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Tiramisù alle pesche sciroppate, il dolce del buonumore

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Tiramisu alle pesche sciroppate
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 50 min
cottura
Cottura: 00 ore 00 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (4 Recensioni)

Tiramisù alle pesche sciroppate, il dolce senza cottura che mette tutti di buonumore

Il tiramisù alle pesche sciroppate è un’alternativa fresca, fruttata e leggera al classico tiramisù, ideale per l’estate o quando si ha voglia di un dolce senza cottura. Si prepara in pochi minuti e conquista tutti con il suo profumo delicato e la sua cremosità. È perfetto per chi ha poco tempo ma vuole portare in tavola qualcosa di goloso, senza accendere il forno o complicarsi la vita.

Questa versione del tiramisù prevede l’uso delle pesche sciroppate, che regalano morbidezza, dolcezza naturale e un colore invitante al dessert. I savoiardi vengono bagnati nel loro sciroppo, poi alternati a una crema a base di mascarpone (anche senza lattosio), uova fresche e dolcificante a piacere. Il tiramisù alle pesche sciroppate è perfetto anche per i bambini e può essere arricchito con mandorle a lamelle o biscotti sbriciolati in superficie.

Un’idea sempre vincente 🍑
Il tiramisù alle pesche sciroppate è il dolce senza cottura perfetto per l’estate: fresco, veloce e adattabile anche per chi ha intolleranze o segue una dieta leggera.

Puoi anche usare pesche fresche tagliate sottili, magari grigliate per esaltarne il sapore, o aggiungere un tocco di cannella per profumare ulteriormente la crema. Ottimo come dessert da servire in bicchierini monoporzione per un buffet elegante o come dolce della domenica, da gustare tutti insieme. Se ami i dolci al cucchiaio, prova anche il nostro tiramisù con crema di anacardi, fresco e aromatico.

Il tiramisù alle pesche sciroppate è davvero il dolce del buonumore: semplice, colorato e sempre pronto a portare un sorriso. Hai già deciso quando prepararlo per la tua prossima occasione speciale?

Ricetta tiramisù con pesche sciroppate ed amaretti:

Preparazione tiramisù alle pesche sciroppate

Per preparare un buon tiramisù con pesche sciroppate ed amaretti usate solo materie prime fatte in casa.

  • Prendete le pesche sciroppate ed estraetele dal loro succo.
  • Tagliate poi le pesche a cubettini, conservate però un cucchiaio di liquido in una ciotola e mettetelo da parte.
  • Unite tuorli, zucchero e montateli assieme.
  • In una coppetta pulita montate gli albumi a neve.
  • Infine aggiungete il mascarpone ai tuorli e allo zucchero ed amalgamate fino ad ottenere un composto omogeno.
  • A questo punto aggiungete al resto anche gli albumi montati a neve, inglobandoli mescolando dal basso verso l’alto ed evitando che possano smontarsi.
  • Preparata la crema cominciate ad assemblare il dessert. Inzuppate gli amaretti nello sciroppo di pesche, fino a bagnarli leggermente, poi sbriciolateli.
  • Adagiate uno strato di amaretti sbriciolati ed intervallate con uno strato di crema di mascarpone, dei pezzetti di pesche sciroppate e di nuovo amaretti, ripetendo l’operazione fino a riempire tutto il vasetto o una pirofila.
  • Completate il tiramisù di pesche sciroppate con dei ciuffetti di crema fatti con una sac à poche e della granella di amaretti, oppure con un amaretto intero.

Ingredienti tiramisù alle pesche sciroppate

  • 500 gr. di mascarpone
  • 4 uova
  • 5 cucchiai di zucchero di canna finissimo
  • 1 cucchiaio di succo di pesca
  • 300 gr. di pesche sciroppate
  • q. b. di amaretti morbidi consentiti

Il tiramisù alle pesche sciroppate, una ricetta golosa!

Con questo tiramisù con pesche sciroppate ed amaretti siamo certi di fare bingo in ogni occasione! In qualsiasi possibile versione, e ce ne sono davvero tante, il tiramisù è decisamente un dessert in grado di veicolare buon umore ed allegria. Il segreto di un tale successo senza tempo sarà nella cremosità forse, nella semplicità, o magari anche nell’alternanza tra consistenze diverse, che ci spinge a far seguire una cucchiaiata dopo l’altra.

Qualcosa di poetico o potremmo dire filosofico, lega questo tiramisù alla vita stessa. Infondo, cos’è la vita se non un continuo alternarsi di fatti un po’ amari tra altri ben più dolci? E con questa consapevolezza ed in chiave da pasticceria, ci godiamo un buonissimo dolce al cucchiaio che – se non potrà cancellare eventuali pensieri o problemi – sicuramente sarà in grado di portarci il buon umore, almeno per qualche momento d’estasi culinaria.

La scelta degli ingredienti nel tiramisù alle pesche sciroppate

La preparazione della nostra versione di tiramisù alle pesche è ovviamente fattibile in modo pratico e veloce, utilizzando pesche sciroppate ed amaretti pronti e confezionati. Diversamente, se avete un po’ più di tempo per progettare questo dessert e vi piace dedicarvi ai dettagli, potreste ottenere un risultato anche migliore utilizzando ingredienti artigianali e fatti in casa. Le pesche sciroppate ed anche gli amaretti, con un po’ di pazienza, possono essere realizzati direttamente a casa.

Conoscendo bene gli ingredienti utilizzati eviterete le sostanze chimiche ed i conservanti presenti nei prodotti industriali che, sappiamo bene, a lungo andare possono essere anche dannosi per la nostra salute. Inoltre, la bontà sprigionata dal classico tiramisù sarà triplicata scegliendo questa soluzione, fatta per perfezionisti! E con un dessert di questo tipo ogni occasione è quella giusta. Una cena tra amici, un pranzo in famiglia, una festività, un’occasione romantica e persino un pic-nic.

Tiramisù alle pesche sciroppate

Infondo, il tiramisù (anche in questa versione con pesche sciroppate ed amaretti) è un dessert che potremmo considerare pret à porter! Possiamo davvero, con comodità, portare i vasetti ermetici di questo tiramisù in giro con noi e mangiarlo anche fuori porta. Una leccornia che ci può seguire o che è particolarmente semplice da portare a casa di amici, quando desideriamo omaggiarli con un dessert.

La dolcezza senza fine della frutta sciroppata

Gustando questo tiramisù con pesche sciroppate ed amaretti possiamo apprezzare a pieno il gusto dolce delle pesche sciroppate. Il processo subito dalla frutta per essere sciroppata garantisce alle fettine di pesche una lunga conservazione, ma ottiene come contraccolpo una riduzione del carico di vitamine. Al tempo stesso, ed è importante segnalarlo in questa sede, alla riduzione di vitamine corrisponde un aumento dell’indice glicemico-insulinico che è per la frutta sciroppata piuttosto alto.

Sottolineiamo dunque che il tiramisù con le pesche sciroppate ed amaretti è un dessert non adatto a chi soffre di diabete o che preferisce mantenere il proprio apporto nutrizionale col minor tasso possibile di zuccheri. In particolare occorre stare attenti nel caso di diabete mellito di tipo 2, obesità o ipertrigliceridemia. L’apporto energetico dato dalle pesche fresche è piuttosto basso mentre le pesche sciroppate sono energetiche circa il doppio.

Colesterolo e lattosio sono comunque assenti. Le vitamine tendono a ridursi nelle pesche sciroppate ma restano presenti l’acido ascorbico, ossia la vitamina C, l’acido folico e la provitamina A, essendo queste ultime resistenti alle cotture e quindi ai procedimenti necessari alla preparazione delle pesche sciroppate.  Divertitevi a comporre questo tiramisù con pesche sciroppate e potrete regalare a tutti gli ospiti il piacere di un meraviglioso dolce, fruttato e golosissimo.

Come preparare le pesche sciroppate

Le pesche sciroppate sono le protagoniste di questo tiramisù, ma possono essere considerate una preparazione versatile e buona per tutte le occasioni. Sono ottime in solitaria, come snack dolce, ma anche come ingrediente per dolci e torte, in cui agiscono come elemento di ripieno o come coloratissima guarnizione. Potete acquistare le pesche sciroppate al supermercato, ma vi consiglio di prepararle in casa. Non è affatto difficile, inoltre avrete pieno controllo sulla qualità e sulle quantità. 

Come fare? Basta preparare un classico sciroppo di zucchero e acqua, poi tagliate le pesche a fette e ponetele in un vasetto sterilizzato insieme alla soluzione preparata. Dopodiché si procede con la pastorizzazione, che consiste in una bollitura prolungata. Una volta raffreddate le pesche sciroppate sono pronte, tuttavia vi consiglio di attendere qualche giorno, ossia il tempo necessario affinché lo sciroppo venga parzialmente assorbito dalle pesche.

Il mascarpone fa male?

La crema che funge da ripieno in questo tiramisù alle pesche sciroppate è molto simile alla classica crema al mascarpone della ricetta classica. Proprio per questo è necessario utilizzare dosi importanti di questo particolare latticino.

Attorno al mascarpone gravitano alcuni pregiudizi negativi. Il riferimento è in particolare a un’eccezionale quantità di grassi. In effetti il mascarpone è molto grasso, ma meno di quanto si possa immaginare. Un etto contiene 47 grammi di grassi, che è tutto sommato solo la metà dei grassi presenti nel burro, e solo il 20% di quelli presenti nel Parmigiano Reggiano, che in genere è considerato salutare.

L’apporto calorico sfiora però le 500 kcal per 100 grammi, quindi è bene limitare il consumo. In questo caso si usa mezzo chilo di mascarpone per un’intera teglia di tiramisù. Per quanto concerne le proprietà nutrizionali il mascarpone commuta quelle del latte, ma in forma un po’ meno concentrata. Le proteine occupano solo il 7% del suo peso, mentre l’apporto di calcio e vitamina D non è trascurabile.

Che dire degli amaretti fatti in casa?

Per rendere ancora più speciale il tiramisù alle pesche sciroppate, puoi sostituire i classici savoiardi con amaretti fatti in casa. Il procedimento richiede un po’ di pazienza, ma regala un gusto davvero unico. Si parte tostando le mandorle, che vanno poi tritate finemente con lo zucchero. Il composto si setaccia due volte, alternandolo con passaggi al mixer, fino a ottenere una farina fine.

A questa si aggiungono gli albumi, un pizzico di ammoniaca per dolci e dell’estratto di mandorla. Si lavora il tutto fino a formare un impasto denso e malleabile, da cui si ricavano piccole palline. Una volta cotte in forno a 170°C per circa 20 minuti, gli amaretti vanno lasciati raffreddare e poi sbriciolati.

Queste briciole si compattano sul fondo e tra gli strati del dessert, sostituendo i savoiardi con un sapore più aromatico e una consistenza leggermente più friabile. Una variante che valorizza la dolcezza delle pesche sciroppate con un tocco di mandorla irresistibile!

Cosa usare al posto del mascarpone per il tiramisù con pesche e amaretti?

Il mascarpone potrebbe essere considerato da alcuni un po’ troppo pesante, o comunque poco in linea con gli altri ingredienti della ricetta del tiramisù alle pesche. In questo caso può essere sostituito con un altro latticino, ovvero con la ricotta.

Si tratta di una soluzione più leggera, che conferisce al tiramisù una consistenza cremosa e un sapore delicato. Chi desidera maggiore morbidezza può setacciare o frullare la ricotta prima di utilizzarla. In ogni caso la ricotta crea un inedito e suggestivo equilibrio tra dolcezza e leggerezza.

Un’alternativa più insolita ma azzeccata è lo yogurt greco, che propone una lieve nota acidula che contrasta con la dolcezza delle pesche e degli amaretti, rendendo il dolce ancora più bilanciato. Chi desidera maggiore intensità può mescolare lo yogurt con un po’ di panna montata, ciò genera una texture simile a quella del mascarpone.

Cosa bere con il tiramisù di pesche e amaretti?

Il tiramisù alle pesche e amaretti è un dessert squisito che può fungere da protagonista di deliziosi aperitivi dolci. Ovviamente è anche necessario pensare a una bevanda adeguata per questo ottimo dolce al cucchiaio. In particolare vi consiglio le seguenti bevande. 

Moscato d’Asti. Un vino dolce e leggermente frizzante che si sposa bene con la dolcezza delle pesche sciroppate e con il gusto intenso degli amaretti. E’ molto fresco ed esprime note aromatiche che esaltano la cremosità del tiramisù senza comprometterne la leggerezza.

Amaretto di Saronno. Un liquore che fa degli aromi di mandorla e di vaniglia i suoi punti di forza, richiamando il sapore degli amaretti presenti nel dolce. Se viene servito liscio (o con ghiaccio) crea una perfetta armonia tra le componenti del tiramisù, aggiungendo una nota avvolgente in fase di retrogusto.

Tè freddo alla pesca. Una bevanda analcolica che valorizza la freschezza delle pesche sciroppate e riequilibra la dolcezza del dessert. Un tè leggermente zuccherato che viene servito freddo. E’ una bevanda ideale in quanto rinfresca il palato, rendendo il tiramisù più leggero e piacevole nei mesi più caldi.

Passito di Pantelleria. Un vino dolce ottenuto da uve Zibibbo appassite al sole, capace di trasmettere intense note di albicocca, miele e frutta secca. Questo vino si abbina al meglio con la dolcezza delle pesche sciroppate e con il gusto deciso degli amaretti, dando vita a un contrasto elegante degno delle migliori pasticcerie.

Tiramisù alle pesche sciroppate con amaretti: un dolce fresco e leggero

Per preparare un buon tiramisù alle pesche sciroppate e amaretti, scegli solo materie prime di qualità, meglio se fatte in casa. Il risultato sarà un dolce fresco e leggero, perfetto nelle giornate estive.

Per prima cosa, estraete le pesche sciroppate dal loro liquido e tagliatele a cubettini. Conservate un cucchiaio di sciroppo in una ciotola: vi servirà per inzuppare i savoiardi o, in questo caso, gli amaretti.

A parte, separate i tuorli dagli albumi. Montate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere una consistenza chiara e spumosa. Poi, aggiungete il mascarpone e amalgamate bene per ottenere un composto cremoso e uniforme. In un’altra ciotola, montate gli albumi a neve e incorporateli delicatamente, mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli.

Ora potete passare alla composizione: inzuppate gli amaretti nello sciroppo di pesche, senza esagerare, poi sbriciolateli. In una pirofila o nei vasetti, alternate uno strato di biscotti sbriciolati, uno strato di crema al mascarpone, e poi le fettine di pesche. Ripetete gli strati fino a riempire il contenitore.

Terminate con dei ciuffi di crema decorati con sac à poche, un amaretto intero o della granella. Lasciate riposare in frigo per almeno 3 ore: il sapore sarà ancora più equilibrato e intenso ore prima di servire. Questa variante al cucchiaio del classico tiramisù è ideale anche per chi non ama il caffè o desidera una proposta senza uova crude. Se volete una versione più leggera, potete usare pesche fresche al posto di quelle sciroppate e provare il tiramisù alle pesche senza uova. In ogni caso, il risultato è garantito: le pesche è un dolce che conquista tutti con la sua semplicità e bontà.

Come integrare il tiramisù alle pesche sciroppate nei menù creativi

L’integrazione di questa peculiare variante del tiramisù, che sostituisce il caffè e il cacao con pesche sciroppate e amaretti, richiede una certa attenzione in fase di abbinamento, soprattutto se il menù è creativo. D’altronde stiamo parlando di un dessert di transizione o una proposta estiva, dove la freschezza della frutta deve bilanciare la densità lipidica del mascarpone. Tecnicamente l’inserimento nei menù professionali avviene attraverso lo studio dei contrasti texturali e chimici. La pesca sciroppata apporta una quota di zuccheri semplici e una consistenza morbida, che necessita di un elemento di rottura meccanica, ossia dell’amaretto.

Nondimeno, la pesca permette di ottimizzare il costo del cibo utilizzando prodotti con una durata prolungata (frutta sciroppata e biscotti secchi), senza rinunciare alla qualità sensoriale. In questa prospettiva la stabilità della crema al mascarpone è fondamentale, inoltre l’aggiunta di una piccola percentuale di meringa italiana può aiutare a mantenere l’alveolatura della massa, anche in presenza dell’umidità rilasciata dalle pesche.

In un contesto di alta ristorazione il tiramisù alle pesche può essere presentato come un “sandwich” di amaretti giganti prodotti in casa, farciti con la crema e guarniti con una riduzione dello sciroppo alle pesche.

Nel tiramisù alla frutta sciroppata non ci sono solo le pesche

La tecnica di sostituzione del caffè con liquidi della frutta sciroppata, oltre che con la frutta, apre diverse possibilità di diversificazione del prodotto. Va detto che ogni tipologia di frutta sciroppata interagisce in modo differente con la base grassa del tiramisù, richiedendo accorgimenti specifici per mantenere l’equilibrio del piatto. Un’alternativa di rilievo è data dalle albicocche sciroppate. Rispetto alle pesche, le albicocche possiedono un indice di acidità superiore, utile per mitigare la percezione della grassezza del mascarpone. In questo caso la bagnatura dei savoiardi può essere arricchita con una piccola dose di liquore all’albicocca o maraschino, che ne eleva la complessità aromatica.

Sono ottime anche le pere sciroppate (varietà Williams), che offrono invece una texture più granulosa e un sapore più neutro. Questo permette di abbinarle con spezie inserite direttamente nella crema, come la cannella o il cardamomo, o di inserire gocce di cioccolato fondente al 70% per introdurre una nota amara necessaria alla profondità gustativa. Si può pensare anche all’ananas. A differenza dell’ananas fresco, che contiene bromelina, l’ananas sciroppato ha subito un trattamento termico che inattiva tale enzima. Ciò rende la preparazione stabile. La fibra dell’ananas richiede però un taglio molto fine per non ostacolare la fluidità del cucchiaio.

Infine le prugne sciroppate, che possono essere impiegate per una versione autunnale del dolce. La polpa densa delle prugne sciroppate e il colore intenso permettono di creare stratificazioni cromatiche nette, specialmente se abbinate a un pan di Spagna al cacao invece dei classici savoiardi. Occhio alla gestione dei liquidi: ogni frutto deve essere scolato accuratamente e il liquido deve essere filtrato per eliminare impurità solide, che potrebbero compromettere l’estetica della bagnatura.

Perché il tiramisù al bicchiere piace?

La presentazione del tiramisù in monoporzione all’interno di un bicchiere o di un contenitore in vetro risponde a precise logiche di efficienza operativa, igiene e analisi sensoriale. Dal punto di vista tecnico il bicchiere agisce come una sorta di protezione per il dolce, dunque permette l’utilizzo di creme più fluide e meno cariche di addensanti o gelificanti. Questo si traduce in una migliore solubilità del prodotto al palato e in una percezione più immediata degli aromi.

A incidere è anche la trasparenza del vetro, che valorizza la stratificazione geometrica, un elemento visivo che aumenta il valore percepito del dessert. Nel bicchiere è possibile monitorare con precisione il rapporto tra la parte solida (biscotto) e la parte cremosa, garantendo che ogni cucchiaiata contenga una proporzione costante di tutti gli ingredienti.

Inoltre, la monoporzione riduce drasticamente il deperimento del prodotto legato al taglio e al porzionamento da una teglia grande, che spesso causa la fuoriuscita di liquidi e la perdita di volume della massa montata. Dal punto di vista logistico e della sicurezza alimentare, il bicchiere facilita la conservazione in frigorifero, che protegge la superficie del dolce dall’ossidazione e dall’assorbimento di odori estranei, grazie alla possibilità di utilizzare chiusure ermetiche o pellicole superficiali.

La forma al bicchiere impatta positivamente anche nella gestione del servizio, quindi nella ristorazione veloce o nel catering. Il tiramisù al bicchiere consente un controllo rigoroso dei costi e una velocità di distribuzione superiore. Inoltre, va segnalata la limitazione fisica del contenitore, che impone un controllo automatico sulle calorie per porzione, un fattore sempre più rilevante nelle scelte di consumo contemporanee. Infine non va sottovalutata la stabilità termica del vetro, che aiuta a mantenere la temperatura di servizio ottimale durante il tempo di consumo, preservando la consistenza della crema di mascarpone fino all’ultima degustazione.

FAQ sul tiramisù alle pesche sciroppate

Che uova usare per il tiramisù?

Per il tiramisù sarebbe meglio utilizzare le uova fresche da fattoria, piuttosto che quelle industriali. In alternativa è possibile pastorizzarle, immergendole in un pentolino pieno di acqua e riscaldandole fino a 61 gradi.

Come si possono mangiare le pesche sciroppate?

Le pesche sciroppate sono ottime anche in solitaria, da consumare come snack dolce e gustoso. Tuttavia, possono partecipare a tante ricetta di pasticceria, sia come ingrediente da ripieno che come guarnizione.

A cosa fanno bene le pesche sciroppate?

Le pesche sciroppate contengono le stesse sostanze nutritive delle pesche fresche, quindi fanno bene al sistema immunitario in virtù della presenza della vitamina C, e alla vista grazie alla presenza del betacarotene.

Cosa c’è dentro gli amaretti?

Gli amaretti contengono principalmente mandorle (dolci e amare), zucchero e albume d’uovo. Alcune varianti possono includere aromi come vaniglia o liquore per arricchire il gusto. A cambiare però è anche la consistenza, in quanto gli amaretti possono essere croccanti o morbidi.

Cosa bere con gli amaretti?

Gli amaretti si abbinano bene con vini dolci come il Passito di Pantelleria o il Vin Santo. Anche il Marsala e il Moscato d’Asti possono andare bene. Chi cerca un’alternativa meno alcolica può optare per il classico caffè espresso o per il tè nero.

Il mascarpone è compatibile con l’intolleranza al lattosio?

Il mascarpone contiene il lattosio, dunque non è adatto agli intolleranti. Tuttavia esistono versioni di mascarpone senza lattosio, prodotte con l’aggiunta di enzimi che scompongono questa sostanza. È importante verificare l’etichetta prima dell’acquisto, infatti solo leggendo l’etichetta si può comprendere con assoluta certezza se il prodotto è delattosato oppure no.

Ricette di tiramisù ne abbiamo? Certo che si!

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