Cocktail analcolici, 7 ricette facili e di grande effetto

Cocktail analcolici

Quali sono le principali proprietà di un cocktail analcolico?

Il cocktail analcolico è ben più di un surrogato privo di alcol del normale cocktail. E’ anzi una soluzione per un aperitivo o per un momento di relax poco impegnativo, adatto sia agli astemi che a chi, più o meno saltuariamente, assume alcolici. Anche perché le opportunità sono tante e, anzi, l’assenza di alcol consente di tentare un numero maggiore di abbinamenti. E’ ovvio, però, che a salire in cattedra sia la frutta, o per meglio dire il succo di frutta. Dal lime all’ananas, dai mirtilli all’avocado, c’è solo l’imbarazzo della scelta per chi sa sperimentare, ma con cognizione di causa, prevedendo e ragionando sugli effetti delle combinazioni stesse.

Oggi vi presento ben sette proposte, sette ricette facilissime, che chiunque può mettere in atto a prescindere dalle sue competenze in fatto di cocktail. Non è necessario essere barman, e nemmeno esSpritz al melogranosere esperti di cocktail. E’ sufficiente seguire le indicazioni (sempre poche e basilari) e reperire un bicchiere da shaker, che è necessario il più delle volte. Tutti i cocktail che vi presenterò tra poco sono a base di succo di frutta. Di volta in volta, sarà il succo meno dolce a sostituire il liquore (tutti i cocktail alcolici hanno una base liquorosa, se si esclude lo spritz e pochi altri). Spesso e volentieri per dare colore e migliorare l’impatto visivo, va preparata una decorazione a base di frutta, fatta ovviamente a fettine. Inoltre, alcuni cocktail prevedono un ingrediente particolare, ossia la granatina.

I cocktail senza l’utilizzo della granatina

Cocktail con avocado e ananasPartiamo dai cocktail senza granatina, che quindi hanno come protagonisti quasi esclusivamente i succhi di frutta. Il primo della lista è il cocktail analcolico con ananas e semi di chia. Si tratta di una bevanda semplicemente perfetta, rinfrescante ma dal sapore pieno. E’ infatti una bevanda gradevole e molto aromatica, vista la presenza dello zenzero e dei semi di chia. Questi vanno fatti riposare insieme al succo e allo sciroppo, di modo che possano in qualche modo “caramellarsi”.

Un cocktail simile è quello all’avocado e all’ananas. La differenza principale, ovviamente, sta nella presenza dell’avocado, che va opportunamente frullato insieme agli altri ingredienti. Lo sciroppo è sostituito dallo zucchero di canna molto fine. Altri ingredienti che impreziosiscono la ricetta sono i chicchi di melagrana, la polpa e la scorza d’arancia, che viene posta sul bicchiere dopo averla affettata.

Su questa falsariga abbiamo preparato anche il cocktail analcolico con ananas e lime. E’ frutto di una scelta di ingredienti un po’ audace, non tanto per la compresenza di due ingredienti così diversi l’uno dall’altro, ma soprattutto per l’utilizzo dello sciroppo di zenzero. Questo sciroppo è molto dolce e aromatico, dunque il suo contributo è determinante per la resa finale del cocktail.

Cocktail con ananas e lime

Un cocktail diverso, rispetto a quelli tradizionali, è lo spritz al melograno, ossia una rivisitazione del celebre cocktail presente in quasi tutti gli aperitivi. In questo caso abbiamo utilizzato tanti altri ingredienti particolari, su tutti il succo di pompelmo rosa, un agrume spesso sottovalutato e più dolce della sua variane “gialla”. Un altro succo fondamentale è quello di melograno, che è una vera e propria fonte di vitamina C e potassio, un perfetto connubio tra salute e gusto per trascorrere al meglio delle piacevoli serate in compagnia.

I cocktail con lo sciroppo di granatina

La granatina è uno sciroppo molto utilizzato in alcune preparazioni alcoliche e saltuariamente anche in quelle dolciarie. Si caratterizza per una grana considere

vole, che si avverte distintamente al palato. E’ realizzata in genere con il succo di melagrana e con lo zucchero. Tuttavia, esistono varianti con i frutti rossi, fino ad arrivare persino ai lamponi. I cocktail che vi presento oggi, però, sono realizzati con una variante sui generis di granatina, capace di apportare un valore aggiunto, conferendo dolcezza e texture a dei cocktail particolari e davvero gustosi.

Cocktail analcolico con limonata

Virgin DaiquiriIl primo cocktail analcolico con granatina che vi presento oggi è il Virgin Daiquiri. Esso può essere considerato una variante rispetto all’originale alcolica. Il Virgin Daiquiri, infatti, è la versione senza alcol del famoso Daiquiri (uno dei cocktail più famosi di Cuba), ma la mia è una versione leggermente rivisitata. Certo, il risultato si rivela ottimo, e a mio avviso persino migliore rispetto al Daiquiri tradizionale.

ll secondo cocktail alla granatina che vi presento è anche il più facile da preparare, ossia il cocktail analcolico con limonata e lime. Non a caso, la lista degli ingredienti consta di soli due elementi, capaci di valorizzarsi l’uno con l’altro e dare vita ad un cocktail fantastico, ottenuto dalla fusione del succo di lime e della limonata. Insomma, siamo di fronte ad un cocktail agrumato, in cui emergono chiaramente i sentori del lime e della limonata in un equilibrio perfetto.

Infine, vorrei dedicare un piccolo spazio al cocktail ai mirtilli e Mixybar bitter, che propone un sapore leggermente amarognolo ma comunque molto gradevole per tutti i palati. Questo tipo di cocktail viene realizzato con il Mixybar bitter di Fabbri, una delle basi più utilizzate nella preparazione di cocktail e aperitivi di qualsiasi tipo.

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Nota per l’intolleranza al nichel

Cosa s’intende per reattività al nichel e quali sono i sintomi correlati

Una delle condizioni cliniche sempre più comuni è proprio quella della reattività al nichel. Quest’ultima è stata riscontrata in molti soggetti, anche in Italia, e si riconosce grazie alle reazioni sistemiche e da contatto che la condizione può scaturire all’interno dell'organismo o sull’epidermide. L’elemento chimico in questione è contenuto in numerosi alimenti e oggetti che usiamo nella nostra quotidianità. Pertanto, non è facile starne alla larga e i sintomi correlati, alla sua assunzione o al contatto con esso, non possono essere sottovalutati. Nello specifico, la reattività al nichel non mostra segnali immediati, ma bensì ritardati. Infatti, dopo il consumo frequente di alimenti che lo contengono, la percentuale di questo metallo aumenta all’interno del corpo, provocando un’infiammazione che, però, può essere evitata grazie a una dieta a rotazione. I sintomi non sono uguali per tutti, ma solitamente si concretizzano in dermatiti (anche da contatto, dovuti ad esempio all’uso di accessori di bigiotteria), arrossamenti, pruriti cutanei ed eczema. Fino a poco tempo fa, si pensava che la sintomatologia riguardasse solo l’epidermide. Tuttavia, dopo recenti studi, si parla anche di Sindrome da Reazione Sistemica al Nichel (SNAS, Systemic Nickel Allergic Syndrome), che comprende tutti quei problemi sistemici che colpiscono l’apparato respiratorio e tanti altri organi.

Il trattamento da non sottovalutare

L’elemento di cui parliamo non è di per sé un veleno o un metallo nocivo, ma il corpo di coloro che soffrono di reattività al nichel lo percepisce come tale. Pertanto, come accennato, l’infiammazione da cibo può essere evitata grazie a una dieta a rotazione - elaborata successivamente alla diagnosi - che consiste nell’esclusione degli alimenti “colpevoli” solamente per alcuni giorni alla settimana, seguita dalla loro reintroduzione nei giorni successivi. Generalmente, si agisce evitando i cibi che contengono questo metallo in dosi più elevate. Tra questi troviamo i prodotti industriali preparati con grassi vegetali idrogenati e non (all’interno di essi è presente una notevole percentuale di solfato di nichel) e alcuni cereali, in particolare avena e mais. Anche grano saraceno, riso, frumento e miglio sono da tenere d’occhio quando si tratta di reattività al nichel. Infatti, contengono quest’ultimo in quantità inferiore e non preoccupante, ma la farina da essi ricavata può includerne dosi variabili e molte volte superiori a quelle consentite. È necessario prestare una maggiore attenzione a vegetali come asparagi, lenticchie, funghi, spinaci, pomodoro, pere, kiwi, frutta secca e semi oleosi (come ad esempio arachidi, mandorle e nocciole), ma anche al cioccolato. Il pesce e la carne in scatola possono essere consumati solamente nei giorni liberi dalle restrizioni dietetiche. In generale, per chi convive con la reattività al nichel, è utile ricordare che un alimento non è nocivo solo perché contiene questo metallo: lo diventa perché ne contiene troppo e perché si combina con altre sostanze che scatenano la reazione dell’organismo (es. grassi idrogenati usati nella produzione industriale).

Nota per celiaci o sensibili al glutine

Controllate sempre che gli ingredienti che adoperate per la preparazione delle vostre ricette siano adatti ai celiaci e alle persone sensibili al glutine. Verificatene la spiga sbarrata, la presenza sul Prontuario dell’AIC o le indicazioni sull’etichetta del produttore.

Nota per gli intolleranti al lattosio

Dalla nota ministeriale: E’ stata eliminata la dicitura “delattosato”, in quanto precedentemente associata alla dicitura “dietetico”. Si potrà usare al suo posto la dicitura senza lattosio per i prodotti lattiero caseari e per il latte con contenuto di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o ml


27-06-2020
Scritto da: Tiziana Colombo
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