui della cena; nel latte freddo finivano i cubetti di polenta e, per me, la serata cambiava. Un altro sapore di quelle cene è il riso e latte, che racconta la stessa cucina semplice attraverso una consistenza diversa.

Qui trovate dosi e passaggi per portare a tavola quattro scodelle, con il tempo necessario alla cottura e al riposo. Se preparate più polenta, potete tenerne una parte per i bocconcini con gorgonzola e noci. Per questa ricetta, invece, mettete da parte una porzione senza condimenti: il latte deve incontrare il gusto del mais, ancora ben distinto.

Ricetta polenta e latte

Preparazione polenta e latte

  • Portate l’acqua a bollore in una pentola capiente dal fondo spesso.
  • Aggiungete il sale grosso.
  • Versate la farina a pioggia nell’acqua in leggero bollore.
  • Mescolate con una frusta durante l’aggiunta della farina per evitare grumi.
  • Abbassate la fiamma al minimo.
  • Cuocete per circa 60 minuti o per il tempo indicato sulla confezione.
  • Mescolate spesso durante la cottura con un cucchiaio di legno fino al fondo della pentola.
  • Trasferite la polenta cotta in una pirofila larga inumidita con acqua.
  • Stendetela in uno strato alto circa 2 cm.
  • Lasciatela intiepidire per circa 30 minuti.
  • Riponetela in frigorifero per almeno 30 minuti o finché risulta soda al taglio.
  • Tagliate la polenta a dadini di circa 2 cm.
  • Distribuite i dadini in quattro scodelle capienti.
  • Versate 200 ml di latte freddo in ogni scodella.
  • Servite subito.
Preparazione: 10 minuti
Cottura: circa 60 minuti
Tempo di riposo: almeno 60 minuti e fino a rassodamento
Difficoltà: facile
Calorie: circa 400 kcal per porzione

Ingredienti polenta e latte

  • 300 g di farina di mais gialla bramata con dicitura senza glutine
  • 1200 ml di acqua
  • 800 ml di latte intero oppure latte intero senza lattosio
  • 4 g di sale grosso.

La polenta e latte si prepara con polenta gialla cotta nell’acqua salata, lasciata rassodare e tagliata a dadini, sui quali si versa il latte. Nella versione della mia infanzia il latte è freddo e la polenta rimane compatta, morbida al morso e facile da raccogliere con il cucchiaio. Per quattro persone servono 300 g di farina di mais, 1200 ml d’acqua, 800 ml di latte e poco sale. Calcolate circa un’ora di cottura per la farina tradizionale, oltre al riposo; se avete polenta già pronta e ben conservata, bastano pochi minuti per riempire le scodelle. È una preparazione casalinga che potete servire come piatto unico semplice.

Il risultato dipende soprattutto dalla consistenza della polenta: deve aver assorbito bene l’acqua durante la cottura e avere il tempo di diventare soda prima del taglio. Il latte si aggiunge alla fine, senza cuocervi la farina. Potete scegliere quello intero senza lattosio nelle stesse quantità; per la versione senza glutine usate farina di mais con la dicitura adatta. Nelle prossime righe vi accompagno tra scelta degli ingredienti, riposo, servizio e recupero degli avanzi. E vi racconto perché questa scodella, legata al nonno e alle cene di casa, continua a commuovermi ogni volta che la preparo.

La scodella del nonno e le domeniche di casa

Il mio ricordo della polenta e latte parte dalle domeniche sera e dalla poca voglia di mangiare la pastina. Mia madre sapeva che, proponendomi questa alternativa, mi avrebbe fatto tornare il sorriso. Durante la settimana era impegnata tra latteria e fruttivendolo, mentre mio padre era spesso in viaggio. Ritrovarsi a tavola aveva quindi un valore che andava oltre quello che c’era nel piatto: era il momento in cui stare insieme, anche con una cena fatta di pochissimo.

Quando toccava al nonno preparare la cena, cuoceva la polenta, la lasciava raffreddare e la tagliava a cubetti. Poi arrivava la scodella con il latte freddo. Mi teneva compagnia, mi raccontava storie e si prendeva cura di me attraverso quei gesti. Se vi è capitato di osservare qualcuno cucinare qualcosa proprio per voi, forse ricordate anche quel modo di aspettare, tagliare e servire. A me è rimasto dentro insieme al sapore.

Ancora oggi, quando preparo polenta e latte, mi si apre il cuore. Mi tornano in mente la cucina, le voci di famiglia e il cucchiaio nella scodella. È un rituale che non riesco a cambiare: quei dadini e quel latte freddo hanno conservato il loro posto. Mi piace proporla anche ai miei nipoti, che la trovano diversa e divertente. Per loro può essere una scoperta; per me resta un modo molto concreto di ritrovare una cena della mia infanzia.

Farina di mais, latte, acqua e sale sul tavolo.

Farina di mais e acqua: la consistenza giusta

Per questa polenta con latte scegliete farina di mais bramata, dalla grana abbastanza grossa. Dopo la cottura conserva una consistenza rustica, piacevole da sentire sotto i denti insieme al latte. Una farina più fine dà un risultato più liscio: potete usarla, ma il boccone sarà diverso. La farina integrale porta un gusto più deciso. Per avvicinarvi alla scodella descritta qui, partite dalla semplice farina gialla per polenta, senza condimenti aggiunti.

Il rapporto di partenza è di una parte di farina e quattro d’acqua: nella ricetta trovate 300 g di farina e 1200 ml d’acqua. Le farine assorbono in modo diverso, perciò controllate anche le indicazioni del produttore. Versare la farina a pioggia e mescolare subito aiuta a evitare i grumi. Durante la cottura passate il cucchiaio sul fondo e lungo le pareti della pentola, mantenendo il fuoco basso: la polenta deve cuocere senza bruciarsi sotto.

La polenta è pronta quando il mais non dà più una sensazione cruda e farinosa al morso e il composto è ben legato. Se si asciuga prima di essere cotta, aggiungete poca acqua bollente alla volta. Il latte della ricetta resta da parte: servirà nelle scodelle. Potete usare anche farina istantanea, seguendo dosi d’acqua e tempi della sua confezione; tenete però conto che abbrevia la cottura, mentre il riposo prima del taglio rimane necessario.

Errore da evitare
Una polenta appena rovesciata dalla pentola è ancora troppo morbida per ricavare dadini netti. Stendetela in uno strato di circa 2 cm: raffredda più in fretta di un blocco alto. Il riposo indicato è orientativo; prima di tagliarla tutta, provate un angolo e controllate che mantenga la forma.

tavola apparecchiata con due tazze di polenta e latte.

Polenta e latte freddo: come servirla

Nella mia scodella il latte freddo è una parte precisa del ricordo. Lo verso sulla polenta già rassodata, così i dadini restano distinti e il cucchiaio raccoglie insieme il mais e il latte. Scegliete ciotole abbastanza capienti da poter mangiare senza far traboccare il liquido. Per le dosi proposte calcolate 200 ml di latte a persona: è una quantità di partenza che potete adattare alla porzione di polenta e alla vostra voglia di una scodella più brodosa.

Il latte intero dà più rotondità al boccone; quello parzialmente scremato lascia una sensazione meno cremosa. Se preferite polenta e latte caldo, intiepidite soltanto il latte e versatelo poco prima di mangiare. Il calore ammorbidisce più rapidamente la superficie dei cubetti, soprattutto se sono piccoli. Anche qualche pezzo di polenta passato sulla griglia, senza parti bruciate, può finire nella scodella: la superficie dorata aggiunge una nota tostata.

Prima di aggiungere zucchero o miele, assaggiatela così. Il mais leggermente salato e la dolcezza del latte possono già bastare. A volte accompagno questa preparazione con frutta di stagione o una composta, servite a parte. Potete fare altrettanto per una merenda, riducendo la porzione rispetto a quella di un pasto. Lasciare gli accompagnamenti fuori dalla scodella permette a ciascuno di scegliere e conserva fino all’ultimo il sapore semplice della base.

cucchiaio con dadini di polenta e latte sulla tazza

Una scodella senza glutine e senza lattosio

Preparare la polenta e latte senza glutine richiede poche attenzioni concrete. Il mais ne è naturalmente privo, ma per la farina scegliete una confezione con dicitura senza glutine. Usate pentola, mestoli e piano di lavoro puliti, lontani da briciole e farine di frumento. Per orientarvi nella scelta dei prodotti potete consultare l’ABC della dieta del celiaco di AIC, che distingue gli alimenti e i controlli necessari.

Per la versione senza lattosio basta sostituire il latte comune con latte intero senza lattosio, mantenendo gli stessi 800 ml complessivi. Non cambiano né la cottura della polenta né il modo di servirla. Il gusto può risultare un poco più dolce: assaggiate prima di aggiungere altro. L’approfondimento di ISSalute sull’intolleranza al lattosio spiega anche questa differenza. Il latte delattosato contiene comunque le proteine del latte e non è adatto a chi vi è allergico.

Se preferite una bevanda vegetale, quella di riso senza zuccheri aggiunti può sostituire il latte nello stesso volume, con un risultato meno cremoso e un gusto diverso. Sceglietela con dicitura senza glutine quando occorre. Ho provato anche la crema d’avena, ottenendo una versione più densa, quasi da dessert; resta però diversa dalla mia scodella del cuore. Per partire con una sostituzione semplice, una bevanda fluida permette di conservare meglio il rapporto tra dadini e liquido.

Sostituzione utile
Se a tavola qualcuno usa latte senza lattosio, preparate un’unica polenta con acqua e sale. Dividetela nelle scodelle e aggiungete a ciascuna il latte scelto. Con la farina adatta e gli utensili puliti, la stessa base può rispondere anche all’esigenza di evitare il glutine.

Polenta in un contenitore chiuso e latte tenuto separato.

Polenta avanzata: conservarla e ritrovarla il giorno dopo

La polenta e latte è pratica anche quando avete già della polenta cotta, purché sia semplice, senza sughi o formaggi. Stendetela in un contenitore basso per farle perdere calore rapidamente, poi riponetela coperta in frigorifero entro due ore dalla cottura. Tenetela a 4 °C o meno e consumatela entro due giorni. Il freddo la rende più compatta: il giorno dopo sarà facile ricavare cubetti regolari senza dover riaccendere il fornello.

Conservate polenta e latte separati e riunite soltanto le porzioni che state per mangiare. Il latte segue i tempi indicati sulla sua confezione dopo l’apertura. Se desiderate usare una parte della polenta per un altro pasto, potete preparare i crostini con merluzzo e pomodoro. Per un antipasto più piccolo trovate invece gli assaggi di polenta con polpettine alla paprika: due modi diversi di usare una base già pronta.

Quando preparo la mia scodella, il gesto finale resta quello: i dadini, il latte freddo e il cucchiaio. Se volete provare la polenta e latte, cominciate da qui, concedendovi il tempo di sentirne la consistenza e il gusto. Forse vi ricorderà qualcuno, forse sarà soltanto una nuova cena da condividere. Io continuo a chiamarla anche “polenta e latte con lacrime”: ogni volta che la porto a tavola, quel rituale mi commuove ancora.

Ricette con polenta ne abbiamo? Certo che si!

3.7/5 (14 Recensioni)
Riproduzione riservata
Contenuto in collaborazione con Brandani Gift Group

2 commenti su “Polenta e latte, una ricetta della mia infanzia”

  • Dom 18 Dic 2022 | Dani ha detto:

    Ottima,anche per me e un ricordo del infanzia,la si preparava spesso di inverno,noi metevamo il burro e in fine il latte,a me piaceva d’inverno.Considera che e una colazione nei balcani da dove provengo

    • Lun 19 Dic 2022 | Tiziana Colombo ha detto:

      Dani per me è un ricordo stupendo che resta indelebile. Un momento speciale

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Coni di piadina senza glutine con ricotta, fichi e bresaola

Coni di piadina senza glutine con ricotta, fichi...

I coni di piadina sono mezze piadine modellate e cotte nella friggitrice ad aria fino a diventare dorate e croccanti. La farcitura con ricotta, fichi, bresaola e rucola si aggiunge solo dopo il...

Panino con bresaola e formaggio cremoso1

Panino con bresaola e formaggio cremoso: ottimo per...

In breve: panino con bresaola con formaggio e cremini Panino con bresaola con formaggio e cremini: tempo totale 10 minuti, difficoltà facile, porzioni 1. È un pranzo rapido ma completo, con...

Cheeseburger americano senza glutine

Cheeseburger americano con cheddar e semi di finocchio

Cheeseburger americano senza glutine: la ricetta Pane senza glutine: la base che fa la differenza Un cheeseburger americano felice parte dal pane. Qui usiamo i panini Nutrifree. Sono senza glutine...