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La crescia di Pasqua o pizza al formaggio marchigiana

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

crescia di pasqua
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana, Pasqua
Ricette vegetariane
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 30 min
cottura
Cottura: 1 or
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4/5 (4 Recensioni)

Crescia di Pasqua: il profumo di casa che torna ogni anno

C’è un lievitato che, appena lo tagliate, fa subito “festa”: la crescia pasquale. In certe case arriva in tavola ancora tiepida, in altre si prepara il giorno prima e si lascia lì, sul tagliere, pronta per la colazione di Pasqua con salumi e formaggi. È una di quelle ricette che non hanno bisogno di effetti speciali: basta il profumo, e la cucina cambia faccia.

Se la conoscete già, sapete che non è un semplice pane. È una pasta ricca, morbida, con una spinta decisa di formaggio che la rende perfetta sia “da sola” sia accanto a un tagliere. Se invece è la prima volta, vi dico solo questo: non serve correre, serve ritmo. Impasto, riposo, ancora riposo… e poi forno.

Consiglio della nonna: pensatela come una ricetta “da calendario”: scegliete un momento tranquillo, preparate tutto sul tavolo e segnatevi i tempi di lievitazione. Quando l’impasto lavora da solo, voi potete fare altro (e la cucina resta ordinata).

La crescia di Pasqua, conosciuta anche come pizza di formaggio, è una torta salata tipica della cucina marchigiana a base di formaggio molto ricca, profumata, gustosa e saporita. Probabilmente, penserete che sia incredibile, ma la renderemo persino adatta persino agli intolleranti al lattosio.

La cosa bella è che la crescia di Pasqua si presta anche a piccoli aggiustamenti: potete giocare con i formaggi, con la pezzatura, perfino con lo stampo. E se dovete adattarla a esigenze particolari, meglio saperlo prima, così impostiamo da subito la strada giusta senza sorprese.

Ricetta crescia di Pasqua

Preparazione crescia di Pasqua

  • In una bastardella, lavorate le uova fino a che non diventano spumose. Poi aggiungete il parmigiano grattugiato, il sale e le spezie, e amalgamate il composto.
  • Coprite la ciotola con la pellicola e la riponetela in frigorifero fino al momento dell’utilizzo.
  • Nel frattempo, in una ciotola fate sciogliere il lievito con il latte tiepido e aggiungete tanta farina quanta ne basta per ottenere una pastella molto consistente, che farete lievitare fino a quando sarà raddoppiato il suo volume.
  • Quando la pasta lievitata sarà pronta, prendete dal frigorifero la terrina con l’impasto di uova e formaggio e aggiungete poco alla volta la farina rimasta, setacciata, e amalgamatela bene all’impasto; aggiungete l’olio, lavorate  ancora l’impasto.
  • Non appena sarà tutto ben amalgamato, aggiungete la pasta lievitata e lavorate con le mani su di una spianatoia fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.
  • Con questo impasto, riempite a metà la teglia di cottura alta, che deve essere più stretta alla base e più larga al bordo,  leggermente unta d’olio.
  • Lasciate lievitare al caldo fino a che l’impasto non avrà raggiunto il doppio del suo volume e cuocete la crescia di Pasqua o pizza di formaggio in forno già caldo a 180° per un’ora.
  • Se l’impasto è troppo rispetto alle dimensioni della teglia di cottura dividetelo in due parti: durante la cottura, la crescia lievita ancora e, se l’impasto è troppo, fuoriesce.
  • La crescia si conserva per 3-4 giorni avvolta nella pellicola da cucina, inoltre è possibile congelarla per un massimo di due mesi.

Ingredienti crescia di Pasqua

  • 500 gr. di farina tipo 0
  • 50 gr. di lievito
  • 5 uova
  • 1/2 bicchiere di latte consentito
  • 200 gr. di Parmigiano reggiano stagionato 36 mesi
  • 150 gr. di olio extravergine d’olio
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata
  • q. b. di sale e di pepe.

In breve: la crescia di Pasqua richiede soprattutto tempo di lievitazione (più che lavoro attivo): calcolate mezza giornata comoda tra impasto, riposi e cottura; difficoltà media, porzioni da stampo medio (8–10 fette generose). È ideale per colazione o brunch pasquale, con salumi e formaggi, e si prepara volendo anche il giorno prima. Due punti chiave: impasto ben incordato (liscio e sostenuto) e formaggi asciutti, così l’interno resta morbido senza diventare umido.

La crescia di Pasqua protagonista di un brunch pasquale

La tradizione vuole la crescia pasquale al centro della tavola della domenica mattina, accanto alle uova sode, ai salumi tipici come prosciutto crudo, corallina o ciauscolo, e ai formaggi morbidi come squaquerone, casciotta o pecorino fresco. In alcune zone delle Marche non manca la coratella d’agnello, ricca e saporita, che crea un contrasto deciso con la dolcezza della pasta lievitata. È una colazione importante, quasi un piccolo pranzo, che segna la fine della Quaresima e il ritorno alla convivialità piena.

Se volete trasformare questa tradizione in un brunch pasquale più contemporaneo, mantenete la crescia come fulcro e costruite intorno un equilibrio di consistenze e stagionalità. Aggiungete verdure primaverili come carciofi trifolati o asparagi grigliati, una frittata soffice con mentastro o cipollotti freschi, e qualche ciotolina con uova strapazzate cremose da raccogliere con striscioline di crescia leggermente tostata. Il risultato è una tavola generosa ma armoniosa, dove nulla sovrasta il resto.

Infine giocate con i contrasti agrodolci. Un cucchiaino di miele millefiori, una confettura di fichi o una composta di cipolle rosse accanto a un pecorino più stagionato cambiano completamente il morso. È proprio questa alternanza tra sapido, morbido e leggermente dolce che rende la crescia così versatile. E quando la mettete al centro della tavola imbandita, con un mazzo di fiori freschi e qualche uovo colorato, capite subito che la festa è iniziata davvero.

brunch di pasqua

Alla scoperta di un piatto molto speciale

Nel pesarese, dove ha lo stesso valore simbolico della colomba, la crescia si mangia a colazione la mattina di Pasqua, accompagnata dalla coratella di agnello, il salame, le uova benedette, il pecorino di fossa e le fave fresche. Nei giorni della settimana Santa, camminando nelle vie di questa zona, si sente il particolare profumo di questa speciale pizza, che si diffonde nell’aria e stuzzica l’appetito. Nelle vetrine dei fornai sono esposte di tutte le dimensioni…

Il sapore tipico della crescia di Pasqua o pizza al formaggio è dato in particolare dal formaggio, un alimento che in generale si rivela un toccasana per le ossa e per il corretto sviluppo dei tessuti e della muscolatura corporea. Pertanto, è ricco di oligoelementi come calcio, magnesio e zinco, e vitamine fondamentali per il corpo, come la A e la D.

Esistono tante tipologie di formaggi, alcuni anche vegetali, e ognuno di essi ha specifiche caratteristiche e proprietà. Alcuni sono perfetti anche per coloro che soffrono di intolleranza al lattosio, in quanto contengono quest’ultimo in modo decisamente ridotto (se non inesistente, come nel caso dei formaggi vegetali). Insieme agli altri ingredienti, questa pietanza si rivela estremamente energetica, saziante e capace di soddisfare gran parte del nostro fabbisogno giornaliero, con un sapore che conquista tutti a prescindere dell’età.

La ricetta della crescia marchigiana

La vera crescia di Pasqua è la crescia marchigiana, ossia quella che si prepara a Pesaro, Urbino e Ancona. Si caratterizza per l’utilizzo del pecorino ben stagionato e grattugiato a grana grossa. Il formaggio viene aggiunto in quantità importanti, in modo che possa sortire due effetti interessanti. In fase di cottura si gonfia fino a creare degli ampi alveoli, che caratterizzano fortemente e in maniera riconoscibile le fette di crescia. Inoltre, tende a fuoriuscire, formando con la cottura prolungata una deliziosa crosticina.

La crescia di Pasqua, almeno nella sua ricetta tipica delle Marche, viene chiamata anche “pizza di Pasqua”. Il termine è ben attestato fin dal Medioevo, ovvero quando la pizza come la conosciamo oggi non esisteva, dunque fa riferimento al suo significato più antico, che è quella di focaccia. Ciononostante, la crescia di Pasqua è tipicamente più alta delle focacce medie (persino più della focaccia pugliese).

crescia di pasqua

La crescia umbra

Esiste anche una crescia umbra, o per meglio dire una ricetta che vanta questo nome, sebbene sia una preparazione completamente diversa. Questo piatto tipico viene chiamato torta al testo e si caratterizza per l’assenza di formaggio, per uno spessore inferiore e per un sapore che ricorda la piadina a lievitazione leggerissima. Per la precisione il testo è il supporto su cui viene cotto l’impasto. Si tratta di una piastra a forma di disco realizzata con pietra al cento per cento refrattaria.

La crescia umbra, o torta salata al testo che dir si voglia, può essere condita come la piadina, tuttavia ad andare per la maggiore sono i formaggi e gli insaccati delicati come il prosciutto. Infine non è legata a una ricorrenza specifica, benché sia associata genericamente ai giorni di festa. Nelle trattorie e nei locali umbri si trova in tutti i periodi dell’anno.

Qualche consiglio sui formaggi

La crescia di Pasqua originale, ovvero quella marchigiana, si realizza con il pecorino grattugiato. Tuttavia, nessuno vi vieta di spaziare e di utilizzare altri tipi di formaggi. La ricetta che vi presento qui, per esempio, è preparata con il Parmigiano Reggiano. L’idea nasce da una constatazione: il Parmigiano ha un sapore più sapido e quindi più intenso, inoltre tende ad amalgamarsi molto bene con gli altri impasti, creando gli alveoli che rendono distintiva la crescia senza farla strabordare.

Tuttavia, se desiderate una crescia “strabordante” in cui il formaggio fuoriesca, optate per un formaggio cremoso e ricco di liquidi. Per esempio, scegliete la mozzarella, piuttosto che la crescenza. Lo so, i più puristi tra di voi diranno che con questa modifica non si può parlare più di crescia, ma in fondo anche la tradizione più antica consente qualche rimaneggiamento e lascia ampio spazio alla creatività.

Avete voglia di preparare la crescia di Pasqua o pizza al formaggio?

La crescia di formaggio è molto particolare e, sicuramente, una volta assaggiata non potrete far altro che dire la stessa cosa. Vi regalerà energia, nutrimento, tante vitamine e minerali, nonché una notevole quantità di proteine. Perciò, è davvero un pasto ricco di sostanza, ma come possiamo prepararlo?

Ogni famiglia ha la sua ricetta della crescia di Pasqua o pizza di formaggi. Quella che vi posto è la ricetta di una cara amica che abita nel Montefeltro. Continuate a leggere e troverete la lista completa degli ingredienti, nonché le semplici e veloci modalità di preparazione!

Crescia pasquale conservazione

Come conservare la crescia di Pasqua senza perderne la morbidezza

La crescia di Pasqua è un lievitato ricco e profumato, ma proprio per la presenza di formaggi e uova richiede qualche attenzione in più nella conservazione. Una volta completamente raffreddata, avvolgetela in un canovaccio pulito e poi in un sacchetto per alimenti, oppure conservatela sotto una campana di vetro. L’importante è evitare l’aria diretta, che tende a seccare la superficie e a rendere la mollica meno soffice. A temperatura ambiente si mantiene perfetta per due o tre giorni, soprattutto se la casa non è troppo calda.

Se volete prepararvi in anticipo per il pranzo o il brunch pasquale, potete anche congelarla già tagliata a fette, ben avvolte nella pellicola e poi in un sacchetto freezer. Al momento del bisogno basterà lasciarla scongelare lentamente e scaldarla qualche minuto in forno statico a 160 °C: tornerà fragrante e profumata, quasi come appena sfornata. Evitate il microonde, perché tende a rendere l’interno gommoso.

Un piccolo trucco: se dopo due giorni vi sembra leggermente asciutta, non buttatela. Tagliatela a fette e passatela pochi minuti in forno o in tostapane. La leggera tostatura esalta il sapore del formaggio e la rende perfetta per accompagnare salumi o uova. In cucina vera non si spreca nulla, si valorizza.

FAQ sulla crescia di Pasqua

Come lievitare la crescia di Pasqua?

Per far lievitare la crescia di Pasqua è sufficiente aggiungere il lievito all’impasto e per poi farlo riposare coperto da un panno. Il tempo di lievitazione può variare in base alle condizioni ambientali e alle caratteristiche degli alimenti. Tuttavia, è importante che l’impasto cresca fino a raddoppiare il suo volume.

Perché si chiama crescia?

Non vi sono informazioni chiare sull’origine del termine “crescia”, ma è probabile che faccia riferimento alla lievitazione dell’impasto, che cresce fino a raddoppiare il suo volume.

Quanto deve cuocere la crescia di Pasqua?

La crescia di Pasqua deve cuocere al forno per circa un’ora, impostando la temperatura a 180 gradi. Mi raccomando, durante la cottura la crescia aumenterà il volume, dunque vi consiglio di utilizzare due teglie per evitare che l’impasto fuoriesca.

Quante calorie ha la crescia?

L’apporto calorico della crescia di Pasqua dipende soprattutto dal formaggio utilizzato. Se si utilizzano formaggi molto calorici, come il Parmigiano Reggiano o un qualsiasi altro formaggio stagionato, una fetta abbondante di crescia può superare le 300 kcal.

Ricette di piatti tipici umbri ne abbiamo? Certo che si!

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