Tagliatelle al sugo di piccione, un primo piatto rustico
Tagliatelle al sugo di piccione, un primo diverso dal solito
La tagliatelle al sugo di piccione sono un primo piatto dal sapore forte, ma adatto a tutti i palati. Il piatto esula un po’ dalla tradizione dei primi all’italiana, che mantengono di solito una leggerezza di fondo. Per comprendere la differenza è sufficiente dare un’occhiata alla lista degli ingredienti, che comprendono il lardo, grasso per definizione. Ciononostante, reputo giustificata e anzi consigliata la preparazione di questa ricetta. D’altronde, una volta ogni tanto è lecito “sgarrare”, e il sapore vale certamente il sacrificio in termini di calorie.
La ricetta, poi, è abbastanza semplice. Il procedimento è molto simile a quello della pasta al ragù, con qualche novità dovuta proprio alla presenza del lardo. Per esempio il soffritto va preparato in un secondo momento, mentre le verdure vanno poste da subito su una base di olio, lardo sciolto e aglio, che va tolto appena acquisisce la doratura. Per il resto il procedimento ricalca quello del ragù: si aggiunge la carne, si sfuma con il vino (mi raccomando a fiamma alta) e si aggiungono anche i pomodori da sugo. Tuttavia, se occorre, il sugo va allungato con il brodo, anche perché la carne tende ad assorbire molti liquidi e vi è il rischio che la salsa diventi troppo densa.
Ricetta tagliatelle al sugo di piccione
Preparazione tagliatelle al sugo di piccione
Per la preparazione delle tagliatelle al sugo di piccione procedete come segue:
- In una pentola mettete a scaldare due cucchiai di olio d’oliva, poi aggiungete uno spicchio d’aglio e 50 grammi di lardo.
- Fate insaporire per qualche minuto, poi eliminate l’aglio appena è diventato dorato.
- Ora lavate le verdure, pulitele e mettetele in una padella con l’olio già caldo.
- Preparate così un soffritto, abbassando la fiamma al minimo.
- Aggiungete i piccioni ben puliti, cuoceteli da un lato e dell’altro, poi versate il vino, alzate la fiamma e fate sfumare.
- Versate a questo punto i pomodori pelati, senza semi e fatti a pezzettini.
- Aggiustate di sale e cuocete per almeno 45 minuti, fino a quando il sugo apparirà con un colore meno intenso.
- Se ne avvertite la necessità, allungate il sugo con qualche mestolo di brodo. Intanto cuocete le tagliatelle in acqua con un po’ di sale, scolatele e fatele saltare in padella con il sugo.
- Infine servite e buon appetito.
Ingredienti tagliatelle al sugo di piccione
- 2 confezioni di tagliatelle rustiche De Angelis
- 2 piccioni puliti
- 1 bicchiere di vino rosso
- 50 gr. di lardo
- 500 gr. di pomodori da sugo maturi
- mix per soffritto (cipolla
- sedano
- carota)
- 1 spicchio d’aglio
- 2 mestoli di brodo
- 4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- q. b. di sale
- q. b. di pepe
Tutta la bontà della carne di piccione
Tra gli ingredienti peculiari di queste tagliatelle al sugo spicca proprio la carne di piccione. Non è tra le carni più consumate, anche perché attorno a questo animale gravitano pregiudizi alquanto contrastanti. Il piccione, infatti, viene considerato un volatile sporco, che non lo si associa alla buona tavola. Va detto che, in questo caso, non si utilizzano mai piccioni di città, ma piccioni da selvaggina o da allevamento. Fatte queste precisazioni, vale la pena decantare le lodi del piccione dal punto di vista nutrizionale. Stiamo parlando, infatti, di una carne che può regalare molte soddisfazioni.
L’apporto proteico è buono, dal momento che pesa per ben il 18%. Stesso discorso per i sali minerali, tra cui troviamo il fosforo, il potassio, il magnesio, il ferro e il calcio in dosi significative. L’unico difetto riguarda il sodio, il cui apporto è in media superiore a quello delle altre carni. La quota di grassi è invece al di sotto della media e si attesta sulle 142 kcal per 100 grammi. Per quanto concerne le vitamine, si segnalano buone dosi di vitamina B3 e vitamine PP. La carne di piccione, ovviamente, è anche buona, ha un sapore caratteristico che ricorda quello degli altri volatili, ma è decisamente più rustica e tendente sul selvatico.

Le insospettabili proprietà del lardo
Ad alcuni farà storcere il naso la presenza del lardo in queste tagliatelle al sugo di piccione. E’ infatti considerato un ingrediente grasso per eccellenza, dunque da evitare. In realtà, dal punto di vista nutrizionale, è importante inserire anche i grassi nella nostra dieta, pur con le dovute precauzioni. Il lardo, poi, impatta notevolmente sotto il profilo organolettico, infatti insaporisce soprattutto quando viene abbinato alla carne vera e propria.
Inoltre presenta dei valori nutrizionali di tutto rispetto. Per quanto concerne la quota di grassi, che è preponderante, va detto che buona parte di questi sono grassi buoni, che fanno parte alla categoria degli acidi grassi omega tre. Dunque fanno bene al cuore, riducendo il colesterolo cattivo e le possibilità di andare incontro a patologie acute (infarti, ictus etc.). In occasione di questa ricetta, il lardo va sciolto nell’olio caldo insieme all’aglio. Ciò rappresenta la base per il soffritto e quindi della salsa nel suo complesso. Nonostante tutto, però, è doveroso mettere in guardia da un consumo eccessivo di lardo, d’altronde questo ingrediente apporta ben 900 kcal per 100 grammi.
Preparare delle tagliatelle di qualità significa partire da una sfoglia ben lavorata. La farina, preferibilmente 00 o una miscela arricchita da semola, viene impastata con uova a temperatura ambiente fino ad ottenere un composto elastico. Dopo un periodo di riposo la sfoglia va stesa molto sottile e tagliata con una lama affilata. In questa fase è essenziale mantenere una leggera infarinatura per evitare che la pasta si attacchi.
Come preparare un brodo vegetale perfetto per le tagliatelle al sugo di piccione
Il brodo vegetale non è esattamente il protagonista di queste tagliatelle al sugo di piccione, ma il suo apporto è comunque fondamentale se lo scopo è quello di creare una salsa dalla texture gradevole e sufficientemente liquida. La sua funzione, infatti, è quella di allungare la salsa al bisogno. In realtà l’utilizzo del brodo vegetale è quasi sempre necessario, dal momento che la carne di piccione richiede tempi lunghi e tende ad assorbire i liquidi più degli altri tipi di carne. Dunque fate attenzione ad aggiungere il brodo ogni qual volta risulta necessario.
Ovviamente esistono differenti tipi di brodo. La sua stessa presenza, benché in qualità di alimento di supporto, incide sul piano organolettico. In questa ricetta ho volutamente utilizzato il brodo vegetale, un concentrato di gusto e proprietà nutrizionali. In ogni caso sappiate che la scelta degli ingredienti è fondamentale: le verdure devono avere un grado di maturazione media, oltre a distinguersi per le differenti varietà. Ovviamente, se non avete voglia di preparare il brodo in prima persona, potete utilizzare il relativo prodotto industriale.
Per la ricetta ho trovato il Lardo di cinta senese. Un prodotto tipico toscano stagionato con sale e aromi naturali che non contiene conservanti, additivi e in particolare senza glutine, lattosio e derivati del latte. Presenta un’elevata quantità di acido oleico e di acidi grassi polinsaturi . L’acido oleico è utile per combattere il colesterolo. Sicuramente il lardo più famoso è il Lardo di Colonnata (protetto dal marchio IGP) in compagnia dal Lardo di Arnad (Protetto dal marchio DOP) ma vi garantisco che anche questa varietà è molto apprezzata.
Carne di piccione, un’inaspettata risorsa in cucina
Le tagliatelle con il sugo di piccione non sono l’unica ricetta che si può preparare con questo tipo di carne. Il piccione, infatti, è un ingrediente molto più versatile di quanto si possa immaginare. Come abbiamo visto, la sua carne ricorda vagamente quella della selvaggina leggera e si presta a tantissime preparazioni. Per esempio, può diventare protagonista di arrosti succosi, magari farciti con erbe aromatiche e pancetta, oppure può essere utilizzato per creare ragù raffinati, perfetti per condire pasta fresca o gnocchi fatti in casa.
Ma è ottimo anche in umido, magari cucinato lentamente con vino rosso, cipolle e spezie, in modo da ottenere una salsa morbida e ricca. Il piccione fa parte anche di alcune ricette regionali. In questo ambito viene impiegato per ripieni importanti, come quello delle paste ripiene o dei tortini salati. Del piccione si predilige il petto, che viene scottato velocemente, dando vita a un secondo elegante, da servire con riduzioni di frutta o con verdure di stagione.
Il sugo di piccione, aromatico e strutturato, si abbina perfettamente a vini rossi eleganti ma non troppo invadenti. E’ ottimo un Pinot Nero dell’Alto Adige, capace di sostenere la complessità del piatto senza coprirlo. In alternativa si può optare per un Chianti Classico giovane o per un Nebbiolo leggero, entrambi in grado di esaltare il gusto intenso della carne.
Tagliatelle al ragù, una ricetta classica
Viso che si parla di tagliatelle vale la pena soffermarsi sulla ricetta classica, ovvero sulle tagliatelle al ragù. Questo piatto è il simbolo della tradizione emiliana e rappresenta una perfetta sintesi tra passione per la pasta fresca e amore per i condimenti più saporiti. Preparare un buon ragù non è difficile, ma richiede del tempo, a partire dalle base. Quella perfetta è composta dal soffritto con sedano, carota e cipolla, al quale viene aggiunta la carne macinata, che deve essere rosolata con pazienza.
Poi si sfuma con il vino e si aggiunge il concentrato di pomodoro, il brodo e le erbe aromatiche. La cottura lenta permette agli ingredienti di armonizzarsi, dando vita a un sugo denso e fragrante, ideale per accogliere la ruvidità delle tagliatelle all’uovo. Il ragù classico è il termine di paragone naturale per le varianti come quella al piccione, entrambe condividono lo spirito della cucina di una volta, fatta di sapori pieni e cotture lente, ma ciascuna porta con sé caratteristiche distintive.
FAQ sulle tagliatelle al sugo di piccione
La carne di piccione è sicura da mangiare?
Si, purché provenga da allevamenti controllati o da fornitori certificati. Il piccione da cucina non è quello cittadino, ma un volatile allevato appositamente per uso gastronomico. La carne è sana, nutriente e ricca di proteine. È importante cuocerla correttamente, soprattutto quando viene utilizzata per ragù o arrosti, così da eliminare eventuali batteri residui.
Il sugo di piccione è difficile da preparare?
Il sugo di piccione non è difficile da preparare, richiede più tempo che tecnica. La carne deve essere disossata e cotta lentamente, così che diventi tenera e rilasci un sapore pieno. Il processo è simile a quello di un ragù tradizionale. Una volta ottenuto il fondo si procede tritando la carne e amalgamandola alla salsa. È una preparazione rustica, ma molto gratificante.
Qual è il miglior formato di pasta per il ragù di piccione?
Le tagliatelle restano la scelta più armoniosa grazie alla loro superficie ruvida, che trattiene il condimento. Tuttavia anche le pappardelle, le fettuccine o i maltagliati funzionano benissimo. L’importante è scegliere una pasta fresca all’uovo e un formato largo, che valorizzi la consistenza del ragù. Evitate formati di pasta corti in quanto disperderebbero il sapore.
Il piccione può sostituire altre carni nei ragù?
Assolutamente si, può sostituire manzo, vitello o maiale per ottenere un ragù più leggero e aromatico. Il risultato è particolarmente adatto a chi cerca sapori meno grassi o vuole stupire con una variante raffinata. È sufficiente adattare la base aromatica e modulare la cottura, che richiede comunque tempi medio-lunghi.
Come si conserva il ragù di piccione?
Il ragù si conserva in frigorifero per 2-3 giorni, chiuso in un contenitore ermetico. In alternativa può essere congelato per circa tre mesi senza perdere qualità. È consigliabile congelarlo in porzioni così da scongelare solo ciò che serve. Quando si riscalda basta aggiungere un po’ d’acqua (o di brodo) per riportarlo alla consistenza originale.
Ricette con la carne di piccione ne abbiamo? Certo che si!
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