Portulaca , l’erba infestante dalle innumerevoli proprietà benefiche per l’organismo

La portulaca, origini e diffusione di una pianta rustica speciale

La portulaca (Portulaca oleracea) è una pianta erbacea infestante appartenente alla famiglia delle Portulacaceae. È caratterizzata da foglie carnose di forma ovale e cresce facilmente in ambienti soleggiati richiedendo poca acqua.

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi… infatti, la storia della portulaca risale molto indietro nel tempo: di origini probabilmente asiatiche, pare venisse usata come medicinale già dagli antichi egizi; mentre, nel Medioevo sarebbe comparsa in tavola. Conosciuta in tutta Italia con nomi diversi – porcellana o erba grassa in Lombardia, porcacchia nel Lazio e nelle Marche e precacchia in Abruzzo, solo per riportarne alcuni – nonostante sia molto diffusa nei nostri orti, giardini e campi, è ancora poco utilizzata. Peccato perché vanta innumerevoli proprietà e in cucina potrebbe essere molto apprezzata per la sua versatilità.

Le virtù terapeutiche ovvero perché scegliere di consumare la portulaca

Innanzitutto la portulaca ha riconosciute proprietà diuretiche, depurative, dissetanti, anti diabetiche e anti colesterolo. Ricca di fibre, possiede pochissime calorie, 16 kcal per 100 grammi di prodotto. Inoltre, contiene vitamina A, alcune vitamine del gruppo B, vitamina C, sali minerali come magnesio, manganese, fosforo, zinco, selenio, ferro, calcio, potassio, sodio, rame, ed è fonte di acidi grassi polinsaturi del tipo omega 3, oltre a flavonoidi e acido a-linoleico. In aggiunta, migliora la salute della vista e della pelle.

portulacaInfatti, nel primo caso, grazie alla vitamina A (retinolo) e al beta-carotene fornisce potenti antiossidanti e sostanze essenziali per il benessere dei nosstri occhi. La portulaca, di fatti, elimina i radicali liberi che attaccano le cellule degli occhi e che causano la degenerazione maculare e la cataratta.

Buonissima anche dal punto di vista culinario, vediamo, ora, insieme, quali sono alcuni utilizzi di questa preziosa erba selvatica.

Le ricette e gli usi in cucina: quanti piatti gustosi e molto salutari

Ogni parte della portulaca è commestibile: le foglie, i fiori, i semi e i gambi teneri.

In cucina si possono consumare soprattutto le foglie e i rami più teneri, utilizzati crudi in aggiunta a insalate di misticanza e rucola (dopo un’attenza pulitura e risciacquo) o in abbinamento ad altre verdure e ortaggi. Una volta sbollentata e fatta insaporire in padella è, invece, il condimento ideale per primi piatti a base di pasta, frittate, ripieni, per pesti originali oltre ad esser perfetta se aggiunta alle patate per preparare gnocchi ghiotti. In più, tagliata a tocchetti la si può poi conservare sia in salamoia che sott’aceto.

Se torniamo indietro nel tempo, alla prima metà del Novecento, scopriamo che nel Sud Italia la portulaca era tra gli ingredienti più usati dalla cucina “povera”. Nella cucina napoletana, ad esmpio, la portulaca veniva abbinata tradizionalmente alla rucola per la preparazione delle insalate. Anche nella cucina siciliana la portulaca trovava spazio come protagonista di insalate estive, con un abbinamento tipico che prevedeva cetrioli e pomodori. Nella cucina romana, infine, la portulaca faceva parte del misto di insalate ed erbe che costituiscono la misticanza.

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