Grattachecca con sciroppo di anice, un dessert rinfrescante
Grattachecca con sciroppo di anice e ribes contro la calura estiva
Oggi prepariamo la grattachecca con sciroppo di anice e ribes, una delizia che si pone a metà strada tra bibita e dessert. Si presenta con una texture molto morbida e granulosa, persino più soft della granita. E pensare che molti la confondono con quest’ultima, senza sapere che in realtà sono due preparazioni diverse.
La granita è un preparato a base di ghiaccio in cui i cristalli vengono spezzati più volte, in modo da ottenere una texture più morbida. La grattachecca invece si basa sul ghiaccio estratto da un blocco più grande e frullato più finemente possibile.
La grattachecca con sciroppo di anice e ribes si inserisce nel solco delle grattachecche tradizionali, tipiche di Roma e più in generale del Lazio. Da oltre 150 anni fungono da refrigerio durante le calde giornate estive e fanno da contorno ad aperitivi leggeri, passeggiate in centro e menù più o meno elaborati. Il nome deriva dall’atto di “grattare la checca”, ovvero di estrarre pezzi di ghiaccio da un blocco più grande, detto per l’appunto “checca” in romanesco.
Ricetta grattachecca
Preparazione grattachecca
Per preparare la grattachecca con sciroppo di anice e ribes procedete in questo modo.
- Estraete il ghiaccio dal freezer e fatelo riposare per un paio di minuti in modo che sia più semplice lavorarlo.
- Tritate il ghiaccio con il mixer e versatelo in un bicchiere largo.
- Versate lo sciroppo di anice.
- Infine, guarnite con la frutta fresca e servite.
Ingredienti grattachecca
- q. b. di ghiaccio
- qualche chicco di ribes (o frutta fresca a piacere)
- q. b. di sciroppo di anice
Le proprietà dell’anice
La grattachecca con sciroppo di anice che vi propongo qui è diversa dal solito in quanto non viene arricchita con succhi di frutta, come avviene di solito, ma con uno sciroppo di anice. In tal modo acquisisce una consistenza più morbida e interessante.
Lo sciroppo di anice spicca per il sapore dolce e aromatico allo stesso tempo, che ricorda vagamente il gin e la sambuca. Se lo sciroppo è di qualità preserva le caratteristiche della materia prima. Non è un dettaglio di poco conto se si considera il suo impatto sull’organismo, infatti l’anice è un formidabile digestivo, un potente balsamico e un discreto carminativo. Esercita anche una funzione espettorante, molto utile quando si deve fronteggiare tosse o catarro.
La grattachecca nasce a Roma agli inizi del Novecento, quando i venditori ambulanti grattavano blocchi di ghiaccio e li servivano con sciroppi fatti in casa. Era un modo economico per rinfrescarsi nelle torride estati della Capitale. Col tempo è diventata un vero simbolo dell’identità romana, al punto da essere considerata parte del suo patrimonio gastronomico. Ancora oggi i chioschi storici sul lungo il Tevere e nei quartieri popolari custodiscono la ricetta originale, fatta di semplicità, freschezza e convivialità.
Perché abbiamo usato il ribes nella grattachecca con sciroppo di anice?
Non di rado la grattachecca viene decorata con elementi soldi, magari con pezzettoni di frutta. Per la grattachecca con sciroppo di anice ho optato per i ribes, queste bacche si fanno apprezzare in primis per il colore rubino e per l’aspetto brillante, che è tale da ricordare gli anelli di una collana o i grani di un rosario. Fanno quindi bella figura sullo sfondo bianco-azzurro offerto dal ghiaccio tritato e mescolato allo sciroppo di anice.
Il ribes, poi, piace per il suo sapore, che è dolce e acidulo allo stesso tempo. Ciò lo rende versatile e adatto a una vasta gamma di preparazioni. Nondimeno, il ribes vanta delle ottime proprietà nutrizionali. E’ ricco di vitamina C, che fa bene al sistema immunitario e aiuta ad assorbire il ferro. Inoltre, contiene molto potassio, una sostanza che riequilibra la pressione del sangue. Infine, è ricco di licopene, una sostanza antiossidante e antitumorale, che è responsabile del suo colore rosso.
Come preparare lo sciroppo di anice?
Il vero protagonista di questa grattachecca è lo sciroppo di anice, che trasforma quello che sarebbe solo un pezzo di ghiaccio in un preparato gustoso, o in un dessert in grado di impreziosire gli aperitivi.
Potete acquistare lo sciroppo di anice al supermercato, magari scegliendo un prodotto di qualità che possa valorizzare la grattachecca. Potete, però, anche realizzarlo in casa. Se avete a disposizione tempo e pazienza vi consiglio di optare per questa soluzione, in questo modo avrete pieno controllo sul risultato finale e ne trarrete maggiore soddisfazione.
Come fare lo sciroppo di anice? E’ tutto molto semplice, basta sciogliere 100 grammi di zucchero in una tazza d’acqua e porre la soluzione sopra al fuoco. A questo punto non dovrete fare altro che aggiungere l’anice in polvere e proseguire la cottura fino a completo addensamento.
Come arricchire la grattachecca
Di base la grattachecca con sciroppo di anice non è altro che ghiaccio frullato e arricchito con una bevanda, che può essere un succo di frutta, uno sciroppo (come in questo caso) o un alcolico. Stiamo parlando dunque di una ricetta semplice, che in quanto tale porge il fianco a molte varianti. Le più diffuse sono quelle che prevedono l’aggiunta di una guarnizione solida, che può essere rappresentata da pezzi di frutta fresca. In questa ricetta abbiamo optato per il ribes.
Tuttavia si può pensare anche ad una decorazione più elaborata, che veda come protagonista un topping, come quello utilizzato per decorare e impreziosire gli yogurt gelato. Vanno bene anche le composte, che sono meno dolci e quindi meno cariche rispetto alle marmellate.
In generale si può immaginare la grattachecca come una versione elaborata dei cocktail o degli aperitivi che sanno di anice. Proprio per questo si può scatenare la fantasia e dare vita a un preparato scenografico, che possa impreziosire il momento dell’aperitivo, piuttosto che fare bella mostra di sé nei party estivi.
Come abbassare le calorie della grattachecca
Chi presta attenzione alla linea, o deve limitare gli zuccheri, potrebbe chiedersi se esista un modo per gustare la grattachecca senza eccedere con le calorie. La buona notizia è che si può fare. Ovviamente ridurre le calorie della grattachecca non significa rinunciare al gusto, ma imparare a scegliere con attenzione gli ingredienti.
Un primo accorgimento riguarda proprio la base, cioè lo sciroppo. Gli sciroppi tradizionali contengono zucchero bianco in quantità notevoli, spesso più del 60 percento del prodotto. Ecco che si può optare per sciroppi con dolcificanti naturali, come l’eritritolo o la stevia, che garantiscono dolcezza senza apportare calorie. Esistono anche versioni “zero zuccheri aggiunti” già pronte, facilmente reperibili nei negozi specializzati.
Un altro modo per alleggerire la grattachecca coinvolge la frutta fresca. Invece di inondare il ghiaccio con sciroppi artificiali, si possono frullare o schiacciare frutti di stagione (fragole, anguria, pesca, melone o limone). Basta versare il succo ottenuto sul ghiaccio tritato per ottenere un dessert genuino, fresco e naturalmente dolce. In questo modo si aggiungono anche fibre, vitamine e sali minerali, migliorando il profilo nutrizionale complessivo. Un’idea molto apprezzata consiste nel combinare la frutta con un po’ di erbe aromatiche: la menta, per esempio, dona freschezza e profumo senza aggiungere calorie, mentre il basilico si sposa bene con i frutti rossi.
Le alternative allo sciroppo d’anice per la grattachecca
Lo sciroppo d’anice è un grande classico della grattachecca. Esso viene apprezzato per il suo aroma fresco e leggermente balsamico. Tuttavia, non tutti lo amano o possono consumarlo perché contiene coloranti e zuccheri aggiunti. Fortunatamente vi sono delle alternative, e molte sono anche più salutari.
La prima opzione è lo sciroppo di finocchio, che richiama il sapore dell’anice ma in modo più delicato e naturale. Si può preparare in casa facendo bollire semi di finocchio in acqua e aggiungendo poi un dolcificante leggero. È un’ottima scelta per chi vuole mantenere quella nota aromatica senza ricorrere a prodotti industriali. Un’altra valida alternativa è la liquirizia, che condivide con l’anice un carattere fresco ma più intenso e deciso.
Chi cerca un tocco completamente diverso può puntare su sciroppi di erbe o spezie. Ad esempio il rosmarino abbinato al limone crea un contrasto piacevole, mentre il timo si sposa con la fragola e infine il basilico con il mango. Le possibilità di combinazione sono infinite e permettono di personalizzare la grattachecca secondo i propri gusti.
Chi ama le note floreali potrebbe usare lo sciroppo di fiori di sambuco o quello di lavanda, che donano un profumo elegante e leggermente dolce, perfetto per chi desidera un dessert raffinato. Vi consiglio di prendere in considerazione anche le versioni ai cocktail. Si può pensare a una grattachecca al gusto mojito con lime, menta e un pizzico di zenzero, oppure a una variante “pina colada” con ananas e cocco (senza panna per ridurre le calorie), che possono dare un tocco esotico al classico dessert.
Grattachecca gourmet: versioni moderne e creative
Negli ultimi anni la grattachecca è salita di nuovo alla ribalta. Ciò è merito della creatività dei bartender e dei pastry chef, che la reinterpretano in chiave moderna. Nei locali più innovativi è possibile trovarla servita in bicchieri eleganti, arricchita con topping di frutta fresca, gocce di cioccolato fondente o scorze di agrumi canditi.
Una tendenza interessante riguarda la grattachecca aromatizzata con infusi e tisane, che uniscono il sentore fresco con le proprietà benefiche delle erbe. Il riferimento è alla grattachecca con base in tè verde al gelsomino o infuso ai frutti rossi, una soluzione che aggiunge complessità al gusto e antiossidanti naturali.
Ma stanno prendendo piede anche le versioni alcoliche: una spruzzata di rum bianco, di limoncello o di liquore al bergamotto trasforma la grattachecca in un dessert da dopocena, ossia fresco ma con personalità.
I coloranti si possono usare ma con attenzione. Nelle grattachecche tradizionali venivano impiegati per rendere più vivaci i gusti, soprattutto quelli alla menta, alla fragola o all’anice. Tuttavia, oggi si preferiscono alternative naturali: il succo di barbabietola dona un rosso brillante, la curcuma un giallo dorato e la clorofilla un verde intenso. Oltre a essere più salutari, questi pigmenti naturali aggiungono anche micronutrienti, in questo modo i coloranti artificiali possono essere limitati o evitati del tutto.
FAQ
Perché la grattachecca si chiama così?
Il nome grattachecca indica l’estrazione di pezzi di ghiaccio da un agglomerato più grande, infatti “checca” è il termine romanesco che corrisponde ai blocchi di ghiaccio.
Dov’è nata la grattachecca?
La grattachecca è una preparazione di origine romana. Secondo gli storici si è diffusa a partire dal XIX secolo, quando nella Capitale sono comparsi i primi chioschi storici dedicati quasi esclusivamente alla grattachecca romana e al cibo da strada in generale. E’ tuttavia probabile che preparazioni simili si consumassero in casa già nei secoli passati.
Come si usa la grattachecca?
La grattachecca può fungere da base per preparazioni più elaborate. Può essere infatti guarnita con la frutta fresca e con topping particolari, sempre a base di frutta.
Ricette di dessert estivi ne abbiamo? Certo che si!
TI POTREBBE INTERESSARE
Calimero: con questo freddo torna la bevanda calda...
Calimero bevanda calda: la tazza “vintage” che sta tornando adesso Quando l’inverno si fa sentire davvero, succede una cosa semplice: tornano le tazze. Quelle che si tengono tra le mani, che...
Idromele, ecco l’alcolico degli antichi
Idromele ricetta e storia della bevanda al miele degli antichi L’idromele è la bevanda che sa di miele, un idromele gentile e profumato, l’idromele che portava gioia sulle tavole antiche. Nasce...
Cuba Libre: storia, significato e segreti del cocktail...
Quando pensiamo al cocktail Cuba Libre, immaginiamo subito un bicchiere alto, ghiaccio che tintinna, rum e cola che si incontrano e un profumo di lime fresco. È uno dei long drink più ordinati al...



















