Carrè di agnello al forno, il piatto della domenica in famiglia

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    4/6 persone
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Carrè di agnello al forno

Piatto adatto alle feste di Pasqua…

Oggi ho cucinato il carrè d’agnello al forno e ho messo dell’aglio rosso di Sulmona che mi hanno regalato degli amici di ritorno da un viaggio.

Mi hanno decantato questo alimento che rappresenta senza ombra di dubbio una delle varietà più pregiate del nostro Paese e si puo’ riconoscere grazie al classico colore rosso porpora della tunica che avvolge ciascuno spicchio.

Considerate le sue straordinarie proprietà curative, l’aglio merita sicuramente un’attenzione particolare. Apprezzato come uno dei più antichi ed efficaci medicamenti di natura, è stato impiegato, nel corso della storia, per trattare con successo un’ ampissima varietà di condizioni.

Resti di aglio sono stati rinvenuti in alcune caverne abitate già 10.000 anni fa, mentre la prima prescrizione, che risale al 3000 a.C., fu scolpita in scrittura cuneifor­me su una tavoletta di argilla dell’epoca

Tutto il mondo antico, dalla Spagna alla Cina, apprezzava l’a­glio; nessuno però lo amò quan­to gli egizi, che, a causa del loro alito agliaceo, ricevettero, addirittura, l’appellativo di “fetidi”! L’aglio ebbe un ruolo centrale anche nella vita degli schiavi, che costruivano le piramidi d’Egitto e che ogni giorno ricevevano una razione di prodigiosa erba, con­siderata in grado di prevenire le malattie e aumentare la forza e la resistenza fisiche.

Gli atleti greci mangiavano l’aglio prima delle gare, mentre i soldati usavano masticarlo prima delle battaglie.Nell’ Odissea di Omero, Ulisse riconquista la sua forza contro la maga Circe, grazie all’aglio.

Le levatrici greche appendevano numerose teste di aglio nelle stanze da parto, per salvaguardare i neonati dalle malattie e dai sortilegi; abitudine che è rimasta viva nei secoli, tanto che, ancora oggi, soprattutto in campagna, si usa appendere trecce di aglio in cucina o vicino le porte di ingresso come simbolo di bene.

Allo stesso modo dei greci, anche i guaritori ayurvedici del­l’antica India prescrivevano l’aglio per la lebbra. Quando l’India divenne colonia britannica e adottò la lingua inglese, infatti, la leb­bra prese il nome di “peelgarlic”, ossia “sbuccia aglio”, dall’abitu­dine dei lebbrosi di passare il tempo pulendo e mangiando aglio.

I racconti, le poesie e gli aneddoti popolani, contribuiscono a offrire un’interessante documentazione storica riguardo i poteri dell’aglio. In The Englishman ‘s doctordel1609, Sir John Harrington, ne riassumeva le virtù così:

Durante la prima guerra mondiale, i medici delle armate britanniche, francesi e russe, trattavano con il succo d’aglio le feri­te infette di battaglia e prescrivevano l’erba per prevenire e curare la dissenteria.

Nel 1928 fu scoperta la penicillina, che inaugurò l’era degli antibiotici, largamente usati nel corso della seconda guerra mon­diale; ma per gli oltre 20 milioni di vittime della Russia, le fornitu­re di antibiotici non erano sufficienti. Anche in quell’occasione, dunque, i medici dovettero ricorrere all’uso dell’aglio che, proprio per questo motivo, fu chiamato la “penicillina russa”.

Oggi, la moderna ricerca ha confermato molte delle pro­prietà dell’aglio decantate nel corso della storia. Studi condotti sugli animali e sull’uomo, per esempio, hanno rivalutato la sua atti­vità antibiotica; si è osservato che possiede una capacità antimicro­bica ad ampio spettro contro molti generi di batteri, virus, vermi e funghi.

L’attività antimicotica più significativa è stata dimostrata sulla Candida albicans. L’aglio è, inoltre, in grado di prevenire le infezioni generate dal virus dell’influenza. L’aglio è ideale in caso di dissenteria, dolori di pancia, flatulenza. È un vermifugo di tale efficacia da aver fatto sviluppare nei secoli la buona e sana abitudine (purtroppo oggi in estinzione) di far fare ai bambini la merenda giornaliera con la classica bruschetta, generosamente condita con aglio e buon olio extravergine di oliva.

L’aglio ha anche la capacità di potenziare il sistema immunitario e di inibire la formazione di nitrosamine, potenti sostanze cancerogene che si formano nel corso della digestione. In Cina, uno studio comparato ha riscontrato che i decessi per cancro allo stomaco, fra gli abitanti delle regioni in cui si faceva largo consumo di aglio, erano significativamente inferiori rispetto a quelli in cui l’uso era limitato.

Studi condotti in Europa hanno mostrato anche la capacità dell’erba di contribuire all’eliminazione di piombo e altri metalli pesanti tossici nell’organismo. È l’esposizione a combustibili e vari agenti inquinanti che comporta l’immissione di questi veleni, spesso responsabili di gravi malattie.

L’allicina ha mostrato anche una significativa azione ipoglicemizzante, molto interessante per i diabetici, dovuta allo stimolo del metabolismo epatico.

Ma non è tutto. L’aglio è usato da sempre, ovunque nel mondo, per trattare tosse, mal di gola, catarro, mal di denti, mal di orecchio, vaginite, nausea, vomito, coliche, indigestioni, diarrea e, soprattutto, problemi relativi al sistema cardiovascolare. Infatti, pur possedendo una vasta serie di effetti ben documentati, l’aglio trova i suoi impieghi di maggiore rilievo nella prevenzione delle malattie cardiopatiche e dell’arteriosclerosi. Mentre alcuni farmaci abbassano solo la pressione del sangue, altri diminuiscono i livelli di colesterolo e altri ancora riducono la possibilità di formazione di emboli, l’aglio è in grado di compiere tutte queste funzioni contemporaneamente.

Sono tanti gli esperimenti che documentano la capacità dell’aglio di ridurre i livelli ematici di colesterolo. Uno di questi, pubblicato sulla rivista medica britannica Lancet, è così descritto: alcuni ricercatori si sono offerti di ingerire un pasto contenente un ettogrammo circa di burro, allo scopo di produrre un rapido innalzamento del colesterolo; metà gruppo ingerì contemporaneamente anche nove spicchi di aglio. Dopo tre ore, i livelli medi di colesterolo del gruppo non trattato con l’aglio erano aumentati del 7%, mentre nel gruppo trattato erano diminuiti del 7%. Ottima, dunque, l’abitudine di aromatizzare il burro con l’aglio

 

Ingredienti per 4/6 persone

  • 1,5 kg carrè di agnello
  • 1 kg di patate
  • 4 spicchi di aglio rosso di Sulmona
  • qualche rametto di rosmarino
  • q.b. di olio extra vergine d'oliva
  • q.b. sale e pepe

Procedimento

  1. Iniziate pelando le patate, lavatele e tagliate a tocchetti irregolari. Mettetele in acqua 5 minuti per far perdere un po’ di amido e farle risultare più croccanti, poi asciugatele e disponetele in una teglia, meglio se rivestita di carta forno.
  2. Conditele con abbondante olio, qualche rametto di rosmarino, due spicchi d’aglio interi e sale. Girate bene per condire in modo uniforme. Mettete in forno preriscaldato a 200°.
  3. Nel frattempo mettete la carne su un’altra teglia sempre rivestita di carta forno, effettuate dei piccoli tagli con la punta di un coltello e inserite dei mezzi spicchi d’aglio. Aggiungete qualche rametto di rosmarino, sale, una spolverata di pepe macinato e abbondante olio.
  4. Spalmate il condimento su tutta la carne in modo omogeneo. Dopo circa 15 minuti dall’inserimento in forno delle patate, alzate la temperatura a 220° e infornate anche il carré. Approfittatene per girare le patate con un cucchiaio. Lasciate cuocere 20 minuti e sfornate. Servite nello stesso piatto di portata il carré insieme alle patate.

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