Tisana al pino mugo, una bevanda dal sapore selvatico

tisana al pino mugo

Tisana al pino mugo, una bevanda per rilassarsi e meditare.

La tisana al pino mugo è una tisana diversa dalle altre. In primis per l’ingrediente principale, ossia il pino mugo, un cespuglio aghiforme sempreverde. Il pino mugo non è tra le più piante più utilizzate, né in ambito officinale né tantomeno gastronomico. Tuttavia può dare molto in termini di gusto, versatilità e proprietà nutrizionali.

In secondo luogo questa tisana è particolare in quanto il procedimento richiede una piccola variazione sul tema delle classiche tisane. Anzi, assomiglia quasi a un decotto, infatti gli aghi vanno sobbolliti insieme all’acqua e poi lasciati in infusione. E’ un passaggio necessario visto che sono piuttosto coriacei. Il consiglio è di utilizzare la fiamma molto bassa in quanto i principi nutritivi potrebbero deteriorarsi.

Il pino mugo è una specie particolare. Si parla di aghi, ma in realtà sono foglie aghiformi. Sono dure e non possono essere consumate a crudo. Il pino mugo cresce spontaneo ad altitudini elevate, inoltre, come molte specie di conifere, è un sempreverde. Pur non essendo molto conosciuto, fa parte di alcune tradizioni locali, soprattutto di alcune zone alpine e appenniniche.

Le proprietà del pino mugo

Il pino mugo, utilizzato nella nostra tisana, si fa apprezzare per le sue proprietà officinali. Non mancano comunque principi nutritivi di base, presenti in generale nelle verdure e negli ortaggi. Il riferimento è alla vitamina C, che abbonda negli aghi del pino mugo.

Per inciso, la vitamina C svolge un ruolo antiossidante, quindi aiuta a ridurre l’insorgenza del cancro contrastando i radicali liberi. Inoltre supporta le difese immunitarie e aumenta la capacità di contrasto alle infezioni.

Per quanto concerne le proprietà officinali, il pino mugo si caratterizza per una buona capacità antisettica. Dunque, può essere utile per prevenire le classiche affezioni all’apparato respiratorio ed alleviarne i sintomi nel caso in cui si fosse già contratta la malattia.

Infatti, il pino mugo può essere definito come una pianta “balsamica”. In virtù di ciò risulta utile in caso di tosse, mal di gola, raffreddore e stati influenzali più o meno pronunciati. Queste proprietà si trasmettono o, per meglio dire, vengono esercitate soprattutto quando il pino mugo viene sottoposto a uno specifico trattamento, ovvero quando viene trasformato in tisana.

Anche perché, come ho già spiegato, l’unico modo per poter preparare la tisana di pino mugo è quello di fare in modo che assomigli a un decotto. In parole povere, essendo coriaceo, necessità di una sottospecie di cottura (o sobbollitura, per essere più precisi).

tisana al pino mugo

Gli usi di un prezioso cespuglio aghiforme

Dell’uso principale del pino mugo ho già parlato, ed è la tisana o il decotto. Tuttavia, va segnalato anche l’uso esterno. Dal pino mugo, infatti, si possono ricavare delle utili tinture. In questo caso specifico si utilizzano le gemme, ovvero la parte finale del germoglio.

Queste racchiudono tutti i principi attivi della pianta e sono più facilmente lavorabili, almeno in questo specifico ambito.Il pino mugo, però, ha applicazione anche nella gastronomia. Gli aghi, una volta sottoposti a bollitura, possono fungere da originale ingrediente.

Esercitano, in questo caso, la funzione di spezia. Ho utilizzato il pino mugo in una ricetta che mi ha colpito molto, ovvero il salmone al pino mugo. Un connubio tra sapori tradizionali con sapori sui generis, e si presenta con un impatto estetico notevole.

Del pino mugo si utilizzano persino le pigne, infatti in alcune zone del Trentino vengono impiegate per produrre una deliziosa grappa. Stesso discorso per lo sciroppo, infatti in entrambi i casi vengono aggiunti numerosi ingredienti, non ultimo il miele.

Il miele come ingrediente facoltativo

Il sapore del miele si sposa molto bene con quello del pino mugo. Quando compaiono insieme all’interno di una tisana, creano un interessante contrasto tra sentori dolci e sentori balsamici. Ebbene, lo stesso accade nel caso della tisana al pino mugo. La questione ruota attorno al sapore “forte” del pino mugo, che alcuni potrebbero giudicare eccessivo, selvatico e troppo balsamico.

La soluzione è però a portata di mano, ossia basta aggiungere un po’ di miele. Esso funge da dolcificante. E’ bene, infatti, assaggiare la tisana al pino mugo prima di terminare l’infusione. Se all’assaggio si percepisce un sentore eccessivo è opportuno integrate il miele.

La presenza del miele è giustificata anche dalle sue proprietà nutrizionali, infatti è ricco di vitamine e sali minerali, che esprimono anche una certa varietà. E’ ricco anche di antiossidanti. Inoltre il suo indice glicemico è basso, almeno rispetto allo zucchero (una buona notizia per chi soffre di diabete). Infine, avete a disposizione molte varietà di miele.

Se cercate un miele dal sapore forte, dirigetevi sul classico millefiori. In caso contrario potreste optare per il più delicato miele di acacia. Se invece puntate a un miele aromatico e dal sapore speciale, puntate sul miele di ulmo, un miele tipico cileno ma abbastanza reperibile.

Studi fatti dall’Università di Ferrara hanno verificato l’efficacia clinica e l’assenza di nichel su molti prodotti contenente il pino mugo.

Ecco la ricetta della tisana al pino mugo:

Ingredienti:

  • q. b. di aghi di pino mugo,
  • q. b. di acqua,
  • miele (facoltativo).

Preparazione:

Per la preparazione della tisana iniziate lavando le foglie di pino mugo e tagliando le estremità marroni, che sono piuttosto legnose. Se possibile, preferite gli aghi giovani che sono di un bel verde.

Tritate gli aghi più finemente che potete e trasferiteli in un pentolino pieno d’acqua. Ora scaldate il tutto a fiamma molto bassa, in questo modo la vitamina C (presente negli aghi) tenderà a non degradarsi con il calore.

Fate sobbollire per 20 minuti, poi spegnete il fuoco e lasciate riposare gli aghi in infusione nell’ acqua bollente . Di base dovrebbero bastare 10 minuti. Tuttavia, come accade per tutte le tisane, maggiore è il tempo di infusione e più intenso è il sapore.

Durante l’infusione assaggiate la tisana, quando il gusto vi soddisfa procedete con il filtraggio. Se reputate il sapore del pino mugo troppo selvatico, potete equilibrarlo con un po’ di miele. Non è consigliato assumere questa tisana più di due volte al giorno.

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