L’orata: un alimento tutto da scoprire

orata
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Proprietà e valori nutrizionali dell’ orata

Prima di cucinare un alimento dobbiamo senz’altro conoscerlo, non siete d’accordo? Proprio per questo, ho deciso di parlare dell’orata e di tutte le sue proprietà e i valori nutrizionali. Pertanto, iniziamo con il dire che si tratta di uno dei pesci più presenti sulle nostre tavole imbandite… Non è vero?

Forse, molti di voi non sanno che tale alimento possiede una lunga serie di elementi benefici da prendere in seria considerazione al momento dell’acquisto: in pratica, è un ingrediente da preferire a molti altri! Vi state chiedendo il perché? Bene. In questo articolo vi dirò tutto quello che dovreste sapere sull’orata.

Le caratteristiche di un pesce molto amato!

Oggi parliamo di un pesce dalle dimensioni abbastanza contenute, che molto raramente oltrepassano i 40 centimetri. Si chiama “orata” perché fra gli occhi presenta una suggestiva linea dorata, oltre ad avere fianchi dello stesso colore. Viene inclusa nella stessa famiglia di altri cosiddetti pesci bianchi, quali la spigola, il cefalo, il merluzzo, la sogliola, il rombo e le acciughe. Le sue carni sono magre e saporite e le sue caratteristiche da un punto di vista del nutrimento possono davvero dare una grossa mano al nostro organismo.

Per quanto riguarda le proprietà, i valori nutrizionali e le controindicazioni dell’orata è utile sapere che si tratta di un alimento ricco di sorprese positive che consentono a questo pesce di diventare un vero e proprio toccasana. Prima di tutto, potrete apprezzare l’elevata concentrazione di proteine e amminoacidi essenziali. Molto poche sono invece le calorie proposte da questo pesce: circa 135 ogni 100 grammi di orata. Non a caso, molte persone scelgono di assumere questo alimento proprio durante le loro diete ipocaloriche.

Altri elementi da non sottovalutare

Tra le altre doti di questo prodotto ittico spunta la bassa concentrazione di colesterolo (solo 65 milligrammi ogni 100 grammi). Inoltre, a tutto ciò che avete appena letto, potete aggiungere un’ampia varietà di sali minerali, come calcio e fosforo, e una notevole quantità di vitamine del gruppo B. Secondo le ricerche, l’orata può servire per combattere l’arteriosclerosi e le malattie del fegato, ed è molto indicata per i bambini e per gli adolescenti, in quanto utile per la loro crescita.

Tra le proprietà e i valori nutrizionali dell’orata possiamo quindi riscontrare molti elementi positivi, ma ci sono alcune controindicazioni delle quali dobbiamo tenere conto: per essere perfetta sotto ogni punto di vista, dev’essere fresca e di qualità. Anche la provenienza conta molto. Infatti, l’eventuale presenza di agenti particolarmente inquinanti nelle acque dove è stata pescata può fare la differenza e lo stesso vale per quanto riguarda l’alimentazione se proviene da un allevamento. In pratica, sarà necessario fare un acquisto ponderato e tutto andrà bene!

I metodi di conservazione dell’orata: semplici e veloci

Conoscete l’orata? Certamente sì! È un pesce pregiato e prelibato, e si distingue per il suo aspetto e, soprattutto, per la striscia dotata che presenta tra i suoi occhi. Ci sono molte ricette che ci consentono di portare in tavola le sue deliziose e delicate carni bianche. Tuttavia, per ottenere il meglio da questo alimento, è utile conoscere le modalità di conservazione dell’orata.

Come tutti i pesci, dal momento della cattura all’effettivo utilizzo in cucina, dovrebbe essere conservato a 0°C o a -2°C costanti, con del ghiaccio. Questa sarebbe la temperatura ottimale per preservarne la freschezza e non alterarne le qualità organolettiche. Ad ogni modo, nonostante questo, è utile considerare che, dalla cattura in poi, il pesce è veramente fresco per un massimo di 7 giorni. Perciò, ovviamente, prima di parlare nello specifico della conservazione dell’orata, devo ricordarvi che portarla in tavola entro 24 ore dall’acquisto è sempre la soluzione migliore!

conservazione orata

I principali metodi per conservare questo pesce

Chiaramente, la maggior parte dei frigoriferi casalinghi non propone un clima interno con temperatura pari a 0°C, ma generalmente arriva a 4°C. Se poi consideriamo che il pesce avrà già sopportato numerosi sbalzi termici, sicuramente è consigliabile riporlo in frigo subito dopo l’acquisto (il pesce dovrà essere però prima lavato, eviscerato e coperto con la pellicola). Usando questo metodo di conservazione per l’orata, sarà possibile preservarne (ancora) la freschezza per un massimo di 48 ore.

Se invece si avrà la necessità di conservare il pesce per più tempo, si dovrà procedere alla refrigerazione, grazie alla quale può durare al massimo 3 giorni (anche se tutto dipende dallo stato del pesce e dall’effettivo livello di freschezza al momento della refrigerazione), oppure si potrà considerare la surgelazione e la congelazione che, come ben sappiamo, permettono a qualunque alimento di durare molto di più. Tuttavia, se punterete su questi ultimi due metodi di conservazione per l’orata, sappiate che l’alimento perderà pian piano il suo sapore originale.

Conservare l’orata: alcuni consigli pratici

Prima di pensare alla conservazione, non dimenticatevi di comprare un pesce davvero fresco! Per quanto riguarda l’orata, dovrete prediligere dei pesci dalla pelle brillante, dalle carni sode e compatte, e con le squame in buono stato. In questo modo, potrete essere certi di aver a che fare con un prodotto fresco e potrete usare i metodi di conservazione dell’orata con molta più tranquillità. Oltre alle indicazioni appena date, vi suggerisco di lavare ed eviscerare bene il pesce prima della sua conservazione e sciacquarlo accuratamente sotto acqua corrente.

Se opterete per l’uso del frigorifero, ricordate che per conservare l’orata dovrete coprirla con la pellicola o lasciarla nel contenitore del supermercato. Anche per la conservazione dell’orata in freezer potrete lasciarla chiusa nella confezione originale. In alternativa, potrete usare un sacchetto apposito. In questo modo, potrete conservarla per 1 o 2 giorni, o al massimo 3 se è molto fresca. Infine, sappiate che in congelatore potrete conservare l’orata per 3 mesi, ma dovrete riporla in un sacchetto o in un contenitore apposito.

errori da non fare con l’orata

Gli errori da non fare con l’orata? Eccovi accontentati!.

Oggi parliamo di un pesce molto amato, versatile ed estremamente nutriente. Lo adorano i bambini e anche gli adulti. Tuttavia, per portare in tavola tutto il suo gusto e il suo valore nutrizionale, dobbiamo prestare attenzione a quelli che sono i principali errori da non fare con l’orata.

Possiamo sbagliare fin dall’acquisto e questo non è di certo un bene, né per i nostri palati né tantomeno da un punto di vista del benessere.

Perciò, quando abbiamo voglia di cucinare questo pesce, dobbiamo sceglierlo con attenzione. Dev’essere fresco e proporre ottimi livelli di qualità. Quindi, uno dei primi errori da non fare con l’orata è dimenticarsi di osservarla durante l’acquisto. Da dove proviene?

Quando è stata confezionata o pescata? Ha la pelle lucida e l’occhio vivido e sporgente? Le sue carni sono compatte e uniformi anche nel colore? Tutte queste accortezze possono fare la differenza e possono permetterci di assaporare un prodotto qualitativo e prelibato… E poi che succede?

Anche dopo l’acquisto non dobbiamo sbagliare!

La storia ci insegna che il pesce va pulito come si deve. Perciò, uno degli errori da non fare con l’orata è questo: prenderlo e metterlo a cuocere senza fare altro che condirlo e accendere i fornelli o il forno.

Anche quando è già stato eviscerato, un lavaggio prima della cottura può essere fondamentale: persino i più piccoli residui di sangue e interiora possono trasformarsi in strani sapori… e questo non è certamente quello che vogliamo! A maggior ragione quando si compra un pesce intero e appena pescato, una corretta pulizia non è da sottovalutare.

È consigliabile pulirlo non solo prima della cottura, ma anche prima dell’eventuale conservazione in frigo (anche se per poche ore) o in congelatore, se non è possibile cucinarlo subito dopo l’acquisto. Oltre a questi errori da non fare con l’orata e ai successivi accorgimenti che vi ho dato, vi dico inoltre che per quanto riguarda la cottura in forno è necessario evitare di impostare una temperatura a caso.

Seguite le indicazioni della ricetta e non avrete problemi… È difficile bruciare il pesce, ma con temperature troppo basse sembrerebbe un pesce bollito e non cotto al forno!

Oltre a questo, c’è di più!

Uno sbaglio che ho visto fare più volte consiste nel buttare via il fondo di cottura, lasciandolo nella teglia o nel tegame. L’orata, in realtà, ha dei succhi deliziosi che si trasformano in fantastici sughetti da usare durante l’impiattamento per rendere la portata ancor più buona. Quindi, anche quello di buttare i suoi succhi è uno degli errori da non fare con l’orata, che vi consiglio di tenere a mente anche per quanto riguarda altre specie di pesce.

Infine, non dimenticate che il pesce è buono fresco: non conservatelo troppo a lungo, anche perché non durerebbe per più di 48 ore (è meglio non rischiare e cucinarlo entro 24 ore). Persino quello congelato, se dobbiamo dirla tutta, dopo un po’ di tempo non è più la stessa cosa.

La pulizia dell’orata: non è difficile, ma va fatta con cura!

Tutte le fasi della pulizia dell’orata. L’orata è un pesce molto particolare e molto amato. Possiamo portarlo in tavola seguendo diverse ricette e ogni volta il successo è assicurato! Tuttavia, non sarà facile preparare un buon piatto senza una precedente e accurata pulizia dell’orata. Per questo motivo, vi suggerisco di mettervi all’opera: vi serviranno un coltello, un paio di forbici e, eventualmente, l’attrezzo realizzato appositamente per la desquamazione (al suo posto potrete usare un coltello).

Potrete anche sfilettarlo, per poi procedere alla cottura o alla conservazione del pesce. Qualunque sia la vostra scelta, non dimenticatevi di comprare un alimento fresco (con l’occhio vivido, la pelle brillante e le carni sode) e di qualità. In caso contrario, la pulizia dell’orata risulterà più difficile e, ovviamente, il piatto che andrete a preparare non sarà quello che vi immaginavate, né per l’aspetto né per il sapore!  Detto questo, passiamo ai fatti…

Come si pulisce l’orata?

Per pulire l’orata, dovrete metterla su un tagliere e iniziare con l’eviscerazione: con le forbici praticate un’incisione dal ventre fino alla base della testa ed eliminate le interiora del pesce. Successivamente, continuate la pulizia dell’orata lavandola bene sotto l’acqua corrente (anche all’interno dell’incisione). Conseguentemente, tagliate le pinne: prima quella laterale (vicino alla testa), poi quella caudale (sotto la pancia) e quella dorsale. In seguito, girate il pesce ed eliminate le pinne presenti dall’altro lato. Dopodiché potrete passare alla desquamazione.

Come anticipato, potrete usare l’apposito attrezzo oppure un coltello, strofinando ripetutamente il pesce, dalla coda alla testa. L’operazione può essere svolta al meglio nel lavello, sotto l’acqua corrente, o anche in un sacchetto… in modo da non spargere le squame in giro per tutta la cucina! Continuate con la pulizia dell’orata lavandola ancora sia all’interno che all’esterno. A questo punto, potrete già cucinarla in forno o alla griglia. In alternativa, potrete passare alla corretta sfilettatura.

Le fasi finali della pulizia dell’orata

Per ottenere dei filetti, dopo la prima parte della pulizia dell’orata, potrete mettere quest’ultima sul tagliere ed eliminare subito le branchie, estraendole a mano, e poi la testa. Potrete avvalervi di un coltello apposito per la sfilettatura (o usarne uno con la lama molto sottile) e incidere il dorso del pesce, partendo dalla coda e seguendo la colonna vertebrale. In seguito, partendo dall’alto, dovrete muovere la lama in senso orizzontale rispetto al vostro piano di lavoro e ricavare il primo filetto.

Successivamente, potrete separare il pesce a metà e continuare a sfilettarlo, ripetendo la stessa operazione e staccando il secondo filetto dalla lisca senza lasciare troppa polpa. Dopodiché, grazie a una pinzetta da cucina, potrete estrarre le spine rimaste nei filetti e procedere con la cottura o la conservazione del pesce. Come potrete vedere, la pulizia dell’orata e la successiva sfilettatura non si riveleranno operazioni difficili, ma un po’ di pazienza non guasterà!

Perciò, non aspettate, ma assaporatelo al più presto. Adesso che conoscete gli errori da non fare con l’orata… non avete più scuse! Che aspettate a portarla in tavola?

Volete qualche idea in più per cucinare l’orata?

L’orata in padella è il classico secondo di pesce leggero, ma allo stesso tempo gustoso, in grado di esaltare il valore delle materie prime e apportare svariati principi nutritivi. Il merito di ciò è in particolar modo dell’orata, una specie ittica tra le più squisite e reperibili. In riferimento è ad alcune proprietà nutrizionali davvero preziose. In primis è ricca di vitamina B3, che supporta i processi digestivi. Secondariamente l’orata è veramente ricca di proteine, per giunta nobili e altamente digeribili. In virtù della presenza della vitamina D, poi, garantisce la buona salute delle ossa, mentre la vitamina B6 rafforza il sistema immunitario.

Il Risotto affumicato al tè lapsang e orata, lo si può notare già solo spulciando gli ingredienti, non è un semplice risotto. Certo, la presenza del the lo pone al di fuori della tradizione culinaria italiana, ma a marcare una differenza sostanziale è il processo di preparazione in sé. Nei risotti tradizionali, quelli italiani almeno, il riso viene adagiato su un “fondo” fatto in genere di verdure o altri ingredienti specifici.

Il filetto d’orata in vasocottura è un secondo piatto di pescecon contorno difagiolini, dai sapori mediterranei ed aromatici. Grazie alla vasocottura, i profumi sono molto intensi, ed ogni ingrediente è morbido e succoso al palato.È un metodo semplice, che rende light ogni piatto perché basta un filo d’olio e un pizzico di sale per insaporire tutto in modo uniforme. Con questo filetto d’orata in vasocottura vi sembrerà di essere in riva al mare!

filetto di orata con salsa Mornay

Per tutti i palati: il filetto di orata con salsa Mornay

Se amate i pasti sfiziosi e ricchi di gusto, il filetto di orata con salsa Mornay con germogli di asparagi e uova di salmone è proprio la pietanza che fa per voi. Si tratta di un secondo pieno di classe, che può essere offerto agli ospiti nelle occasioni più speciali, ma anche nelle serate normali. Con il giusto impiattamento, dona quel tocco di eleganza alla tavola, deliziando sia il palato che lo sguardo di ogni commensale.

Perciò, se avete voglia di sfidarvi in cucina e di conquistare chi amate, questa è la pietanza ideale. Con il filetto di orata con salsa Mornay non ci si può sbagliare: il pesce e la salsa fanno la differenza e i germogli di asparagi accompagnati dalle uova di salmone rendono il piatto ancor più delizioso e completo. Pertanto, andiamo a scoprirne le principali caratteristiche e poi prepariamolo insieme… Non ve ne pentirete!

L’orata, un pesce davvero speciale

La Sparus aurata si presenta come un pesce di tipo osseo, che troviamo con più facilità nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico occidentale. Di solito si muove lungo le coste e predilige le zone vicino alle foci dei fiumi. Generalmente, non supera i 40 centimetri di lunghezza e il suo peso da adulto arriva intorno ai 400 grammi. La ricetta del filetto di orata con salsa Mornay, accompagnato da germogli di asparagi e uova di salmone, ci permette di assaporarlo in tutta la sua bontà.

Infatti, oltre al suo aspetto particolare, dovuto principalmente alla linea dorata che si trova fra i suoi occhi, questo pesce propone carni magre e deliziose, dotate della giusta consistenza e di un notevole valore nutrizionale. Proprio per questo, con un filetto di orata con salsa Mornay possiamo contare su un valido apporto di proteine ad alto valore biologico (e quindi ricche di aminoacidi essenziali), su un ridotto contenuto di colesterolo (è un pesce consigliato per le diete ipocaloriche) e su una fantastica fonte di minerali (quali ferro, fosforo e calcio) e di vitamine del gruppo B.

Che vi dico sul filetto di orata con salsa Mornay?

Secondo i nutrizionisti, l’orata è perfetta soprattutto per i bambini e gli adolescenti in fase di sviluppo, e per gli anziani, in quanto può aiutare a prevenire l’arteriosclerosi e a contrastare le patologie che colpiscono il fegato. Tante buone notizie, non è vero? Eppure, dobbiamo considerare che la ricetta del filetto di orata con salsa Mornay  propone tanti altri interessanti ingredienti. Tra l’altro, la salsa che accompagnerà il pesce è capace di esaltarne il sapore al 100%!  Pensate che fu menzionata per la prima volta nel 1820, nella decima edizione de “Le Cuisinier royal”…

Perciò, possiamo dire che è davvero da tantissimi anni che questa delizia conquista i palati e ammalia gli chef. Oggi la prepareremo noi e vedrete che non sarà difficile portare in tavola un buon filetto di orata con salsa Mornay, accompagnato da germogli di asparagi e uova di salmone. Passiamo all’azione… Poi, fatemi sapere com’è andata!

Ingredienti per 4 persone

  • 2 orate da 400/600 gr. l’una,
  • 30 gr. di olio extravergine d’oliva,
  • 1 tuorlo d’uovo,
  • 30 gr. di farina di riso,
  • 1 cucchiaio di parmigiano reggiano (36 o 48 mesi),
  • 2 bicchieri di fumetto di pesce,
  • un pizzico di sale e pepe,
  • 10 gr. di senape in grani consentita,
  • 160 gr. di asparagi di mare,
  • 4 cucchiai di uova di salmone.

Preparazione

Filettate le orate; poi togliete la pelle, le spine e la parte grassa della pancia. Sistematele in quattro stampi rotondi in silicone, pennellandole con olio extravergine d’oliva

In una casseruola fate un roux con olio e farina, e aggiungete il fumetto. Lasciate cuocere per qualche minuto, incorporando il tuorlo e il formaggio.

Salate e pepate a piacere. Dopo aver lavato gli asparagi, spadellateli velocemente con poco olio extravergine d’oliva.

Cuocete i filetti di orata in forno, a 175° per 15 minuti circa.

Aggiungete nel centro la salsa Mornay e gratinate in forno molto caldo.

In un piatto sistemate l’orata gratinata e rifinite con gli asparagi e le uova di salmone.

5/5 (1 Recensione)

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20-04-2018
Scritto da:

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

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Pochi sanno che mi chiamo Tiziana Colombo. Tutti, nel mondo del wewb, mi conoscono come Nonnapaperina. Questo spazio nato è per caso 2004 come una sorta di diario che utilizzavo per condividere una passione. Una passione messa a dura prova dalla diagnosi di intolleranza al nichel prima e al glutine e al lattosio poi: una diagnosi inaspettata che mi ha fatto patire mezza vita. La colpa era sempre lo stress. Mi sono sentita completamente persa e in rete le notizie non erano sempre di aiuto. Non mi sono scoraggiata e ho cercato di trovare una soluzione! Dare un’informazione corretta. Mi sono sentita per molto tempo un vero “Don Chisciotte”. Ora la situazione è migliorata ma abbiamo ancora molto lavoro da fare.

Ma da sola non potevo farcela! Cosi nel 2012 ho fondato l’Ass.Il Mondo delle Intolleranze APS, di cui sono il Presidente in carica. Ad oggi siamo diventati una realtà importante e un punto di riferimento per tantissime persone, chef, aziende e medici. Abbiamo un comitato scientifico formato da professionisti e un gruppo di lavoro attivo e dinamico. Ognuno di noi ha un suo ruolo e tutti gli aspetti vengono vagliati con cura. Vogliamo dare un’informazione corretta e responsabile e siamo a disposizione dei nostri utenti. Torna a pensare positivo e mangiare con gusto. Ti garantisco che è possibile.

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