bg header
logo_print

Baked Alaska, il dessert caldo fuori e freddo dentro

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
01/05/2023 alle 07:56

Baked Alaska
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 01 ore 00 min
cottura
Cottura: 00 ore 05 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
Stampa
5/5 (7 Recensioni)

Baked Alaska, un dolce che stupisce

Oggi vi presento il Baked Alaska, un dolce che sono sicura vi stupirà. Il motivo è semplice, è caldo fuori e freddo dentro! Questo particolare effetto è dovuto al ripieno a base di gelato e al passaggio al forno, che è breve e dura il tempo necessario affinché la copertura si riscaldi. E’ un dolce per tutte le occasioni che dà bella mostra di sé nelle ricorrenze, negli eventi o quando si desidera regalare un’esperienza gastronomica ai propri commensali.

Nonostante questa peculiarità la ricetta è molto semplice, basta farcire una base di pan di spagna con due strati di gelato, intervallando la composizione di questi ultimi con lunghe fasi di riposo in congelatore. Sul finire si applica una copertura con le meringhe e si procede con una breve cottura al forno.

Il Baked Alaska è anche noto come “omelette norvegese”, benché dell’omelette abbia ben poco. Anzi, se dobbiamo dirla tutta non è nemmeno norvegese, ma è tipico degli Stati Uniti. Il Baked Alaska è una ricetta popolare, che può essere declinata in numerose varianti. Io ho scelto quella originale condivisa dal blog di American Food Shop, che di pietanze statunitensi se ne intende.

Ricetta baked alaska

Preparazione baked alaska

Per preparare il Baked Alaska seguite questi passaggi.

  • Bagnate il pan di Spagna con qualche goccia di Cointreau. Mi raccomando, la base deve essere spessa tra 1 cm e 1,5 cm, mentre il diametro dovrebbe essere di 20 cm.
  • Ammorbidite il gelato alla vaniglia con una spatola affinché diventi cremoso. Poi spalmatelo sulla base di pan di Spagna e mettetela nel congelatore per 30 minuti.
  • Poi ammorbidite il gelato alla fragola con una spatola e spalmatelo sulla base tirata fuori dal congelatore. Infine, riponete di nuovo il tutto in congelatore per altri 30 minuti.
  • Preparate ora la meringa, mescolando lo zucchero a velo e lo zucchero semolato. Versate una prima parte di questo mix sugli albumi già disposti in una terrina. Poi montate a neve e aggiungete gradualmente il resto del mix. In questa fase dovete eseguire solo movimenti circolari dal basso verso l’alto.
  • Inserite la meringa così ottenuta in una tasca da pasticcere e utilizzatela per coprire il dolce, realizzando numerosi ciuffetti. Intanto cercate di modellare il dolce stesso a forma di cupola, in modo che possa ricordare un igloo.
  • Infine, cuocete il vostro Baked Alaska in forno a 220 gradi per 3 o 4 minuti, il tempo necessario affinché la meringa si indurisca.

Ingredienti baked alaska

  • 1 base di pan di Spagna
  • 250 gr. di gelato al gusto vaniglia
  • 3 uova
  • 120 gr. di zucchero
  • 1 cucchiaio di Cointreau
  • 250 gr. di gelato al cioccolato
  • 120 gr. di zucchero a velo

Una copertura davvero speciale

Nonostante il principio di base, che prevede un delicato equilibrio tra caldo e freddo, il Baked Alaska si basa sulla semplicità. Lo si nota dalla copertura, formata da dei ciuffetti di meringa messi sul dolce secondo una forma che dovrebbe ricordare un igloo.

Si tratta comunque di una meringa leggermente diversa dal solito, in quanto viene arricchita da ben due tipologie di zucchero: quello semolato e lo zucchero a velo. Lo scopo è infatti di garantire un volume importante e una spiccata morbidezza, restituendo al dolce una sensazione di cremosità.

Per quanto concerne le proporzioni, dovreste utilizzare un albume per ogni etto di zucchero. A tal proposito, vi consiglio di utilizzare lo zucchero bruno, in quanto la presenza della melassa potrebbe compromettere la fase di montatura, impedendo al composto di “lievitare”.

Come preparare il pan di Spagna?

La base del Baked Alaska è data dal pan di Spagna. Potete utilizzare delle basi pronte che trovate nei supermercati, oppure potete procedere con la preparazione fatta in casa. Vi consiglio quest’ultima soluzione, anche perché non richiede particolari competenze. A tal proposito, se volete preparare un pan di Spagna perfetto vi consiglio la guida che trovate qui sul sito.

Baked Alaska

Chi prepara il pan di Spagna in casa gode di un vantaggio importante, ossia può decidere gli ingredienti a piacimento. Una necessità essenziale se si soffre di celiachia, in questo modo potrete scegliere farine alternative senza glutine, che possono servire allo scopo.

Se si opta per un pan di Spagna delicato si potrebbe utilizzare un mix di farina di riso e di mais. Invece, se si desidera un pan di Spagna rustico, si potrebbe preferire la farina di grano saraceno. Se sono ben supportati da amidi, possono risultare utili anche gli pseudocereali esotici come la farina di quinoa e di amaranto.

Baked Alaska, un dolce dalle tante varianti

Il Baked Alaska potrebbe essere definito come una “classe di ricette”, d’altronde vanta tantissime varianti. Un primo elemento di distinzione è il gelato. Nella versione base si alternano il gelato alla vaniglia e il gelato alla fragola, che generano un interessante contrasto. Tuttavia, si possono impiegare anche altri gusti, come il pistacchio, il cioccolato, la zuppa inglese e via discorrendo.

Un altro elemento di distinzione è la base. Il pan di Spagna è perfetto in quanto accoglie il gelato senza sfaldarsi, prestandosi alle bagne più saporite come quella al Cointreau. Tuttavia, chi desidera una texture più elastica può sostituire il Pan di Spagna con la pasta biscotto. In questo caso, però, il passaggio in forno dovrebbe durare ancora meno, in quanto il calore irrigidisce l’impasto e ne compromette l’elasticità.

C’è infine chi aggiunge del colorante alla meringa, in modo da creare effetti estetici particolari o degli abbinamenti suggestivi, soprattutto se la farcitura è composta da un gelato alla frutta. Insomma, le possibilità sono numerose e consentono di scatenare la fantasia nel rispetto della ricetta originale.

Qualche torta della cucina americana
La pasticceria americana offre torte riconoscibili, spesso ricche e scenografiche. Tra le più famose ci sono la apple pie (con ripieno di mele speziate), oppure la cheesecake newyorkese (densa e cremosa), e infine la pecan pie, preparata con noci pecan e sciroppo. Meritano spazio anche la red velvet cake, la carrot cake e la key lime pie. Sono dolci diversi, ma accomunati da un gusto deciso e da una forte identità domestica.

La bagna perfetta per la torta Alaska

La ricetta originale della torta Alaska prevede una bagna di Cointreau. Si tratta di una scelta adeguata, ma che alcuni potrebbero giudicare eccessiva. A tal proposito si può pensare a una bagna diversa? Ovviamente si!

Nello specifico, chi preferisce un sapore meno alcolico può optare per lo sciroppo alla vaniglia oppure per una bagna al succo d’arancia fresco leggermente zuccherato. Entrambe sono in grado di esaltare il gusto del pan di Spagna senza coprire le altre componenti della torta. I più audaci possono sperimentare una bagna al caffè, che dona profondità e carattere, soprattutto se la ricetta prevede l’uso di un gelato al cioccolato fondente o al tiramisù.

Chi invece cerca un’alternativa decisamente leggera può creare una bagna a base di tisana fruttata o infuso di frutti rossi, che va lasciata raffreddare e poi dolcificata leggermente. In ogni caso l’obiettivo della bagna è duplice. Da un lato ammorbidire il pan di Spagna, dall’altro armonizzare il gusto complessivo del dolce, legando fra loro le diverse componenti. Fate attenzione anche alla quantità, se la bagna è troppo liquida rovina la consistenza, mentre se è troppo secca rende la torta asciutta.

Come fare il gelato in casa?

Come avrete capito il principio della Baked Alaska è semplice, ossia far coesistere due tipi diversi di gelato. La versione base prevede il contrasto tra vaniglia e cioccolato, ma si può indugiare anche nel pistacchio, nella zuppa inglese e persino nei gelati alla frutta. In questo caso potete acquistare il gelato al supermercato oppure prepararlo in casa. Come fare? Dipende dagli strumenti di cui disponete.

Se avete la macchina del gelato basta preparare una base con panna fresca, latte intero, zucchero e aromi desiderati. Poi si porta tutto a una temperatura di circa 85 gradi, si lascia raffreddare completamente, si versa nel cestello della gelatiera e si avvia la mantecazione. Il composto deve mantecare per almeno 30-40 minuti, ovvero fino a quando non raggiunge la consistenza desiderata.

Se invece non avete la macchina del gelato dovrete affidarvi a un metodo più manuale ma ugualmente efficace. Una volta preparata la base, la si versa in un contenitore basso e largo da riporre nel congelatore. Ogni 30-40 minuti si mescola energicamente il composto con una forchetta o con una frusta, in modo da rompere i cristalli di ghiaccio e incorporare aria. Questo procedimento va ripetuto almeno quattro o cinque volte, fino ad ottenere una consistenza omogenea. Si tratta chiaramente di un processo più laborioso, ma che può regalare soddisfazioni.

In alternativa si può utilizzare il metodo della panna montata e del latte condensato, che permette di creare un gelato senza bisogno di mantecare, semplicemente mescolando e congelando il composto. In ogni caso il gelato va lasciato riposare qualche ora in freezer prima di essere utilizzato per la torta.

Cosa bere con la baked Alaska

La baked Alaska è un dessert particolare. Come abbiamo visto fa coesistere più sensazioni: la dolcezza della meringa, la morbidezza della base, il freddo del gelato e la leggera tostatura esterna. Per questo l’abbinamento non deve essere scelto solo in base alla dolcezza, ma anche alla temperatura e alla struttura. A mio parere serve una bevanda capace di accompagnare il dessert senza renderlo troppo pesante.

Partiamo dai vini. In questo caso una scelta molto adatta è il Moscato d’Asti, un vino che esprime una dolcezza delicata, propone una bollicina fine e disegna un profilo aromatico che non copre il gelato. Funziona bene soprattutto se la baked Alaska contiene vaniglia, frutta o un pan di Spagna delicato. E’ ottimo anche l’Asti Spumante, una soluzione piacevole, festosa e immediata. Se invece il dolce presenta note agrumate, o frutti rossi, si può valutare un Brachetto d’Acqui, che aggiunge profumi di fragola, lampone e rosa.

Per una versione più importante, magari servita a fine cena, si può pensare a un passito. Il Passito di Pantelleria si abbina bene se il dessert contiene crema, vaniglia, albicocca o agrumi canditi. Va però servito in piccole quantità, perché è intenso e molto dolce. Con una baked Alaska al cioccolato, invece, può funzionare un vino liquoroso come un Marsala dolce, purché il dessert non sia già troppo carico.

Parlando di liquori va valutato il rum ambrato, che trasmette note di caramello e spezie che si legano bene alla meringa fiammeggiata e alla parte biscottata. Risultano interessanti anche il Grand Marnier e gli altri liquori all’arancia, soprattutto se nel dolce si aggiungono gli agrumi.

Ma non mancano le alternative analcoliche. Mi riferisco al tè nero freddo, magari leggermente agrumato, che pulisce il palato. E’ ottimo anche un infuso ai frutti rossi, che accompagna bene le versioni alla frutta. Infine una valida alternativa è anche l’acqua aromatizzata con lime, menta e scorza d’arancia. Vi consiglio invece di evitare bevande troppo zuccherate, in quanto rischiano di appesantire un dessert già ricco.

Perché si chiama Baked Alaska
Il nome Baked Alaska richiama il contrasto che rende celebre questo dessert: una parte esterna cotta o fiammeggiata e un interno gelato. Il riferimento all’Alaska evoca proprio il ghiaccio e le temperature estreme. Il dolce divenne famoso nell’Ottocento e viene spesso collegato anche all’acquisizione dell’Alaska da parte degli Stati Uniti. Il nome unisce quindi l’immaginario geografico, la spettacolarità e il contrasto termico.

Baked Alaska, immaginiamo una versione monoporzione

La baked Alaska si presta molto bene alla versione monoporzione, anzi in alcuni casi questa soluzione è persino più pratica della torta grande, perché consente un servizio più ordinato, un controllo migliore delle quantità e una presentazione più elegante. Il principio resta lo stesso: base morbida, cuore di gelato e una copertura di meringa da dorare rapidamente. Cambiano però le proporzioni e la gestione tecnica.

Si può partire da piccoli dischi di pan di Spagna, savoiardi, brownie o pasta biscotto. La scelta dipende dal gusto del gelato. Con vaniglia, fragola o limone funziona bene una base chiara e delicata, mentre con cioccolato, caffè o nocciola si può usare una base più intensa, come brownie o torta al cacao. Il disco deve essere leggermente più largo della cupola di gelato, così da offrire stabilità e raccogliere bene la meringa.

Il gelato può essere modellato in piccole semisfere, usando stampi in silicone. È una soluzione molto comoda perché permette di preparare le monoporzioni in anticipo e mantenerle in freezer fino al momento della copertura. In alternativa si può usare un porzionatore da gelato e sistemare una pallina ben compatta sopra ogni base. L’importante è non perdere tempo. Se si procede lentamente il gelato diventa troppo morbido e potrebbe iniziare a sciogliersi.

La meringa deve avvolgere completamente il gelato senza lasciare spazi scoperti. Questo passaggio gioca una funzione estetica, ma non solo, infatti la meringa aiuta a proteggere la parte fredda durante la doratura. Vi consiglio di creare ciuffi, righe o piccoli spuntoni, magari con una sac a poche, in questo modo potete ottenere un effetto scenografico. La doratura può avvenire con cannello da cucina, una soluzione ideale per le monoporzioni, oppure con un passaggio rapidissimo sotto il grill molto caldo.

La versione monoporzione si presta a molte varianti. Si può immaginare una baked Alaska al limone con base di biscotto e gelato alla crema, una versione al cioccolato con gelato alla vaniglia, oppure una proposta estiva con gelato ai frutti rossi e meringa leggermente aromatizzata al lime. Per il servizio basta un piattino freddo, una piccola salsa alla frutta (o al cioccolato) e qualche elemento croccante. Il risultato è un dessert tecnico ma gestibile, elegante ma non rigido, perfetto per concludere una cena con un effetto sorpresa.

FAQ

Cos’è la Baked Alaska?

La Baked Alaska è un dessert scenografico e sorprendente, composto da una base di pan di Spagna, da uno o più strati di gelato e da una copertura di meringa, che viene flambata o passata al forno per pochi minuti, giusto il tempo di dorare l’esterno senza sciogliere l’interno. Il risultato è un contrasto spettacolare tra caldo e freddo, tra la morbidezza zuccherina della meringa e la freschezza del gelato. È un dolce che incarna l’equilibrio tra ingredienti opposti, stupendo sia alla vista che al palato.

Quale gelato usare per la Baked Alaska?

La scelta del gelato è fondamentale poiché incide direttamente sull’identità del dolce. La versione classica prevede vaniglia e cioccolato, ma nulla vieta di usare gusti più audaci o creativi. L’importante è che i gelati abbiano una consistenza abbastanza compatta da sostenere la struttura della torta e che i sapori si integrino armoniosamente con il pan di Spagna e la meringa. Frutta, spezie, frutta secca e note liquorose sono tutte opzioni interessanti da sperimentare.

Quale bagna per il pan di Spagna?

Oltre al già citato Cointreau si possono usare rum, Grand Marnier, liquore al caffè, Marsala all’uovo o sciroppi analcolici aromatizzati. Anche semplici sciroppi di zucchero aromatizzati con scorze di agrumi, vaniglia o cannella possono essere una valida alternativa. L’importante è che la bagna non sovrasti gli altri elementi, ma contribuisca a creare un insieme armonioso.

Come rendere il pan di Spagna adatto ai celiaci?

Per rendere il pan di Spagna adatto ai celiaci è sufficiente sostituire la farina tradizionale con una farina senza glutine, preferibilmente studiata per dolci da forno. In commercio esistono miscele bilanciate che permettono di ottenere una struttura soffice e stabile anche senza glutine. Attenzione però alle contaminazioni: tutti gli strumenti e gli ingredienti devono essere certificati e non devono essere entrati in contatto con farine contenenti glutine.

Ricette di dolci ne abbiamo? Certo che si!

5/5 (7 Recensioni)
Riproduzione riservata

Aggiungi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Puoi usare HTML tags e attributi:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

TI POTREBBE INTERESSARE

Pie di rabarbaro senza glutine con fragole e albicocche

Pie di rabarbaro senza glutine con fragole e...

In breve: la pie di rabarbaro senza glutine è una crostata coperta con frolla friabile, ripieno di rabarbaro, fragole e albicocche, e cottura in forno a 180°C. Richiede circa 35 minuti di lavoro, 1...

Coffee jelly al caffè con agar agar

Coffee jelly: il dolce al caffè tra anime...

Ricetta coffee jelly con agar agar in breve: tempo 10 minuti + riposo, difficoltà bassa, porzioni 4. Dessert freddo al cucchiaio, gusto di caffè netto e pulito. Versione vegetariana, senza...

Gelato al sale marino versione classica e ghiacciolo azzurro

Gelato al sale marino: versione classica e ghiacciolo...

Gelato al sale marino: cosa cambia tra coppetta e stecco Gelato al sale marino in breve: qui trovi due ricette con la stessa idea di fondo. La prima è il gelato al sale marino classico, cremoso, da...