Crema al mascarpone: un goloso incontro tra morbido e croccante

crema al mascarpone

Mele e formaggio: il connubio perfetto della crema al mascarpone

La crema al mascarpone ottenuta con l’utilizzo dell’omonimo formaggio è davvero panacea dei golosi. Una ricetta questa pensata anche per chi soffre di intolleranze alimentari, essendo preparata con mascarpone privo di lattosio. Nessuno potrebbe resistere già solo alla crema di per sé, figuriamoci quale possa essere il risultato abbinando, per di più, ad essa, delle golose chips di mele.

Quello che ne vien fuori è un dessert meraviglioso già solo alla vista. Al sapore, la crema risulta soffice, morbida e vellutata, caratteristiche queste che contrastano nettamente con la croccantezza delle mele disidratate impiegate nella preparazione di questa crema al mascarpone.  E’ una soddisfazione sapere che le mele, così presentate, mettono d’accordo proprio tutti, anche i bambini, decisamente restii a consumare la frutta, mele in particolare.

Il meglio della frutta nella sua versione piò golosa e croccante

Un modo originale e alternativo di consumare e far mangiare anche ai più piccini le mele? Esiste e come: con le mele si può fare di tutto, ma pochi pensano a come possano risultare stuzzicanti le chips di mele, specie se accompagnate alla crema al mascarpone. Una merenda perfetta, povera di grassi, fatta solo con frutta fresca disidratata: tutto questo sono le chips di mela con crema di mascarpone allo zafferano.

Questa crema al mascarpone rappresenta uno snack sano, naturale, ricchissimo in fibre, vista la presenza della mela, frutto dall’indice glicemico per altro molto basso. Questo dolce è il massimo per chi vuole restare in forma ma senza con ciò rinunciare alla golosità dei dessert che possono essere, a volte, anche molto calorici e pesanti: ebbene, questa crema di cui presentiamo oggi la ricetta, è tutto il contrario.

L’ingrediente “d’élite” della crema al mascarpone

Per quanto questo dolce possa sembrare semplice nella preparazione, nell’aspetto e negli ingredienti, a ben vedere si rivela molto ricercato per via della presenza di un ingrediente notoriamente caro in commercio: lo zafferano. Si tratta della la spezia migliore da abbinare alla nostra crema al mascarpone, con la quale viene a creare delle variegature di colore straordinarie per un sapore unico ed inimitabile.

La crema al mascarpone sposa alla perfezione questa che è la più preziosa spezia al mondo coltivata con l’osservanza delle regole del biologico con un’attenzione particolare per la purezza. Se a questo si aggiunge il carico di nutrienti presenti alla pari in entrambi gli ingredienti – mele e mascarpone – possiamo dire di aver davvero dato vita ad un dolce tanto buono quanto sano come pochi dolci riescono ad essere.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.


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