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Tisana al pino mugo, una bevanda dal sapore selvatico

Tiziana Colombo: per voi, Nonnapaperina

Ricetta proposta da
Tiziana Colombo

Pubblicato il
27/10/2021 alle 13:00

tisana al pino mugo
Ricette per intolleranti, Cucina Italiana
Ricette a basso contenuto di nichel
Ricette vegetariane
Ricette senza glutine
Ricette senza lattosio
preparazione
Preparazione: 00 ore 35 min
cottura
Cottura: 00 ore 25 min
dosi
Ingredienti per: 4 persone
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4.4/5 (8 Recensioni)

Tisana al pino mugo, una bevanda per rilassarsi e meditare

La tisana al pino mugo è una tisana diversa dalle altre. In primis per l’ingrediente principale, ossia il pino mugo, un cespuglio aghiforme sempreverde. Il pino mugo non è tra le più piante più utilizzate, né in ambito officinale né tantomeno gastronomico. Tuttavia può dare molto in termini di gusto, versatilità e proprietà nutrizionali.

In secondo luogo questa tisana è particolare in quanto il procedimento richiede una piccola variazione sul tema delle classiche tisane. Anzi, assomiglia quasi a un decotto, infatti gli aghi vanno sobbolliti insieme all’acqua e poi lasciati in infusione. E’ un passaggio necessario visto che sono piuttosto coriacei. Il consiglio è di utilizzare la fiamma molto bassa in quanto i principi nutritivi potrebbero deteriorarsi.

Il pino mugo è una specie particolare. Si parla di aghi, ma in realtà sono foglie aghiformi. Sono dure e non possono essere consumate a crudo. Il pino mugo cresce spontaneo ad altitudini elevate, inoltre, come molte specie di conifere, è un sempreverde. Pur non essendo molto conosciuto, fa parte di alcune tradizioni locali, soprattutto di alcune zone alpine e appenniniche.

Ricetta tisana al pino mugo

Preparazione tisana al pino mugo

  • Per la preparazione della tisana iniziate lavando le foglie di pino mugo e tagliando le estremità marroni, che sono piuttosto legnose. Se possibile preferite gli aghi giovani, che sono di un bel verde.
  • Tritate gli aghi più finemente che potete e trasferiteli in un pentolino pieno d’acqua.
  • Ora scaldate il tutto a fiamma molto bassa, in questo modo la vitamina C (presente negli aghi) tenderà a non degradarsi con il calore.
  • Fate sobbollire per 20 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate riposare gli aghi in infusione nell’ acqua bollente.
  • Di base dovrebbero bastare 10 minuti, tuttavia, come accade per tutte le tisane, maggiore è il tempo di infusione e più intenso è il sapore.
  • Durante l’infusione assaggiate la tisana, quando il gusto vi soddisfa procedete con il filtraggio.
  • Se reputate il sapore del pino mugo troppo selvatico potete equilibrarlo con un po’ di miele. Non è consigliato assumere questa tisana più di due volte al giorno.

Ingredienti tisana al pino mugo

  • q. b. di aghi di pino mugo
  • q. b. di acqua
  • miele (facoltativo)

Le proprietà del pino mugo

Tisana al pino mugo o Tisana aghi di pino. Il pino mugo, utilizzato nella nostra tisana, si fa apprezzare per le sue proprietà officinali. Non mancano comunque principi nutritivi di base, presenti in generale nelle verdure e negli ortaggi. Il riferimento è alla vitamina C, che abbonda negli aghi del pino mugo. Per inciso, la vitamina C svolge un ruolo antiossidante, quindi aiuta a ridurre l’insorgenza del cancro, contrastando i radicali liberi. Inoltre supporta le difese immunitarie e aumenta la capacità di contrasto alle infezioni.

Per quanto concerne le proprietà officinali, il pino mugo si caratterizza per una buona capacità antisettica. Dunque, può essere utile per prevenire le classiche affezioni all’apparato respiratorio ed alleviarne i sintomi nel caso in cui si fosse già contratta la malattia.

Infatti, il pino mugo può essere definito come una pianta “balsamica”. In virtù di ciò risulta utile in caso di tosse, mal di gola, raffreddore e stati influenzali più o meno pronunciati. Queste proprietà si trasmettono o, per meglio dire, vengono esercitate soprattutto quando il pino mugo viene sottoposto a uno specifico trattamento, ovvero quando viene trasformato in tisana. Anche perché, come ho già spiegato, l’unico modo per poter preparare la tisana di pino mugo è quello di fare in modo che assomigli a un decotto. In parole povere, essendo coriaceo, necessità di una sottospecie di cottura (o sobbollitura, per essere più precisi).

tisana al pino mugo

Gli usi di un prezioso cespuglio aghiforme

Dell’uso principale del pino mugo ho già parlato, ed è la tisana o il decotto. Tuttavia, va segnalato anche l’uso esterno. Dal pino mugo, infatti, si possono ricavare delle utili tinture. In questo caso specifico si utilizzano le gemme, ovvero la parte finale del germoglio.

Queste racchiudono tutti i principi attivi della pianta e sono più facilmente lavorabili, almeno in questo specifico ambito.Il pino mugo, però, ha applicazione anche nella gastronomia. Gli aghi, una volta sottoposti a bollitura, possono fungere da originale ingrediente. Esercitano, in questo caso, la funzione di spezia. Ho utilizzato il pino mugo in una ricetta che mi ha colpito molto, ovvero il salmone al pino mugo. Un connubio tra sapori tradizionali con sapori sui generis, e si presenta con un impatto estetico notevole.

Del pino mugo si utilizzano persino le pigne, infatti in alcune zone del Trentino vengono impiegate per produrre una deliziosa grappa. Stesso discorso per lo sciroppo, infatti in entrambi i casi vengono aggiunti numerosi ingredienti, non ultimo il miele.

Il miele come ingrediente facoltativo

Il sapore del miele si sposa molto bene con quello del pino mugo. Quando compaiono insieme all’interno di una tisana, creano un interessante contrasto tra sentori dolci e sentori balsamici. Ebbene, lo stesso accade nel caso della tisana al pino mugo. La questione ruota attorno al sapore “forte” del pino mugo, che alcuni potrebbero giudicare eccessivo, selvatico e troppo balsamico.

La soluzione è però a portata di mano, ossia basta aggiungere un po’ di miele. Esso funge da dolcificante, per questo è bene assaggiare la tisana al pino mugo prima di terminare l’infusione. Se all’assaggio si percepisce un sentore eccessivo è opportuno integrate il miele.

La presenza del miele è giustificata anche dalle sue proprietà nutrizionali, infatti è ricco di vitamine e sali minerali, che esprimono anche una certa varietà. E’ ricco anche di antiossidanti. Inoltre il suo indice glicemico è basso, almeno rispetto allo zucchero (una buona notizia per chi soffre di diabete). Infine, avete a disposizione molte varietà di miele. Se cercate un miele dal sapore forte, dirigetevi sul classico millefiori. In caso contrario potreste optare per il più delicato miele di acacia. Se invece puntate a un miele aromatico e dal sapore speciale, puntate sul miele di ulmo, un miele tipico cileno ma abbastanza reperibile.

Vari tipi di miele per la tisana al pino mugo

Oltre al miele di acacia e miele di ulmo esistono tante tipologie di miele capaci di valorizzare la tisana al pino mugo. Ecco tre suggerimenti.

Miele di castagno: un miele dal gusto deciso, amarognolo e lievemente tannico. E’ una scelta perfetta per chi desidera controbilanciare l’aroma balsamico del pino mugo. Inoltre si fa apprezzare per il suo alto contenuto di antiossidanti e sali minerali.

Miele di tiglio: un tipo di miele adatto a chi predilige un’esperienza più delicata. E’ un miele profumato, floreale e con leggere sfumature mentolate, che interagisce efficacemente con il carattere rilassante della tisana al pino mugo, esaltandone le proprietà distensive. È ideale per chi assume la tisana in serata, magari per favorire il sonno o calmare i nervi.

Miele di melata di abete: un tipo di miele per le scelte più audaci, ma molto coerenti con la nostra tisana. Si tratta di un miele scuro e denso, con sentori di resina, di sottobosco e con delle note caramellate. È una combinazione perfetta per esaltare l’anima “silvestre” del pino mugo, rafforzandone l’identità sensoriale.

Se volete saperne di più sul miele vi consiglio il mio libro, A Prova di Miele, che ho scritto con l’esperto Marco Negri. Trovate tante curiosità, consigli e ricette.

Il pino mugo in cucina

Il pino mugo può sembrare un ingrediente difficile da integrare in cucina, in quanto è molto particolare e insolito. Invece il pino mugo può partecipare a tante ricette. Per esempio può essere utilizzato per aromatizzare sciroppi e liquori fatti in casa, come il celebre liquore al pino mugo, noto per le sue proprietà digestive e balsamiche. Inoltre gli aghi possono essere infusi in aceto di mele o olio extravergine d’oliva per ottenere condimenti originali, perfetti per insalate invernali o per marinature di carne bianca.

Alcuni chef creativi impiegano l’infuso di pino mugo come base per riduzioni da accompagnare a secondi piatti, oppure come elemento aromatico per la preparazione di dessert rustici, come mousse alla ricotta o gelati artigianali. Infine il pino mugo può essere utilizzato anche per aromatizzare il burro chiarificato.

Sono più salutari le tisane o i decotti?
Non esiste una risposta valida in assoluto. La tisana è adatta a fiori, foglie tenere ed erbe delicate, perché sfrutta l’infusione in acqua calda senza bollitura prolungata. Il decotto, invece, è più indicato per parti dure come radici, cortecce, semi e alcuni aghi coriacei. La differenza riguarda soprattutto il metodo di estrazione. Più che scegliere il “più salutare”, conviene scegliere la tecnica corretta per l’ingrediente usato.

Tisana al pino mugo e qualcos’altro

La tisana al pino mugo, lo abbiamo appena visto, disegna un profilo molto riconoscibile, ossia balsamico, resinoso, fresco e con una nota selvatica che richiama i boschi di montagna. Proprio per questo può essere arricchita con altri ingredienti, purché si scelgano elementi capaci di accompagnarla senza coprirla. L’obiettivo non è trasformarla in una tisana generica, ma renderla più piacevole, più profumata o più adatta al gusto personale.

Un primo abbinamento utile è quello con gli agrumi. La scorza di limone aggiunge freschezza e rende il sorso più pulito, mentre la scorza d’arancia dà una nota più morbida e dolce. In entrambi i casi è meglio usare bucce non trattate ed evitare la parte bianca, che potrebbe risultare amara. Vi consiglio anche qualche goccia di succo di limone aggiunta alla fine, in quanto rende la tisana più vivace.

Ma si possono aggiungere anche le spezie, per esempio lo zenzero, che è una delle soluzioni più interessanti. Lo zenzero è un po’ piccante, quindi si lega bene al carattere balsamico del pino mugo e rende la bevanda più adatta alle giornate fredde. La cannella è un’altra soluzione, in quanto introduce una dolcezza speziata e rassicurante, utile se si vuole ammorbidire la nota resinosa. Si può pensare anche all’anice stellato, ma va dosato con molta prudenza perché tende a dominare.

Vanno bene anche le erbe aromatiche. A tal proposito timo, salvia e rosmarino creano un profilo più mediterraneo e intenso, mentre la menta accentua la freschezza. Anche il ginepro è un abbinamento molto coerente, perché richiama il mondo delle conifere e rafforza il lato boschivo della tisana, a tal proposito basta una bacca leggermente schiacciata. Chiaramente si deve pensare anche alla dolcificazione. Senza ricorrere subito allo zucchero si possono aggiungere mela essiccata, pera disidratata, fico secco o un cucchiaino di miele. La mela rende la tisana più morbida, il fico più avvolgente, mentre il miele più rotonda.

Si può coltivare il pino mugo in giardino?

Ebbene si, il pino mugo può essere coltivato in giardino. Può andare bene un semplice angolo verde o anche in un vaso capiente. Certo, non è una pianta da orto nel senso tradizionale del termine. Inoltre non va trattato come un’erba aromatica o come una coltura stagionale, in quanto è una conifera rustica, lenta, longeva, abituata a condizioni particolari. Prima di inserirlo in uno spazio domestico bisogna quindi valutare il clima, il terreno, l’esposizione e le dimensioni disponibili.

Il suo ambiente ideale è fresco, arioso e ben esposto alla luce. Ama il sole e sopporta molto bene il freddo, una caratteristica che lo rende adatto soprattutto alle zone collinari e montane. In pianura può essere coltivato, ma con più attenzione nelle aree dove le estati sono molto calde e umide. Il caldo eccessivo, l’aria ferma e i ristagni d’acqua possono metterlo in difficoltà.

Il terreno deve essere ben drenato, infatti il pino mugo non richiede suoli particolarmente ricchi, anzi si adatta anche a substrati poveri e sassosi, purché l’acqua non ristagni attorno alle radici. In vaso conviene usare un contenitore ampio, che abbia fori di drenaggio efficaci e uno strato di materiale drenante sul fondo. Le annaffiature devono essere moderate, quindi è meglio poca acqua ma ben gestita, evitando sia la siccità prolungata nei primi anni sia l’eccesso costante di umidità.

Un altro aspetto da considerare è la crescita. Il pino mugo cresce lentamente, ma col tempo può diventare ingombrante. Esistono varietà più compatte, adatte ai piccoli giardini o alla coltivazione ornamentale, mentre le forme più vigorose richiedono più spazio. La potatura deve essere minima: si eliminano rami secchi o danneggiati, senza forzare troppo la forma naturale della pianta.

FAQ

Cos’è il pino mugo?

Il pino mugo (pinus mugo) è una conifera spontanea tipica delle zone alpine e prealpine. Cresce a quote elevate, spesso in condizioni climatiche avverse, e si distingue per la sua forma arbustiva e per l’intenso profumo resinoso. È noto soprattutto per le sue proprietà balsamiche, espettoranti e antinfiammatorie. Dalle sue gemme e dai suoi aghi si ricavano estratti utilizzati in fitoterapia e aromaterapia. Varie parti della pianta sono impiegate per la produzione di oli essenziali, unguenti e infusi.

Cosa si usa del pino mugo?

Del pino mugo si utilizzano prevalentemente le gemme, gli aghi e talvolta le giovani pigne. Le gemme vengono raccolte in primavera, quando sono ancora tenere e ricche di principi attivi. Gli aghi invece si impiegano per infusioni, decotti o estrazioni in olio e alcol; infine le pigne vengono talvolta utilizzate nella produzione di sciroppi.

Che sapore hanno gli aghi di pino mugo?

Gli aghi di pino mugo hanno un sapore molto aromatico, resinoso e leggermente amaro. Il profilo gustativo ricorda quello di alcune erbe officinali e di alcune varietà di tè verde molto intense. Quando vengono infusi rilasciano note fresche, balsamiche e pungenti, che possono risultare piacevoli soprattutto in inverno. Il sapore degli aghi può variare leggermente in base alla freschezza del materiale vegetale e al metodo di preparazione.

A cosa fa bene il pino mugo?

Il pino mugo è noto per le sue proprietà balsamiche, espettoranti e antinfiammatorie. È utile in caso di raffreddore, tosse, sinusite e altre affezioni delle vie respiratorie. Grazie ai suoi composti volatili, come i terpeni, ha un’azione decongestionante e favorisce la fluidificazione del muco.

Ricette tisane o tè ne abbiamo? Certo che si!

4.4/5 (8 Recensioni)
Riproduzione riservata

2 commenti su “Tisana al pino mugo, una bevanda dal sapore selvatico

  • Lun 26 Giu 2023 | giorgio baggio ha detto:

    buongiorno : domanda, per la tisana di pino mugo le foghie vanno essicate?
    se essicate si possno conservare per tisane anche nel periodo invernale ossia
    in quel periodo dove non è possibile trovare le foglie causa neve?
    grazie per la risposta

    • Mer 28 Giu 2023 | Tiziana Colombo ha detto:

      E’ un’ottima idea. Per ora ho utilizzato foglie fresche ma seguiro’ il suo consiglio.

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